diabete di tipo 1

Diabete e pancreas artificiale

Pubblicato il 26 Mar 2019 alle 11:05am

Il pancreas artificiale, grazie agli avanzamenti scientifici e ai nuovi prototipi messi a punto di recente, è un sogno che diventa realtà e che potrebbe in futuro essere adottato da moltissimi pazienti con diabete di tipo 1, forma meno diffusa di diabete ma che comunque interessa 20 milioni di persone nel mondo.

A darne notizia sulla rivista Science Translational Medicine due ricercatori dell’università di Cambridge, Charlotte Boughton e Roman Hovorka, che hanno fatto il punto della situazione a 10 anni di distanza dall’avvento di tecnologie che cercano di emulare il comportamento del pancreas umano.

Il diabete di tipo 1 (insulino-dipendente), o giovanile, è una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario impazzisce e ‘divora’ una parte del pancreas del paziente, le cellule beta, che producono insulina. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista scientifica di Diabetologia ha evidenziato che i pazienti con di diabete 1 aumentano a dismisura ogni anno in Europa del 3,4% e che se tale il trend dovesse tenere i casi rischierebbero di aumentare nel giro di 20 anni.

Senza più possibilità di produrre l’ormone che regola lo zucchero nel sangue, i diabetici devono continuare a monitorare la propria glicemia manualmente e auto-iniettarsi insulina ogni volta che la loro glicemia sale.

Anche il paziente più scrupoloso potrebbe andare incontro a bruschi sbalzi, in alto o in basso, di questo ormone, che a lungo andare può causare, soprattutto nei bambini, problemi al pancreas.

Il pancreas artificiale rappresenta una potenziale soluzione a tutto ciò in quanto consta di sensori che monitorano in automatico e molto di frequente la glicemia, e una pompa che inietta insulina in base ai bisogni. Le forme più avanzate sono dotate anche di software che aggiustano i livelli di insulina considerando non solo la glicemia ma anche l’attività che sta svolgendo il paziente in un dato momento.

“Da alcuni anni sono disponibili dispositivi in grado di infondere insulina in maniera continuativa nei pazienti con diabete di tipo 1 – spiega all’ANSA Salvatore Piro dell’Università di Catania e Segretario Nazionale della Società Italiana di Diabetologia; tali dispositivi rappresentano un punto di innovazione e di avanzamento culturale in questo campo della medicina”.

“Questi sistemi – rileva ancora Piro – in Italia sono in studio da molti anni all’Università di Padova grazie a Daniela Bruttomesso, in collaborazione con gruppi di bioingegneri che hanno sviluppato algoritmi matematici in grado di regolare in tempo reale il rilascio di insulina in base al bisogno del paziente. Bruttomesso – sottolinea l’esperto SID – è leader in questo settore e detiene la casistica più interessante in Italia relativa all’esperienza del sistema cosiddetto “closed loop” (ad ‘ansa chiusa’, appunto un device che infonde insulina al bisogno senza l’intervento del paziente). Alla data attuale circa 1000 pazienti in Italia sono trattati con ‘pancreas artificiale’, da poco in regime di rimborsabilità con il Sistema Sanitario Nazionale”.

Questi sistemi inoltre potranno essere a breve implementati con la possibilità di somministrazione anche di altri ormoni (come ad esempio il glucagone che nel nostro organismo agisce evitando pericolosi deficit di zucchero nel sangue – ipoglicemie). “Questo permetterà un ulteriore passo avanti nella gestione del compenso glicemico nel paziente – conclude Piro – fermo restando che senza il corretto supporto medico e l’addestramento del paziente all’uso, questi dispositivi potrebbero invece rappresentare un pericolo per il paziente”.

Virus dell’influenza, sorvegliato speciale per possibili legami con il diabete

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Il virus dell’influenza A è finito sotto la lente dei ricercatori, che lo studiano come possibile alleato del diabete di tipo 1. (altro…)

Diabete giovanile: in arrivo la pillola che uccide lo zucchero

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Una sola pastiglia, insieme alla normale insulina darebbe una nuova possibilità di vita a milioni di diabetici. (altro…)

Un test del sangue per predire il rischio di diabete giovanile

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E’ in arrivo un test del sangue pratico ed economico in grado di predire il rischio di diabete giovanile anni prima del suo esordio. (altro…)

Diabete in pazienti pediatrici: Roche e SIEDP una partnership a favore dell’innovazione

Pubblicato il 30 Set 2016 alle 5:49pm

Il diabete – nelle sue diverse tipologie – è considerato una crescente emergenza epidemiologica globale e costituisce una delle principali patologie a maggior impatto sociale ed economico. Ma non solo. Rappresenta anche una delle malattie cronico – degenerative più diffuse in Italia. A soffrirne sarebbero, infatti, circa 3,6 milioni di persone, con un’incidenza del 6,2% (ovvero oltre il doppio rispetto a 30 anni fa), un trend in costante crescita.

E se si parla di bambini ed adolescenti al di sotto dei 14 anni, la popolazione affetta da Diabete Mellito di Tipo I, si stima infatti, che siano circa 20.000 i bambini e gli adolescenti costretti a somministrarsi insulina a vita e a convivere con dispositivi per infonderla (88%-90% della casistica).

Il diabete in età infantile e giovanile pone una serie di rilevanti problematiche dal punto di vista terapeutico. Per questo motivo, Roche Diabetes Care Italy in collaborazione con la Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica (SIEDP) ha presentato due giornate di studio e informazione per la gestione del diabete in pediatria presso Villa Gallarati, Oreno di Vimercate, Monza.

Due giornate di dibatti focalizzati sull’innovazione applicata alla gestione del diabete infantile.

Roche Diabetes Care e SIEDP hanno dato vita ad un tool educazionale chiamato “Io ci conto” presentato il 29 e il 30 settembre, dalla Dr.ssa Lucia Costantino, Roche Diabetes Care Italy, attraverso una demo espositiva su dispositivi e funzioni.

Io ci conto” aiuta il pediatra ad educare bambini e i genitori alla gestione del diabete. E’ una “piattaforma che mette a disposizione di coloro che si prendono cura dei bambini/adolescenti con Diabete Tipo 1 e delle loro famiglie, un metodo per insegnare il calcolo dei carboidrati – ha spiegato il Prof. Franco Cerutti, Presidente SIEDP. – Con questo strumento, messo a punto da esperti del Gruppo di Studio SIEDP, il team curante potrà fornire indicazioni al ragazzo e ai suoi genitori su come gestire la terapia insulinica e mantenere un buon compenso metabolico nel rispetto di una sana alimentazione.”

La gestione del bambino con diabete coinvolge l’intera famiglia, per questo le nostre soluzioni tecnologiche ed educative sono volte a cercare di alleviare l’impegno quotidiano che la gestione della patologia richiede, oltre che per i piccoli pazienti, anche per i genitori – ha aggiunto Massimo Balestri, General Manager di Roche Diabetes Care Italy. – La collaborazione con SIEDP ci ha permesso di approfondire le esigenze del mondo pediatrico e di proporre soluzioni innovative specifiche, al fine di supportare ogni giorno i più piccoli e le loro famiglie”.

Le soluzioni tecnologiche di Roche Diabetes Care, altamente innovative, hanno permettono un adattamento efficace ai bisogni di pazienti, favorendo una migliore aderenza alla terapia, una maggiore semplicità d’uso e un miglioramento della qualità giornaliera di vita. A spiegarlo anche alcuni genitori, tra cui la mamma di una bambina di 7 anni, seguita dalla Dr.ssa Ivana Rabbone, Centro di Diabetologia Pediatrica Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino.

Per tutti i pazienti con Diabete Mellito di Tipo 1 la possibilità di accedere alla terapia insulinica sottocutanea continua con microinfusore (CSII), una straordinaria opportunità per gestire la propria patologia in maniera sicura ed efficace, con maggiore controllo metabolico, come evidenziato anche dalla Dr.ssa Sonia Toni, Responsabile Centro Regionale di Riferimento Diabetologia Pediatrica, AOU Meyer di Firenze . “Il microinfusore può essere personalizzato attraverso innovative impostazioni. La basale minima impostabile a 0,02 U/h è pensata per rispondere alle esigenze dei pazienti pediatrici o con basso fabbisogno insulinico, inoltre è possibile scegliere diverse funzioni per personalizzazioni del bolo e rispondere così alle esigenze individuali della terapia, migliorando l’efficacia della terapia insulinica nei pazienti pediatrici”.

I dispositivi di Roche Diabetes Care per la CSII consentono ai piccoli pazienti di ricevere l’adeguato apporto insulinico in modo discreto attraverso un supporto molto simile per struttura e dimensioni a quello di un telefono cellulare. Il microinfusore Accu-Chek® Insight è dotato di una cartuccia preriempita che offre semplicità e discrezione nella gestione quotidiana della terapia, nonché un comprovato calcolatore del bolo, che può aiutare le persone con diabete a migliorare il controllo glicemico riducendo il numero di episodi iper, ipoglicemici e un calo dei valori di HbA1c.

Nel corso delle due giornate di dibattito è stato presentato anche Accu-Chek® Connect, il sistema innovativo per la gestione del diabete a disposizione di medici e pazienti per un migliore controllo della patologia e il raggiungimento di una migliore qualità di vita.

Un sistema modulare composto da un misuratore di glicemia, un’App per smartphone (disponibile per dispositivo Android e iPhone) e un portale su cloud con tecnologia Wi-Fi e relativo invio dati in tempo reale dal misuratore all’App e dall’App al portale.

I sistemi di nuova generazione consentono di valutare giorno per giorno, attraverso dati precisi e costantemente accessibili, l’andamento dei valori glicemici e di prendere decisioni più accurate ed adeguate, ritagliate sulle condizioni di ogni specifico paziente – ha concluso il Dr. Fortunato Lombardo, Coordinatore SIEDP. Nella nostra esperienza per i pazienti pediatrici questo risulta quanto mai efficace e consente un rapporto più agevole con le famiglie”.

La nuova versione dell’App è ancora più appealing grazie alla nuova grafica e ancor più semplice da utilizzare grazie all’introduzione di un calcolatore di bolo semplificato che va ad affiancarsi al consolidato Bolus Advisor Accu-Chek®.

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Secondo un team di ricercatori dell’ospedale Pediatrico Meyer di Firenze i neonati con concentrazioni minime di carnitina nel sangue sono a rischio di diabete nella crescita. (altro…)

Nasce nuovo tipo di diabete, l’ 1 e mezzo

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Durante il 47° congresso Easd è stato riconosciuto, un nuovo tipo di diabete, detto intermedio rispetto a quelli già codificati di tipo-1 e tipo-2. (altro…)