sperimentazione

Covid, al via la preparazione del vaccino Sanofi in Italia, arrivato in fase 1-2 della sperimentazione

Pubblicato il 05 Ott 2020 alle 6:04am

Si trova ad Anagni in provincia di Frosinone, lo stabilimento dove verranno prodotte buona parte delle dosi del vaccino contro il Covid-19 dirette poi a tutto il continente europeo. La multinazionale Sanofi preparerà a fine sperimentazione il vaccino che sta sviluppando insieme all’altra casa farmaceutica Gsk. (altro…)

Vaccino italiano, via libera per la sperimentazione dall’AIFA

Pubblicato il 02 Ago 2020 alle 6:22am

Arriva l’ok, da parte dell’AIFA per l’avvio alla sperimentazione del vaccino italiano. Attraverso un comunicato diffuso sul proprio sito web l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha autorizzato la ricerca di Fase I del vaccino contro la COVID-19 che sarà prodotto dall’azienda bio-tecnologica ReiThera, avente sede a Castel Romano, nel Lazio.

Il vaccino italiano si chiamerà GRAd-COV2, ed ha già ottenuto una risposta positiva da parte del comitato etico dell’Istituto Spallanzani e dall’Istituto Superiore di Sanità. A breve quindi inizieranno gli studi di Fase I che hanno come obiettivo quello di valutare la sicurezza e l’immunogenicità del vaccino, che dovrebbe essere in grado di contrastare il virus responsabile della sindrome respiratoria acuta grave, nota come SARS-CoV-2.

Covid, farmaco tumorale potrebbe aiutare casi più gravi

Pubblicato il 10 Giu 2020 alle 6:16am

Nei pazienti che presentano coronavirus, in forma più grave, è possibile bloccare un enzima, chiamato “tirosin chinasi Bruton'” coinvolto nella ‘tempesta infiammatoria in grado di aggravare la sindrome, con un farmaco anticancro – acalabrutinib – che può dare benefici, riducendo il deficit di ossigeno e l’iperinfiammazione deleteria che va in scena nel corpo di questi pazienti compromettendo così, diversi organi.

E’ quanto emerso da un trial clinico preliminare su 19 pazienti gravi ricoverati per Covid e in carenza di ossigeno, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science Immunology. Condotto da esperti del Center for Cancer Research at the National Cancer Institute (NCI), in collaborazione con ricercatori del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID).

Acalabrutinib, è un farmaco inibitore specifico della tirosin chinasi Bruton che gioca un ruolo fondamentale nella stimolazione delle cellule immunitarie – i macrofagi – che producono interleuchina-6, una delle molecole principali che dà vita all’eccesso di infiammazione deleteria nei pazienti Covid. Usando acalabrutinib sui 19 pazienti, gli esperti hanno riscontrato già dopo 1-3 giorni di somministrazione la riduzione dell’infiammazione e delle difficoltà respiratorie, con riduzione del bisogno di ossigeno da parte dei pazienti. Si tratta di uno studio preliminare che andrà confermato su un maggior numero di pazienti.

Coronavirus, il Remdesivir accorcia i tempi di guarigione

Pubblicato il 26 Mag 2020 alle 6:38am

Secondo un rapporto pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’, il farmaco antivirale sperimentale Remdesivir funziona, davvero. Stando allo studio, infatti, sarebbe in grado di accorciare i tempi di guarigione. (altro…)

Vaccino anti-Covid, a fine mese al via ai test sull’uomo

Pubblicato il 14 Apr 2020 alle 6:27am

Per fine mese di aprile, partono in Inghilterra i test accelerati sull’uomo – su 550 volontari sani – del vaccino messo a punto dall’azienda Advent-Irbm di Pomezia insieme con lo Jenner Institute della Oxford University. Lo annuncia è arrivato ieri, dall’ad di Irbm Piero Di Lorenzo. Si prevede, afferma, di “rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”.

A fine aprile, rendo noto Di Lorenzo, “in virtù dei dati acquisiti nelle ultime settimane, il primo lotto del vaccino messo a punto dalla partnership Advent-Irbm con lo Jenner Institute della Oxford University partirà da Pomezia per l’Inghilterra, dove inizieranno i test accelerati su 550 volontari sani”. Inoltre, “si prevede di rendere utilizzabile il vaccino già a settembre per vaccinare personale sanitario e Forze dell’ordine in modalità di uso compassionevole”. Di Lorenzo annuncia che è “ormai in fase finale la trattativa per un finanziamento di rilevante entità con un pool di investitori internazionali e vari Governi interessati a velocizzare ulteriormente lo sviluppo e la produzione industriale del vaccino”.

“Si è deciso di passare direttamente alla fase di sperimentazione clinica sull’uomo, in Inghilterra – spiega Di Lorenzo all’ANSA – ritenendo, da parte della Irbm e della Oxford University, sufficientemente testata la non tossicità e l’efficacia del vaccino sulla base dei risultati di laboratorio, che sono stati particolarmente efficaci”.

Coronavirus, vaccino, Pregliasco: “in sperimentazione già sugli animali, pronto non prima di 12 mesi”

Pubblicato il 05 Apr 2020 alle 6:21am

Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano, rivela al Messagero, quanto tempo è necessario per trovare un vaccino per scongiurare o debellare il coronavirus. (altro…)

Aids: una terapia per debellare la malattia, nel pool di scienziati anche il palermitano Mancuso

Pubblicato il 08 Lug 2019 alle 10:32am

La terapia che sembra essere la soluzione ideale per dire finalmente addio al virus dell’Aids è stata sperimentata con successo da un pool di esperti della Temple University e comprende anche un giovane palermitano da tempo trapiantato a Philadelphia. (altro…)

Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla. Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.

Alzheimer, schizofrenia e depressione: buone speranze dalla pillola della memoria

Pubblicato il 01 Mar 2019 alle 11:05am

Alcune ricerche e scoperte fatte dagli scienziati danno nuove speranze nella cura all’Alzheimer. Tali ricerche si sono concentrate sulla mitofagia, un processo che ricicla i mitocondri (la centrale energetica della cellula) se difettosi. Secondo alcuni ricercatori, infatti, questo meccanismo detto di “ripulitura” permetterebbe di “ritardare o prevenire i danni al cervello durante la malattia”. Su questa azione si sono concentrati gli studiosi danesi e norvegesi (università di Copenhagen e università di Oslo) che hanno pubblicato un articolo su Nature Neuroscience. «Se l’azione di ripulitura non funziona bene avviene un’accumulazione eccessiva di mitocondri difettosi nel cervello -, ha spiegato Vilhelm Bohr, del Center for Healthy Aging and National Institutes of Health di Oslo – Sia negli uomini che negli animali con Alzheimer questa carenza nel processo è presente, se interveniamo in animali vivi migliorando la ripulitura i sintomi dell’Alzheimer scompaiono». Sia nell’Alzheimer che negli stati di demenza si verifica un’accumulazione delle proteine tau e beta amiloide che inducono la cellula alla morte. In nuovi modelli animali i ricercatori hanno verificato che, spingendo la mitofagia, tale accumulazione tende a invece a diminuire o a rallentare. (altro…)

Sviluppato farmaco in grado di bloccare la formazione di metastasi

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 6:00am

I ricercatori dell’Università di Basilea e dell’ospedale universitario della stessa città svizzera hanno sviluppato un farmaco in grado di bloccare la moltiplicazione del tumore, prevenendo così la formazione di metastasi, secondo quanto riportato dalla rivista scientifica Cell. (altro…)