sintomi

Anoressia, in forte aumento tra gli uomini

Pubblicato il 18 Feb 2020 alle 6:37am

Fino a qualche tempo fa l’anoressia veniva considerata una malattia che colpiva soprattutto l’universo femminile. Negli ultimi anni, però, si è invece registrato un forte aumento dei casi di anoressia maschile. (altro…)

Che cos’è l’iperemia?

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:48am

L’iperemia congiuntivale è un arrossamento degli occhi ed è un sintomo abbastanza comune di molte malattie, anche degli stati influenzali, in particolar modo se c’è febbre.

Questa condizione è però, molto spesso persistente o si manifesta in maniera ricorrente è opportuno consultare un oculista.

L’iperemia congiuntivale può essere causata o meno da un trauma. L’occhio può arrossarsi a seguito di un trauma e nascondere quindi lesioni più gravi che vanno oltre il semplice rossore quali ferite o corpi estranei all’interno dell’occhio. Interventi chirurgici agli occhi possono causare infezioni e quindi arrossamento. L’iperemia congiuntivale può inoltre essere causata da:

– secchezza oculare – pianto ed eccessiva lacrimazione – eccessivo consumo di alcol.

L’iperemia congiuntivale è a sua volta il primo segno di diverse patologie oculari: occorre quindi prestare attenzione ai sintomi e manifestazioni della malattia. Si possono distinguere tre tipi di iperemia congiuntivale:

– dovuta a reazione pericheratica – arrossamento con vene dilatate – iperemia della congiuntiva tarsale

La reazione pericheratica può essere un primo sintomo di glaucoma acuto, l’arrossamento con vene dilatate può segnalare la presenza di fistola carotideo-cavernosa, mentre l’iperemia della congiuntiva tarsale o del fornice possono essere sintomo di una comune congiuntivite.

A seconda dei segnali e del tipo di arrossamento, i medici specialisti potranno formulare una diagnosi accurata con relativa terapia: oltre all’arrossamento dell’occhio, gli altri sintomi che accompagnano l’iperemia congiuntivale sono:

– bruciore – sensibilità alla luce – lacrimazione – secrezione – edema – prurito.

Se l’iperemia congiuntivale non è dolente, potrebbe essere sintomo di un’emorragia sottocongiuntivale (spesso asintomatica), congiuntive acuta (con secrezioni, può essere cronica o allergica che si manifesta solitamente con un forte prurito all’occhio. In caso di iperemia congiuntivale accompagnata da dolore, la causa dell’arrossamento può essere dovuta a:

– attacco acuto di glaucoma (spesso accompagnata da nausea) – cheratite – sclerite – corpo estraneo – uveite anteriore acuta (calo della vista).

L’arrossamento dell’occhio può inoltre essere causato da altre cause quali sindrome dell’occhio secco, ipertiroidismo, neovascolarizzazioni, ustioni o terapie croniche a cui è sottoposto il paziente, lenti a contatto.

Prevenzione

Per prevenire tale arrossamento con tutti i sintomi che ne derivano basta evitare l’esposizione prolungata ad aria calda ma soprattutto secca, alla luce del sole o alla permanenza davanti a schermi luminosi. La secchezza è uno dei principali nemici dell’occhio insieme alle infezioni batteriche: per questo motivo bisogna rispettare le basilari norme igieniche e provvedere all’idratazione dell’occhio in caso di eccessiva secchezza.

Attenzione infine alle lenti a contatto: si consiglia di scegliere lenti e detergenti di alta qualità e di provvedere sistematicamente a disinfezione.

Rimedi, gel all’aloe vera, o colliri specifici possono lenire arrossamenti da iperemia.

Infarto, i segnali che arrivano un mese prima

Pubblicato il 30 Gen 2020 alle 8:08am

Ogni anno in Italia si registrano almeno 120 mila persone colpite da infarto, 25mila delle quali non riescono neanche ad arrivare in tempo in ospedale. Riconoscere i sintomi e contrastarli con la giusta solerzia può salvare la vita, alle persone.

Un attacco di cuore, dicono gli specialisti, non si presenta mai all’improvviso e senza preavviso: circa un mese prima, infatti, il nostro organismo invia dei segnali premonitori, almeno 7 che qualcosa non sta andando per il verso giusto, ma spesso non li associamo direttamente all’infarto. Ecco quali sono e a cui prestare molta attenzione:

1) SUDORAZIONE ECCESSIVA: da tenere d’occhio se non è collegata al caldo, alle disfunzioni tiroidee, al cancro o alla menopausa

2) ARITMIA O TACHICARDIA: il cambiamento del ritmo cardiaco è di per sé un campanello d’allarme. Fate caso se questi sintomi sono accompagnati da nausea e conati di vomito.

3) Spesso anche 6 mesi prima dell’infarto, il paziente avverte DISPNEA, ovvero difficoltà a fare respiri lunghi e profondi. Talvolta è scambiata per un attacco di panico o un forte stato di agitazione

4) Anche la NAUSEA, sia a stomaco vuoto che pieno, non va sottovalutata: è un segnale del ‘sequestro’ sanguigno nella zona digestiva per permettere al cuore di alleggerire il circolo del sangue

5) Attenzione al senso di profonda INSONNIA accompagnata da FIACCA: indicano che i tessuti vengono ossigenati di meno perché il cuore sta soffrendo

6) CALVIZIE: il sintomo non sembra affatto collegato all’infarto, ma è considerato un altro segnale dell’arrivo dell’attacco. Avviene soprattutto dietro la testa e non è mai uniforme

7) L’aumento della PRESSIONE ARTERIOSA, collegata a frequenti MAL DI TESTA o EMORRAGIE DAL NASO è un altro campanello d’allarme molto chiaro che il cuore è in sofferenza. Tenere a bada il colesterolo è un valido aiuto per contrastare le patologie cardiache.

Virus Cina, disposizioni per i medici di base italiani

Pubblicato il 24 Gen 2020 alle 7:50am

I medici di famiglia italiani, specie quelli che hanno lo studio nelle grandi città, o dove ci sono gli aeroporti internazionali, si attrezzano per fare fronte ad ogni eventualità che il Coronavirus dalla Cina possa arrivare anche in Italia.

Informazioni sulla situazione, descrizione dei sintomi e percorsi epidemiologici sono stati indicati dall’Iss e dal ministero della Salute vengono trasferiti ai medici di famiglia.

Un alert è già stato inviato ai camici bianchi territoriali di Milano e Roma, soprattutto.

“Vogliamo sottolineare ai cittadini che non siamo in una situazione di allarme, ma vanno predisposte tutte le azioni necessarie affinché la popolazione possa stare tranquilla, soprattutto tenendo conto che in questo momento l’influenza stagionale sta raggiungendo il suo picco”, spiega il segretario nazionale di Fimmg Silvestro Scotti. I sintomi del Coronavirus che si e’ diffuso nella citta’ di Wuhan, in Cina – dice ancora l’esperto – sono praticamente sovrapponibili con quelli portati dall’influenza, “i cittadini devono sapere che i medici di base sono informati ma e’ anche importante che non si crei la psicosi con corse inutili al pronto soccorso per dei normali sintomi influenzali“.

Gli stessi medici di famiglia avranno tutte le informazioni e linee guida necessarie aggiornate sia dall’Iss che dal Ministero. Nell’avviso inviato ai medici di Roma sono contenute anche le indicazioni in caso di viaggio all’estero: “il lavaggio accurato delle mani per almeno 20 secondi, consumare solo cibo ben cucinato e bere acqua in bottiglia, evitare luoghi di assembramento, mercati di animali vivi o morti, evitare il contatto stretto con pazienti malati o in caso non si possano adottare queste misure coprirsi narici e bocca con una mascherina, evitare di tossire o starnutire senza coprirsi con un fazzoletto o in mancanza di questo tossire nell’incavo del gomito”.

Malattia della muffa, come si manifesta?

Pubblicato il 19 Gen 2020 alle 7:29am

La malattia della muffa, è assai poco conosciuta, ma molto diffusa.

Le muffe sono organismi che appartengono al regno dei funghi. Possono avere effetti tossici, allergici o patogeni sugli esseri umani.

Si riproducono attraverso la diffusione di spore. Il loro habitat tradizionale ambienti caldi e umidi.

Le malattie provocate dalle muffe patogene (e in generale da tutti i funghi patogeni) sono di tipo infettivo o infezioni. In generale le infezioni da funghi prendono il nome di micosi.

Le muffe sono composte da tossine che il nostro organismo non riesce ad espellere. Se penetrate nel nostro organismo possono provocare una serie di sintomi che possono anche variare da persona a persona.

Ma come riconoscere la malattia della muffa?

I sintomi più comuni sono:

– Naso che cola. Accompagnato da congestione. Una reazione di difesa naturale dell’organismo, che è attuata attraverso una produzione di muco che serve a contrastare la muffa.

– Starnuti. La muffa può determinare sintomi paragonabili a quelli di un comune raffreddore. Per un’irritazione diffusa nelle vie aeree superiori.

– Tosse. Le spore inalate causano anche tosse e mal di gola.

– Prurito agli occhi. Anche la muffa causa il rilascio di istamina. Da qui il prurito e l’irritazione agli occhi, ma anche a naso e gola. Come avviene nel caso delle allergie.

– Lacrimazione. L’istamina di cui sopra, sempre a scopo difensivo, favorisce la secrezione delle lacrime.

– Secchezza della pelle. La reazione allergica alla muffa può determinare irritazione e infiammazione della pelle.

– Difficoltà a respirare. Quando si inalano le spore della muffa, queste irritano e infiammano le pareti della gola e delle vie aeree, riducendone il lume e quindi il flusso di aria.

– Dolore al petto. Questo sintomo è spesso associato ad una sensazione di pressione.

Justin Bieber, rivela: “Soffro della malattia di Lyme, ma ho combattuto e vinto”

Pubblicato il 10 Gen 2020 alle 8:17am

“Mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme”. Ad annunciarlo è Justin Bieber con un post pubblicato sul suo profilo Instagram. “Molte persone continuavano a dire che Justin Bieber sembrava una merda, che ero sotto metanfetamine, ma non si sono rese conto che recentemente mi è stata diagnosticata la malattia di Lyme, e anche una mononucleosi cronica che ha colpito la mia pelle, le funzioni del cervello e la mia salute in generale”, ha scritto in un lungo messaggio. (altro…)

Ferritina alta, possibili conseguenze

Pubblicato il 04 Gen 2020 alle 11:40am

Essere affetti da iperferrtinemia o ferritina alta, vuol dire avere dei valori non consoni a quelli di riferimento che possono variare tra gli uomini e le donne. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa esso significhi realmente.

I sintomi che ci possono avvertire di questo problema possono essere:

– dolori articolari – palpitazioni – dolore al petto – debolezza inspiegabile – mal di stomaco

Per vedere i valori della ferritina basta un semplice esame del sangue fatto dopo un digiuno di 12 ore. Se nel caso in cui questi valori dovrebbero risultare superiori alla norma si va avanti con altri esami, tra cui: verificare se si è in presenza di anemia, si fa emocromo e reticolociti, poi glicemia e trigliceridi.

Per togliersi tutti i dubbi e verificare lo stato del fegato si può fare una biopsia epatica.

Per quanto riguarda l’alimentazione?

Un’eventuale assunzione di ferro va sospesa sin da subito; per migliorare la fluidità del sangue, si consiglia il consumo di frutta e verdura fresche di stagione. E’ importante cercare di fare attenzione a non aumentare di peso evitando di incorrere in ipercolesterolemia e diabete.

Altre grande importanza va data certamente, anche, all’attività fisica regolare. Nuoto e bicicletta.

E per quanto concerne la terapia? Deve essere fatta rispetto ai problemi di ogni soggetto e seguita da un medico specialista.

Possibili patologie ad essa collegate

– patologie del fegato – diabete di tipo 2 – artrite reumatoide – ipertiroidismo – eccessiva assunzione di alcol – tumori – obesità – stati infiammatori vari

Gonorrea, come si presenta

Pubblicato il 02 Gen 2020 alle 7:58am

La gonorrea è una malattia infettiva a trasmissione sessuale, che viene causata da un batterio, il gonococco (Neisseria Gonorrheae) che ha particolare affinità per le mucose del tratto genitale, maschili e femminili. (altro…)

Vene varicose, quali sono i sintomi principali

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 6:05am

Le vene varicose (o varici) sono vene dilatate, di apparenza tortuosa, incapaci di raccogliere sangue periferico delle gambe e indirizzarne il flusso verso il cuore.

Questa malattia, causata da un malfunzionamento delle valvole delle vene stesse, compromette l’efficacia del sistema safenico (principale sistema venoso superficiale che drena il sangue dalle gambe verso il cuore) e favorisce il reflusso del sangue nei tessuti, con conseguente dilatazione venosa.

Il sangue, infatti, tende a scivolare verso il basso per forza di gravità e quindi a ristagnare nei tessuti più declivi.

Un processo patologico lento ma progressivo che può determinare, alla lunga, l’insorgenza di diverse complicazioni: dai semplici problemi estetici (le varici appaiono infatti tortuose ed in rilievo), sino a possibili trombosi, flebiti o alla severa insufficienza venosa cronica.

I sintomi iniziali delle varici (o vene varicose) sono:

– Sensazione di pesantezza alle gambe dopo aver trascorso molto tempo in piedi – Crampi notturni al polpaccio – Formicolii o prurito alle gambe – Dolori lungo il decorso delle vene – Gonfiore alle gambe

Sintomi che si possono aggravare e possono manifestarsi ancora di più:

– Macchie brune localizzate generalmente nella parte inferiore della gamba, dovute alla fuoriuscita di sangue dalla vena – Eczema, ossia eruzione o rottura di vescicole nella gamba – Aree cutanee più o meno estese, arrossate, dolenti o indurite sulla gamba – Tromboflebite superficiale, ovvero infiammazione della parete venosa che si manifesta con la comparsa di un segmento venoso dolente e indurito su un’area cutanea calda e arrossata – Ulcerazioni (lesioni di lenta guarigione) localizzate in genere in prossimità del malleolo – Sanguinamento spontaneo o a seguito di un trauma dovuto alla rottura di una varice.

Come si mostra una carenza di vitamina B12

Pubblicato il 29 Dic 2019 alle 6:53am

La vitamina B12, è un nutriente essenziale che il corpo richiede e di cui necessita, per produrre i globuli rossi e promuovere un sistema nervoso sano. Non può essere prodotto dai nostri corpi, quindi possiamo trarlo da fonti esterne, come ad esempio fonti alimentari: carne, pesce, pollame, uova e latticini. Le carenze vitaminiche sono molto comuni, in particolare negli anziani, nei vegani e in coloro che hanno subito un intervento chirurgico per la perdita di peso che influenza l’assorbimento di questa vitamina e in soggetti che assumono antiacidi molto frequentemente. Avere carenza di questo importante elemento, può rivelarsi attraverso questi sintomi quali pelle pallida o itterica, debolezza e affaticamento, problemi di equilibrio, diabete, formicolio, problemi orali e altro ancora.

Per quanto riguarda la pelle, essa può apparire pallida o avere una sfumatura gialla (ittero). L’ittero nella pelle o nel bianco degli occhi, proviene anche da un sovraccarico di una sostanza chiamata bilirubina, prodotta da un fegato in continua iperattività, che prova a scomporre i globuli rossi.

Debolezza o affaticamento

Un altro problema che accompagna la carenza di vitamina b12, è la debolezza generale o l’affaticamento. Questo perché i globuli rossi, sono responsabili della distribuzione di ossigeno in tutto l’organismo.

Problemi di equilibrio

Oltre a sentirsi più debole, potremmo rilevare cambiamenti nella capacità di deambulare e muoverci con una certa facilità, questo perché la B12, gioca un ruolo chiave nel sistema nervoso sano e funzionante.

Diabete e salute orale

Un segno precoce di una carenza di B12 (spesso diagnosticata erroneamente come semplice gonfiore o infiammazione della lingua), che può aggravarsi velocemente, con ulcere della bocca, dolorose e pungenti.

Formicolio

Se una carenza di vitamina B12 non viene integrata a dovere, debolezza o affaticamento, posso derivare da un danno anche serio del sistema nervoso, che non arriva a produrre più mielina, sostanza che protegge i nervi. Ciò si manifesta nella sensazione comunemente descritta come “formicolio” e senza un’altra causa evidente, nelle mani e nei piedi.

Mancanza di respiro e vertigini

La stessa mancanza di circolazione delle cellule del sangue, menzionata in precedenza, può farci sentire senza fiato o addirittura girare la testa, senza un motivo, apaprente.

Cambiamenti dell’umore

Bassi livelli di B12, sono stati collegati a molti diversi disturbi cerebrali, come la demenza e la depressione e persino a un umore altalenante che può tendere all’euforia.