Sclerosi multipla

Sclerosi multipla, arriva il trapianto con cellule staminali

Pubblicato il 29 Mag 2020 alle 8:11am

Finita la sperimentazione di Fase I che prevede il trapianto di cellule staminali cerebrali umane in 15 pazienti affetti da Sclerosi multipla secondaria progressiva. Per la prima volta al mondo sono stati trattati 15 pazienti reclutati per il trattamento sperimentale della malattia. Ad annunciarlo è la Pontificia Accademia per la Vita con Associazione Revert Onlus e Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza. Nessun paziente ha manifestato effetti collaterali.

Si stanno ora valutando eventuali effetti terapeutici. Tale sperimentazione, è stata coordinata e finanziata dalla Fondazione e dall’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza e da Revert Onlus con il patrocinio della Fondazione Cellule Staminali di Terni, e realizzata anche grazie alla collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Terni, l’Università di Milano Bicocca e l’Ospedale Cantonale di Lugano. Nonostante l’emergenza Covid, l’ultimo paziente è stato trattato il 20 maggio scorso.

Emergenza coronavirus: primo studio al mondo su sclerosi multipla

Pubblicato il 01 Mag 2020 alle 6:09am

Saranno resi noti su Lancet Neurology i primi dati preliminari della piattaforma COVID-19 e Sclerosi Multipla (SM), il progetto pilota di raccolta di informazioni cliniche sulle persone con SM che hanno sviluppato l’infezione da COVID-19.

Alla piattaforma MuSC-19, attivata il 14 marzo 2020, ad oggi hanno contribuito a fornire i propri dati ben 78 centri clinici italiani specializzati nella SM oltre a 28 centri di altre 15 nazioni.

I dati disponibili all’8 aprile riguardano 232 persone con SM con sintomi da COVID-19; il tampone eseguito su 58 con positività in 57. In questa coorte ci sono stati 5 decessi, 2% del totale, un altro paziente, oltre ai precedenti, è stato ricoverato in unità ad alta intensità di cura e altri 17 pazienti sono stati ricoverati in reparti non intensivi. In 209 pazienti l’espressione della malattia si è limitata ad una varia combinazione di sintomi che non hanno comportato ospedalizzazione. Tutti i decessi riguardavano persone con particolare fragilità legata alla disabilità, alle comorbidità e/o all’età avanzata.

Il 90% delle persone era in trattamento con Disease Modifying Treatment (DMT). Ad oggi non sono emersi elementi di rischio legati alla terapia. Non è possibile da questi dati dare alcuna informazione sul rischio connesso con uno specifico trattamento. Questi dati devono essere presi come preliminari.

“Al momento, questi risultati sembrano essere abbastanza rassicuranti per la maggior parte delle persone con SM” sottolinea il Prof. Marco Salvetti dell’Università Sapienza, Ospedale Sant’Andrea, di Roma. Sono in linea con quanto la Società Italiana di Neurologia, insieme ad AISM e alla Federazione Internazionale delle Associazioni SM avevano già pubblicato sulla gestione dell’emergenza da parte delle persone con SM e anche in relazione ai trattamenti innovativi di uso corrente. “Peraltro – continua Salvetti -viene confermato che persone con SM con comorbidità, con disabilità e in età avanzata variabilmente combinata sono esposte al rischio di una peggiore evoluzione della malattia. Queste persone richiedono quindi una particolare cura nel prevenire l’infezione”.

“Il monitoraggio e l’aggiornamento dei dati continueranno per tutta la durata dell’epidemia. Sarà inoltre fornita la prevalenza della SM tra i casi che hanno sviluppato COVID-19, quando verrà messo in atto un sistema per verificare che tutti i casi di SM positivi vengano rilevati” sottolinea il Prof. Francesco Patti dell’Università di Catania, coordinatore del Gruppo di Studio Sclerosi Multipla della SIN.

L’obiettivo dell’iniziativa internazionale MuSC-19 in corso è proprio quello di fornire dati per contribuire a definire una strategia a medio e a lungo termine per le persone affette da SM nelle diverse fasi di evoluzione di questa pandemia, con particolare riguardo alle diverse terapie seguite.

Fedez rivela: “Sono a rischio Sclerosi Multipla”

Pubblicato il 06 Dic 2019 alle 6:01am

Fedez intervistato da Peter Gomez nel programma sul Nove La Confessione, in onda in prima serata giovedì 5 dicembre alle 21:25 dice: “Sono a rischio sclerosi multipla”: una rivelazione choc del rapper durante la “confessione” resa al direttore de ilfattoquotidiano.it.

L’ex giudice di X-Factor si commuove rivelando un aspetto molto privato della sua salute. “È successo un evento importante, difficile, che mi ha fatto capire delle priorità. Durante una risonanza magnetica”, si confida Fedez, “mi è stata trovata una cosa chiamata demielinizzazione nella testa, che è una piccola cicatrice bianca. Sono dovuto stare sotto controllo perché clinicamente si dice che quello che mi hanno riscontrato è una ‘sindrome radiologicamente verificata”.

“Ovvero – prosegue ancora Fedez – la demielinizzazione che avviene quando hai la sclerosi multipla”. “Ti trovano questa cosa qua e ti dicono che devi stare sotto controllo perché può essere, come dicono loro, che si può tramutare in sclerosi multipla. Questo è stato il motivo per cui, ho iniziato un percorso per migliorare e soprattutto scegliere, le mie battaglie”.

Sclerosi Multipla, scoperte molecole che la generano

Pubblicato il 24 Nov 2019 alle 8:04am

La SM è una malattia cronica a base autoimmunitaria, in cui l’infiammazione gioca un ruolo chiave nel danno a livello della mielina, la guaina che ricopre le fibre nervose, i meccanismi all’origine della patologia ancora sfuggono. Così come sfuggono, in parte, quelli che scatenano lo stato infiammatorio che la caratterizza. (altro…)

Vitamina D, in aiuto contro la Sclerosi Multipla

Pubblicato il 04 Ott 2019 alle 6:49am

Diversi studi medici dimostrano che la Vitamina D è fondamentale nella prevenzione e cura della sclerosi multipla. (altro…)

Sclerosi multipla, in arrivo un’app per monitorarla

Pubblicato il 16 Ago 2019 alle 6:50am

E’ in arrivo un’App in grado di monitorare la sclerosi multipla. Si chiama Floodlight Open, e incoraggia, ricerca e misura capacità ed esercizi. La tecnologia in questo caso va in aiuto a malati di sclerosi multipla, per monitorare la patologia ma anche per aiutare milioni di pazienti, raccogliere dati a sostegno della ricerca scientifica.

L’obiettivo principale di Floodlight Open è quello di dare un preziosissimo contributo alla lotta a questa malattia cronico-infiammatoria. L’iniziativa rientra nella campagna#NuovaLuceSullaSm promossa da Roche e presentata allo Spazio Edit di Milano. Ma cosa fa nello specifico questa applicazione?

La app in questione, misura capacità di eseguire piccoli esercizi sullo smartphone. I dati poi, una volta assimilati in tempo reale, vengono girati alla comunità scientifica con lo scopo di fornire nuovi indizi per avere un quadro migliore della patologia.

“La sclerosi multipla ha, nella maggior parte dei casi, un esordio tra i 20 e i 40 anni ed oggi, queste generazioni, sono perfettamente a proprio agio con smartphone e strumenti digitali – spiega Luigi Lavorgna, neurologo dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli e coordinatore del gruppo di studio Digital technology, web e social media della Società italiana di neurologia – Il progetto Floodlight, davvero innovativo, ha l’ambizione di monitorare la performance nell’esecuzione di test elaborati per delineare le funzionalità cognitive e motorie nelle persone con Sclerosi Multipla. Un giorno, nemmeno troppo lontano, potrebbe permettere a noi medici di avere a disposizione uno strumento valido e contemporaneo nella gestione del paziente”.

Sclerosi multipla, i vaccini non aumentano il rischio

Pubblicato il 08 Ago 2019 alle 6:17am

Un importante studio clinico afferma che le vaccinazioni non sono un fattore di rischio per la sclerosi multipla. I risultati raggiunti rivelano infatti un considerevole legame tra alti tassi di vaccinazioni e basse probabilità di sviluppare la condizione.

La ricerca è stata condotta in Germania alla Techinical University di Monaco di Baviera. I ricercatori in forza all’ateneo tedesco hanno analizzato i dati di oltre 200.000 persone, rappresentative della popolazione in generale. Tra di loro anche 12.226 persone con una diagnosi di sclerosi multipla.

Sclerosi multipla: un farmaco blocca la malattia e permette di pensare anche ad una gravidanza

Pubblicato il 03 Ago 2019 alle 7:23am

Chiama Cladribina ed è il nuovo principio attivo, passato dal Servizio sanitario, che cura la sclerosi multipla recidivante

Bastano 20 compresse in due anni per bloccare la malattia. È quanto garantisce l’ultimo arrivato tra i farmaci in grado di rallentare la progressione della malattia. Al momento non esiste alcuna una cura risolutiva per questa patologia autoimmune del sistema nervoso centrale. Esistono varie terapie che stimolano l’organismo a reagire ma con la Cladribina, si parlerebbe di vera e propria svolta.

«Con un ciclo di terapia di 10 giorni il primo anno e 10 il secondo, è in grado di tenere sotto controllo la malattia anche per i due anni successivi» spiega il professor Giancarlo Comi, docente ordinario di neurologia all’Università Vita-Salute dell’ospedale San Raffaele di Milano. «Come hanno provato gli studi condotti su 2000 pazienti, nei due anni di assunzione in 4 casi su 10 non ci sono state ricadute e in 9 su 10 nemmeno progressione della disabilità. E dopo 4 anni 7 malati su 10 continuano a non avere attacchi».

Per chi vuole avere un figlio E per capire quanto questo può fare la differenza basta pensare alle malate che sognano di diventare mamme. «Avere a disposizione un farmaco che congela la malattia anche per i due anni successivi alla somministrazione, permette di pianificare una gravidanza» dice la professoressa Maria Trojano, docente di neurologia all’Università degli studi di Bari. «Sei mesi dopo l’ultimo ciclo di terapia è possibile pianificare il concepimento e iniziare serenamente la gravidanza».

Per le coppie che desiderano avere un figlio anche di fronte a una diagnosi di sclerosi multipla è nato un sito dedicato: www.genitoricon lasclerosimultipla.it.

Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla. Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.

Nel Dna dei sardi la chiave per scoprire il perché di alcune malattie come il Diabete di tipo 1 e la Sclerosi Multipla

Pubblicato il 13 Mag 2019 alle 7:34am

I sardi sono una delle popolazioni più speciali che esistono in Europa. Hanno un Dna pieno di sorprese che potrebbe addirittura aiutarci a capire perché ci ammaliamo di sclerosi multipla, diabete e altre patologie molto importanti, la cui cura ad oggi è ancora molto spesso o quasi, del tutto sconosciuta. Lo ha spiegato Francesco Cucca, direttore dell’Istituto di ricerca genetica e biomedica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Irgb) e docente di Genetica Medica dell’Università di Sassari, durante il Festival della Scienza Medica di Bologna, raccontando come i sardi di oggi siano fra i popoli più “primitivi” d’Europa perché hanno un genoma rimasto pressoché intatto nelle ultime decine di migliaia di anni. (altro…)