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Carenza di vitamina B12, come accorgersene?

Pubblicato il 11 Ott 2018 alle 11:37am

Se soffriamo di mal di testa, affaticamento fisico e mentale, perdita di appetito, allora possiamo avere una carenza di vitamina B12. (altro…)

Uomo contagiato dal vaiolo delle scimmie, prima volta in Europa. Non esiste ancora un vaccino

Pubblicato il 12 Set 2018 alle 6:35am

E’ allarme in Gran Bretagna per il primo caso di vaiolo delle scimmie, molto simile al vaiolo umano, in un paziente proveniente dalla Nigeria. Si tratta, come riferiscono media britannici, del primo caso in Europa. La malattia rara di origine virale sarebbe stata riscontrata sabato scorso in un ufficiale della Marina nigeriana di stanza presso una base navale in Cornovaglia. Gli esperti di Public Health England ritengono che l’uomo abbia contratto il virus in Nigeria, dove la malattia è endemica, prima di intraprendere il suo viaggio per la Gran Bretagna il 2 settembre scorso. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive del Royal Free Hospital di Londra, dove sono state messe in atto severe procedure di isolamento.

Come si manifesta? Secondo quanto riferisce l’Independent, il vaiolo delle scimmie non si trasmette facilmente. La maggior parte dei pazienti si riprende in poche settimane, ma in alcuni casi può manifestarsi in modo molto grave. I sintomi iniziali compaiono circa 12 giorni dopo l’esposizione di contagio con malessere generale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, linfonodi ingrossati e spossatezza. In un secondo tempo si manifesta un rush cutaneo, con bolle che compaiono prima sul viso e poi sul resto del corpo. Le autorità sanitarie stanno rintracciando le persone che erano sul volo con lui, circa 50 e i suoi familiari.

Il tasso di mortalità è di gran lunga inferiore al ‘classico’ vaiolo: i casi variano dall’1 al 10%, la maggior parte delle persone riescono a guarire, ma in alcuni casi il vaiolo delle scimmie può anche uccidere. Ad oggi non esiste ancora un vaccino per debellarla.

Caffè come capire se siamo a rischio dipendenza da caffeina

Pubblicato il 22 Ago 2018 alle 7:33am

Sono veramente tante, le persone che non riescono a dire no ad un caffé. Per le quali è quasi una sorta di dipendenza, perché ne bevono veramente tanti nel corso della giornata.

Ma come fare a capire se anche noi siamo dipendenti alla caffeina? Secondo gli esperti, per rendersi conto di ciò è importante osservare sintomi.

Quali? Se è presente un frequente mal di testa, se abbiamo difficoltà a concentrarci, se abbiamo un battito accelerato, un umore volubile, uno stato d’ansia generalizzato: e soprattutto se abbiamo difficoltà a di ridurre la quantità giornaliera di questa sostanza.

La caffeina, tra le altre cose, non è contenuta solamente nel caffè, ma anche nel tè e in molte bevande e bibite come ad esempio la Cocacola, le bevande energetiche, in cui è contenuta anche in quantità superiore.

Attenzione dunque, al caffè, ma anche ad altre bevande che la contengono.

Ha 25 anni ma ne dimostra 12: la strana malattia di Tomasz Nadolski

Pubblicato il 16 Ago 2018 alle 8:27am

Ha uno strano disturbo molto raro noto come “la malattia di Fabry” ecco allora, che il polacco Tomasz Nadolski dimostra 12 anni anziché 25. La sindrome può provocare danni a reni e al sistema cardiovascolare e rendere l’organismo umano incapace di sintetizzare le molecole lipidiche. (altro…)

Attenzione alla Zanzara Culex, si registrano in Italia già 5 decessi

Pubblicato il 14 Ago 2018 alle 9:52am

Si chiama Culex e trasmette un virus che può essere a volte anche fatale, il West Nile. Al momento si registrano in tutto già cinque decessi di persone punte dalla Culex. Tre in provincia di Ferrara e due in Veneto.

Le due vittime più recenti hanno 69 e 86 anni. Erano già affette da patologie cardio-vascolari ed erano state ricoverate rispettivamente il 30 e il 31 luglio scorso all’ospedale Sant’Anna.

La Ausl ferrarese ricorda che già alla fine del mese di luglio si era registrata una morte di un paziente, residente a Cento.

Nel Ferrarese i casi registrati sono sei. Ai tre deceduti si sommano altrettante persone ancora ricoverate con diversi sintomi che causa non pochi problemi. Altri due episodi mortali, invece, si erano registrati nei giorni scorsi a Legnano (Verona) ed Este (Padova). In Veneto sono circa quaranta i casi che si sono risolti positivamente.

In circa una circostanza su mille la malattia può rivelarsi grave per l’insorgenza di manifestazioni neuro invasive, specie in soggetti anziani o debilitati da altre patologie. Nell’uomo, tra le altre cose, l’infezione è subdola perché la maggior parte dei casi è asintomatica, ma si può presentare anche con febbre, cefalea, dolori muscolari ed eruzione cutanea.

Mal di schiena, gli esercizi da fare a casa

Pubblicato il 08 Ago 2018 alle 10:27am

Il mal di schiena è uno dei problemi di salute più diffusi tra la popolazione italiana. Colpisce 8 persone su 10 almeno una volta nella vita; e soprattutto nella zona lombare della schiena.

È una delle patologie più frequenti e conseguenza di disabilità lavorativa, assenze dal lavoro.

Uomini e donne vengono ugualmente interessati e l’intensità del dolore può essere da più intenso a meno intenso, persistente o improvviso che lascia la persona incapace di muoversi.

Il dolore può comparire bruscamente a causa di un incidente o sollevando qualcosa di pesante, oppure per cambiamenti legati all’età della colonna vertebrale o posture errate.

Gli stili di vita sedentari possono influire infatti sulla comparsa del mal di schiena, soprattutto quando una spiccata sedentarietà nei giorni lavorativi è interrotta da un eccesso di esercizio fisico nel fine settimana.

La maggior parte dei mal di schiena è acuta, dura da pochi giorni a poche settimane; tende a risolversi spontaneamente attraverso una blanda automedicazione o tramite esercizi e terapie mirate.

Il dolore subacuto è invece caratterizzato da una durata che va da 4 a 12 settimane.

Il dolore cronico della schiena è definito come dolore che persiste per 12 settimane o più; indicativamente 1 persona su 5 che manifesti dolore acuto del mal di schiena svilupperà dolore cronico con sintomi persistenti fino ad un anno.

Qui sotto vi proponiamo alcuni esercizi mirati per il mal di schiena, da poter fare anche presso la propria abitazione.

Estate, dal tetano alla tigna, le 5 patologie anche gravi trasmesse dagli animali

Pubblicato il 08 Ago 2018 alle 6:25am

Morsi e graffi di animali come cani, gatti, volpi, pipistrelli, topi e scimmie essere causa di infezioni anche gravi.

Un pericolo che aumenta soprattutto in estate, e soprattutto se si viaggia in paesi lontani.

Ad mettere in guardia è l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, con una guida che spiega passo passo come riconoscere e curare malattie come rabbia, tetano e scabbia.

La RABBIA è diffusa in tutto il mondo e a causa di essa muoiano più di 55 mila persone soprattutto in Asia e Africa.

“Se pur in Italia gli ultimi casi di rabbia endemica sono stati segnalati nel 2011, in caso di morso da parte di animali selvatici, cani randagi o pipistrelli”, sottolinea Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente di WAidid, “lavare le ferite con acqua e sapone, rimuovere eventuali materiali estranei, usare comuni disinfettanti e recarsi sempre al centro medico più vicino per valutare la necessità di profilassi anti-rabbica”.

Il TETANO, malattia infettiva acuta causata dal batterio normalmente presente nell’intestino di mucche, pecore e capre si presenta con sintomi quali contrazioni muscolari, febbre, sudorazione, tachicardia. Si interviene con la somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche e l’accurata pulizia della ferita infetta.

La prevenzione si basa sulla vaccinazione e i richiami ogni 10 anni.

La MALATTIA DEL GRAFFIO DI GATTO, è dovuta invece ad un parassita trasmesso all’uomo dalle pulci del gatto e che causa linfonodi ingrossati. Da 3 a 10 giorni dopo il graffio, compare una lesione cutanea pustolosa o vescicolosa, che può persistere per giorni o settimane, guarendo senza lasciare cicatrici. La terapia si basa sull’impiego di macrolidi.

La TIGNA è una micosi cutanea, causata da funghi che colpisce gli animali domestici e l’uomo su capelli, pelle e unghie. Cani, gatti e topi sono tra i principali responsabili della diffusione di questa ella malattia e gli antimicotici topici sono generalmente efficaci.

La SCABBIA o rogna, molto contagiosa, è causata da parassiti invisibili ad occhio nudo, gli acari, che scavano microscopiche gallerie nella pelle di uomo e animali domestici.

Si manifesta con forte prurito, formazione di vescicole e croste, si può trattare a livello topico utilizzando creme a base benzoato di benzile utili a debellare gli acari e le loro uova.

Veneto, allerta febbre del Nilo

Pubblicato il 02 Ago 2018 alle 11:40am

Il Veneto deve fare i conti con una vera e propria emergenza, la West Nile, la terribile febbre del Nilo. (altro…)

Ipotensione, come riconoscerla

Pubblicato il 05 Lug 2018 alle 6:57am

L’ipotensione, come l’ipertensione, può essere particolarmente fastidiosa e pericolosa, in alcuni casi.

I valori considerati normali solitamente si aggirano intorno ai 120/70 e 140/90 mmHg. La pressione risulta eccessivamente bassa quando la massima è intorno ai 90 mmHg. I sintomi sono abbastanza evidenti e si verificano con stanchezza, irritabilità e capogiri. Se la pressione cala in modo brusco si accusano anche nausea, sudorazione, pallore, vista offuscata e persino svenimento.

Le cause dell’ipotensione possono essere veramente diverse, e variare un soggetto a soggetto. D’estate, ad esempio, il caldo afoso porta l’organismo a diminuire la pressione di qualche mm di mercurio. In questo caso la terapia migliore è quella bere molta acqua, assumere sali minerali, evitare di restare per troppo tempo sotto il sole e consumare, quando è possibile, qualche alimento salato.

Spesso però la pressione bassa può essere causata da alcuni farmaci, come i diuretici (usati contro l’ipertensione), le medicine contro il Parkinson e per trattare l’ipertrofia della prostata. In questi casi è sempre meglio contattare il proprio medico di fiducia per rimodulare il trattamento.

Chi soffre di pressione bassa deve intervenire anche con una corretta alimentazione. Inserire nella propria dieta frutta e verdura di stagione, pochi grassi animali, alcolici, che rendono la digestione lenta e difficile e evitare bagni caldi, saune, bagno turco, che potrebbero peggiorare l’ipotensione.

Punta da una zecca, bimba resta paralizzata e senza poter parlare

Pubblicato il 15 Giu 2018 alle 7:47am

Jessica Griffin, del Mississipi (Usa), ha postato su Facebook diverse foto della sua bambina, punta da una zecca alla testa. La piccola era andata a dormir, e quando si è svegliata la mamma si è accorta che non riusciva più a stare in piedi e a parlare. La donna l’ha portata allora subito in ospedale dove i medici, dopo diverse analisi, hanno scoperto che era affetta da “paralisi delle zecche”. Patologia che sarebbe causata da una tossina che si trova nella saliva della zecca e i cui sintomi si possono risolvere spesso entro 24 ore.

«Per l’amor di Dio! Controlla i tuoi figli! Le zecche sono più comuni nei bambini che negli adulti», scrive la donna su Facebook dopo il grande spavento, «Siamo dovuti andare in ospedale. Kailyn ora è tenuta in osservazione e speriamo che tutto si risolva! Pregate per questa bambina». Poco dopo la mamma ha pubblicato i successivi aggiornamenti sullo stato di salute della piccola, annunciando che la bambina ora sta meglio, ma la preoccupazione è stata veramente tanta!

La puntura di zecca di per sé non è un problema, in quanto può passare inosservata perché in genere non provoca né dolore né prurito. Spesso, però, non ci si accorge di essere stati morsi, per via di alcune sostanze anestetiche iniettate dall’animale e nella maggior parte dei casi, il morso può provocare serie conseguenze.

Perché, proprio tramite il morso la zecca può trasmettere all’ospite eventuali microrganismi (batteri o virus) responsabili di varie malattie. Tra le malattie più frequenti che vengono trasmesse dal morso di zecca abbiamo: il morbo di Lyme e l’encefalite da zecche. Altre, invece, come la rickettsiosi o la febbre ricorrente da zecche, sono molto meno diffuse.