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Emicrania, entro luglio arriva il farmaco per ‘i pazienti difficili’

Pubblicato il 16 Lug 2020 alle 6:00am

Entro luglio sarà disponibile a carico del Servizio Sanitario Nazionale un farmaco per la prevenzione dell’emicrania episodica e cronica, che verrà somministrato mensilmente per via sottocutanea, con efficacia elevata e rapidità di risposta (primi effetti in poche settimane) anche in pazienti “difficili”, su cui altre terapie hanno fallito. (altro…)

Emicrania, studio italiano si aggiudica il Wolff Award, importante premio internazionale

Pubblicato il 17 Giu 2020 alle 7:20am

Un recente studio italiano ha rivelato i meccanismi dell’allodinia cutanea nei pazienti emicranici, aggiudicandosi il “Wolff Award”, il più importante Premio Internazionale nell’ambito delle cefalee, che viene conferito per la prima volta ad un gruppo di ricerca italiano della Società Italiana di Neurologia, da parte della Società Americana delle Cefalee. La ricerca in questione è stata condotta dal Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” e dal Centro Alti Studi di Risonanza Magnetica diretti dal professore Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia. (altro…)

Perché i formaggi possono causare mal di testa

Pubblicato il 12 Dic 2019 alle 6:41am

I cibi ricchi di tiramina possono scatenare mal di testa. La tiramina è una molecola dal forte potere vasodilatatore. I formaggi freschi come nel caso della mozzarella, della robiola e della crescenza non presentano questo problema perché la tiramina si forma in maggiore quantità durante la stagionatura, per cui possono essere consumate senza problemi anche da chi soffre di cefalea. Cosa diversa invece per il Grana Padano, l’Emmenthal, il Parmigiano Reggiano, lo Zola. Anche piccole quantità di questi formaggi possono determinare disturbi nei soggetti sensibili.

Recenti studi scientifici dimostrano, infatti, che alte dosi di vitamina D, del quale latte e derivati sono la prima fonte, a contribuire alla prevenzione dell’emicrania.

Il sintomo del mal di testa ricorre anche in diverse intolleranze, come ad esempio quella al lattosio, e può nascondere una forma di celiachia. Il problema del mal di testa rientra tra i sintomi delle allergie alimentari. Le allergie, non sono da confondere con le intolleranze. L’intolleranza al lattosio non va scambiata con l’allergia alle proteine del latte, che è possibile diagnosticare grazie a dei test.

I cibi che combattono il mal di testa sono quelli ricchi di magnesio. Secondo gli esperti infatti, il magnesio potrebbe essere utile per il rilassamento della tensione che può interessare i vasi sanguigni e provocare il mal di testa. Ecco perché il consiglio principale, dicono i ricercatori è quello di arricchire la propria alimentazione co albicocche secche, mandorle, avocado, riso integrale e legumi. Anche gli spinaci, invece, aiutano ad abbassare la pressione sanguigna e ad alleviare il mal di testa. Buona quindi insalata con foglie larghe, spinaci a cui aggiungere noci e mandorle.

Emicrania in gravidanza e rischio di aborto

Pubblicato il 18 Nov 2019 alle 6:05am

Uno studio danese condotto da Nils Skajaa della Aarhus University, ha esaminato 22.841 donne in gravidanza con emicrania, confrontandole con circa 228.324 controparti senza problemi di mal di testa. I dati sono stati presi dal Danish National Patient Registry e dal Danish Medical Birth Registry e le gravidanze si sono tutte svolte tra il 2005 e il 2012. (altro…)

Emicrania, oggi si può guarire. Cura efficace negli ospedali italiani

Pubblicato il 23 Set 2019 alle 6:56am

E’ disponibile in tutti gli ospedali italiani una nuova cura contro l’emicrania. La malattia colpisce in Italia più le donne che gli uomini. Le persone tuttavia, che ne soffrono in maniera cronica di questa patologia sono circa nove milioni, con ricadute pesanti sul lavoro dove si registrano il 14% di assenze totali.

Ad annunciare quella che è una vera e propria rivoluzione nelle cure è il direttore del Centro Regionale per le Cefalee dell’Università Sapienza presso l’Ospedale Sant’Andrea di Roma, Paolo Martelletti, che, in un’intervista all’ANSA ha parlato di “guarigione” per chi soffre di emicrania.

“I pazienti – indica lo specialista – con emicrania che soffrono di crisi con dolore pulsante, nausea, vomito, della durata anche di due o tre giorni e che devono stare obbligatoriamente al buio, a riposo, con disturbo agli odori, alla luce e al movimento, possono sperare oggi di guarire, e sottolineo – afferma Martelletti – guarire. Abbiamo disponibile sul territorio nazionale, nei nostri ospedali, una nuova classe farmacologica, la prima molecola utilizzabile delle quattro che saranno disponibili entro pochi mesi, che serve per curare e prevenire le crisi”.

Si tratta di anticorpi monoclonali che agiscono contro una sostanza che determina le crisi dolorose dell’emicrania, il Gene del Recettore per la Calcitonina (Cgrp) “che ha mostrato nell’uso clinico quotidiano, una evidente efficacia, unita ad un elevato profilo di sicurezza, con assenza di eventi collaterali significativi”, spiega Martelletti.

La nuova terapia farmacologica è “estremamente leggera dal punto di vista dell’impatto sulla vita quotidiana del paziente” anche per la semplicità dell’applicazione con una fiala al mese somministrata sottocute sulla coscia. “Il farmaco esprime la sua attività riducendo la normale cronicità di ogni emicranico quindi nei prossimi anni con un uso diffuso e appropriato, perché la diagnosi, avremo sempre meno pazienti con emicrania cronica e un problema sociale così importante come questo potrà essere più facilmente gestito”, dice Martelletti riferendo che il farmaco “è disponibile negli ospedali abilitati e sotto la supervisione di esperti di settore, è può essere utilmente applicato a tutti gli emicranici che hanno avuto precedenti esperienze di non efficacia con altri farmaci nella prevenzione delle crisi.

Giornata Nazionale Mal di Testa: dal 13 al 17 maggio Open Day presso i principali centri specializzati italiani

Pubblicato il 06 Mag 2019 alle 2:31pm

L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che il 50% degli adulti soffre di cefalea, detto mal di testa, con un episodio verificatosi almeno una volta nell’ultimo anno; per persone di età comprese tra i 18 e i 65 anni, la cui percentuale cresce fino al 75% e, tra questi, più del 30% ha sofferto di emicrania, una delle tre forme principali di cefalee primarie. Il mal di testa, però, non risparmia neanche i più giovani: si stima che oltre il 40% dei ragazzi sia colpito da cefalea e che 10 bambini su 100 soffrano di emicrania. (altro…)

Mal di testa, la soluzione c’è: dimagrire

Pubblicato il 27 Mar 2019 alle 8:07am

Se soffrite di mal di testa e non trovate alcuna soluzione, alcun beneficio da nessun rimedio, forse è arrivato il momento giusto, per mettervi a dieta. Parola di esperti. (altro…)

Dall’Angelini Farmaceutica un unico farmaco a base di paracetamolo e ibuprofene

Pubblicato il 03 Ott 2018 alle 7:08am

Da Libero si apprende che l’Angelini Farmaceutica ha messo in commercio un nuovo farmaco che contiene principi attivi di paracetamolo e ibuprofene in misura ridotta rispetto a quelli che contengono l’uno o l’altro e che potrebbe essere usato anche da diabetici, anziani o malati cronici affetti da patologie cardiovascolari. È un farmaco da banco con un prezzo di circa 7 euro, ma che è sempre meglio assumere dopo consulto medico. proprio.

Sia paracetamolo sia ibuprofene sono infatti usati indistintamente per dolori o febbre. Entrambi presentano controindicazioni che non sempre vengono seguite dalle persone che li assumono. Questi principi attivi sono infatti contenuti nei più comuni e diffusi farmaci da banco. Entrambi funzionano su determinati sintomi – emicrania, cefalea, stati febbrili, dolori mestruali e così via – ma in modo differente.

Il paracetamolo, ad esempio, non dà neppure allergie, tanto che viene utilizzato in gravidanza, in allattamento e in età pediatrica, sotto il consiglio medico.

L’ibuprofene invece è contenuto nei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), non è cortisonico e viene impiegato anche per artriti e artrosi.

Il nuovo farmaco insomma sembra presentare un’efficacia terapeutica maggiore del 30% rispetto al paracetamolo o l’ibuprofene assunti singolarmente, che duri più a lungo e agisca più in fretta.

Cefalea: approvato dal Fda un nuovo farmaco

Pubblicato il 02 Ott 2018 alle 6:49am

E’ stato approvato dal Fda in questi giorni un nuovo farmaco per la cura dell’emicrania, il fremanezumab. (altro…)

Emicrania, da Napoli in arrivo l’iniezione che la calma

Pubblicato il 24 Ott 2017 alle 6:20am

La cefalea, nelle sue più svariate forme (emicrania, cefalea di tipo tensivo, a grappolo, forme primitive), viene considerata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) al sesto posto tra le maggiori cause di disabilità. Non per nulla la cefalea a grappolo cronica viene anche definita anche «cefalea da suicidio».

Chi soffre di questi problemi è perseguitato da crisi pressoché quotidiane che non lasciano scampo e sono resistenti anche ai farmaci reperibili in commercio.

Il mal di testa, infatti, non è solo una questione di salute, ma rappresenta anche un grave problema sociale. Causa assenze dal lavoro, compromette relazioni interpersonali, mina i rapporti familiari e sessuali. In definitiva riesce a rovinare la qualità della vita, se non la vita stessa delle persone che ne soffrono.

L’emicrania in particolare, rappresenta la terza malattia più frequente del genere umano. Colpisce circa 5 milioni di italiani, con maggiore incidenza, a causa degli ormoni, sulle donne (18% della popolazione femminile) rispetto agli uomini (9%). Si presenta come un dolore acuto e pulsante che può durare anche alcune ore, se non addirittura giorni. Talvolta è accompagnata da nausea, vomito, fastidio per la luce, suoni e rumori.

In un terzo dei pazienti, l’emicrania si accompagna a disturbi neurologici (fenomeno dell’aura) come l’annebbiamento della vista, improvvisi lampi di luce, formicolio agli arti e difficoltà nel linguaggio.

Ma ecco la buona notizia. Che giunge dal 48° Congresso della Società Italiana di Neurologia (SIN), svoltosi a Napoli: nel giro di pochi anni potremmo avere sul mercato un farmaco capace di ridurre del 70% gli attacchi di mal di testa con una semplice iniezione al mese.

«Essendo agli albori di questo nuovo approccio farmacologico, non è ancora possibile conoscere la posizione che occuperà il farmaco nella pratica clinica. In altri termini non possiamo ancora sapere se rappresenterà una terapia di prima linea o una terapia di fase avanzata per le forme di cefalea refrattarie ai più comuni trattamenti. In ogni caso, questa conquista scientifica rappresenta per i pazienti e per i medici una nuova fonte di speranza nella lotta, spesso difficile, contro una patologia così debilitante e diffusa». Spiega Gioacchino Tedeschi, presidente del Congresso SIN e direttore del Centro Cefalee della I Clinica Neurologica dell’Università Vanvitelli di Napoli.