piscine

Fase 2: Inail-Iss, ecco come staremo in spiaggia e mangeremo al ristorante

Pubblicato il 15 Mag 2020 alle 6:49am

Protocolli “insostenibili”, per ridurre un terzo dei posti al ristorante e ancora di più negli stabilimenti balneari, provocando “gravi danni” a tutto il settore. E’ questo, secondo quanto si apprende, il messaggio che stanno dando le associazioni delle imprese al governo, nel corso dell’incontro con il ministro Stefano Patuanelli. Se si volesse riaprire seguendo certi criteri indicati dall’Inail-Iss, la cosa sarebbe veramente molto complicata da gestire e sostenere. Anche molto stressante per i vacanzieri stessi.

Inail e Iss hanno pubblicato due documenti tecnici, uno sulla balneazione, l’altro sulla ristorazione. Nel primo caso si tratta di un’analisi di rischio e presenta le misure di contenimento del contagio nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia. L’altro è un’ipotesi di rimodulazione delle misure nel settore della ristorazione.

ECCO NEL DETTAGLIO:

Piscine chiuse negli stabilimenti – Vietato l’uso delle piscine negli stabilimenti. “Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, si legge, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a 4 metri e mezzo. Da evitare, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo, nonché, l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Negli stabilimenti con prenotazione – “Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata”.

Distanza lettini sulla battigia due metri – Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri e “le distanze, potranno essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – oltre all’attività ludico sportiva, giochi di gruppo, anche feste ed eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie – Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti “la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”.

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale – “Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”- Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell’emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso ” evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Su spiagge libere decisioni locali – Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere – si legge – cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line.Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi” essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti”. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

4 metri a cliente in ristoranti, no a buffet – Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si sottolinea anche l’importanza dell’introduzione della prenotazione obbligatoria. ” Il layout dei locali di ristorazione – si legge – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli – anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. Vanno eliminati – si legge ancora – modalità di servizio a buffet o similari.

Bagni in piscina, attenzione alla criptosporidiosi

Pubblicato il 31 Lug 2019 alle 6:03am

La criptosporidiosi è una malattia che viene generata da un parassita che può resistere fino a 10 giorni nell’acqua della piscina nonostante ci sia stata disinfettata frequentemente col cloro.

Viene trasmessa attraverso l’ingestione dell’acqua contaminata.

Ma quali sono i sintomi con cui si presenta questa patologia?

I principali sintomi della criptosporidiosi sono:

– Febbre alta – Diarrea – Perdita dell’appetito – Crampi allo stomaco e calo di peso

Come prevenirla?

Secondo i medici è molto importante passare sempre dalla doccia prima di fare il bagno e, quando se si è reduci da influenza, dissenteria o simili, di evitare di frequentare le piscine per almeno due settimane, anche dopo la totale scomparsa dei sintomi.

Piscine usate come toilette, possibili rischi per la salute

Pubblicato il 06 Mar 2017 alle 9:34am

I ricercatori dell’università di Alberta, in Canada, hanno studiato la quantità di pipì contenuta in media nelle piscine, e i dati raccolti sono risultati essere molto allarmanti. (altro…)

Piscine anche se disinfettate sono pericolose per la salute, ecco spiegato il perchè

Pubblicato il 16 Giu 2016 alle 7:12am

Con l’arrivo della bella stagione iniziano anche i bagni in piscina, anzi, c’è addirittura chi li preferisci a quelli di mare, vuoi per tempo, vuoi per necessità economica.

Ecco allora che e anche una bella nuotata all’aria aperta, può trasformarsi in qualcosa di preoccupante per la nostra salute.

Le acque delle piscine non sono mai pulite anche con le migliori disinfestazioni e pulizie. I prodotti impiegati per l’igienizzazione sono ricche di sostanze dannose per la nostra salute, a spiegarlo uno studio pubblicato su Environmental Science and Technology che lancia un allarme sulle sostanze che reagiscono con quello che trovano nell’acqua, come ad esempio sudore, tracce di urina, creme e altro utilizzato da chi entra in piscina possono dare origine a composti totalmente nuovi e potenzialmente nocivi che, con l’evaporazione dell’acqua, diventano pericolosi anche per le vie aeree.

Anche l’uso sbagliato o eccessivo degli stessi disinfettanti può dar luogo a fastidiose complicazioni alle vie aeree. A subirne i maggiori effetti dannosi il personale che lavora in questi ambienti acquatici. Perché, mentre per un semplice bagnante il rischio maggiore è quello della pelle. I bagnini sono soggetti a raffreddori, eccessiva lacrimazione o fastidiosissima tosse.

Lo studio condotto in laboratorio, ha anche dimostrato che tali composti sembrano avere capacità mutagene sul DNA, e in attesa di ulteriori test sull’uomo è inutile fasciarsi la testa, anche se i ricercatori puntualizzano “pensiamo alle piscine al chiuso: l’aria che vi respiriamo è un derivato dei disinfettanti a base di cloro, con un odore caratteristico, che passa facilmente dall’acqua all’aria e deriva dall’incontro fra cloro e urine. Purtroppo il derivato è come minimo un irritante delle vie aeree che favorisce disturbi respiratori, dall’asma al semplice raffreddore”.

Infezioni nelle palestre: come possiamo difenderci?

Pubblicato il 16 Ott 2012 alle 8:46am

Con l’arrivo dell’autunno riprende con una certa assiduità la frequentazione delle palestre e delle piscine, così, non mancano, neppure i problemi alla pelle. (altro…)