pandemia

Gli infermieri dimenticati, tra turni massacranti e stipendi bassi

Pubblicato il 16 Ago 2020 alle 6:00am

Tanta gloria al momento del bisogno, ma poi appena la pandemia è incominciata a calare, ecco allora che anche l’attenzione, verso la categoria degli infermieri incominciata a calare.

Gli “eroi delle corsie” hanno ottenuto un bonus una tantum, con una cifra che è variata su base regionale. Ai più fortunati sono arrivati un migliaio di euro aggiuntivi. Meglio di niente, certo. Ma non c’è stato un intervento strutturale sia da un punto di vista economico che sotto il profilo del rafforzamento degli organici, salvo un ritocco introdotto dal decreto Rilancio. Tanto che all’appello, secondo le stime degli esperti aggiornate con potrebbero mancare in totale 76mila infermieri nei prossimi mesi. Un punto di partenza non proprio incoraggiante in caso di seconda ondata di epidemia.

Già oggi, secondo le stime della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi), servirebbero 53.860 infermieri in tutta Italia per garantire un rapporto equilibrato con i pazienti.

A questa carenza si è aggiunto il sovraccarico di lavoro determinato dalla pandemia da Coronavirus, con le conseguenze che noi tutti sappiamo.

Il Volo, unici artisti italiani ospiti degli eventi internazionali streaming “Unicef Won’t Stop” (oggi) e “Made in: casa” (domenica 10 maggio)

Pubblicato il 09 Mag 2020 alle 6:40am

Continua l’impegno de IL VOLO nell’accompagnare con la propria musica i fan di tutto il mondo, per tener vivo un importante senso di comunità durante questo lockdown e per ricordare la necessità di rispettare le norme dell’emergenza sanitaria in ogni Paese.

Oggi, sabato 9 maggio, IL VOLO parteciperà al primo grande evento streaming prodotto da UNICEF in questo periodo di emergenza sanitaria “UNICEF Won’t Stop”, che andrà in onda su www.unicefwontstop.org e www.youtube.com/unicefusa (dalle 8pm ET / 2.00 di sabato notte in Italia).

Saranno gli unici cantanti italiani, tra le tante le celebrities internazionali che prenderanno parte all’evento, come Cher, P!NK, Sting, Rod Stewart, Pablo Alboran, Eurythmics, Matthew Morrison, Luke Islam, Morgan Freeman, Lucy Liu e tanti altri. Interverranno anche esperti e ambasciatori dell’UNICEF che evidenzieranno l’impatto del COVID-19 e gli sforzi incessanti per frenare l’epidemia, proteggere i bambini e diffondere informazioni. Il programma porterà virtualmente il pubblico in Cina, Repubblica Democratica del Congo, Danimarca, Giordania, Messico, Stati Uniti d’America e altro. (altro…)

Coronavirus, possibile seconda ondata di contagi anche dall’estero

Pubblicato il 28 Mar 2020 alle 6:21am

Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università degli Studi di Milano conferma che la situazione dovrebbe migliorare verso la fine di aprile e che dovremmo riuscire a “vedere la luce” per il mese di maggio. Per altri specialisti, ad esempio, come il professor Zhong Nanshan che scoprì la SARS e aiutò il governo di Pechino a eradicarla, la lotta al coronavirus potrebbe essere vinta a giugno, a condizione che tutti gli altri Paesi agiscano con accurata fermezza e decisione, proprio come ha fatto già la Cina. Ad ogni modo, una volta spenti i focolai in Italia, anche da noi potrebbe presentarsi il rischio della “seconda ondata” di covid-19, ma è importante che i Paesi coinvolti dalla pandemia, applichino rigide misure, per raggiungere il risultato già raggiunto da Pechino.

Secondo, le autorità di quest’ultima, il rischio è rappresentato dalle persone contagiate che stanno rientrando nel Paese asiatico dall’estero, moltissime delle quali dall’Europa o dagli Stati Uniti, in fuga proprio per sfuggire alla dilagante pandemia che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutto il mondo.

A preoccupare i dati diffusi dalla Cina dove non sono stati registrati nuovi casi interni, mentre le decine di contagiati tra studenti e lavoratori rientrati dall’estero hanno superato complessivamente tutti i quelli interni, per diversi giorni, come spiegato da Reuters.

“Il Coronavirus è pandemia”, questa la definizione dell’Oms

Pubblicato il 11 Mar 2020 alle 8:23pm

“Un nuovo virus che si diffonde in tutto il mondo e contro il quale la maggioranza degli uomini non ha difese immunitarie”. Questa è la definizione di pandemia, data dall’Organizzazione Mondiale della Salute per il coronavirus. L’Organizzazione di Ginevra lo ha dichiarato ammettendo un’evidenza che era sotto gli occhi di tutti ormai da diversi giorni: i contagi sono diffusi in ogni continente a eccezione dell’Antartide.

I paesi colpiti 114 su un totale di 193, soprattutto nell’emisfero nord. Da dicembre 2019, il coronavirus ha causato oltre 118 mila contagi e 4.200 vittime. Ora l’Oms avrà la facoltà di emanare direttive e inviare équipe nelle nazioni più colpite (nel rispetto della sovranità), come ha già fatto in Cina, Italia e Iran. Potrà anche prendere nuove misure per fronteggiare il diffondersi ulteriormente della pandemia, attraverso l’invio ai paesi più colpiti di presidi sanitari, come ad esempio le mascherine.

A convincere l’Oms è stata la curva crescente non più in un numero limitato di paesi (Cina fino a qualche giorno fa, poi Italia, Iran e Corea del Sud), e intera Europa e America che – tra dichiarazioni al limite dell’irresponsabile del presidente Donald Trump e difficoltà tecniche nel distribuire ed effettuare i test – non sembra preparata ad affrontare un’eventuale ondata di contagi. “Ci sono Paesi che non stanno facendo abbastanza per arginare l’epidemia” aveva già avvertito una settimana fa Ghebreyesus. La dichiarazione di pandemia oggi servirà all’Oms anche per avere voce in capitolo verso i Paesi “inadempienti”: fra loro Stati Uniti.

Peste Nera: decodificato il genoma del batterio causa di tante epidemie

Pubblicato il 14 Ott 2011 alle 7:00am

Un gruppo di scienziati èe riuscito a decodificare il genoma del batterio della Peste Nera, la pandemia più terribile che abbia colpito l’uomo tra il 1347 e il 1352 e che decimò la popolazione europea, riducendola di un terzo degli abitanti. (altro…)

Gb: virus H1N1 ha ucciso già 8 persone in tre mesi

Pubblicato il 12 Dic 2010 alle 10:57am

In Gran Bretagna sono morte 8 persone in tre mesi a causa del virus H1N1. L’anno scorso questo Stato è stato uno di quelli più colpiti dal virus. (altro…)