salute mentale

Salute mentale: 851.000 i pazienti curati dai servizi pubblici. Il 70% è over 45

Pubblicato il 29 Giu 2019 alle 7:13am

E’ in costante crescita il numero di persone con disturbi psichiatrici che sono curate dal Sistema sanitario nazionale. Nel 2017 sono state circa 851.000, ovvero quasi 50.000 in più rispetto agli 805.000 del 2016 (quando però mancavano all’appello i pazienti della Val d’Aosta). Si tratta nel 53% dei casi di donne e la loro età riflette l’invecchiamento della popolazione generale, con un’ampia percentuale di pazienti al di sopra dei 45 anni (67%). E’ quanto emerge dal Rapporto sulla Salute Mentale 2017, presentato in questi giorni dal Ministro della Salute. (altro…)

Oms, in aumento le malattie mentali nel mondo

Pubblicato il 28 Feb 2019 alle 1:54pm

Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale e di Uso di sostanze presso l’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), Devora Kestel, alcuni giorni fa a Trieste, per presentare una relazione sulle “prospettive dell’Oms per il futuro della Salute Mentale Globale” ha rivelato “La situazione della salute mentale nel mondo non è affatto buona. Le malattie mentali e neurologiche sono infatti in aumento, così come cresce l’uso di sostanze. Al primo posto nella classifica delle problematiche legate alla salute mentale globale c’è la depressione, che non conosce distinzioni di tipo socioeconomico, perché colpisce indistintamente tutti. C’è poi un abbassamento dell’età in cui si presentano questi disturbi, così come si abbassa l’età dei suicidi”. (altro…)

Un mese detox dai social, ecco come fare

Pubblicato il 13 Set 2018 alle 6:54am

Un mese di detox anche parziale dall’abitudine quasi compulsiva a trascorrere il proprio tempo sui social.

E’ quello proposto dal Regno Unito con la campagna ‘Scroll Free September’, alla quale la Royal Society of Public Heath incoraggia a partecipare nel tentativo di frenare gli effetti negativi sulla salute mentale causati dalla presenza costante, giornaliera sui social network.

Una campagna inglese che invita tutti a rinunciare ai social almeno per un mese.

“Se utilizzati nel modo giusto, i social media possono avere aspetti positivi per la salute mentale e il benessere, compreso il miglioramento della connessione sociale e l’essere una fonte di supporto emotivo”, spiega Shirley Cramer, capo esecutivo della Royal Society of Public Heath.

“La campagna – aggiunge ancora lo specialista – parla di prendersi una pausa e prendere nota degli aspetti che potrebbero avere un impatto negativo, usando questa consapevolezza per stabilire un rapporto più equilibrato con i social media in futuro”.

Si stima che aderiranno all’iniziativa 320mila inglesi, ma si sono registrati anche utenti da 56 paesi diversi dal sito (www.rsph.org.uk/our-work/campaigns/scroll-free-september.html).

Dipendenza da videogiochi, inserita dall’Oms nel capitolo delle malattie mentali

Pubblicato il 19 Giu 2018 alle 3:11pm

La dipendenza dai videogiochi viene riconosciuta oggi ufficialmente dall’Oms come malattia mentale. E’ stata inserita, infatti, all’interno del capitolo sulle patologie dell’International Classification of Diseases (ICD).

Secondo quanto è stato pubblicato nel nuovo elenco ufficiale delle malattie, che ne ha al suo interno almeno 55mila, non si tratta della ludopatia ma del gaming disorder, ovvero un disturbo psicologico vero e proprio che va a incidere anche a livello comportamentale, sulle abitudini di vita sociale e personale di una persona, di un bambino o adolescente. Attraverso «una serie di comportamenti persistenti o ricorrenti che prendono il sopravvento sugli altri interessi della vita sociale e quotidiana».

Secondo quanto riferito da Vladimir Poznyak, del dipartimento per la salute mentale dell’Oms in occasione di una conferenza stampa, tali disturbi possono portare anche a disordini alimentari.

Sulla base degli ultimi sviluppi, infatti, e delle conoscenze sul tema, l’Oms ha pertanto deciso di inserire la dipendenza dai videogiochi all’interno dell’elenco relativo alle patologie mentali in quanto dovrebbe servire ai medici a formulare più facilmente una diagnosi nei soggetti interessati.

Ecco perché correre fa bene alla salute fisica e mentale

Pubblicato il 06 Giu 2018 alle 6:02am

La corsa porta a chi la pratica moltissimi benefici, in termine di salute sia fisica che mentale.

Bastano 30 minuti di corsa al giorno, per migliorare l’umore e alleviare i sintomi della depressione. Inoltre correre rende più resistenti allo stress, perché è dimostrato che l’esercizio aerobico aumenta i livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina, portando il cervello a generare nuovi neuroni.

Il jogging è inoltre consigliato sia ai giovani che agli anziani: aiuta i primi a dormire meglio e a concentrarsi meglio ma è utile anche ai secondi per contrastare il declino cognitivo naturalmente connesso all’età.

Inoltre, la corsa migliora la salute dell’apparato cardiovascolare, aiuta a bruciare le calorie e, a dispetto di quello che si può pensare, non è affatto dannosa per le ginocchia.

Robbie Williams: “Ho paura per la mia salute mentale”

Pubblicato il 01 Mar 2018 alle 6:52am

Una dolorosa battaglia con la salute mentale quella di Robbie Williams. Confessioni shock quelle fatte in un’intervista rilasciata a The Sun. (altro…)

Le persone a contatto con la natura, e che vedono più uccelli, sono meno esposte a stress, ansia e depressione

Pubblicato il 07 Mar 2017 alle 9:34am

Secondo un recente studio, condotto da un team di ricercatori dell’Università di Exeter, nel Regno Unito, le persone che vivono in aree urbane caratterizzate da una densa presenza di uccelli, arbusti e alberi, hanno meno probabilità di soffrire di depressione, ansia e stress.

La ricerca che ha coinvolto nello studio centinaia di persone è riuscita a mettere in luce i benefici che questi fattori naturali possono apportare alla salute mentale e al benessere psicofisico delle persone che si ritrovano a osservare gli uccelli e godono della presenza di arbusti e del verde che li circonda, anche se non vivono necessariamente in aree rurali ma in quartieri urbani e periferici.

Lo studio ha preso in esame oltre 270 persone valutando la loro salute mentale senza tener conto dell’età, del reddito o dell’etnia.

Ebbene, le indagini condotte si sono incentrate prevalentemente nei quartieri di Milton Keynes, Bedford e Luton, dove i ricercatori hanno preso in esame il numero di uccelli che transitano nell’area la mattina e il pomeriggio scoprendo che i livelli più bassi di depressione, ansia e stress derivavano proprio dal numero di uccelli che le persone avrebbero avvistato nelle fasce orarie pomeridiane.

Lo studio in questione, ha messo in luce che non c’è correlazione tra le specie di uccelli e la salute mentale, ma ciò che conta è il numero di uccelli che una persona riesce a osservare dalla finestra della propria abitazione, dal giardino o dal quartiere nel quale si trova.

Inoltre, le specie di uccelli prese in esame erano quelle più comuni come merli, pettirossi, cinciarelle e cornacchie. Tuttavia, non è la specie a influire sul benessere mentale del soggetto esaminato, ma il numero.

Il dottor Daniel Cox, ricercatore dell’Università di Exeter, che ha condotto lo studio ha sottolineato che: “La ricerca ha iniziato a porre l’accento sul ruolo che alcuni componenti chiave della natura giocano per il nostro benessere mentale”.

“Gli uccelli che volano intorno alle abitazioni e in generale la natura che ci circonda, rappresentano un punto importante nella prevenzione sanitaria, rendendo le città più sane e vivibili”, ha precisato il dottor Cox.

La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Bioscience.

Bambini più sereni se crescono con i cani

Pubblicato il 01 Dic 2015 alle 1:05pm

I bambini che crescono a contatto con animali domestici sono più sereni e soffrono meno di ansia, in particolari momenti della vita e situazioni sociali. A comprovare il beneficio per la loro salute mentale un nuovo studio Made in Usa.

Crescere con cani abbassa il rischio nei bambini di imbattersi in allergie e asma.

I ricercatori del Bassett Medical Center di New York hanno osservato la salute di 643 bambini tra i 6 ed i 7 anni di età scoprendo che il 21% di essi in case senza cani soffriva di ansia.

Contro il 12% dei bambini che invece vivevano con un cane domestico. Nel rapporto guidato da Anne Gadomski e pubblicato sulla rivista”Preventing Chronic Disease”, si osserva che spesso i più piccoli di 7 – 8 anni definiscono i loro amici a quattro zampe più importanti delle persone dal punto di vista del “conforto, dell’autostima e della fiducia”.

In particolare rivelano gli scienziati è emerso anche che i bambini con cani avevano meno ansia da separazione.

Crisi economica peggiora la salute mentale degli italiani: 2,6 milioni di depressi

Pubblicato il 10 Lug 2014 alle 1:52pm

La situazione economica tende a peggiorare le condizioni di salute mentale degli italiani. Mentre quella fisica, resta, per fortuna, stabile. Questi i dati emersi, durante un’indagine condotta dall’Istat, dal titolo “Tutela della salute e accesso alle cure”. (altro…)

Società italiana Psichiatria, in 10 anni, ridotto il personale del 50% nei Dipartimenti di Salute Mentale

Pubblicato il 02 Dic 2013 alle 7:03am

Secondo un’indagine condotta dalla Società italiana di psichiatria a (Sip), presentata a Firenze nel corso di un convegno, sono diminuite del 50% in dieci anni, le risorse umane impegnate all’assistenza e alla cura dei malati psichiatrici, rispetto al milione e 200mila di italiani, in cura nei centri di salute mentale. (altro…)