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Bambini: in Italia un decesso a settimana per soffocamento

Pubblicato il 01 Giu 2019 alle 10:32am

In Italia sono veramente tanti i bambini che muoiono nel nostro Paese a causa di soffocamento da cibo o oggetti piccoli ingoiati. Se ne stima una caso a settimana, come spiega anche il 118, che potrebbe essere evitato seguendo dei semplici ed efficaci accorgimenti. Manovre di ostruzione o rivolgendosi subito a personale qualificato.

Gli esperti del pronto soccorso sottolineano che i bambini infatti, non devono essere mai lasciati da soli quando stanno mangiando.

E’ indispensabile per questo, evitare, almeno fino all’età di 5 anni, di far mangiare cibi troppo grossi (come pezzi di carne), non adeguatamente tagliuzzati (il cui diametro non superi i 5 millimetri nei più piccoli e 1 cm nei più grandi), in particolare quando sono lisci, rotondi (acini d’uva, olive), o cilindrici (pezzi di wurstel). E comunque evitare sempre che possano essere messi in bocca cibi con ossicini, caramelle, gomme da masticare, giocattoli o pezzi di essi, monete, batterie piccole a bottone.

I genitori e i familiari riconoscere subito i segni tipici da ostruzione delle vie aeree o dell’arresto cardiaco: come nel caso del bambino che non piange (quando molto piccolo), non emette suoni (non parla, non tossisce), cambia improvvisamente colore (il volto e le labbra diventano cianotiche, ossia di colore viola, grigio), perde rapidamente coscienza o smette anche di respirare (torace immobile). In questi casi, chiamare subito il 118 diventa una priorità assoluta potenzialmente salvavita. Il telefono deve essere messo a viva voce per rimanere in contatto con gli operatori durante tutto il tempo d’arrivo dei soccorsi.

Ictus, come riconoscere i primi segnali

Pubblicato il 26 Feb 2019 alle 7:07am

La campagna ‘Indovina l’Ictus’ di A.L.I.Ce. Italia Onlus ha lanciato un portale per sensibilizzare la popolazione riguardo l’importanza di un intervento tempestivo nel caso di ictus cerebrale. (altro…)

Migranti, barcone con 100 persone a bordo soccorso da mercantile libico dopo intervento del premier Conte

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 11:06am

Viaggiano verso Misurata gli oltre 100 migranti a bordo del barcone in avaria a 50 miglia dalle coste libiche. Dopo la mezzanotte di ieri è terminato il trasbordo sul mercantile inviato da Tripoli in loro soccorso. Si tratta del cargo Lady Sharm, battente bandiera della Sierra Leone. (altro…)

Thailandia, stanno bene i 12 ragazzi sepolti in una grotta

Pubblicato il 03 Lug 2018 alle 12:53pm

Sono 12 i ragazzi che a tutt’oggi sono bloccati da 10 giorni in una grotta in Thailandia insieme al loro allenatore, che sono stati soccorsi ma per i quali ci potrebbero volere anche dei mesi prima di portali del tutto in salvo, in superficie, se non impareranno prima ad immergersi con l’attrezzatura da sub per tentare quella che sarebbe un’impresa quasi disperata. Lo ha reso noto l’esercito thailandese, poche ore dopo il loro ritrovamento, avvenuto ieri sera, da parte dei due sommozzatori britannici in una sorta di spiaggia a 4 chilometri dall’imbocco della grotta Tham Luang.

Cibo e forniture mediche, compresi gel ad alto contenuto calorico e paracetamolo, sono già stati forniti al gruppo. «Invieremo altro cibo per permettere loro di resistere almeno quattro mesi e li addestreremo ad immergersi mentre continuiamo a scaricare l’acqua», ha detto il capitano della Marina Anand Surawan. Questo, perché, molti dei ragazzi non sanno neanche nuotare.

I soccorritori stanno sfidando l’innalzamento del livello dell’acqua per portare i soccorsi e si cerca anche di installare una linea elettrica e telefonica per consentire al gruppo di parlare con i familiari, ha spiegato il governatore del Chiang Rai, Narongsak Osatanakorn.

I 12 ragazzi erano dispersi con il loro allenatore dallo scorso 23 giugno.

I ragazzi stanno bene e avranno i soccorritori con loro che rimarranno nella grotta fino a quando non saranno tutti in grado di percorrere i quasi 4 chilometri che li separano dall’uscita. «Porteremo loro del cibo, ma non siamo sicuri che possano nutrirsi da soli perché non mangiano da molto tempo, manderemo da loro anche un medico in grado di immergersi«, ha detto il governatore.

Interrompe il suo parto per dedicarsi a quello di una paziente

Pubblicato il 02 Ago 2017 alle 9:23am

Amanda Hess si trovava in ospedale per partorire quando ha sentito una donna urlare di dolore in un’altra stanza. Si trattava di Leah Halliday Johnson, sua paziente. La dottoressa Hess l’aveva visitata una settimana prima. Le infermiere le hanno spiegato che il bambino della Johnson stava per nascere e che il cordone ombelicale si era avvolto intorno al collo del piccolo. (altro…)

Volontario della protezione civile muore di ritorno da Amatrice

Pubblicato il 26 Set 2016 alle 11:13am

Il Land Rover Discovery della Protezione Civile della Regione Piemonte stava tornando da Amatrice e dalle altre zone terremotate dirigendosi verso Torino quando si è ribaltato sull’asfalto dell’A4 a pochi chilometri dal casello di Rondissone.

Il conducente del discovery – Marco Belfiore, 60 anni, ingegnere – è morto subito dopo il suo arrivo in ospedale.

Per liberarlo dalle lamiere sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Torino e Livorno Ferraris.

L’ingegnere Belfiore era distaccato alla Protezione Civile di corso Marche a Torino: vantava una lunga esperienza alle spalle nella difesa del suolo e della logistica. Si occupava di prevenzione del territorio.

Nell’incidente sono rimaste ferite in modo lieve altre due persone: l’altro volontario della protezione civile, che viaggiava con Belfiore, e il conducente di una vettura contro la quale il fuoristrada si è schiantato dopo aver toccato il guardrail.

La polizia stradale di Novara sta ricostruendo la dinamica dell’incidente, si ipotizza un colpo di sonno o un malore.

Alunni diabetici: nuove indicazioni per gli operatori scolastici

Pubblicato il 03 Gen 2016 alle 7:11am

Durante un convegno promosso dalla Società Italiana di Endocrinologia e Diabetologia Pediatrica ha preso vita un importante progetto di gestione integrata dedicato ai piccoli pazienti diabeti, promosso da SIEDP assieme al Coordinamento tra Associazioni italiane di aiuto a bambini e giovani con diabete (AGDI) e dall’Ibdo – Italian Barometer Diabetes Observatory.

Un progetto redatto dal Coordinamento delle Associazioni assieme ai Ministeri della Salute e dell’Istruzione.

Al fine di dare le principali indicazioni al personale scolastico su chi deve fare cosa, a scuola e nella gestione ordinaria dei pazienti in situazioni di emergenza, come ad esempio chi deve iniettare l’insulina o chi deve intervenire per chiamare il 118 in caso di crisi ipoglicemica.

Un documento, recepito formalmente dalle Regioni Abruzzo, Umbria, Calabria e Sicilia, che si spera possa essere sottoscritto anche in altre regioni.

Lo scopo dell’iniziativa è quella di migliorare l’esistenza del bambino anche a scuola, di tranquillizzare la famiglia, e di migliorare la gestione della malattia, in ogni situazione, anche scolastica.

Nave da crociera affonda all’Isola del Giglio: a bordo oltre 4000 persone

Pubblicato il 14 Gen 2012 alle 10:22am

Sono sei i morti e 13 i feriti, questo è il bilancio attuale dell’incidente che ha coinvolto ieri sera la nave Costa Concordia. A renderlo noto è il prefetto di Grosseto Giuseppe Linardi.

Al momento non c’è alcuna certezza che tutte le persone a bordo siano state recuperate: ”Deve essere ispezionata ancora la parte della nave che e’ sott’acqua. Si procedera’ con i sommozzatori” spiega, Linardi.

La nave è ubicata a ridosso degli scogli e presenta uno squarcio lungo almeno 70 metri. In queste ore i Vigili del Fuoco stanno tentando di recuperare gli eventuali passeggeri rimasti a bordo della nave.

Molti dei passeggeri superstiti sono stati ospitati da strutture pubbliche e aiutati dalla popolazione locale. Proprio per questo diventa difficile fare una stima del numero esatto di persone salvate e disperse.

La paura è arrivata verso ora di cena, quando le 4.200 persone a bordo della Costa Concordia (oltre 3.000 i passeggeri e circa 1000 l’equipaggio) si trovavano a tavola ai ristoranti della nave nei pressi dell’Isola del Giglio: un forte scossone, poi la luce è andata via. Giusto il tempo di capire di cosa si trattasse che è arrivato l’invito di indossare i salvagente e di avvicinarsi alle scialuppe, “per precauzione”.

Ebbene, durante la fase di evacuazione, qualcosa non ha funzionato. Molti passeggeri sono caduti in acqua, qualcuno si è gettato per paura perché lo scafo continuava ad inclinarsi, e ha dovuto fare i conti con il freddo del mare e della notte. Ipotermia e malori sono le cause della morte di sei persone.

I soccorsi sono arrivati subito, e grazie all’ospitalità degli abitanti dell’Isola si è riusciti ad evitare una vera catastrofe, ma il personale della Costa Concordia non era idoneo a gestire l’emergenza.

Questa è l’accusa che è stata lanciata da diversi passeggeri della nave naufragata. I quali sostengono che “Le scialuppe cadevano sul ponte e alcuni si sono feriti proprio così”, dice uno di loro. “Ci dicevano di stare tranquilli ma la paura era sul volto dell’equipaggio”, fa eco un altro naufrago.