alimentazione

Diabete, con colazione abbondante si perdono 5 Kg in tre mesi e si regolarizza l’insulina

Pubblicato il 23 Mag 2018 alle 6:25am

Colazione abbondante fa dimagrire e calare la glicemia.

E’ quanto sostengono i ricercatori di un recente studio israeliano presentato all’ultimo congresso dell’Endocrine Society statunitense, condotto su un gruppo di obesi con diabete di tipo 2 in trattamento con insulina: pazienti quindi abbastanza difficili da far dimagrire, per i quali, tuttavia, la dieta ispirata al vecchio proverbio «colazione da re e cena da povero» ha certamente funzionato. Chi infatti ha seguito un regime alimentare in cui la prima colazione era calorica, il pranzo meno abbondante e la cena molto leggera ha perso circa cinque chili in soli tre mesi.

I volontari che hanno seguito una dieta dimagrante standard con sei piccoli pasti al giorno al contrario non sono riusciti a perdere peso (anzi, in media hanno guadagnato circa un chilo), nonostante l’introito calorico quotidiano complessivo fosse identico.

Colazioni abbondanti hanno regalato poi anche considerevoli benefici dal punto di vista metabolici: la glicemia a digiuno è infatti scesa a livelli quasi normali (da 161 a 107 milligrammi/decilitro) così come la glicemia media, di giorno e di notte, ed è diminuito anche il fabbisogno di insulina.

Diabete, uova non fanno male

Pubblicato il 21 Mag 2018 alle 7:38am

Mangiare molte uova non aumenta il colesterolo, gli zuccheri nel sangue o la pressione, in persone con diabete. A dirlo uno studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition da parte dei ricercatori del Charles Perkins Centre, centro affiliato all’Università di Sydney, che hanno diviso i 128 partecipanti con diabete o pre-diabete in due gruppi, uno con dieta ad alto consumo di uova (12 a settimana) e l’altro a basso consumo (meno di 2 a settimana). Li hanno seguiti per un totale di 12 mesi, includendo 3 mesi di dieta durante i quali però non cambiava il consumo di uova.

Lo studio randomizzato ha monitorato un’ampia gamma di fattori di rischio cardiovascolari tra cui colesterolo ‘cattivo’, glicemia e pressione, senza trovare significative differenze tra i due gruppi esaminati.

Scoprendo anche che i diversi consumi di uova non avevano alcun impatto sul peso delle persone osservate.

“La nostra ricerca indica che anche le persone con pre-diabete e diabete di tipo 2 non devono rinunciare a mangiare le uova, se questo fa parte di una dieta sana”. A spiegarlo è il primo autore dello studio, Nick Fuller.

I risultati della ricerca confermano infatti precedenti studi di minore durata, e “sono importanti per via dei potenziali benefici di questo alimento, fonte di proteine e micronutrienti che fanno bene a occhi, cuore e vasi sanguigni”. “Lo studio è particolarmente interessante per popolazioni nordeuropee abituate a un ampio consumo di uova a colazione”. Dice anche Maria Ida Maiorino, ricercatore presso la UOC di Endocrinologia dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. “I risultati sembrano in apparente disaccordo con studi epidemiologici che mostrano anche una associazione lineare fra il rischio di malattie cardiovascolari ed il consumo di uova nei pazienti con diabete tipo 2”. Da sottolineare, però, prosegue l’esperta della Società Italiana di Diabetologia (Sid), “che ai pazienti inclusi nello studio veniva consigliato di consumare le uova bollite o in camicia, o anche fritte purché in olio extra-vergine di oliva. Strategie che di sicuro rendevano il regime alimentare più salutare”.

Dieta delle patate per perdere 5 kg in soli 3 giorni

Pubblicato il 18 Mag 2018 alle 6:32am

C’è una dieta, quella delle patate, di cui se ne parla spesso sul web, e che vi vogliamo proporre, mettendovi comunque in guardia, per possibili rischi, ma che promette di far perdere peso, fino 5 kg in soli 3 giorni. e tutto mangiando prevalentemente patate. (altro…)

Giornata Mondiale della Celiachia, in Europa l’80% dei casi non è ancora diagnosticato. E si tratta soprattutto di bambini

Pubblicato il 16 Mag 2018 alle 10:30am

La Celiachia è una malattia cronica legata all’alimentazione.

E’ la più diffusa tra i bambini in Italia e in Europa. Tuttavia gli esperti ritengono che in Europa oltre l’80% dei casi non sia ancora giunto ad una diagnosi. Con una prevalenza in continua crescita.

Condizione questa non diagnosticata che espone la popolazione al rischio di sviluppare problemi di salute e complicanze. In Italia i pazienti diagnosticati sono soltanto 200.000 – di cui solo 21.277 sono i bambini diagnosticati fino ai 10 anni -, quando si prevedono almeno 600.000 celiaci. A rilevarlo è l’Aic, Associazione italiana celiachia, in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia che si celebra oggi 16 maggio.

La malattia come terapia prevede una rigorosa dieta a base di alimenti privi di glutine. Ma il tempo medio di attesa della diagnosi può aspettare anche otto anni a livello europeo, mentre in Italia sono 6 gli anni di accesso all’Ssn prima di sapere di essere celiaci.

La patologia può presentarsi a qualsiasi età, compreso lo svezzamento, quando viene introdotto il glutine, nell’infanzia e nell’adolescenza.

Caterina Pilo, direttore generale Aic dichiara “In particolare nei bambini, è essenziale la diagnosi precoce, per tutelare il processo di crescita e lo sviluppo, gestendo nel migliore dei modi i sintomi. Se la celiachia non viene diagnosticata, i piccoli possono incorrere in severe complicanze, tra cui perdita di peso, problemi nella crescita, ritardo della pubertà, stanchezza cronica e osteoporosi”.

Per rispondere al problema delle diagnosi nascoste, gli esperti e le associazioni di pazienti di tutta Europa sono impegnati a sensibilizzare per la diffusione di linee guida per migliorare la performance di diagnosi nei bambini. In Italia l’Associazione pazienti ha contribuito alla diffusione del “Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia”, che prevede, tra l’altro, particolari linee guida per la diagnosi nei bambini e negli adolescenti.

Menopausa, pesce e legumi aiutano a posticiparla di tre anni

Pubblicato il 04 Mag 2018 alle 6:49am

Una dieta ricca di pesce e legumi può contribuire a spostare l’orologio biologico femminile di diversi anni. Una dieta troppo ricca di pasta e riso, e più in generale di carboidrati raffinati, può al contrario contribuire ad anticipare l’arrivo della menopausa.

A sostenerlo è uno studio pubblicato sul Journal of Epidemiology & Community Health in cui sono state coinvolte oltre 35 mila perosne di sesso femminile di età compresa tra i 35 e i 69 anni.

Lo studio in questione è stato condotto da Yashvee Dunneram e Janet Cade dell’Università di Leeds, in Gran Bretagna.

Gli specialisti hanno chiesto a queste donne di fornire informazioni circa il loro stile di vita, l’attività sportiva, il fumo, il numero di figli e altri fattori noti perché influenzanti dalla menopausa.

Andare presto in menopausa favorirebbe l’arrivo dell’osteoporosi e le malattie cardiovascolari. Le persone che hanno preso parte alla ricerca, hanno anche dovuto compilare un questionario alimentare per stabilire la loro abitudine nel consumo di quasi 220 cibi ‘chiave’.

Ebbene, dai risultati ottenuti è emerso che ogni porzione giornaliera pari a 210 grammi al giorno in più di carboidrati raffinati consumata è associata col raggiungimento della menopausa 1,5 anni prima.

Inoltre,, i ricercatori hanno anche rilevato che ogni porzione in più di pesce al giorno, come il salmone e i legumi freschi, i piselli e i fagioli, è associato a un ritardo della menopausa di oltre tre anni in media. Elevati livelli di vitamina B6, contenuta in farine integrali, avocado, banane, nocciole, germe di grano, e zinco, presente nel pesce e nella carne, in germe di grano e avena, nei legumi, nella frutta secca e nei semi di zucca, sesamo e girasole, sono a loro volta associati al posticipo della menopausa. Infine, mangiare carne, può associato al ritardo di quasi un anno della menopausa rispetto a una dieta a base solo di verdure.

Il consumo di snack è risultato invece associato con l’arrivo della menopausa quasi 2 anni prima. Secondo gli autori della ricerca questa influenza positiva del pesce e dei legumi sulla menopausa è da attribuirsi agli antiossidanti in essi contenuti.

Sclerosi Multipla, ambiente e vela per combatterla

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 7:49am

La lotta contro la sclerosi multipla si combatte con una buona alimentazione, un ambiente sano, tanto esercizio fisico, benessere mentale e vela. (altro…)

Ricci di mare e i benefici sul sistema cardiocircolatorio

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 7:25am

I ricci di mare, secondo un gruppo di ricercatori della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli coordinati da Imma Castellano e Anna Palumbo possono mettere al sicuro da possibili malattie cardiovascolari. (altro…)

Come dimagrire dopo il parto

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 7:24am

La stragrande maggioranza delle donne perde i chili accumulati durante la gravidanza entro un anno dal parto. Su 12 chili presi in media durante i nove mesi, 3,5 sono quelli che riguardano il peso del bebè, mentre tutti gli altri servono all’organismo per la gravidanza.

E’ quindi molto importante mangiare bene e in modo adeguato, sia per garantire il giusto apporto di nutrienti indispensabili all’organismo proprio che assicurarli anche al nascituro e che sono indispensabili per il suo sviluppo.

Evitare, dunque, di mangiare però per due. Cambiate le vostre abitudini, abolite cibi e bevande che fanno male, il fumo, il vino, e promuovete quelle sane.

Bevete molta acqua naturale nel corso della giornata, fate delle lunghe passeggiate all’aria aperta, mangiate molta frutta e verdura, riposate le ore necessarie e parlate con uno specialista, ginecologo o nutrizionista su fabbisogno giornaliero e apporto calorico necessario in base alla vostra costituzione e anemnesi. Perché prevenire è meglio che curare.

Ma se proprio dopo il parto non riuscirete a smaltire i chili in eccesso ecco allora 6 semplici regole da seguire:

1. Dieta post parto efficace Evitate diete lampo, perché scombinano equilibri ormonali. Tenete sotto controllo il peso in vista dell’allattamento. Molte donne si domandano infatti quale sia la migliore alimentazione da seguire durante l’allattamento. Sia che allattiate o no al seno, potete seguire una dieta che sia a lungo termine, molto varia ed equilibrata. Una dieta mediterranea, con tanta frutta e verdura, cereali, pesce e carne bianca. Meglio evitare i grassi, i dolci e i fritti, nonché sostanze disidratanti, come il caffè o l’eccesso di sale.

2. Cominciate da subito a fare movimento Per dimagrire in modo efficace e sano dopo aver partorito, è necessario accompagnare la dieta con tanto movimento. Durante i primi tempi, soprattutto nei primi 40 giorni, è importante cercare di camminare quanto più a lungo possibile, anche solo semplicemente in casa. Allenatevi facendo le faccende domestiche e ritagliatevi i vostri spazi. Puntate su esercizi semplici per la postura, per la schiena e gli arti superiori ed inferiori, che vi aumentano il livello di energia e vi diminuiscono lo stress. Tutti fattori, necessari a dimagrire.

3. Esercizi addominali per eliminare la pancia post parto Trascorsi 40 giorni dal parto, se avete incominciato a camminare e a fare esercizi di ginnastica dolce, fate qualche piccolo sforzo in più; per tonificare i muscoli addominali e liberarvi della pancia in eccesso. Iniziate dai più semplici, e quando vi sentirete sempre meno stanche passate ai più complicati. State attente. Se avete avuto un parto cesareo, cominciate questi esercizi soltanto quando avrete tolto i punti ed vi sarete assicurate che il taglio sia guarito del tutto. Chiedete sempre consiglio anche al vostro medico di base.

4. Allenatevi con il bebè! Se non riuscite a separarvi dal vostro bebè, potete sempre allenarvi in casa con lui. In rete ci sono tanti video tutorial che vi spiegano quali esercizi fare. Avendo lui a portata di mano.

5. Limitate il consumo di zuccheri e di spuntini Soprattutto nei primi mesi dopo il parto, se avete voglia di uno spuntino, invece di mangiare un dolce, preconfezionato, caramelle, e cianfrusaglie varie, puntate su di un frutto di stagione, una bella tisana calda, una limonata, un succo di frutta naturale, una carota, un gambo di sedano, dei semi di soia, un cetriolo o della frutta secca.

6. Ascoltate il vostro corpo Voler tornare subito in forma dopo il parto è più che comprensibile, ma attenzione a non strafare. Seguite i ritmi del vostro corpo, e non sforzatevi eccessivamente. Prendetevi cura di voi stesse. Godetevi il vostro tempo necessario e fate quello che dovete fare con il vostro bambino. Fate dei sonnellini pomeridiani insieme a lui, coccolatelo, e quando vi sentite stanche staccate la spina e concedetevi un po’ di relax, un bel libro, una bella passeggiata, una chiacchierata con le amiche, un massaggio rlassante, un bel bagno caldo.

Dimagrire fino a 3 kg in una settimana con le verdure di stagione

Pubblicato il 02 Mag 2018 alle 9:00am

E’ possibile mangiare bene e dimagrire in una settimana fino a 3 kg con la dieta con verdure.

Non è una dieta adatta alle donne in gravidanza o a chi soffre di diabete. Bisogna sempre consultare il medico prima di iniziare una cura dimagrante. Questa la nostra raccomandazione.

Al giorno, potete consumare sino 4 cucchiaini di olio extra vergine di oliva, si tratta della quantità necessaria per assorbire principi nutritivi come le vitamine. Di seguito vediamo il menu da seguire.

Prima di fare colazione, tutti i giorni al mattino, bevete prima un bicchiere di acqua e limone. A colazione, una tazza di latte con quattro biscotti secchi, oppure un centrifuga di frutta.

Per lo spuntino del mattino, uno yogurt naturale. A pranzo, 60 grammi di pasta o riso integrale, due uova sode e una versione abbondante di verdure crude o cotte. In alternativa, a pranzo potete mangiare una porzione di legumi (fave, ceci, fagioli, lenticchie) e a merenda, 150 grammi di frutta. A cena, infine, 200 grammi di pesce, o in alternativa 50 grammi di pollo arrosto e passato di verdure.

Prima di andare a dormire, concedetevi una bella tisana al finocchio o alla melissa.

E se avvertite fame durante la giornata, potete mangiare dei finocchi, delle carote, del sedano, oppure anche della frutta fresca di stagione, come ad esempio pesche, albicocche, ciliegie, fragole, wiki, mele, pere , anguria, melone.

Questa dieta, è possibile farla soprattutto in estate mangiando cibi freschi e leggeri. Si raccomanda, inoltre di bere anche molta acqua, perché l’organismo nella stagione calda ne richiede in una quantità superiore. Inoltre, aiuta a depurarsi, a liberarsi dei liquidi in eccesso, a contrastare la cellulite, a migliorare il transito intestinale e a dare maggiore elasticità e bellezza alla pelle.

Biscotti e merendine in 10 anni sempre più sane

Pubblicato il 24 Apr 2018 alle 8:03am

Negli ultimi dieci anni, spiega l’Aidepi, l’associazione di Confindustria che mette insieme le Industrie della Pasta e del Dolce Italiane, le merendine e i biscotti preferite da grandi e piccoli sono diventate più genuine. L’impegno è iniziato oltre 10 anni fa grazie ad “Accordi sulla riformulazione dei prodotti alimentari alla Decade di azione ONU 2016 – 2025”.

Nel dettaglio negli ultimi 10 anni il sodio contenuto nei cereali da prima colazione è stato ridotto del 61%, gli zuccheri sono stati ridotti del 29% e gli acidi grassi trans sono stati completamente eliminati. Infine la presenza di fibre è più che raddoppiata arrivando al +145%. Ma anche nei biscotti i grassi saturi sono stati praticamente dimezzati (-55%), gli zuccheri sono stati ridotti del -29% e gli acidi grassi trans sono stati completamente eliminati mentre la presenza di fibre è cresciuta del 65%. Per i cracker si è assistito dunque ad una riduzione del sodio del 35%.

Sul fronte delle merendine è stato ridotto inoltre il consumo di zucchero del -29%, i grassi saturi sono scesi del 20% e il contenuto calorico del 21,5%. Per i gelati infine le porzioni sono scese del 22%, i grassi saturi sono scesi di oltre un terzo e gli zuccheri si sono ridotti del 34%. “Siamo consapevoli che l’attività di un’impresa deve essere sempre più collegata al benessere di tutte le persone – ha affermato Paolo Barilla, presidente di AIDEPI – aiutandole a vivere meglio e portando ogni giorno nella loro vita la gioia del mangiare bene e sano. Questa consapevolezza ci ha portato – come industria italiana del dolce – a investire oltre 100 milioni di euro nel percorso decennale di miglioramento della qualità nutrizionale dei nostri prodotti”.