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Influenza, come evitare il contagio

Pubblicato il 23 Gen 2019 alle 6:30am

Il picco dell’influenza coincide ogni ogni anno anche con una serie di raccomandazioni da parte degli esperti su come ridurre al minimo la convalescenza, evitare gli sbalzi termici e rafforzare le difese immunitarie. Ma come fare però per evitare il contagio quando un collega, un coinquilino, o il n partner hanno l’influenza?

A spiegarlo sono gli esperti del Centro Medico Spallanzani di Reggio Emilia.

Come prima cosa bisogna ridurre al minimo il contatto fisico. E nel caso dei fidanzati, la raccomandazione è quella di evitare di scambiarsi baci, carezze e abbracci.

Di fondamentale importanza anche la cura dell’igiene personale. Mai scambiarsi abiti o salviette con la persona ammalata o fare sesso soprattutto nei giorni della malattia. Il virus influenzale si trasmette anche con il contatto diretto attraverso la pelle, oltre che la saliva e fluidi sessuali.

Nel caso non si riesca ad evitare di dormire nello stesso letto, è utile cambiare lenzuola, per evitare la propagazione del virus. Anche lavarsi spesso le mani può essere di aiuto come, in generale, avere cura dell‘igiene personale. Importante anche dormire a sufficienza, almeno sette ore, dato che la carenza di sonno comporta ad un’inevitabile abbassamento delle difese immunitarie. Frutta e verdura sono indispensabili per ridurre al minimo il contagio. Un altro metodo per aumentare le difese immunitarie è fare sport; l’attività fisica, infatti, aiuta a riattivare la circolazione del sangue. Anche evitare lo stress, secondo gli esperti, è fondamentale visto che la pressione psicologica è ritenuta uno dei principali fattori di indebolimento del corpo.

Nel caso non sia possibile dormire in letti separati, è utile cambiare con più frequenza le lenzuola, per evitare la propagazione del virus. Anche lavarsi spesso le mani può essere di aiuto come, in generale, avere cura dell‘igiene personale. Importante anche dormire a sufficienza, almeno sette ore al giorno, dato che la carenza di sonno comporta un’inevitabile abbassamento delle difese immunitarie. Frutta e verdura sono indispensabili per ridurre al minimo il contagio.

Un altro metodo per aumentare le difese immunitarie è fare sport; l’attività fisica, infatti, aiuta a riattivare la circolazione del sangue. Come del resto evitare anche lo stress, secondo gli esperti, è fondamentale visto che la pressione psicologica è ritenuta uno dei principi fondamentali per l’indebolimento del corpo umano.

Come riconoscere i sintomi dell’epatite B

Pubblicato il 06 Dic 2018 alle 6:53am

L’epatite B è una patologia che colpisce il fegato e che solo nel nostro Paese conta oltre 1600 nuovi casi l’anno. È causata dal virus HBV che nel 95% dei casi scatena un’infezione acuta che in genere guarisce in pochi mesi. Mentre nella parte restante dei casi il virus non viene debellato completamente e l’infezione resta nell’organismo, diventando cronica. (altro…)

Uomo contagiato dal vaiolo delle scimmie, prima volta in Europa. Non esiste ancora un vaccino

Pubblicato il 12 Set 2018 alle 6:35am

E’ allarme in Gran Bretagna per il primo caso di vaiolo delle scimmie, molto simile al vaiolo umano, in un paziente proveniente dalla Nigeria. Si tratta, come riferiscono media britannici, del primo caso in Europa. La malattia rara di origine virale sarebbe stata riscontrata sabato scorso in un ufficiale della Marina nigeriana di stanza presso una base navale in Cornovaglia. Gli esperti di Public Health England ritengono che l’uomo abbia contratto il virus in Nigeria, dove la malattia è endemica, prima di intraprendere il suo viaggio per la Gran Bretagna il 2 settembre scorso. L’uomo è stato ricoverato nel reparto di malattie infettive del Royal Free Hospital di Londra, dove sono state messe in atto severe procedure di isolamento.

Come si manifesta? Secondo quanto riferisce l’Independent, il vaiolo delle scimmie non si trasmette facilmente. La maggior parte dei pazienti si riprende in poche settimane, ma in alcuni casi può manifestarsi in modo molto grave. I sintomi iniziali compaiono circa 12 giorni dopo l’esposizione di contagio con malessere generale: febbre, mal di testa, dolori muscolari, linfonodi ingrossati e spossatezza. In un secondo tempo si manifesta un rush cutaneo, con bolle che compaiono prima sul viso e poi sul resto del corpo. Le autorità sanitarie stanno rintracciando le persone che erano sul volo con lui, circa 50 e i suoi familiari.

Il tasso di mortalità è di gran lunga inferiore al ‘classico’ vaiolo: i casi variano dall’1 al 10%, la maggior parte delle persone riescono a guarire, ma in alcuni casi il vaiolo delle scimmie può anche uccidere. Ad oggi non esiste ancora un vaccino per debellarla.

Hiv, 6 milioni di italiani (soprattutto uomini) che non sanno di avere il virus

Pubblicato il 24 Apr 2018 alle 8:20am

Sarebbero 6 milioni gli italiani affetti dal virus dell’Hiv che, seppure in fase avanzata, non è stato ancora diagnosticato.

A rivelarlo uno studio condotto dall’Istituto superiore di sanità a prima firma Vincenza Regine, pubblicato su ‘Eurosurveillance’.

“Si tratta di uno studio che ha messo in luce le caratteristiche e il numero di queste persone. E’ importante, perché si quantifica il dato dei pazienti che sono andati avanti a lungo senza una diagnosi”, spiega all’Adnkronos Salute Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità.

Il lavoro ha applicato un modello del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sui dati della sorveglianza Hiv tra il 2012 e il 2014, scoprendo su questo gruppo con Hiv in fase avanzata, di maschi (82,8%), che hanno contratto il virus per via sessuale, attraverso rapporti eterosessuali (33,4%), e attraverso rapporti omosessuali per il 35%.

Prevalenza dei non diagnosticati Hiv in fase avanzata (numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL) 11,3 casi per 100.000 abitanti con forti variabilità regionali (con i quali si passa da 0,7 casi per 100.000 abitanti in Calabria a 20,8 in Liguria).

“La diagnosi tardiva dell’infezione ha conseguenze negative sia per il singolo che a livello di popolazione” – sottolineano i ricercatori.

Sì, perché ogni uomo o donna affetta dal virus dell’Aids, mette a rischio la sua vita e quella della comunità.

Sanremo, 13 casi di morbillo in ostetricia

Pubblicato il 12 Gen 2018 alle 10:09am

Si parla di tredici casi di morbillo registrati nel reparto di ostetricia dell’ospedale di Sanremo. Due emersi nel mese di dicembre, quando il virus aveva contagiato una ostetrica e una ginecologa. I nuovi casi riguarderebbero invece 9 adulti che hanno frequentato il reparto, un neonato e una tredicenne. Il neonato è stato trasferito all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. (altro…)

Influenza, come evitare il contagio in auto

Pubblicato il 12 Gen 2018 alle 8:10am

Ecco alcuni accorgimenti per cercare di limitare il contagio, anche in auto, dove i virus influenzali “abbondano più che mai”, essendo l’abitacolo un ambiente piccolo e chiuso e poco arieggiato. Per scampare il pericolo, anche dopo essersi vaccinati, ecco cosa fare.

Consigli anti-virus influenzale

1. Pulizia dell’abitacolo. Il ministero della Salute, sostiene che la trasmissione del virus dell’influenza si può verificare per via aerea attraverso le gocce di saliva di chi tossisce o starnutisce, ma anche attraverso il contatto con mani e secrezioni respiratorie. Per questo, una buona igiene delle mani può giocare un ruolo fondamentale nel limitare la diffusione dell’influenza. Immaginando di viaggiare in auto con una persona influenzata, dopo è opportuno lavarsi bene le mani, col sapone. Se proprio questo non è possibile, va bene anche qualche salviettina umidificata o l’utilizzo del gel antibatterico.

2. Igiene respiratoria. Il guidatore o il passeggero deve coprire bocca e naso quando starnutisce o tossisce; dopodiché, deve gettare quanto prima il fazzoletto di carta e lavarsi le mani. Ovviamente, la soluzione migliore sarebbe l’isolamento volontario a casa delle persone con malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale. Se in auto si va a trovare qualcuno in ospedale, qui si dovrebbero usare le mascherine. Una volta terminato il viaggio, è opportuno pulire l’abitacolo, le strutture interne dove i virus possono annidarsi: un’operazione da fare anche se la persone influenzata non ha starnutito né tossito, perché un numero enorme di particelle è presente nel respiro dei soggetti, ancor più quando parlano.

3. Non esagerare. Per chi è appena guarito dall’influenza e vuole rimettersi al volante, deve comunque avere massima cautela: la malattia può aver debilitato a seconda della forza del virus e delle condizioni psicofisiche del momento. Pertanto, nei giorni della convalescenza meglio evitare i lunghi viaggi. Ci si può imbattere in qualche colpo di sonno, molto rischioso per la propria vita e quello degli altri.

Usa: paura per il virus letale Powassan, diffuso dalle zecche

Pubblicato il 07 Mag 2017 alle 5:06am

Un nuovo virus sta seminando panico negli Stati Uniti d’America. Si tratta del virus Powassan, trasmesso attraverso le zecche dei cervi ma, a differenza della malattia di Lyme sempre trasmessa dalle zecche, questo virus è molto più letale. (altro…)

Oms, oggi ancora 2 miliardi di persone bevono acqua contaminata

Pubblicato il 19 Apr 2017 alle 6:03am

Sarebbero circa due miliardi le persone che bevono quotidianamente acqua contaminata. A renderlo noto con uno studio chiamato “GLAAS 2017” è l’OMS. (altro…)

Aids, il 15% degli italiani non sa di aver contratto il virus. Giovani e gay più a rischio

Pubblicato il 19 Ott 2016 alle 11:30am

In Italia il 15% dei sieropositivi non sa di essere malato e una diagnosi su due è tardiva. L’allarme Aids viene lanciato in occasione del 15esimo Congresso internazionale della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), secondo cui vengono effettuate quattromila nuove diagnosi ogni anno. (altro…)

Zika primo caso di contagio tra parenti

Pubblicato il 20 Lug 2016 alle 9:12am

Negli Usa, un uomo dello Utah è risultato essere positivo al virus Zika dopo essersi preso cura di un anziano suo parente che era stato contagiato al ritorno da un viaggio in uno dei Paesi colpiti dall’epidemia. L’anziano, che soffriva anche di altre patologie preesistenti, è morto a fine giugno, dopo essere stato ricoverato nell’Ospedale universitario di Salt Lake City. Si tratta del primo decesso correlato a Zika nel continente (in precedenza c’era stato il caso di un altro anziano a Porto Rico). Il virus è trasmesso dalle zanzare Aedes aegypti e Aedes albopictus o tramite rapporti sessuali.

«Questo nuovo caso è una sorpresa per la comunità scientifica e mostra quanto ancora dobbiamo imparare» ha commentato Erin Staples, epidemiologa dei Cdc statunitensi (Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie).

Il paziente più giovane, che al contrario del parente non aveva lasciato lo Utah, si è ripreso velocemente. «Riteniamo sia una situazione unica», ha aggiunto Angela Dunn, viceresponsabile per l’epidemiologia del Ministero della Salute di Salt Lake City. L’anziano aveva nel sangue livelli di Zika altissimi: 100mila volte più elevati rispetto ad altri campioni di persone contagiate.