Sclerosi multipla

Vitamina D, in aiuto contro la Sclerosi Multipla

Pubblicato il 04 Ott 2019 alle 6:49am

Diversi studi medici dimostrano che la Vitamina D è fondamentale nella prevenzione e cura della sclerosi multipla. (altro…)

Sclerosi multipla, in arrivo un’app per monitorarla

Pubblicato il 16 Ago 2019 alle 6:50am

E’ in arrivo un’App in grado di monitorare la sclerosi multipla. Si chiama Floodlight Open, e incoraggia, ricerca e misura capacità ed esercizi. La tecnologia in questo caso va in aiuto a malati di sclerosi multipla, per monitorare la patologia ma anche per aiutare milioni di pazienti, raccogliere dati a sostegno della ricerca scientifica.

L’obiettivo principale di Floodlight Open è quello di dare un preziosissimo contributo alla lotta a questa malattia cronico-infiammatoria. L’iniziativa rientra nella campagna#NuovaLuceSullaSm promossa da Roche e presentata allo Spazio Edit di Milano. Ma cosa fa nello specifico questa applicazione?

La app in questione, misura capacità di eseguire piccoli esercizi sullo smartphone. I dati poi, una volta assimilati in tempo reale, vengono girati alla comunità scientifica con lo scopo di fornire nuovi indizi per avere un quadro migliore della patologia.

“La sclerosi multipla ha, nella maggior parte dei casi, un esordio tra i 20 e i 40 anni ed oggi, queste generazioni, sono perfettamente a proprio agio con smartphone e strumenti digitali – spiega Luigi Lavorgna, neurologo dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e coordinatore del gruppo di studio Digital technology, web e social media della Società italiana di neurologia – Il progetto Floodlight, davvero innovativo, ha l’ambizione di monitorare la performance nell’esecuzione di test elaborati per delineare le funzionalità cognitive e motorie nelle persone con Sclerosi Multipla. Un giorno, nemmeno troppo lontano, potrebbe permettere a noi medici di avere a disposizione uno strumento valido e contemporaneo nella gestione del paziente”.

Sclerosi multipla, i vaccini non aumentano il rischio

Pubblicato il 08 Ago 2019 alle 6:17am

Un importante studio clinico afferma che le vaccinazioni non sono un fattore di rischio per la sclerosi multipla. I risultati raggiunti rivelano infatti un considerevole legame tra alti tassi di vaccinazioni e basse probabilità di sviluppare la condizione.

La ricerca è stata condotta in Germania alla Techinical University di Monaco di Baviera. I ricercatori in forza all’ateneo tedesco hanno analizzato i dati di oltre 200.000 persone, rappresentative della popolazione in generale. Tra di loro anche 12.226 persone con una diagnosi di sclerosi multipla.

Sclerosi multipla: un farmaco blocca la malattia e permette di pensare anche ad una gravidanza

Pubblicato il 03 Ago 2019 alle 7:23am

Chiama Cladribina ed è il nuovo principio attivo, passato dal Servizio sanitario, che cura la sclerosi multipla recidivante

Bastano 20 compresse in due anni per bloccare la malattia. È quanto garantisce l’ultimo arrivato tra i farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia. Al momento non esiste alcuna una cura risolutiva per questa patologia autoimmune del sistema nervoso centrale. Esistono varie terapie che stimolano l’organismo a reagire ma con la Cladribina, si parlerebbe di vera e propria svolta.

«Con un ciclo di terapia di 10 giorni il primo anno e 10 il secondo, è in grado di tenere sotto controllo la malattia anche per i due anni successivi» spiega il professor Giancarlo Comi, docente ordinario di neurologia all’Università Vita-Salute dell’ospedale San Raffaele di Milano. «Come hanno provato gli studi condotti su 2000 pazienti, nei due anni di assunzione in 4 casi su 10 non ci sono state ricadute e in 9 su 10 nemmeno progressione della disabilità. E dopo 4 anni 7 malati su 10 continuano a non avere attacchi».

Per chi vuole avere un figlio E per capire quanto questo può fare la differenza basta pensare alle malate che sognano di diventare mamme. «Avere a disposizione un farmaco che congela la malattia anche per i due anni successivi alla somministrazione, permette di pianificare una gravidanza» dice la professoressa Maria Trojano, docente di neurologia all’Università degli studi di Bari. «Sei mesi dopo l’ultimo ciclo di terapia è possibile pianificare il concepimento e iniziare serenamente la gravidanza».

Per le coppie che desiderano avere un figlio anche di fronte a una diagnosi di sclerosi multipla è nato un sito dedicato: www.genitoricon lasclerosimultipla.it.

Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla. Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.

Nel Dna dei sardi la chiave per scoprire il perché di alcune malattie come il Diabete di tipo 1 e la Sclerosi Multipla

Pubblicato il 13 Mag 2019 alle 7:34am

I sardi sono una delle popolazioni più speciali che esistono in Europa. Hanno un Dna pieno di sorprese che potrebbe addirittura aiutarci a capire perché ci ammaliamo di sclerosi multipla, diabete e altre patologie molto importanti, la cui cura ad oggi è ancora molto spesso o quasi, del tutto sconosciuta. Lo ha spiegato Francesco Cucca, direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e docente di Genetica Medica dell’Università di Sassari, durante il Festival della Scienza Medica di Bologna, raccontando come i sardi di oggi siano fra i popoli più “primitivi” d’Europa perché hanno un genoma rimasto pressoché intatto nelle ultime decine di migliaia di anni. (altro…)

Sclerosi Multipla: ripartono i Nordic Tales, le camminate promosse da Sanofi Genzyme

Pubblicato il 10 Mag 2019 alle 6:17am

Tornano i Nordic Tales 2019, le camminate promosse da Sanofi Genzyme per le persone con sclerosi multipla, con il patrocinio di AISM – Associazione Italiana Sclerosi Multipla e della Scuola Italiana Nordic Walking. Cinque tappe, la prima prevista per domani 11 maggio a Roma.

Novità di questa quinta edizione è il Tai Chi, antico stile delle arti marziali cinesi in cui prevale l’insegnamento spirituale rispetto a forza e potenza. Nato come tecnica di combattimento è oggi una disciplina olistica che coniuga movimenti lenti e gentili a tecniche di meditazione e consapevolezza. Caratteristiche che lo rendono adatto anche alle persone con sclerosi multipla. “Recenti studi hanno confermato che il Tai Chi è in grado non solo di offrire benefici per la pressione sanguigna e la salute cardiovascolare in generale, ma anche di influire sull’equilibrio, la flessibilità, la stabilità anche per le persone con sclerosi multipla – commenta Luigi Lavorgna, Dirigente medico neurologo presso la I Clinica Neurologica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” -. Uno studio pubblicato sull’International Journal of MS Care, mostra che, dopo aver seguito un programma di Tai Chi di sei settimane, il 75% dei pazienti è stato in grado di completare molti esercizi in piedi anziché su una sedia”.

Dopo la partenza da Villa Doria Pamphilj a Roma si andrà poi alle porte di Milano, a Garbagnate, nel Parco delle Groane, il 18 maggio; si proseguirà a Sestri Levante in provincia di Genova, dove l’appuntamento è per il 25 maggio nell’incantevole cornice della Baia del Silenzio, per arrivare poi sino a Ferrara, al Parco Urbano Giorgio Bassani, il 1 giugno. Si terminerà a Napoli sullo splendido Lungomare Caracciolo, l’8 giugno.

Sclerosi Multipla: arriva una nuova terapia è endovenosa e somministrabile ogni 6 mesi

Pubblicato il 09 Ott 2018 alle 6:44am

Un farmaco endovena che viene somministrato ogni 6 mesi è un passo straordinario nell’ambito delle terapie per combattere la Sclerosi Multipla. «Questo farmaco viene somministrato endovena ogni 6 mesi e non prevede analisi di routine. Ha quindi una grande semplicità di impiego: un passo avanti straordinario rispetto agli approcci orali quotidiani e alle infusioni a cadenza mensile attualmente disponibili».

Ad affermarlo è Carlo Pozzilli, direttore del Centro sclerosi multipla dell’Ospedale Sant’Andrea di Roma.

Una nuova terapia contro la sclerosi multipla è ora disponibile in Italia a carico del Servizio sanitario nazionale. La molecola si chiama ocrelizumab e ha ricevuto l’approvazione dell’Agenzia italiana del Farmaco, con erogabilità solo in ambito ospedaliero. «È una vera rivoluzione copernicana – commenta Giancarlo Comi, direttore della Neurologia all’Ospedale San Raffaele di Milano – questo è un giorno che resterà nella storia della sclerosi multipla».

Sclerosi multipla: eseguito trapianto di staminali sui primi 3 pazienti

Pubblicato il 30 Giu 2018 alle 8:38am

Un trapianto di cellule staminali è stato eseguito con successo sui primi tre pazienti affetti da sclerosi multipla. La sperimentazione in questione è stata coordinata da Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che ha ideato e coordinato lo studio. (altro…)

Il Premio Montalcini alla ricercatrice Veronica De Rosa, studiosa dei meccanismi della sclerosi multipla

Pubblicato il 31 Mag 2018 alle 10:32am

Si chiama Veronica De Rosa, è una ricercatrice italiana e ha approfondito i meccanismi immunologici alla base dello sviluppo della sclerosi multipla. Ha ricevuto il Premio Rita Levi Montalcini 2018 assegnato oggi dall’Associazione Italiana Sclerosi Multipla (Asim) e dalla Fondazione (Fism). Il suo studio, pubblicato nel 2015 su Nature Immunology dimostra che, alla base della malattia, vi è un malfunzionamento del sistema immunitario. “Comprendere un meccanismo che non funziona a livello molecolare è la chiave per poterlo correggere. Ci stiamo avvicinando alla possibilità di riuscirci”, commenta.

Autrice di 48 articoli scientifici, Veronica è a capo di un gruppo di ricerca e lavora presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Napoli. La carica innovativa della sua ricerca sta nell’aver compreso che le persone con sclerosi multipla, quando attivano una reazione immunitaria contro un agente infettivo proveniente dall’esterno, non generano correttamente le cellule T regolatorie incaricate di spegnere quella reazione. Questo studio sta ora aprendo una nuova possibilità di indagine terapeutica.

Veronica De Rosa, spiega il presidente Fism Alberto Battaglia, “è una dei 409 ricercatori che abbiamo finanziato e il 76% dei quali continua anche a distanza di anni a fare ricerca sulla sclerosi multipla”.