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Pizza: Ministero della salute apre indagine su cartoni tossici

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 8:01am

Il contenitore, usato in Italia, per la pizza da asporto, conterrebbe bisfenolo A potenzialmente dannoso per la salute umana. E’ quanto emerge da unʼinchiesta condotta da “Il Salvagente”.

La sostanza è da tempo sotto esame dell’Efsa, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, ed è vietata da anni in molti contenitori alimentari, come i biberon. Ma all’estero il bisfenolo A (BPA) viene ancora utilizzato nel cartone low cost per il trasporto di cibo che – a volte – finisce anche in Italia e dunque sulle tavole degli italiani. Questa pratica renderebbe potenzialmente pericoloso il piatto più amato di sempre, la “pizza”, soprattutto se napoletana.

A rilanciare l’allarme è questa importante inchiesta anticipata da Il Fatto Quotidiano. Il ministero della Salute ha pertanto voluto vederci chiaro, dando così il via ad un’indagine in merito. Si attendono ora riscontri e analisi del caso.

Intanto, lo studio de Il Salvagente, per la prima volta, mostra la “migrazione” di bisfenolo A dalla scatola all’alimento. Il bisfenolo è una sostanza chimica che interferisce con il sistema endocrino e con l’apparato riproduttivo.

A spiegarlo è il direttore del mensile Riccardo Quintili a Il Fatto Quotidiano con queste parole “Un passaggio che viene scatenato dall’alta temperatura nella scatola (fino a 60°/65°) in cui si mescolano gli acidi del pomodoro e i grassi della mozzarella e dal tempo prolungato in cui la pizza resta all’interno del contenitore”.

Il Salvagente ha analizzato i cartoni prodotti da tre aziende, due straniere e una italiana, facendo emergere che nelle scatole prodotte all’estero, vi era la presenza della sostanza tossica, e che le scatole d’asporto low cost, realizzate con carta riciclata, dall’estero arrivano prima nelle pizzerie nostrane e poi nelle case degli italiani. E ciò accadrà finché l’Europa non uniformerà la normativa che abbiamo noi in Italia. Vale a dire, l’obbligo di produrre solo con cellulosa vergine gli imballaggi di cartone destinati ad alimenti umidi (D.M. 21 marzo 1973).

Per questo motivo, si può controllare ogni volta, che acquistiamo una pizza da asporto se sulla scatola c’è la dicitura cellulosa al 100% e ci sono i simboli di forchette e bicchieri.

Pizza, Coldiretti lancia allarme: “Due su tre sono fatte con ingredienti non italiani”

Pubblicato il 01 Giu 2018 alle 8:20am

Secondo la Coldiretti, il piatto tipico della nostra tradizione culinaria partenopea e italiana sarebbe spesso a base di prodotti che di italiano hanno ben poco o nulla. Dalla mozzarella lituana al concentrato di pomodoro cinese, sono tanti gli ingredienti non italiani utilizzati per la preparazione.

E per questo motivo lancia un allarme: due pizze su tre sono ottenute da un mix di ingredienti prodotti oltreconfine.

Oltre a mozzarella lituana e concentrato di pomodoro cinese, anche l’olio tunisino e il grano ucraino finiscono in due pizze su tre servite in Italia, senza alcuna indicazione per i consumatori. E così, per tutelare uno dei nostri prodotti tipici, Coldiretti ha deciso di moltiplicare iniziative e progetti allo scopo di garantire che tutti gli ingredienti provengano da aziende attive sul territorio nazionale.

“La pizza è una ricchezza del Made in Italy – sottolinea la Coldiretti – che deve essere tutelata anche con strumenti come l’obbligo di indicare la provenienza per tutti i principali componenti della pizza”.

Cibus, la cucina d’autore in Fiera fino al 13 Maggio

Pubblicato il 08 Mag 2018 alle 8:39am

Apre Cibus Off, il fuorisalone del gusto, al partito domenica e con un saluto da parte del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, che fino al 13 maggio animerà, con oltre 50 appuntamenti, il cuore di Parma coinvolgendo nei cooking show grandi chef. (altro…)

Mangia pizza ogni giorno per un anno, ma gli effetti sono a dir poco inaspettati

Pubblicato il 05 Set 2017 alle 7:24am

Il giovane Brian Northrup, di Scotch Plains (New Jersey), ha dato via un regime alimentare chiamato ‘Pizzapocalypse’.

Il ragazzo ha mangiato pizza ad ogni pasto della giornata per un intero anno ed è passato da 75.8 a 73 kg di peso, migliorando anche la massa muscolare e riducendo gli indici di grasso corporeo.

Ovviamente, ad una dieta così piena di carboidrati Brian ha deciso di accompagnare un allenamento costante, facendosi seguire anche da diversi specialisti: ebbene, ogni giorno circa venti minuti di cardio, con sedute di sollevamento pesi almeno tre volte a settimana.

«Ho voluto dimostrare che un esercizio costante può portare a ottimi risultati anche in una dieta piena di carboidrati» – ha spiegato Brian – «Credo che i benefici dell’allenamento siano troppo sottovalutati quando si parla di alimentazione».

Scoperte sostanze tossiche nei cartoni di pizza e fast food

Pubblicato il 04 Mar 2017 alle 11:04am

Sostanze tossiche e nocive per l’ambiente e la salute dei consumatori sono state trovate in alcune tipologie di imballaggi utilizzate per imballare alimenti da asporto, come pizza e fast food: a dare l’allarme l’associazione Altroconsumo al termine di un’inchiesta indipendente condotta insieme ad altre quattro associazioni europee, Danish consumer council (Danimarca), Deco (Portogallo), Ocu (Spagna) e Test-Achats (Belgio). (altro…)

Napoli Pizza Village, dal 6 all’11 settembre, attese oltre 600mila persone

Pubblicato il 05 Set 2016 alle 9:31am

Manca poco la sesta edizione del Napoli Pizza Village, l’evento internazionale dedicato alla pizza napoletana che, verrà ospitato dal 6 all’11 settembre, sul lungomare Caracciolo (pizzavillage.it).

Una kermesse organizzata con il patrocinio della presidenza della Repubblica italiana, del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, della Regione Campania e con l’impegno del Comune e di alcuni partner commerciali, che si terrà lungo una superficie di 1.300 metri e conterà sulla presenza degli “ambasciatori” provenienti dalle 50 pizzerie più antiche di Napoli.

Forte del grande successo dello scorso anno, che ha visto la partecipazione di oltre 600 mila persone, la manifestazione ospiterà il Campionato mondiale del pizzaiolo e avrà nuovi contenuti promossi dalla “Npv experience”, che prevede laboratori, shop, aree dedicate ai più piccoli, attività di team building e première esclusive.

Ogni sera, due famosi “maestri pizzaioli” saranno protagonisti di “Pizza class” alle quali potranno prender parte fino a un massimo di 32 “allievi” che potranno imparare i segreti di questo antico mestiere, preparare la pizza anche nei forni di casa.

L’iscrizione è obbligatoria con un versamento di 20 euro che sarà interamente devoluto all’associazione Un cuore per amico onlus – guidata dal professor Carlo Vosa – che dal 1993 si occupa di garantire assistenza psicologica, economica, logistica e consulenza sanitaria specialistica a famiglie con figli affetti da gravi cardiopatie.

Al Senato un disegno di legge che istituisce l’ordine professionale dei pizzaioli

Pubblicato il 23 Giu 2016 alle 6:38am

Bartolomeo Amidei e Paola Pelino hanno presentato giorni fa in Senato un disegno di legge atto a istituire l’ordine professionale dei pizzaioli: un modo sicuro per certificare la professionalità dei tanti lavoratori della gastronomia italiana, specializzati nella creazione della pizza che ad oggi non hanno ancora la stessa dignità di colleghi chef.

Sono 150mila i pizzaioli italiani che verrebbero interessati dalla legge, se questa dovesse essere approvata. Per costoro l’istituzione di un albo professionale sarebbe il culmine di un processo di rivendicazioni che ha portato anche alla candidatura della pizza a patrimonio dell’umanità Unesco.

Inoltre, l’istituzione di criteri formativi e dei requisiti minimi per l’iscrizione è anche un modo per tutelare i consumatori. Nel testo del ddl il pizzaiolo che si iscriverà all’albo dovrà aver esercitato la professione per almeno 18 mesi, dovrà riuscire a superare un esame finale dopo aver frequentato un corso pratico e teorico di 120 ore, comprensivo di laboratorio (30 ore), lingue straniere (40), scienze dell’alimentazione (20) e conservazione degli alimenti (30). Il diploma così ottenuto varrà per cinque anni, ai termini dei quali il professionista dovrà seguire un corso di aggiornamento.

Una proposta di legge che mira anche a difendere il made in italy visto che oggi nel nostro Paese sono circa 100mila le persone che ‘fanno la pizza’ e con gli aiuto-pizzaioli 150mila. Le pizzerie rappresentano il 50% del fatturato totale della ristorazione”.

Pizza napoletana candidata a Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco

Pubblicato il 05 Mar 2016 alle 9:50am

L’Italia ha scelto la pizza napoletana come migliore candidata al Patrimonio Mondiale dell’umanità Unesco. (altro…)

Italiani più bravi a letto grazie a pizza e a spaghetti

Pubblicato il 10 Giu 2015 alle 6:50am

La dieta mediterranea, basata principalmente su pasta al pomodoro e pizza, assicurano gli esperti, riduce il rischio di disfunzione erettile.

Chi segue questa dieta «ha un rischio minore di soffrire di impotenza». (altro…)

Napoli: attesi 500mila visitatori dal 2 al 7 settembre per il ‘Pizza Village’

Pubblicato il 30 Ago 2014 alle 12:21pm

Si attendono oltre 500mila visitatori a Napoli dal 2 al 7 settembre nella pizzeria più grande del mondo, allestita all’aperto sul lungomare Caracciolo per la quarta edizione del “Napoli Pizza Village“. (altro…)