Coronavirus, regola di 6 secondi per evitare il contagio

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 07 Apr 2020 alle ore 6:08am

Joshua D. Rabinowitz e Caroline R. Bartman, rispettivamente professore di chimica e genomica e ricercatrice nella stessa disciplina, in un editoriale sul Nyt si occupano di un aspetto poco considerato quando si parla di pericolosità del nuovo coronavirus SARS-CoV-2: quantità di virus a cui si è esposti. «Come per qualsiasi altro veleno, i virus sono di solito più pericolosi in quantità maggiori. Piccole esposizioni iniziali tendono a portare a infezioni lievi o asintomatiche, mentre dosi più grandi possono essere letali» spiegano. «Entrare in un palazzo di uffici in cui è stato qualcuno con il coronavirus non è così pericoloso come sedersi accanto a quella persona infetta per un’ora di viaggio in treno».

È questo il motivo per cui gli operatori della sanità (medici, infermieri, assistenti ma anche il personale delle pulizie negli ospedali) sono tra le persone più a rischio e devono essere adeguatamente protetti. Ed è anche uno dei motivi per cui il distanziamento sociale e le misure di igiene sono importanti: pertanto, è d’obbligo, indossare sempre la mascherina, lavarsi bene le mani e simili.

Inoltre, bisogna fare particolare attenzione a prevenire l’esposizione ad alte dosi di SARS-CoV-2 «che sono più probabili nelle interazioni ravvicinate tra le persone, come le riunioni per caffè, bar affollati e rimanere tranquillamente nella stessa stanza con una persona anziana, toccarsi la faccia dopo aver ricevuto quantità sostanziose di virus sulle mani — spiegano i due scienziati —. Le interazioni interpersonali sono più pericolose in spazi chiusi e a breve distanza, con un’escalation nelle dosi che aumenta con il tempo di esposizione. Quanto alle interazioni transitorie che violano la regola di mantenere un metro e ottanta (la misura del distanziamento sociale indicata dagli esperti sanitari americani, ndr) tra sé e e gli altri, come pagare un cassiere al supermercato, vanno mantenute brevi, puntando alla regola “entro un metro e ottanta, solo sei secondi”».

«I vestiti e gli imballaggi alimentari che sono stati esposti a qualcuno con il virus sembrano presentare un basso rischio — aggiungono i due ricercatori —. Le persone sane che si trovano insieme nel negozio di alimentari o sul posto di lavoro corrono un rischio tollerabile, a patto che prendano precauzioni come indossare maschere chirurgiche e distanziarsi».