Ictus, mortalità più alta in Sicilia. Nasce una rete per gli interventi

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 30 Set 2019 alle ore 6:17am

Di ictus in Sicilia si muore in media più che nelle altre regioni di Italia (7,5 contro 10,2 ogni 10 mila abitanti maschi; 6,4 contro 9,4 per le donne). Per migliorare in efficienza e tempestività negli interventi, come scrive Antonio Giordano sul Giornale di Sicilia in edicola, arriva un decreto dell’assessorato regionale alla Salute a firma di Ruggero Razza, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale e che approva le linee di indirizzo per la rete dell’ictus cerebrale e il percorso diagnostico terapeutico assistenziale per il paziente con sospetto ischemia cerebrale.

Nel documento si demanda ai direttori generali delle Ssp e a quelli delle aziende sede di stroke unit (i centri di urgenza ad hoc della neurologia e con personale specializzato) di attuare quanto previsto «secondo logiche di sistema in rete».

Si cerca, dunque, di fare di più nel campo della prevenzione e degli interventi in una regione come la Sicilia in cui nel periodo 2004-2010 il numero medio dei decessi osservati è stato di 6.994 con una prevalenza (58,8%) di donne.

I dati parlano di ictus e infarto che uccidono ogni anno 240.000 persone e rappresentano la prima causa di morte e invalidità. Le cause o i fattori di rischio noti sono il colesterolo alto, l’obesità, il fumo, l’uso di sostanze eccitanti e un’inadeguata attività fisica. “Ma restano ancora incredibilmente sottovalutate”, sottolinea Michele Gulizia, direttore della Cardiologia dell’Ospedale Garibaldi-Nesima di Catania e presidente della Fondazione per il Tuo cuore dell’Associazione Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco).

Non solo, imparare a riconoscere i sintomi può evitare conseguenze anche peggiori. Il ministero della Salute, sul suo sito, sottolinea che è fondamentale riconoscerli immediatamente per poter intervenire poi tempestivamente. Tra questi paresi facciale (cioè quando un lato del viso non si muove bene come l’altro); deficit motorio degli arti superiori (cioè quando uno degli arti superiori non si muove o cade se confrontato con l’altro); difficoltà nel linguaggio. Ma altri campanelli d’allarme possono essere l’improvvisa perdita di forza e di sensibilità ad un braccio o gamba o di una metà del viso, l’improvvisa perdita di vista che riguardi uno o entrambi gli occhi, l’improvvisa perdita di equilibrio, un improvviso e molto forte mal di testa.