truffa

Ragazza di Cernobyl violentata e truffata da coppia che la ospitava

Pubblicato il 08 Mar 2018 alle 11:43am

Coppia di Forlì arrestata dalla Polizia con l’accusa di aver maltrattato e violentato una ragazza di Chernobyl che fin dall’età di dieci anni era stata loro ospite nell’ambito del progetto di accoglienza bambini vittime delle radiazioni prodotte dalla centrale nucleare esplosa nell’incidente del 1986. Ma non solo: nel 2014, appena maggiorenne, la ragazza dopo essere rimasta vittima di un incidente stradale in bicicletta che le ha causato una invalidità dell’80% sarebbe anche stata raggirata dalla coppia, che si sarebbe appropriata dei 2,1 milioni di risarcimento riconosciutole.

Le indagini sono state portate avanti dai poliziotti della squadra mobile, coordinati dalla procura di Forlì che ha ipotizzato a vario titolo nei confronti della coppia reati di maltrattamenti, truffa, circonvenzione di incapace e violenza sessuale.

La vittima è una ragazza di origine bielorusse che oggi ha 22 anni e che ha passato diverso tempo con la coppia.

Causa collettiva contro banca del seme: almeno 22 persone somigliano al direttore

Pubblicato il 05 Giu 2017 alle 5:35am

Almeno ventidue fratelli a loro insaputa per errore o truffa perpetrati nella banca del seme in Olanda.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Repubblica, 22 persone, tutte nate negli anni ’90 grazie all’inseminazione artificiale e la donazione di seme nella banca di Bijdorp, vicino Rotterdam, avrebbero intentato una causa collettiva contro il dottor Jan Karbaat, morto a 89 anni lo scorso aprile, in quanto ex direttore della clinica, chiusa nel 2009 per irregolarità amministrative, perché convinte di avere una certa somiglia con lui e quindi di essere suoi figli illegittimi.

Il “pioniere della fertilità” – come lui stesso osava definirsi – Karbaat sarebbe sospettato di aver usato il suo seme in almeno una sessantina di casi di fecondazione assistita.

A rivelarlo ora sarà un test del Dna, che sarà effettuato su alcuni oggetti personali appartenuti all’uomo posti sotto sequestrate durante una perquisizione ordinata ieri dalla magistratura.

Già qualche settimana fa al test si sarebbe sottoposto il figlio di Karbaat, il quale è molto probabile possa avere la conferma di avere chissà quanti consanguinei.

Telefonia, Antitrust multa Vodafone per 1 mln di euro: “Ha ridotto periodo di rinnovo delle offerte per i clienti”

Pubblicato il 01 Gen 2017 alle 9:00am

La compagnia di telefonia Vodafone ha “adottato pratiche commerciali scorrette“: riducendo da 30 a 28 giorni il periodo di rinnovo delle offerte per cellulari e telefonia fissa. Con questa motivazione l’Antitrust ha sanzionato l’azienda con una multa di un milione di euro. (altro…)

Milano, Matris: rete di donatrici belle e in difficoltà economiche, altre ignare di quello che accadeva

Pubblicato il 15 Mag 2016 alle 8:47am

Particolari agghiaccianti emergerebbero in seguito all’arresto del professore Antinori e il sequestro della clinica Matris di Milano. Grazie alla denuncia sporta da una 24enne spagnola per furto di ovuli e terapia ormonale, spacciata per altra terapia in seguito ad un intervento di cisti ovarica a cui si era sottoposta.

Severino Antinori, infatti, secondo quanto riportato da Repubblica avrebbe arruolato giovani donne sotto i trenta di età, come previsto dal regolamento dell’eterologa. Belle e in buona salute, con pesanti difficoltà economiche alle spalle, ideali per fare leva e giustificare ripetuti bombardamenti ormonali e prelievi di ovuli dietro il “pagamento” di un corrispettivo.

Secondo quanto emerso con l’arresto di Antinori, la 24enne che ha sporto denuncia avrebbe lavorato nella clinica per circa un mese, e nel suo caso sarebbe stata sottoposta prima ad un intervento per cisti ovarica, e poi ad una terapia ormonale che avrebbe portato al prelievo di ovuli destinati ad un’altra paziente senza il suo consenso.

Trattenuta con forza sul lettino, avrebbe riportato ecchimosi compatibili con la violenza subita. Privata del telefono cellulare, al risveglio dall’anestesia, sarebbe riuscita a dare denucnaire tutto al 112.

“Negli ultimi mesi infatti, ho incontrato e sentito i racconti di almeno venti ragazze che in quella clinica hanno subìto di tutto. E la giovane spagnola non è certo l’unica alla quale sono stati sottratti degli ovociti”, dichiara Giovanni Pizzo, uno dei legali ai quali si sono rivolte diverse giovani finite – volontariamente o meno – nella rete di donatrici di gameti alla clincia Matris. Un sistema per trovare la materia prima per la fecondazione eterologa che negli ospedali pubblici lombardi, a più di due mesi dalla sentenza della Consulta, ancora non decolla.

Il difensore Vinicio Nardo di Antinori, sostiene invece: “Non mi spiego che interesse potesse avere un ginecologo famoso in tutto il mondo a imbrogliare una ragazza ignara”. E sulla rapina aggravata, uno dei reati contestati al ginecologo, dice: “Dal punto di vista del diritto mi sembra una forzatura. La dinamica in base a cui viene fatta la contestazione è poco credibile”.

Eppure le prime denunce contro Antinori sarebbero arrivate ai Nas prima di Natale. Fra queste anche quella di M.S., 21 anni, di origini brasiliane, che a Repubblica aveva raccontato come funzionava l’arruolamento delle ragazze. Una figura che, almeno fino a qualche mese fa, avrebbe dovuto avere un ruolo chiave, Barbara Bella, organizzatrice di eventi con il compito di trovare giovani disposte a diventare donatrici di ovuli.

“Mille euro in contanti in busta chiusa per un prelievo andato a buon fine”, raccontano le ragazze che si sono sottoposte all’intervento che permette di prelevare fino ad massimo di 15 ovuli. E donne sterili che si sono rivolte alla Matris per avere un bambino – disposte a pagare anche cifre superiori ai 5mila euro per una gravidanza – che ne potevano ricevere al massimo cinque.

Un corrispettivo che poi non veniva corrisposto alle donatrici, perché “Dopo l’operazione, veniva detto di non aver trovato ovuli da prelevare”, aggiunge ancora il legale.

Nel frattempo però, medici, infermieri, segretari, genetisti, psicologi andavano via o messi in condizione di farlo, perché “sconvolti dalle pratiche mandate avanti dalla clinica. Pratiche ancora tutte da chiarire, e sulle quali indagano ancora i Nas di Milano.

“Quando ce ne siamo andati, la Matris si è popolata di strane figure che il professore faceva lavorare al suo fianco”. Giovanissime assistenti e infermiere arrivate dall’estero “Si scattavano selfie in continuanzione mentre erano in ambulatorio, con le pazienti lì accanto”.

Cagliari, scoperto traffico di servizi cimiteriali illegali e business del caro estinto

Pubblicato il 09 Mag 2016 alle 11:03am

Almeno cento gli indagati e venti gli arrestati nei principali ospedali di Cagliari per il “business del caro estinto”.

I Carabinieri hanno scoperto un traffico di servizi cimiteriali illegali in una decina di istituti del capoluogo.

Gli indagati – fra i quali figurano anche alcuni addetti delle camere mortuarie – dirottavano le famiglie in lutto verso agenzie di pompe funebri amiche, svolgevano pratiche amministrative senza averne diritto e chiudevano le bare troppo presto, senza aspettare i tempi previsti dalla legge.

Secondo gli inquirenti i necrofori prendevano soldi dalle agenzie, nascondendo mazzette direttamente sotto ai cadaveri.

Roma, ricorsi tributari pilotati: arrestati giudici e professionisti

Pubblicato il 09 Mar 2016 alle 9:35am

La guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Roma, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di diverse persone accusate di pilotare i ricorsi tributari e far ottenere sgravi fiscali, dietro il pagamento di un compenso. (altro…)

Cosenza, truffa ai danni del Fisco, per 3 milioni di euro. Nel mirino anche un Consorzio agricolo per falsi braccianti

Pubblicato il 18 Gen 2016 alle 10:32am

Una truffa ai danni dell’erario è stata messa in atto per oltre 3 milioni di euro a Cosenza. Si parla di un’evasione fiscale di circa 11 milioni di euro.

A scoprirla gli uomini della Guardia di Finanza di Sibari (Cosenza).

Le indagini hanno condotto alle attività di un consorzio agricolo di produttori e l’indebita percezione di contributi pubblici da parte del consorzio per un importo complessivo di circa 2,2 milioni di euro, concessi per la realizzazione di un programma di investimenti.

Nate due società che emettevano false fatture per circa 4 milioni di euro.

Una prima società aveva il compito di sovrafatturare (per circa 150%) il costo dei lavori, delle prestazioni dei servizi e delle cessioni di beni oggetto di finanziamento; la seconda, attraverso l’emissione di false fatture, di restituire il denaro di suddette operazioni.

Un’ulteriore truffa, poi, sarebbe stata messa a punto ai danni dell’Inps, mediante il coinvolgimento di falsi braccianti agricoli del consorzio.

Il Consorzio agricolo, nel periodo 2011-2013, avrebbe denunciato all’Inps 319 falsi braccianti agricoli.

Le false dichiarazioni di assunzione ammonterebbero a circa 25.000 giornate lavorative, e avrebbe permesso di ottenere indennità previdenziali ed assistenziali indebite per oltre un milione di euro.

Promettono a paraplegico l’uso delle gambe, ma è una truffa da 1 mln di euro. Arrestate 3 persone

Pubblicato il 18 Dic 2015 alle 10:06am

Un paraplegico è stato truffato facendogli credere che si sarebbe potuto sottoporre ad un rivoluzionario intervento chirurgico che gli avrebbe ridato l’uso delle gambe. (altro…)

Fine pena per Vanna Marchi, forse ritorno in tv

Pubblicato il 03 Nov 2015 alle 10:33am

Torna libera Vanna Marchi, la nota venditrice televisiva, condannata per truffa, bancarotta fraudolenta e associazione a delinquere.

La donna, 73 nni, ha finito di scontare la pena e il magistrato di Sorveglianza di Milano ha accolto l’istanza dei legali per la libertà anticipata.

Marchi era stata condannata a 9 anni e mezzo per associazione a delinquere, a 2 anni e mezzo per truffa e a 4 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta, ma usufruì di diversi sconti di pena.

La condanna effettiva fu a 4 anni e mezzo, a partire dal 5 marzo 2009.

Poi ci fu un anno di sospensione, ottenuta per assistere la figlia Stefania durante una malattia.

Dal 2013, Vanna Marchi era in affidamento in prova ai servizi sociali e lavorava al bar ‘La Malmaison’ di via Torriani a Milano, di proprietà del compagno della figlia.

E sul suo futuro il suo legale annuncia “Sicuramente non farà televendite, sarebbe del tutto sconveniente, ed io l’ho ampiamente ammonita su questo, ma se la conosco non le dispiacerebbe affatto tornare in televisione, a patto che non si tratti di qualcosa legato al commercio o alle vendite”.

Vanna Marchi è stata anche condannata a risarcire 2,2 milioni di euro alle sue vittime. L’accusa aveva chiesto risarcimenti per 45 milioni di euro ma parte dei procedimenti sono ancora in corso.

Palermo, 24 fermi per carte di credito clonate

Pubblicato il 29 Set 2015 alle 10:07am

In seguito ad un provvedimento emesso dalla Procura di Palermo sono state fermate 24 persone accusate di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, al riciclaggio e all’indebito utilizzo di codici di carte di credito clonate.

L’operazione chiamata ‘Free Money’ ha portato alla scoperta di una grande organizzazione con base a Palermo ma con agganci anche internazionali in Russia, Ucraina e Romania, che intascava denaro grazie all’uso fraudolento di codici di carte di credito clonate. Un giro di affari di oltre 3 mln di euro.