Il 23 luglio del 2011, a soli 27 anni, moriva la cantante Amy Winehouse trovata da sola, priva di sensi, nel suo appartamento a Londra.

A 10 anni dalla sua scomparsa, è emerso un audio shock. Il tabloid Sun è riuscito ad avere una registrazione risalente al 2003 dove la “Regina di Camden” ammetteva i suoi problemi di dipendenza da alcolici: “Ho cominciato a bere whiskey a 12 anni e non ho più smesso da allora. Amo il Jack Daniel’s. Lo adoro, è buonissimo. Bevo tutti i giorni, ma non sempre Jack Daniel’s. Ma l’ho bevuto per qualcosa come otto anni. Succede quando sei giovane e vuoi essere un po’ più sbronzo di chiunque altro, e bevi whisky. Si sa come succede, quando sei una ragazzina”.

Come Jimi Hendrix, Jim Morrison, Janis Joplin, Brian Jones e Kurt Cobain. Il famigerato “Club 27”. Tra le esponenti della nuova generazione del soul bianco, Amy ha messo in mostra doti vocali e stile inconfondibile attraverso canzoni che l’hanno portata a 6 importantissimi riconoscimenti, i Grammy. Un’ascesa segnata dal debut “Frank” nel 2003 e consacrata tre anni dopo dal successo di “Back to Black”. Due album per entrare nel mito mentre una disperata parabola di eccessi la portava via.

Un successo e una vita portati via dagli eccessi. Da una vita sgretolata.

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