Mal di testa, la soluzione c’è: dimagrire

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 27 Mar 2019 alle ore 8:07am

Se soffrite di mal di testa e non trovate alcuna soluzione, alcun beneficio da nessun rimedio, forse è arrivato il momento giusto, per mettervi a dieta. Parola di esperti.

Nelle persone che soffrono di emicrania e che hanno un peso in eccesso, dimagrire ridurrebbe la cefalea e migliorerebbe la qualità della vita. È questo il risultato a cui è giunto uno studio condotto dal prof. Claudio Pagano presentato lo scorso 23 marzo a New Orleans (Usa) nel corso di ENDO 2019, il meeting annuale della società americana di endocrinologia.

Pagano, autore dello studio, è un endocrinologo e professore associato di medicina interna all’Università di Padova: «Nelle persone che soffrono di emicrania e sono obese il calo di peso migliora la vita sociale e familiare nonché la produttività al lavoro e a scuola, determinando un miglioramento complessivo della qualità della vita-. L’effetto benefico è presente sia negli adulti che nei bambini e adolescenti e determina un miglioramento di tutti gli aspetti della cefalea che peggiorano la qualità della vita degli emicranici. Si riducono i giorni di cefalea in un mese ma anche l’intensità e la durata degli attacchi». Spiega l’esperto.

Per analizzare gli effetti del calo di peso ottenuto con interventi di chirurgia bariatrica o con un approccio nutrizionale, Pagano e i suoi collaboratori, il cui studio è stato condotto in collaborazione con il Miriam Hospital/Brown Alpert Medical School di Providence -Usa hanno analizzato gli esperimenti pubblicati negli ultimi 20 anni incentrati sull’intensità dell’attacco di cefalea, la frequenza mensile, la durata e il grado di disabilità provocato dagli attacchi di emicrania. Analizzando altri parametri poi, come ad esempio il peso iniziale e la sua variazione nel corso degli studi, il tipo di intervento sul peso (chirurgico o nutrizionale) e le popolazioni adulte e pediatriche, si è scoperto molto di più.

I risultati?
La meta-analisi ha valutato i risultati di 10 studi per un totale di 473 pazienti ed è stato rilevato un calo significativo di tutte le caratteristiche della cefalea: dalla frequenza all’intensità del dolore, passando per l’attacco sino ad arrivare al grado di disabilità provocata dall’attacco di emicrania. Scoprendo così che il miglioramento dell’emicrania non era legato né al grado di obesità all’inizio dello studio, né alla quantità di peso perduto.

Il miglioramento dell’emicrania risultava essere lo stesso sia nei pazienti che perdevano chili in eccesso, sia in coloro che ne perdevano pochissimi, al fine di indicare che un bilancio energetico negativo – cioè l’assumere meno calorie di quelle consumate – conterebbe più del peso assoluto raggiunto dai pazienti. Inoltre il miglioramento dell’emicrania è risultato essere simile nei pazienti che avevano perso peso dopo un intervento di chirurgia bariatrica o con un approccio sull’alimentazione e sullo stile di vita. I benefici erano simili sia che si trattasse di persone adulte che di bambini. «Il calo di peso riduce l’impatto sulla salute di diverse condizioni associate all’obesità come ad esempio il diabete, l’ipertensione, e alcune malattie respiratorie, l’infarto e l’ictus – conclude Pagano -. L’obesità e l’emicrania sono entrambe frequenti nei paesi industrializzati e migliorare la disabilità e la qualità della vita in queste persone significherebbe creare un impatto importante sui costi sanitari e sociali diretti e indiretti».

I meccanismi che collegano obesità, calo di peso ed emicrania rimangono ancora et tutto sconosciuti ma gli autori sono che convinti che un’infiammazione cronica, le citochine rilasciate dal tessuto adiposo, le comorbidità responsabili dell’obesità, insieme agli aspetti comportamentali e psicologici che ne derivano possano essere alla base dei mal di testa.

Quindi che cosa costa, provare? Ne beneficerà la linea, la salute e anche il vostro mal di testa.