sperimentazione

Aids: una terapia per debellare la malattia, nel pool di scienziati anche il palermitano Mancuso

Pubblicato il 08 Lug 2019 alle 10:32am

La terapia che sembra essere la soluzione ideale per dire finalmente addio al virus dell’Aids è stata sperimentata con successo da un pool di esperti della Temple University e comprende anche un giovane palermitano da tempo trapiantato a Philadelphia. (altro…)

Sclerosi multipla: dispositivo multimodale in grado di rilasciare farmaci che abbassano infiammazione

Pubblicato il 05 Lug 2019 alle 6:44am

Sviluppare un dispositivo medico multimodale in grado di rilasciare, in maniera sequenziale e controllata, farmaci diversi per abbassare l’infiammazione e promuovere la neuro- rigenerazione in pazienti con Sclerosi Multipla Primariamente Progressiva, è questo lo scopo dei ricercatori, e del progetto chiamato PMSMatTrain incentrato sulla sclerosi multipla, malattia che colpisce 1,3 milioni di persone al mondo.

Lo studio in questione, finanziato dalla Commissione Europea che ne ha valutati 500, è stato presentato nel Programma Horizon 2020 nella ‘Marie Skodowska-Curie Initial Training Network’ da un partenariato composto da Irlanda, Germania, Belgio, Francia, Italia, Spagna, Repubblica Ceca e Danimarca. Coordinatrice delle attività di ricerca, Damiana Pieragostino, ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Mediche, Orali e Biotecnologiche dell’università ‘d’Annunzio’ di Chieti.

Il dispositivo sarà impiantato dietro la nuca dei pazienti, per migliorare la biodisponibilità a livello di sistema nervoso centrale e limitare gli effetti tossici negli altri organi. La ‘D’Annunzio” parteciperà come partner italiano. Il network è costituito da 6 università e 2 aziende medicali che, unendo competenze diverse e complementari, hanno ottenuto un finanziamento di oltre 4 milioni di euro spendibili in 48 mesi di attività di ricerca nell’ambito della Sclerosi Multipla.

“Il ruolo del nostro laboratorio”, spiega Pieragostino, “sarà quello di caratterizzare l’espressione proteica e metabolica nei tessuti e nei fluidi biologici dei modelli in vitro e in vivo esposti a tale dispositivo, al fine di valutarne gli effetti benefici. Grazie alla possibilità di stipulare 15 contratti, la rete di lavoro avrà il compito di formare la nuova classe di ricercatori europei impegnati nell’ambito della Sclerosi Multipla. Il progetto, coordinato dall’università irlandese di Galway, sarà in grado di realizzare i suoi obbiettivi grazie a una serie di scambi tra i ricercatori assunti. L’Università di Chieti assumerà e formerà un ricercatore di nazionalità straniera e ne ospiterà 5 da Francia, Germania, Irlanda e Belgio, per integrare le diverse competenzemnecessarie affinché una malattia complessa come la Sclerosi Multipla”, conclude, “con la sua forma più repentina e aggressiva, trovi un’alternativa terapeutica più efficace e con minori effetti collaterali”.

Alzheimer, schizofrenia e depressione: buone speranze dalla pillola della memoria

Pubblicato il 01 Mar 2019 alle 11:05am

Alcune ricerche e scoperte fatte dagli scienziati danno nuove speranze nella cura all’Alzheimer. Tali ricerche si sono concentrate sulla mitofagia, un processo che ricicla i mitocondri (la centrale energetica della cellula) se difettosi. Secondo alcuni ricercatori, infatti, questo meccanismo detto di “ripulitura” permetterebbe di “ritardare o prevenire i danni al cervello durante la malattia”. Su questa azione si sono concentrati gli studiosi danesi e norvegesi (università di Copenhagen e università di Oslo) che hanno pubblicato un articolo su Nature Neuroscience. «Se l’azione di ripulitura non funziona bene avviene un’accumulazione eccessiva di mitocondri difettosi nel cervello -, ha spiegato Vilhelm Bohr, del Center for Healthy Aging and National Institutes of Health di Oslo – Sia negli uomini che negli animali con Alzheimer questa carenza nel processo è presente, se interveniamo in animali vivi migliorando la ripulitura i sintomi dell’Alzheimer scompaiono». Sia nell’Alzheimer che negli stati di demenza si verifica un’accumulazione delle proteine tau e beta amiloide che inducono la cellula alla morte. In nuovi modelli animali i ricercatori hanno verificato che, spingendo la mitofagia, tale accumulazione tende a invece a diminuire o a rallentare. (altro…)

Sviluppato farmaco in grado di bloccare la formazione di metastasi

Pubblicato il 21 Gen 2019 alle 6:00am

I ricercatori dell’Università di Basilea e dell’ospedale universitario della stessa città svizzera hanno sviluppato un farmaco in grado di bloccare la moltiplicazione del tumore, prevenendo così la formazione di metastasi, secondo quanto riportato dalla rivista scientifica Cell. (altro…)

Milano: pronto l’oncochip universale che smaschererà più tipi di tumore. Si inizierà con quelli dell’ovaio, mammella e colon

Pubblicato il 01 Nov 2018 alle 7:03am

Sarà presto sperimentato su 4.000 pazienti in oltre 30 centri italiani, il nuovo oncochip ‘universale’ sviluppato per smascherare più tipi di tumore analizzando più di 500 geni in un colpo solo. Utile per individuare le terapie più efficaci per ogni singolo paziente e per scoprire tra i suoi familiari quelli più a rischio, è stato messo a punto dai ricercatori di Alleanza contro il cancro (Acc), la più grande rete di ricerca oncologica italiana, riunita all’Irccs Ospedale San Raffaele di Milano per il suo terzo meeting annuale dedicato alle ‘Nuove tecnologie e strategie per combattere il cancro’.

Il convegno ha riunito per più giorni oltre 400 tra ricercatori e clinici, con la partecipazione di 23 relatori di fama internazionale. Un’importante occasione di confronto e dibattito anche con le istituzioni, grazie alla presenza del direttore della ricerca e dell’innovazione del ministero della Salute, Giovanni Leonardi, e del sottosegretario alla Salute, Armando Bartolazzi.

“L’oncochip universale, sviluppato dai nostri esperti di genomica nell’ambito del progetto Acc Genomics, rappresenta l’evoluzione dell’oncochip per il sequenziamento del tumore del polmone che da febbraio stiamo sperimentando su mille pazienti in tutta Italia”, ha dichiarato il presidente di Acc, Ruggero de Maria.

“Nel 2019 inizieremo a testare l’oncochip universale sui tumori di ovaio, mammella e colon, ovvero quelli con la più alta familiarità. Lo faremo su 4.000 pazienti che saranno arruolati in 20 dei nostri Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e in una decina di ospedali”.

Acne, presto un vaccino

Pubblicato il 14 Set 2018 alle 5:48am

Tra non molto arriverà anche il vaccino contro l’acne. Attualmente è ancora in fase di sperimentazione e potrebbe rivelarsi una buona alternativa agli attuali trattamenti, che non sempre tengono adeguatamente sotto controllo questa condizione fastidiosa e fonte di molti disagi, stress, e difetti estetici. (altro…)

Sicurezza, Taser alle forze dell’ordine, parte la sperimentazione in 11 città

Pubblicato il 05 Lug 2018 alle 10:52am

E’ stato firmato il decreto che avvia l’uso in prova della pistola elettrica per Polizia, Carabinieri e GdF. La prima fase seguirà un disciplinare messo a punto per la formazione dei militari.

Il ministro dell’interno Matteo Salvini, spiega: “È un’arma di dissuasione non letale e il suo utilizzo è un importante deterrente soprattutto per l’incolumità degli agenti che pattugliano le strade e possono trovarsi in situazioni borderline”.

Cos’è il Taser e come funziona Anche il Taser, la pistola elettrica, entra ufficialmente a far parte dell’arsenale a disposizione delle forze dell’ordine italiane. Dopo un iter partito nel 2014, è stato firmato oggi il decreto che dà il via alla sperimentazione dell’arma. Si parte inizialmente in 11 città: Milano, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Palermo, Catania, Padova, Caserta, Reggio Emilia e Brindisi.

In dotazione a Polizia, Carabinieri e GdF La sperimentazione, informa il Viminale, sarà affidata alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri e alla Guardia di Finanza. Trenta i dispositivi da acquistare, per ora. Alla fase sperimentale seguirà poi un disciplinare con cui un apposito gruppo interforze sta mettendo a punto e sulla base del quale saranno formati donne e uomini delle forze dell’ordine coinvolti nella prima fase di utilizzo.

Ecco come funziona il Taser

Le linee guida emesse dal Dipartimento della Pubblica sicurezza definiscono il Taser “un’arma propria”, che fa uso di impulsi elettrici per inibire i movimenti del soggetto colpito. La distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri.

Il Taser “va mostrato senza esser impugnato per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”. Se il tentativo fallisce si spara il colpo, ma occorre “considerare per quanto possibile il contesto dell’intervento ed i rischi associati con la caduta della persona dopo che la stessa e’ stata attinta”. Bisogna inoltre tenere conto della “visibile condizione di vulnerabilità” del soggetto (ad esempio una donna incinta) e fare attenzione all’ambiente circostante per il rischio di incendi, esplosioni, scosse elettriche.

Dove è usato il Taser Il Taser, informa il Viminale, è in dotazione alle forze di polizia di circa 107 Paesi del mondo, tra cui Canada, Brasile, Australia, Nuova Zelanda, Kenya, Stati Uniti e in Europa in Finlandia, Svizzera, Francia, Germania, Repubblica Ceca, Grecia e Regno Unito.

Sclerosi multipla: eseguito trapianto di staminali sui primi 3 pazienti

Pubblicato il 30 Giu 2018 alle 8:38am

Un trapianto di cellule staminali è stato eseguito con successo sui primi tre pazienti affetti da sclerosi multipla. La sperimentazione in questione è stata coordinata da Angelo Vescovi, direttore scientifico di Revert Onlus e dell’Ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, che ha ideato e coordinato lo studio. (altro…)

Diabete, il calore per trattarlo. Primi test su pazienti a Milano e a Roma

Pubblicato il 25 Feb 2018 alle 7:52am

Il diabete di tipo 2 è una malattia di proporzioni pandemiche. Si stima che ne siano affetti in tutto il mondo circa 382 milioni di persone e l’incidenza della malattia è in netto aumento sia nei paesi occidentali che in quelli in via di sviluppo. Solo in Italia, ad esempio si parla di quasi 4 milioni di persone che ne soffrono. Si tratta di una malattia complessa la cui origine non è ancora del tutto conosciuta. (altro…)

Sclerosi Multipla, speranze per le forme più gravi

Pubblicato il 29 Ott 2017 alle 6:10am

Pazienti, neurologi, scienziati, infermieri si sono dati appuntamento a Parigi, dove per 4 giorni hanno deciso di tracciare il futuro della lotta alla Sclerosi Multipla. Malattia che colpisce il sistema nervoso centrale.

Quest’anno, come ogni 3 anni, il congresso è organizzato anche dalla società europea e quella americana, Ectrims e Actrims, e vede riunite oltre 10mila persone.

“Abbiamo voluto dare spazio alla ricerca di base oltre che ai risultati della clinica, perché medici e ricercatori devono confrontarsi e dialogare per cercare di aiutare in maniera sempre più efficace le persone affette da questa malattia”, spiega Catherine Lubetzki del dipartimento di malattie del sistema nervoso, Hôpital Pitié-Salpêtrière di Parigi, organizzatrice del congresso.

Nel corso degli anni le persone con SM perdono la capacità di compiere i gesti quotidiani quotidiani, come allacciarsi le scarpe o svitare il tappo di una semplice bottiglia, fino a non riuscire più a camminare, sono davvero tante. In Italia circa 114mila persone convivono con questa malattia, e in maggioranza si tratta di donne giovani.

Negli ultimi anni la ricerca ha fatto passi da gigante. Ha creato nuovi farmaci, ma per le forme più diffuse e più lievi della malattia. Per quelle più gravi, le progressive, non c’è al momento alcun farmaco approvato che possa fare la differenza.

A Parigi verranno presentati, per questo motivo, i dati raccolti sul ocrelizumab, farmaco in via di sperimentazione avanzata per questi malati, e i dati preliminari su un anticorpo monoclonale che colpisce una proteina, CD52, presente su alcune cellule del sistema immunitario.

Uno dei progetti di cui si discuterà a Parigi è BRAVE in MS condotto da Gianvito Martino, direttore Scientifico IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano: un database molto ampio che contiene tutte le caratteristiche dei pazienti con SM su cui testare ‘in silico’, cioè al computer, l’azione dei farmaci già approvati. In questo modo si accelererà lo sviluppo perché si tratterà di molecole per cui esistono già i dati di sicurezza e di cui va dimostrata solo l’efficacia nelle persone con forme progressive di SM.