antibiotici

Fiumi, a causa degli antibiotici 300 volte oltre limiti

Pubblicato il 30 Mag 2019 alle 10:45am

Cresce l’emergenza dell’inquinamento da antibiotici nei fiumi di tutto il mondo che in qualche caso superano anche i livelli di sicurezza di oltre 300 volte.

Ad affermarlo è uno studio dell’università di New York che sarà presentato al meeting della Society of Environmental Toxicology and Chemistry ad Helsinki. Testati i fiumi di 72 paesi in sei continenti e gli antibiotici, trovati nel 65% dei siti monitorati, compresi fiumi ‘storici’ come il Mekong o il Tamigi.

Antibiotici, i medicinali pericolosi che fanno diventare invalidi

Pubblicato il 19 Apr 2019 alle 11:57am

Finire col diventare invalido per una semplice sinusite basta veramente molto poco. Non si tratta, esclusivamente di una complicazione patologica, ma di un terribile effetto collaterale della cura. Sono molti, infatti, i farmaci che prevedono tra le conseguenze non previste dell’ assunzione disturbi ben più gravi, che in alcuni casi possono anche portare anche alla morte.

E’ il caso di una famiglia di antibiotici su cui l’ Agenzia italiana del farmaco ha deciso di puntare i riflettori fino ad arrivare al divieto della commercializzazione a causa di alcuni principi attivi in esso contenuti.

La classe di farmaci attenzionata dall’ autorità nazionale che opera sotto la vigilanza e la direzione del ministero della Salute, è quella degli antibiotici chinolonici e fluorochinolonici che curano le infezioni di vario tipo. In particolare quelle che colpiscono l’ apparato respiratorio e quello urinario. Farmaci che vengono normalmente prescritti, in caso di faringiti, tonsilliti, bronchiti, rinosinusiti, otiti e cistiti.

Medicinali che secondo quanto riporta l’ Aifa in una circolare diffusa pochi giorni fa, possono provocare «reazioni avverse invalidanti, di lunga durata e potenzialmente permanenti, principalmente a carico del sistema muscoloscheletrico e del sistema nervoso».

Nei casi più gravi che riguardano ossa e muscoli si possono verificare tendiniti, rotture del tendine, mialgia, debolezza muscolare, artralgia, gonfiore e disturbi della deambulazione. Sul fronte del sistema nervoso centrale e periferico gli effetti collaterali gravi vanno dall’insonnia alla depressione, dall’affaticamento ai disturbi della memoria, fino ad arrivare alla compromissione della vista, dell’ udito, dell’ olfatto e del gusto. Nel caso dei fluorochinoloni ci sono anche rischi di aneurisma aortico e di dissezione aortica.

Tumore al seno: antibiotico utilizzato contro l’acne efficace nella cura di questa neoplasia

Pubblicato il 23 Nov 2018 alle 10:20am

Buone notizie dal campo scientifico della lotta al tumore al seno. La doxiciclina, antibiotico della classe delle tetracicline e comunemente impiegato nel trattamento dell’acne, come quanto pubblicato sulla rivista internazionale Frontiers in Oncology, potrebbe essere presto impiegato nel trattamento del trattamento del tumore al seno.

A renderlo noto è l’Azienda ospedaliero universitaria pisana che ha collaborato a uno studio italo-britannico con l’Ateneo di Pisa e la University of Salford di Manchester, in collaborazione con Fondazione Pisana per la scienza. “Gli antibiotici – spiega una nota dell’Aoup – oltre a uccidere i batteri, hanno un effetto distruttivo anche sui mitocondri, le ‘centrali elettriche’ delle cellule, di cui sono molto ricche le cellule staminali neoplastiche, responsabili dell’origine del tumore e delle recidive locali, della resistenza alle terapie e delle temute metastasi a distanza”.

La ricerca clinica condotta su 15 donne affette da carcinoma della mammella in stadio precoce e ha evidenziato, dopo solo 14 giorni di trattamento antibiotico, ha evidenziato una riduzione significativa (in media di circa il 40%) del numero delle cellule staminali neoplastiche. I ricercatori studiavano da tempo questo effetto in modelli tumorali ‘in vitro’ riconoscendo come l’antibiotico doxiciclina fosse capace di eradicare le cellule staminali neoplastiche in otto diversi tipi di tumore, compreso il carcinoma della mammella.

La doxiciclina è stata somministrata in 9 pazienti (braccio sperimentale), mentre ulteriori 6 pazienti sono state inserite come braccio di controllo: le prime hanno assunto l’antibiotico per i 14 giorni antecedenti l’intervento chirurgico, a una dose giornaliera standard di 200 mg, mentre le altre sono state sottoposte direttamente a terapia chirurgica. I tumori delle pazienti sperimentali, spiega l’Aoup, “dimostravano una diminuzione significativa nel marcatore di staminalità, compresa tra il 17.65 e il 66,67% e dati simili sono stati osservati anche con un secondo biomarcatore di staminalità: i risultati suggeriscono che se è possibile inibire il metabolismo mitocondriale, è dunque possibile eradicare le cellule staminali neoplastiche e l’arruolamento di nuovi pazienti potrà permettere di confermare nei prossimi mesi questi primi risultati molto promettenti”.

Influenza: colpiti già 125.000 italiani, antibiotici solo in casi più gravi

Pubblicato il 10 Nov 2018 alle 6:54am

L’influenza stagionale sta per colpire un numero sempre più crescente di persone. Il periodo più a rischio e certamente il mese di dicembre. Sono già 125mila gli italiani colpiti dal virus. In vista del prevedibile aumento dei casi nelle prossime settimane, gli infettivologi mettono in guardia su come comportarsi per prevenirla e affrontarla al meglio.

L’uso degli antibiotici, avvertendo gli esperti, è sempre consigliato solo in caso di complicanze, mentre il vaccino resta la principale arma di prevenzione.

“In Italia – spiega Massimo Andreoni, Docente di Malattie Infettive all’Università Tor Vergata di Roma e Direttore Scientifico Simit, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali – l’attività dei virus influenzali è ai livelli di base e quindi siamo all’inizio dell’epidemia influenzale. In particolare, nell’ultima settimana di ottobre l’incidenza totale è stata pari a 1,17 casi per 1000 persone. Il numero di casi stimati in questa ultima settimana è stato pari a circa 71mila, per un totale, dall’inizio della sorveglianza, di circa 125mila casi. In questo momento è difficile stabilire quanti saranno i casi certificati di influenza quest’anno, ma probabilmente non si discosteranno da quelli dello scorso anno che sono stati più di tre milioni”.

“Va ricordato – rileva Andreoni – che l’influenza è una malattia virale e pertanto gli antibiotici, che sono attivi contro i batteri, non hanno alcuna indicazione. Quindi solo nei casi complicati e dietro indicazione medica possono essere utilizzati. In tutti gli altri casi i farmaci da utilizzare sono anti-infiammatori delle prime vie aeree e antipiretici”. La vaccinazione, avverte l’esperto, “rimane il principale strumento di prevenzione dell’influenza: il vaccino è indicato per tutti i soggetti sopra i 6 mesi di età. La protezione si realizza due settimane dopo l’inoculazione e perdura per 6-8 mesi, quindi è necessario sottoporsi a vaccinazione all’inizio di ogni nuova stagione influenzale”. In questi giorni diventa perciò “fondamentale – conclude – che le persone a maggior rischio, in particolare gli anziani, eseguano la vaccinazione per trovarsi protetti nelle prossime settimane, quando ci sarà la massima circolazione dei virus influenzali”.

Ecco dove si consumano più farmaci: troppi antibiotici e statine

Pubblicato il 21 Ott 2018 alle 6:17am

Secondo una recente indagine, sono troppi gli antibiotici che vengono consumati al Sud. Lo stesso dicasi per la vitamina D in tutta Italia, e un consumo in eccesso di statine in un gruppo di regioni del meridione.

Resta poi da approfondire la questione del consumo di farmaci cardiovascolari.

A dirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha elaborato e reso noto per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci in tutto il 2017.

Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono state presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto.

Ebbene “Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”.

Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche.

Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più che altro a macchia di leopardo.

Cistite, si può fare a meno degli antibiotici, se non necessario

Pubblicato il 02 Dic 2017 alle 7:18am

Secondo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) quella dell’antibiotico-resistenza è una vera e propria emergenza planetaria che riguarda anche l’Italia, seconda solo alla Grecia in Europa per l’uso (o meglio l’abuso) di antibiotici. (altro…)

Resistenza agli antibiotici, ecco le nuove linee guida

Pubblicato il 12 Nov 2017 alle 9:34am

Sono oltre 700 mila le morti ogni anno causate dal fenomeno dell’antibiotico-resistenza, dovuta ad un utilizzo elevato di tali medicinali ed alla relativa assuefazione che ha provocato una vanificazione degli effetti curativi e reso molto più resistenti i batteri. (altro…)

Lorenzin al G7 della Salute: “Necessaria vaccinazione di massa contro le malattie di ritorno”

Pubblicato il 07 Nov 2017 alle 9:46am

Si parla anche di vaccinazioni e resistenza agli antibiotici al G7 della Salute a Milano. Il ministro Lorenzin ha cominciato il suo discorso parlando della nuova sfida che attende i sistemi sanitari europei e mondiali, ovvero quella di “essere più rispondenti e inclusivi reggendo a fenomeni nuovi come ad esempio, l’aumento demografico e, soprattutto, le “malattie di ritorno”.

“Dagli scienziati c’è un richiamo alla vaccinazione di massa rispetto alle malattie di ritorno. Malattie dovute ai grandi cambiamenti che hanno colpito la società e che richiedono dunque un approccio globale. Prima abbiamo avuto l’influenza aviaria, ne abbiamo casi continuamente, e ora anche dai nuovi casi di Dengue, Zika, Chikungunya, emerge quanto sia importante considerare sempre anche la salute animale nel concetto di salute globale, in un approccio One Health, per costruire un ambiente il più salutare possibile. E noi abbiamo raccolto la sfida, adottando un metodo nuovo che prevede un’ampia collaborazione con le organizzazioni internazionali, dall’Oms all’Efsa”. Ha spiegato il ministro. Facendo l’esempio dei casi di Chikungunya, “è cambiare i modelli organizzativi in modo veloce per dare le risposte necessarie”.

Miele, un’arma vincente contro la diffusione dei superbatteri antibiotico-resistenti

Pubblicato il 23 Ago 2017 alle 8:18am

Il miele è una vera e propria arma contro la diffusione dei superbatteri antibiotico-resistenti, cause di infezioni che secondo le stime ufficiali uccideranno circa 10 milioni di persone entro il 2050. (altro…)

Gli uomini di Neanderthal si curavano già con aspirina e antibiotici

Pubblicato il 11 Mar 2017 alle 7:09am

Anche gli uomini di Neanderthal usavano antibiotici e aspirine, o almeno i loro analoghi composti presenti nella preistoria, Un mix di piante di cui conoscevano bene le proprietà curative.

Le tracce sono emerse dalla loro placca dei denti, insieme ad altre testimonianze della loro alimentazione. A rivelarlo è uno studio coordinato dall’università australiana di Adelaide e pubblicato su Nature.

I Neanderthal, che avevano una cospicua conoscenza dell’ambiente che li circondava, mangiavano cibi variegati, dalla carne alle verdure, ma erano anche in grado di selezionare ed utilizzare determinate piante in funzione delle loro proprietà curative.

Il gruppo di ricerca coordinato da Laura Weyrich ha analizzato la placca dei denti di cinque individui provenienti da diversi siti in Europa, e daa qui l’importante scoperta.