ottobre 17th, 2020

Danesi, popolo tra i più felici al mondo

Pubblicato il 17 Ott 2020 alle 2:41pm

I danesi sono il popolo tra i più felici al mondo, secondo il World Happiness Report e, alla luce delle nostre nuove abitudini in cucina (dal lockdown abbiamo ricominciato ad usare forni e fornelli e a mangiare soprattutto a casa), si potrebbero carpire i segreti del ‘metodo danese’ dedicati alla cucina e alla tavola per crescere figli sereni, socievoli e con una buona dose di autostima.

Jessica Joelle Alexander, psicologa, giornalista americana trasferitasi in Danimarca da molti anni e con alle spalle bestsellers sul metodo danese tradotti in 28 paesi, con Camilla Semlov Andersson, esperta della Danish Way sostengono che “Con i figli l’autorità non vale, non servono sermoni e ultimatum, gli ingredienti per crescerli sereni e fiduciosi è fare squadra, coinvolgendoli, essendo autentici, facendogli percepire un ambiente intimo e accogliente, nutrendo le loro emozioni mostrando le nostre. Il gioco non strutturato, libero, è lo strumento migliore per renderli adulti più felici, equilibrati e resilienti, – spiegano le esperte nel nuovo manuale ‘Il metodo danese per giocare con tuo figlio’ (edito da Newton Compton), pieno di modalità di gioco originali e creative. Le attività quotidiane diventano il palcoscenico perfetto per giochi divertenti ed efficaci. Quale il luogo ‘intimo’ per eccellenza dove nutrire le emozioni dei figli? Non la loro cameretta né la televisione tutti insieme. E’ la cucina, che riunisce la famiglia in modo attivo e affettuoso. In cucina si possono preparare ricette insieme ma il percorso educativo danese completo può iniziare dal supermercato, dove recarsi insieme per scegliere gli ingredienti delle ricette da sperimentare. Se con i più piccoli cucinare deve essere un gioco vero e proprio, ai pre-adolescenti, consigliano le autrici, – è bene lasciare loro una sera a settimana affinché cucinino da soli per tutta la famiglia. I più grandi possono anche andare al supermercato da soli e acquistare gli ingredienti delle ricette prescelte. L’intento è di dare forza al senso di autonomia, facendolo in modo affettuoso, emozionante perché condiviso tutti insieme intorno alla tavola. Ci sono però dei presupposti fondamentali: il primo è rendere la tavola o la sala da pranzo phone-free, una zona franca o, come la definiscono i danesi, ‘un luogo sacro’ dove sono banditi i telefoni e i tablet in modo da facilitare chiacchiere, racconti, risate e sentimenti a ruota libera. Il secondo presupposto tiene conto degli impegni e della stanchezza degli adulti che non sono sempre pronti a giocare con i loro figli. Invece per giocare ci vuole l’attitudine giusta che permetta di interagire a dovere. Prima di cominciare perciò è bene rispondere ad alcune domande: quale è il mio stato d’animo? E quello di mio figlio? E’ questo il momento giusto per noi. Nel gioco anche i genitori devono partecipare, essere presenti e responsabili della comunicazione (saper controllare il tono della voce, il linguaggio usato, sapere ascoltare e non trasmettere scontrosità o fretta). Il segreto è mettersi nei panni dei figli. Se non ci si sente pronti in quel momento ci si può distanziare in modo educativo organizzando un gioco che il figlio potrà fare da solo o passare il testimone al partner”.

Moira Orfei, i suoi gioielli all’asta

Pubblicato il 17 Ott 2020 alle 2:27pm

Una la collana di smeraldi comprata in Iran. Base d’asta 15 mila euro. Parte della collezione di gioielli di Moira Orfei che è stata messa all’asta.

La regina del circo (1931-2015), acrobata, cavallerizza, domatrice di elefanti, ma anche attrice in oltre 40 film (anche al fianco di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò per registi come Lattuada, Visconti, Germi, De Sica), donna di tv e icona di stile con quel suo trucco di eyeliner inconfondibile, i capelli corvini raccolti a turbante e il rossetto color ciliegia.

A cinque anni dalla scomparsa, al via un’asta di gioielli con Affide, azienda leader in Europa e in Italia nel credito su stima, che le rende omaggio anche con una mostra, “I gioielli di Moira Orfei” dall’8 al 28 ottobre negli storici saloni di Palazzo del Monte di Pietà a Roma. Con 48 dei suoi monili (insieme ad altri rari e di alto pregio ma di altra provenienza, per un totale di 100 pezzi). Gioielli ricchi di storia, tradizioni, accompagnati da mille aneddoti e tutti pezzi rari, unici, come racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig, che lei stessa acquistò durante le tournée in Italia o all’estero.

“L’idea della mostra e poi asta – racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig – ci è venuta quando ci siamo accorti che erano in custodia nei nostri caveaux da due-tre anni. Abbiamo incontrato la famiglia, in particolare il figlio Stefano”, che firma anche una speciale “autentica” di ogni pezzo appartenuto alla mamma. “Volevamo dedicare un omaggio a una donna unica – prosegue Wedenig -. Io stesso, che vengo da Vienna, l’ho ammirata negli ultimi trent’anni sui cartelloni sparsi per la mia città. La mostra è poi un’occasione per gli appassionati di gioielli e per riscoprire Piazza monte di Pietà”.

Ideata da Alessandro Serena (Circo e dintorni) e Aurelio Rota (Lonato in Festival) nell’ambito di Open Circus, l’esposizione ripercorre la vita di Moira Orfei (al secolo Miranda), figlia d’arte, nata a Codroipo (Udine) il 21 dicembre del 1931 in una famiglia di remote origini sinti, che con il marito Walter Nones conquistò tanti primati, dai figli Lara e Stefano battezzati nella gabbia dei leoni, all’essere il primo circo italiano a conquistare, nel 1987, un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, con un numero di 12 tigri. Alle pareti, oggi, le foto di tanti successi. Nelle teche, i gioielli sfoggiati. Come la collana che Moira si regalò quando, in tournée in Iran, si ritrovò bloccata alla corte dello Scià di Persia per le rivolte popolari, con tutto il circo, 100 artisti e 50 animali al seguito. Pur di riportarli a casa, il ministero degli Esteri fece inviare l’Achille Lauro. Celebri le immagini del loro sbarco a Napoli, con gli elefanti giù dalla passerella. Lei però, prima di salutare la terra dello Scià, trovò il tempo per un ultimo acquisto: quella collana di cinque enormi smeraldi che tante volte ha portato al collo.

Alleanza Mondiale dei medici sul coronavirus

Pubblicato il 17 Ott 2020 alle 2:16pm

È nata l’Alleanza Mondiale dei Medici, un gruppo indipendente di dottori, infermieri, professionisti sanitari e scienziati che hanno deciso di dire la loro sulla pandemia da coronavirus. (altro…)