alimentazione

Alimentazione e il nuovo trend, verso diete sempre più sostenibili

Pubblicato il 14 Mar 2020 alle 8:26am

Anche quest’anno si parla di tendenze alimentari, nella ricerca condotta da Lightspeed/Mintel in collaborazione con Bimby su scelte e comportamenti dei consumatori in area food e base europea (Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia), sulle scelte alimentari protagoniste di quest’anno. Ebbene, emergono trend molto interessanti, quali la consapevolezza da parte dei consumatori dell’impatto delle loro scelte in materia di cibo sul mondo e natura circostante. Una maggiore sensibilità, verso l’emergenza prodotta dal mutamento climatico, la convinzione che un cambiamento alimentare deve venire anche da un insieme di cose, ora più che mai. Ma vediamo quali sono: (altro…)

Dieta anti-age, ecco cosa mangiare

Pubblicato il 17 Feb 2020 alle 6:16am

Un nuovo studio è riuscito a dimostrare che mangiare pistacchi rallenterebbe l’invecchiamento cellulare proteggendo i telemori, che svolgono un ruolo fondamentale nel Dna. Ma oltre ad essi esistono anche altri alimenti consigliati dalla nutrizionista Sara Cordara, Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Vediamo quali sono.

La ricerca commissionata da American Pistachio Growers, realizzata dall’istituto Pere Virgili dell’Università Rovira i Virgili a Reus in Spagna su 49 pazienti prediabetici, dimostra che consumare quotidianamente circa 55 gr di pistacchi può influenzare positivamente l’invecchiamento cellulare e la longevità aiutando a diminuire il danno al Dna e aumentando l’espressione dei geni correlati ai telomeri. I pistacchi contengono inoltre un’abbondante quantità di Vitamina E che funge da potente antiossidante, prevenendo l’invecchiamento cutaneo e delle cellule corporee, insieme alla Vitamina A che protegge mucose e pelle.

MENU TIPO DELLA DIETA ANTI-AGE Dal 2010 la frutta a guscio occupa un posto importantissimo nella dieta mediterranea, che ne suggerisce un consumo quotidiano.

COLAZIONE: 15 gr di pistacchi americani + tè nero/verde e qualche biscotto integrale. SPUNTINO: yogurt intero bianco + 1 kiwi. PRANZO: 80g di riso integrale con piselli e salmone + bietole/spinaci e una manciata di semi. MERENDA: 1 arancia + 15g di pistacchi americani. CENA: 200g di ceci + broccoli scottati + 2 fette di pane di segale o integrale.

Quando il mal di pancia può essere diverticolosi

Pubblicato il 15 Feb 2020 alle 7:51am

«I diverticoli sono delle tasche, delle saccocce che si formano dove la parete del colon si assottiglia, si indebolisce e cede», a parlarne è Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia. Il colon cede perché, invecchiando, diventa meno elastico e può essere messo a dura prova dalla pressione delle feci dure che passano al suo interno, determinando così una dilatazione della mucosa verso l’esterno. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, avere diverticoli non significa stare male. «Indicativamente su dieci pazienti otto non hanno alcun sintomo», puntualizza lo specialista. Come si legge infatti sulla rivista Gastroenterology, solo il 20% dei pazienti sviluppa la sintomatologia, il che vuol dire che la presenza di diverticoli – definita diverticolosi – nella maggior parte della popolazione resta asintomatica e così c’è chi scopre di averli casualmente, in seguito a colonscopia o altri esami radiologici o endoscopici del colon effettuati per altri motivi, a causa di un semplice e forte mal di pancia.

L’alimentazione, il mangiare frutta, verdura e cereali intergali, per un adeguato apporto di fibre, e bere molta acqua, può aiutare la digestione, rendere più morbide le feci e favorire il transito intestinale, sono buone abitudini per ridurre il rischio di andare incontro a diverticolosi sintomatica.

“La malattia diverticolare causa dolori addominali, gas, irregolarità intestinale, quindi diarrea o stipsi», spiega Giacosa. «E va curata per non andare incontro al rischio di complicanze». Quindi, considerato che può essere il segnale di diverse malattie, in presenza di dolore addominale il consiglio è quello di parlarne subito con uno specialista, per stabilire subito la causa della sintomatologia dolorosa.

«Una terapia farmacologica polivalente: dai probiotici, per stabilizzare i processi fermentativi della flora intestinale, agli antibiotici, che agiscono come antinfiammatori della parete del colon. Sono quelli usati anche in caso di colite ulcerosa o morbo di Crohn», conclude Giacosa.

Pasta scotta fa ingrassare ed è controindicata per chi ha il diabete

Pubblicato il 11 Feb 2020 alle 6:05am

E’ importante mangiare la pasta ma con una certa moderazione, a causa dei carboidrati che ci possono far ingrassare. (altro…)

Pressione, ecco gli alimenti che la tengono a bada

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:00am

Secondo quanto confermano gli esperti della SIPREC (Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare), il cioccolato fondente (con almeno l’80 per cento di cacao) e il succo di barbabietola sono al momento i due alimenti più efficaci contro la pressione alta.

In particolare i polifenoli del cacao migliorano la biodisponibilità di monossido d’azoto (NO) e quindi la funzione endoteliale, cioè della parete più interna delle arterie. Una revisione su 20 studi clinici controllati e in doppio cieco dimostra che il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa sistolica di 2,77 millimetri di mercurio e la minima di 2,20 millimetri di mercurio.

I flavonoli, presenti in elevate concentrazioni nel tè, cacao e vino rosso, sono i responsabili principali degli effetti cardiovascolari benefici attribuiti al cacao. Ma attenzione: numerosi nutrienti svolgono un’azione antipertensiva.

Oltre ai flavonoidi del cacao e al succo di barbabietola da zucchero, anche licopene, resveratrolo, tè verde, acidi grassi polinsaturi, isoflavoni, lactotripeptidi e peptidi del pesce, L-arginina, potassio, magnesio chelato, calcio, vitamina C, coenzima Q10; picnogenolo, melatonina a rilascio controllato, estratto di aglio invecchiato, probiotici, tè di Giava possono avere un effetto sulla pressione arteriosa.

L’azione ipotensiva (riduzione della sistolica fino a 4-5 millimetri di mercurio e della diastolica fino a 2-3 millimetri di mercurio) spesso è dovuta al loro effetto antiossidante, che consegue ad una aumento di biodisponibilità dell’ossido nitrico. Infine anche i composti fenolici contenuti nelle foglie dell’olivo (oleuropeosidi, flavoni, flavo noli, ecc) esercitano un’azione ipotensiva, mediata dalla vasodilatazione da rilassamento della muscolatura liscia dei vasi arteriosi.

Anche a tavola, bisogna fare moltissima attenzione a cosa si mangia.

Quando puntare su questi alimenti Gli alimenti che contengono principi attivi presenti nei cibi, sarebbero indicati in particolar modo per le persone con pre-ipertensione, ovvero con valori compresi tra 130 – 139 di massima e tra gli 85-89 millimetri di mercurio di minima.

Ovviamente questa sorta di “trattamento” a tavola va sempre associato agli altri consigli in termini di stili di vita, a partire dal controllo del peso e dalla regolare attività fisica che contribuiscono a far calare i valori pressori.

L’attività fisica regolare contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione, sia perché aiuta a perdere peso sia perché diminuisce la tensione e quindi favorisce il calo pressorio. Consigliati dunque corsa lenta, nuoto o ciclismo in pianura.

Smettere di fumare è importante perché il fumo tende a far contrarre le pareti dei vasi sanguigni. Importante è poi combattere lo stress, ritagliando ogni giorno un po’ di tempo libero per sé stessi, e tenere sotto controllo un eventuale diabete.

Testosterone in discesa se dieta povera di grassi

Pubblicato il 30 Gen 2020 alle 6:40am

Perdere peso, può aiutare gli uomini ad aumentare i livelli di testosterone. Alcune diete, però, in particolare quelle povere di grassi, possono essere associate a una piccola ma significativa riduzione del testosterone. A sostenerlo uno studio pubblicato sul “The Journal of Urology”, Gazzetta ufficiale dell’American Urological Association (AUA), pubblicato su Journal.

La carenza di testosterone è una questione da non sottovalutare: può infatti portare a seri problemi di salute, tra cui una riduzione dell’energia e della libido, insieme ad alterazioni fisiologiche, tra cui un aumento del grasso corporeo e una ridotta densità minerale ossea. E’ emerso che negli ultimi anni un basso livello di testosterone è molto diffuso tra gli uomini: ad esempio negli Usa a circa 500.000 uomini viene diagnosticata una carenza di testosterone ogni anno.

Oltre ai farmaci, il trattamento per il basso livello di testosterone includerebbe anche delle modifiche sostanziali al proprio stile di vita, come ad esempio, esercizio fisico e perdita di peso. Ma gli effetti della dieta sui livelli di testosterone non sono ancora del tutto stati chiariti. Poiché il testosterone è un ormone steroideo derivato dal colesterolo, e i cambiamenti nell’assunzione di grassi ne potrebbero alterare i livelli. Questa la nuova analisi di una come una dieta povera di grassi errata possa influenzare i livelli di testosterone sierico, rispetto ad una dieta senza restrizioni.

Acido folico, fa bene non solo in gravidanza

Pubblicato il 28 Gen 2020 alle 8:36am

“La vitamina B9, meglio conosciuta come acido folico, è essenziale per la sintesi del Dna e delle proteine, due processi indispensabili per la crescita e la riproduzione delle cellule», a spiegarlo è Fabio Mosca, presidente della Società italiana di neonatologia (Sin). In special modo, l’acido folico risulta essere fondamentale nella corretta formazione del tubo neurale, cioè la struttura embrionale da cui nasce il sistema nervoso centrale, formato dal cervello e dal midollo spinale. «Se il tubo neurale non si chiude correttamente entro il primo mese dal concepimento, il neonato sviluppa gravi malformazioni congenite note come difetti del tubo neurale». Di questi difetti fanno parte la spina bifida, l’anencefalia (incompleto sviluppo del cervello e della scatola cranica che porta alla morte del bambino prima della nascita o subito dopo) e l’encefalocele (malformazione cerebrale simile a un’ernia, che va operata chirurgicamente e che determina problemi dello sviluppo psicomotorio). (altro…)

Tiroide, pesci che è meglio non mangiare per il suo corretto funzionamento

Pubblicato il 23 Gen 2020 alle 8:01am

La tiroide è una ghiandola decisiva per il funzionamento del nostro organismo e della nostra salute. Una ghiandola endocrina posta nella parte anteriore del collo, che produce gli ormoni tiroidei che svolgono un ruolo decisivo nel regolare il nostro metabolismo, lo sviluppo e le funzioni cardiovascolari. Con un ruolo chiave nel mantenimento della nostra attività sessuale, del sonno e in grado di agire anche sul pensiero. Una corretta alimentazione può aiutare a mantenerla in salute.

Ecco allora alcuni cibi che fanno al caso nostro: cereali senza glutine, pseudo-cereali (come nel caso del grano saraceno), tuberi e radici tuberose. E ancora… uova e carni biologiche, affettati senza nitriti e nitrati, lattosio e proteine del latte.

Poi pesce, fresco o surgelato. No invece a pesce spada, ad alto rischio contaminazione da mercurio, tilapia e pangasio, poiché sopravvivono in acque molto inquinate e sono poveri di grassi buoni Omega 3. Di pesce, comunque, vengono consigliate massimo 2 porzioni alla settimana, molluschi e alghe compresi.

Infine, verdure e frutta di stagione o a chilometro zero. Spinaci, asparagi, lattuga, finocchi e cavoli, e come frutta, banane, albicocche, kiwi, mirtilli, fragole, pompelmo, pere, pesche e mirtilli, sempre meglio se biologici.

Dieta Mind, in cosa consiste?

Pubblicato il 14 Gen 2020 alle 7:30am

La dieta Mind è un regime alimentare in grado di abbassare la pressione arteriosa del sangue e prevenire le malattie neurodegenerative come nel caso dell’Alzheimer. Si tratterebbero, dicono i ricercatori ed esperti, di uno schema in grado di raccogliere le caratteristiche di altri due regimi alimentari, dieta DASH e dieta mediterranea.

La dieta Mind è stata elaborata da un team di ricerca del Rush University Medical Center di Chicago. La sua peculiarità è quella dell’assunzione di alimenti che promuovono la salute del cervello. Come nel caso di verdura, olio d’oliva, pesce e bacche.

Chi vuol seguire la dieta Mind deve dedicare ampio spazio all’assunzione di cibi caratterizzati dalla presenza di vitamina E e vitamina C. Cruciale è anche l’apporto di nutrienti come nel caso del magnesio e del selenio. Non è affatto un caso che la dieta Mind metta in primo piano antiossidanti: grazie ai quali è infatti possibile tenere sotto controllo l’attività dei radicali liberi e, di conseguenza, anche di stati infiammatori potenzialmente pericolosi per tessuti posti alla base del cervello.

Per avvalorare l’efficacia della dieta Mind, anche per la regolarità dei valori della pressione arteriosa, gli esperti che hanno seguito lo studio nel 2015, i cui dettagli sono stati pubblicati sulle pagine della rivista scientifica Alzheimer’s & Dementia: Journal of the Alzheimer’s Association hanno preso in esame un campione di 923 persone (età compresa tra i 58 e i 98 anni). Durante il follow up di 4,5 anni, gli studiosi sono riusciti a scoprire che, grazie a una moderata aderenza allo schema della dieta Mind, è possibile apprezzare una riduzione del rischio di avere a che fare con il morbo di Alzheimer. Tra i vantaggi di questa dieta è possibile citare anche la sua ca pacità di rallentare i processi di declino cognitivo nei pazienti sopravvissuti all’ictus.

Tornando un attimo agli alimenti consigliati da chi vuole seguirla rammentiamo la presenza delle verdure a foglia verde (non meno di 6 porzioni a settimana), dei cereali integrali (3 porzioni quotidiane), così come dei fagioli. Gli esperti consigliano pure l’apporto di verdure non amidacee – p.e. la zucca e le carote – e di mettere nel piatto pesci come il salmone, la trota e lo sgombro. Ricchi di acidi grassi essenziali omega 3, dovrebbero essere consumati tre volte a settimana.

Quando si parla della dieta Mind, il cui schema comprende anche i frutti di bosco e la carne di pollo, è bene sottolineare che non è affatto rigida. Per rendersene conto basta sottolineare che, a detta degli esperti del Rush university Medical Center, è possibile bere un bicchiere di vino al giorno, bianco o rosso, prima di adottare questo regime alimentare è essenziale chiedere consiglio sempre al proprio medico di base.

Vista a rischio a causa di una cattiva alimentazione

Pubblicato il 12 Gen 2020 alle 6:59am

Recenti studi spiegano che il cibo spazzatura può portare a seri problemi della vista. I cibi non indicati, molto spesso, fanno parte della tavola degli europei e in generale dei cittadini occidentali. (altro…)