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Carabiniere ucciso a Roma, grande folla ai funerali nella chiesa dove si era sposato: il feretro sorretto anche dalla moglie

Pubblicato il 29 Lug 2019 alle 2:04pm

Grande folla ha accolto il feretro del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega tra applausi, palloncini bianchi, cuori azzurri fuori dalla chiesa di Somma Vesuviana, dove un mese fa si era sposato nel giorno di Sant’Antonio, per ricordare anche il padre morto 12 anni fa. (altro…)

Stupro di Firenze, carabiniere: «La studentessa mi ha chiesto di salire, non so che mi è successo»

Pubblicato il 10 Set 2017 alle 11:02am

Risvolti nella vicenda delle due studentesse americane che hanno accusato due carabinieri di stupro a Firenze, all’uscita da una discoteca, nel loro palazzo, dove le due risiedono.

La telefonata è arrivata l’altro giorno: «Avvocato, ha visto questa cosa della violenza? È me che accusano. Io questo non lo posso proprio accettare. Faccio da vent’anni il carabiniere, non ho mai avuto un problema, non posso stare così. Voglio andare a dire come si sono svolte realmente le cose». Si tratta dell’appuntato scelto che ha preferito rivolgersi a un difensore donna, Cristina Menichetti, una penalista di Prato, città dove lui è originario.

Quarantacinque anni, metà di questi trascorsi nell’Arma, ieri pomeriggio, l’indagato, si è recato in procura a Firenze e ha confessato tutto. «È vero, ho avuto un rapporto sessuale con una delle due ragazze, ma è stato un rapporto consenziente. È stata lei a dirmi se volevo salire nel suo appartamento, e io ho fatto quello che ho fatto. Non so cosa mi sia successo, ma ormai non si può tornare indietro».

Il pm Ornella Galeotti riceve così la sua confessione e insiste per conoscere più particolari della vicenda. «Se potessi, dottoressa – aggiunge il militare – riavvolgerei il film per tornare indietro».

Il suo collega era con lei? Viene chiesto dal magistrato. «Sì, c’era anche lui, eravamo insieme. Non so dire esattamente cosa abbia fatto, ma stava lì».

Il collega, trent’anni, più basso di grado, non ha ancora deciso se presentarsi oppure no a parlare con il pm. Non accetta questa ricostruzione e le accuse mosse nei suoi confronti.

Non ne vuole proprio sapere. Eppure davanti all’evidenza dei fatti, forse sarebbe utile agire in fretta, e dire tutta la verità. Le prove ci sono. Ci sono persone che li hanno visti accompagnare le due 21enni a casa, e ci sono le riprese delle telecamere. Lungo tutto il percorso che hanno fatto.

Inoltre, sembrerebbe che i due fossero habitué della discoteca Flò. Non si sa se per lavoro, o per altro. Conoscevano tant’è il proprietario, tanto che la sera della presunta violenza, sarebbero stati chiamati proprio da lui, a causa di una lite che stava scoppiando nel locale.

I due avrebbero scambiato qualche parola con le due ragazze, proprio nella discoteca. Una battuta, una parola di troppo, un sorriso. Poi se le sono ritrovate fuori al locale in attesa di un taxi che non arrivava e si sono offerti di accompagnarle fino a casa.

Il particolare viene considerato molto importante dalla procura, anche perché si potrebbe aprire un nuovo fronte di indagine. Per accertare se altri componenti delle forze dell’ordine abbiano adescato studentesse in giro la notte per la città. Magari agevolati dal fatto di essere in divisa e quindi di non destare timori e preoccupazioni.

Gallarate, ladro in fuga investe un carabiniere e viene ucciso perché non si ferma all’alt

Pubblicato il 06 Ott 2015 alle 10:55am

E’ accaduto questa notte a Gallarate. Un uomo è morto nel corso di una sparatoria con i carabinieri intorno alle tre in via Pietro Micca.

La vittima, che aveva messo a segno alcuni furti a Gallarate, ra in fuga a bordo di un’automobile rubata quando ha investito un carabiniere che gli aveva intimato l’alt.

A quel punto il collega del militare ha esploso un colpo d’arma da fuoco e lo ha ferito.

Il malvivente è morto in ospedale, mentre il carabiniere travolto è rimasto ferito in modo non grave.

L’auto, una Panda, era stata rapinata nella mattinata di ieri a Gallarate.

Il carabiniere chiede perdono alla famiglia di Davide Bifolco, spiegando che è stato un terribile incidente

Pubblicato il 09 Set 2014 alle 10:35am

In un’intervista rilasciata a La Repubblica il militare 32enne che ha sparato al 17enne Davide Bifolco spiega: “Non sono un Rambo, è stato un incidente. Sono addolorato. Con pudore voglio chiedere alla famiglia di Davide perdono. Consapevole che niente e nessuna parola potrà attutire il dolore, che segnerà per sempre anche la mia vita”. (altro…)