apnee notturne

Apnee notturne, costi per 31 miliardi l’anno

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 6:48am

Sono circa 936 milioni le persone che in tutto il mondo soffrono di apnee ostruttive del sonno, dette anche Osas. Una patologia caratterizzata da continui episodi di ostruzione delle vie aeree durante il sonno, che se non trattata può portare a gravi disturbi neuro-cognitivi e cardiovascolari, oltre a comportare ingenti costi, economici e sociali.

A lanciare l’allarme, la prima indagine condotta sull’impatto socio-economico delle Apnee Ostruttive del sonno in Italia, “Cost-of-illness study of Obstructive Sleep Apnea Syndrome (OSAS) in Italy”, da parte di Cergas Sda Bocconi, Centre for Research on Health and Social Care Management, con il contributo di Philips, secondo cui il peso economico della malattia nel nostro Paese ammonta a ben 31 miliardi di euro l’anno.

Sono circa 24 milioni gli italiani (tra i 15 e i 74 anni) affetti da questa patologia, di cui circa la metà soffre della forma moderata-grave (il 27% della popolazione adulta, di cui il 65% uomini). Una patologia, molto diffusa da avere un enorme impatto sia economico che sociale. Dallo studio condotto è emerso che dei 31 miliardi di euro annui stimati, il 60% è costituito dai costi diretti sanitari, il 36% da quelli indiretti (dovuti a morbilità) e il restante 4% da costi diretti non sanitari. E anche le stime sull’impatto sociale della malattia non sono affatto rassicuranti: secondo lo studio, infatti, la perdita della qualità di vita dei pazienti è quantificabile a circa 9 miliardi di euro l’anno.

Gli esperti hanno provato a simulare le possibili conseguenze che potrebbe avere un eventuale incremento dei pazienti diagnosticati e trattati con la ventilazione meccanica a pressione positiva, metodo questo che ha dimostrato un significativo impatto positivo su mortalità, rischio di ictus, incidenti automobilistici e infortuni sul lavoro. Dalle analisi condotte è infatti emerso che sebbene da una parte si verifichi un aumento dei costi diretti sanitari dovuto al numero crescente di diagnosi e trattamenti, dall’altra sarebbe possibile ridurre il rischio di insorgenza (e quindi i costi) delle patologie associate alla Osas, oltre che a recuperare gli ingenti costi associati al perdita della qualità di vita dei pazienti.

Apnee notturne: cosa sono, cause ed esami

Pubblicato il 16 Nov 2018 alle 6:09am

Le apnee notturne sono interruzioni della respirazione, anche di diversi secondi, dovute all’ostruzione delle vie respiratorie superiori. Smettere ripetutamente di respirare nel corso della notte ha degli effetti secondari sul corretto funzionamento dell’organismo; nel breve periodo determina sonnolenza, cefalea e riduzione dell’attenzione, ma a lungo andare causa anche seri danni alla salute complessiva. (altro…)

Apnee notturne, rischi per chi guida e per gli altri

Pubblicato il 31 Mag 2018 alle 8:01am

Sono circa dodici milioni gli italiani che soffrono di apnee notturne ma l’80% non lo sa o non se ne rende conto del rischio che corre alla guida per sé e la comunità.

Sì perché, questo disturbo provoca almeno 12.300 incidenti stradali e 250 morti l’anno.

E’ una patologia, che se sottovalutata può provocare sonno frammentato e stanchezza nel corso delle giornate. Esserne consapevoli è di vitale importanza perché può salvare la vita a se stessi e agli altri.

Nasce proprio per questo, infatti, la campagna di sensibilizzazione “Dormi meglio, guida sveglio” che ha come fine quello di far emergere la consapevolezza dei rischi della Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno (OSAS). Promossa dall’Automobile Club d’Italia (ACI) e della Fondazione Italiana Salute Ambiente e Respiro (Fisar), è stata presentata in questi giorni a Roma.

Le apnee notturne causano brevissime e frequenti interruzioni della respirazione durante il sonno. Sono, come evidenzia Claudio Sanguinetti, presidente Fisar, “uno dei maggiori fattori di rischio per malattie cardio e cerebrovascolari, quadruplicano la probabilità di ictus e raddoppiano quella di ipertensione, diabete, aritmie”. Molto spesso chi ne è soggetto non se ne rende conto o sottovaluta il problema. L’iniziativa mira a migliorare la diagnosi e la cura dei moltissimi casi, ancora sommersi.

Obiettivo del progetto è far sì che il rilascio-rinnovo della patente, che riguarda ogni anno 5 milioni di italiani, diventi un’occasione per un “check-up del sonno”, come prevede anche un decreto ministeriale in vigore dal 2016. Il progetto si articolerà su tutto il territorio nazionale tramite le oltre 1.500 delegazioni ACI, dove i cittadini saranno invitati a compilare un questionario per valutare il rischio di OSAS e, in caso positivo, prenotare un esame diagnostico. Ciò consentirà di accelerare i tempi per ottenere la patente, garantendo idoneità alla guida ma anche efficaci terapie.

Giornata Mondiale del sonno, in Italia 9 milioni di persone soffrono di Insonnia

Pubblicato il 19 Mar 2016 alle 9:32am

Numerosi studi scientifici hanno evidenziato che il sonno e l’invecchiamento cerebrale sono strettamente correlati tra loro: da un lato, ci sarebbe il dormire poco e male che contribuirebbe al declino cognitivo e al rischio di demenza; dall’altro, durante la senilita’ ci sarebbe un’alterazione del ciclo sonno/veglia con maggiore vulnerabilita’ a stimoli esterni a causa della riduzione delle onde delta del sonno profondo, con conseguente maggior frammentazione del sonno. (altro…)

Patente di guida, no a chi soffre di apnee notturne

Pubblicato il 16 Gen 2016 alle 7:48am

Niente patente di guida per chi soffre di disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne. A prevederlo è un decreto del ministero dell’infrastrutture e dei trasporti emesso il 22 dicembre 2015, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale, in recepimento di una direttiva comunitaria sulle patenti di guida.

In particolare, il provvedimento prevede che “la patente non deve rilasciata o rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbo del sonno causati da apnee ostruttive notturne, tali da determinare una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione”.

Stesse restrizioni da applicare anche a coloro che soffrono di gravi affezioni neurologiche.

Il decreto del Ministero dei Trasporti – oltre ai possibili colpi di sonno da apnee notturne – aggiunge le malattie neurologiche tutte quelle patologie che possono inibire il rilascio o anche il rinnovo della patente di guida.

In questo senso il provvedimento modifica il decreto legislativo 59 del 2011, aggiungendo un paragrafo – l’H, che segue quello G dedicato alle ‘Turbe psichiche’ – denominato Malattie neurologiche.

Nello specifico, si legge nel decreto, “la patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata a candidati o conducenti colpiti da gravi affezioni neurologiche di grado tale da risultare incompatibili con la sicurezza della guida”.

Asma più grave nei bambini che soffrono di apnee notturne

Pubblicato il 08 Nov 2014 alle 6:23am

L’asma è una malattia cronica molto diffusa tra soprattutto tra i bambini. I cui sintomi, che possono essere tenuti sotto controllo, ma si aggravano quando ad essa si aggiunge un’altra sindrome infiammatoria cronica le ‘apnee ostruttive’, caratterizzate da pause nella respirazione durante il sonno per l’ostruzione parziale o totale delle vie prime aeree. (altro…)

Il russare rovina l’intesa di coppia, materia grigia e memoria

Pubblicato il 25 Giu 2011 alle 7:55am

Dividere il letto con qualcuno che ci russa accanto, crea sicuramente qualche fastidio.

Secondo delle statistiche il 4 per cento degli uomini e il 2 per cento delle donne soffrono di apnee ostruttive nel sonno (Osa).

In sostanza il loro riposo, e quello di chi dorme al loro fianco è spesso interrotto da difficoltà respiratorie che si manifestano anche con un forte russare.

Ed è proprio quest’ultimo, che può danneggiare l’intesa di coppia, provocando anche danni alla materia cerebrale, detta comunemente materia grigia.

Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista scientifica “American journal of respiratory and critical care medicine”.

La ricerca è italiana ed è stata condotta da alcuni studiosi dell’Università Vita Salute dell’ospedale San Raffaele di Milano, i quali hanno verificato che le apnee notturne sono capaci di ridurre la capacità di ricordare, rendendo pertanto, debole la memoria sia a breve sia a lungo termine.

Per arrivare a questi risultati gli esperti durante l’esperimento, hanno sottoposto 17 persone con Osa grave alla risonanza magnetica.

Da qui è emerso che se i malati vengono trattati con una ventilazione nasale, la situazione può migliorare.