alimentazione

Uva spina, alleata della salute per fare il pieno di antiossidanti

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 6:50am

L‘uva spina è un frutto caratterizzato da benefici con un basso contenuto di calorie. Quando si parla dei motivi per cui l’uva spina è portentosa per la salute, è importante citare la ricchezza in fibre sia solubili, sia insolubili.

Un’equipe della Tufts University di Boston sostiene che in caso di regimi alimentari caratterizzati da un apporto energetico non regolare, con un consumo di fibre pari a 14 grammi al giorno per due giorni si assiste a una riduzione dell’apporto calorico del 10% circa e a un calo ponderale di circa 1,9 kg in un lasso di tempo di 3,8 mesi.

L’uva spina oltre ad essere ricca di vitamina C ed E, antiossidanti, e per il benessere della nostra pelle, è pure una fonte di antociani, pigmenti naturali il cui apporto è cruciale per il mantenimento dell’efficienza visiva e per la salute delle vie urinarie.

Per sfruttare al massimo le proprietà dell’uva spina, è meglio consumarla cruda. Questo delizioso frutto si può assumere in diversi modi. Tra questi è possibile ricordare la sua integrazione alle insalate, per guarnire torte, dolci, in aggiunta allo yogurt greco. Prima di introdurla nella dieta, è in ogni caso opportuno contattare il proprio medico curante.

Fondi del caffè per combattere obesità, diabete e ictus

Pubblicato il 05 Giu 2020 alle 6:30am

I fondi del caffè se aggiunti al cibo servono ad aiutare a combattere l’obesità e il rischio di diabete, di ictus e di malattie di cuore. Una nuova ricerca di scienziati biomedici dell’University of Southern Queensland, in Australia, dice che i fondi del caffè per il loro potenziale rappresentano un alimento funzionale e un cibo che possa prevenire o invertire l’insorgenza di malattie.

La ricerca, pubblicata sulla rivista di scienza biomedica Usa FASEB e guidata dal professor Lindsay Brown della Scuola di Salute e Benessere dell’università stessa, si basa su sperimentazioni su topi maschi, alimentati con una dieta ad alti contenuti di carboidrati e di grassi per quattro mesi, supplementata negli ultimi due mesi con un 5% di fondi di caffè.

«I topi hanno ingerito grandi quantità di fruttosio, di latte condensato e di grassi saturi e di conseguenza sono diventati obesi, hanno contratto alterata tolleranza al glucosio e danni cardiovascolari ed epatici – tutte condizioni che si verificano anche sugli umani», scrive Brown. «Quando abbiamo somministrato i fondi di caffè, dopo otto settimane abbiamo visto tornare la pressione sanguigna al normale e il miglioramento della steatosi epatica. Abbiamo anche esaminato i batteri intestinali correlandoli alla riduzione in obesità e al miglioramento nella tolleranza al glucosio e nella pressione sanguigna sistolica».

Brown riferisce di aver iniziato a testare la dieta su sé stesso. Raccomanda di asciugare i fondi di caffè in forno a 60 gradi per un’ora o due e di aggiungerli all’impasto del pane o di dolci. «Non si noteranno cambiamenti immediati, ma è probabile col tempo una riduzione dell’obesità e un miglioramento dell’ipertensione sanguigna», scrive.

Risvegliamo il metabolismo con i succhi salvalinea!

Pubblicato il 14 Mag 2020 alle 6:58am

Frutta e verdura, lo sappiamo, sono dei veri e propri “must have” della nostra alimentazione, in quanto ricchi di preziose, proprietà benefiche. Per risvegliare il nostro organismo da questi giorni sedentari a casa, i succhi, chiamati “smoothie” o centrifugati ci aiutano a resettare il metabolismo e la mente favorendo l’eliminazione delle tossine in eccesso, migliorando pelle e capelli e aiutando a contrastare la fastidiosa ritenzione idrica e quindi pelle a buccia d’arancia.

Con la giusta combinazione di pochi alimenti facilmente reperibili, creiamo una “pozione magica”, detox che è vero toccasana per la nostra salute fisica e mentale.

Per avere un effetto efficace dovremmo riuscire ad affrontare almeno una volta a settimana un giorno liquido, ovvero una giornata dove i centrifugati, a seconda di come sono composti, sostituiscono i pasti principali. Se però risulta essere troppo difficoltoso possiamo sempre seguire un programma depurativo di una settimana dove andremo a sostituire i centrifugati con uno dei pasti a colazione, pranzo o cena così da creare uno stop depurativo che risveglia il metabolismo e aiuta a sgonfiarsi.

Differenze tra centrifugati, smoothie e succhi

I centrifugati: si ottengono con l’apposito elettrodomestico che separa il succo dalla polpa e dalla buccia. Il riscaldamento degli ingredienti però, dovuto al macchinario, può favorire la dispersione di alcune sostanze importanti come la vitamina C. Non contengono fibre.

Gli smoothie: vengono preparati frullando per intero il frutto una volta privato delle parti non edibili. Sono ricchi di fibre e si possono aggiungere erbe e spezie.

I succhi o estratti: si realizzano con gli estrattori, che grazie al metodo di spremitura lenta a freddo salvaguardano l’intero patrimonio delle vitamine degli alimenti, infatti non avviene il surriscaldamento.

Le combinazioni perfette!

Centrifugato drenante anticellulite: per realizzarlo occorrono 8 fette di ananas, 1 sedano, 1 lime e un pezzetto di zenzero (più o meno 4 cm).

Una volta ripulite le fette di ananas, tagliate a pezzettini il sedano e lo zenzero accuratamente lavati, e in un bicchierino spremete il lime. Mettete gli ingredienti nella centrifuga e azionate a velocità media. In pochi minuti avrete un centrifugato ottimo contro la ritenzione idrica e la cellulite, anche grazie alla presenza dello zenzero in grado di attivare il nostro metabolismo.

Questo centrifugato, così ottenuto, può essere bevuto durante il corso della giornata o in sostituzione di uno dei pasti principali. Per renderlo poi, anche più fresco aggiungete qualche cubetto di ghiaccio.

Centrifugato contro i gonfiori: servono 2 carote, mezzo limone, 2 cm di radice di zenzero, una mela rossa e un’arancia.

Ripulite la mela dalla sua buccia e tagliarli a pezzettini, stessa cosa per carote e spremete poi a parte arancia e limone. A questo punto, mettete nella centrifuga tutti gli ingredienti aggiungendo la radice di zenzero. Miscelate il tutto. La mela contiene un ottima fonte di potassio che aiuta la diuresi, inoltre il succo è ricco di vitamine A, C ed E in grado di contrastare il gonfiore. Questa centrifuga è perfetta per la prima colazione!

Smoothie bruciagrassi : occorrono 1 manciata di prezzemolo fresco, 1 manciata di foglie di tarassaco e 3 gambi di sedano.

Tagliate le foglie di sedano e tarassaco una volta ripulite, e affettate i gambi di sedano. Versate gli ingredienti nel frullatore. Grazie all’azione congiunta di sedano e prezzemolo si ha un effetto brucia grassi, inoltre il sedano attiva il metabolismo e lo velocizza grazie al sodio che agisce sulla tiroide.

Smoothie contro gli attacchi di fame: più calorica rispetto alle altre ricette indicate qui sopra, ma ricca di elementi preziosi.

Gli ingredienti che servono sono: 1 mango, 1 banana, ½ avocado, 1 limone e 1 cucchiaino di curcuma. Tagliate a tocchetti la frutta e versatela nel frullatore aggiungendo successivamente curcuma e succo di limone. Frullate il tutto per qualche minuto. Questo frullato è ottimo per la prima colazione e il pranzo. Grazie all’azione congiunta della frutta esotica riesce a calmare la voglia di dolce, donando un senso di sazietà.

Estratto antiage: occorrono 300g di frutti rossi a piacere, e qualche foglia di salvia e timo. Potete aggiungere direttamente i frutti rossi nell’estrattore con le foglioline e frullate il tutto.

I frutti rossi sono ricchi di proprietà antiossidanti e inoltre supportano il sistema circolatorio grazie all’elevata presenza di antociani.

Estratto detox: per questa ricetta servono, 1 avocado, ½ limone e un pezzetto di zenzero.

Una volta tolto il nocciolo dall’avocado lo possiamo frullare insieme al limone e allo zenzero nell’estrattore. Il limone favorisce l’eliminazione delle tossine essendo ricco di minerali depurativi come magnesio e potassio che insieme allo zenzero crea un effetto detox. Lo zenzero tra le sue molteplici proprietà è in grado di stimolare l’eliminazione delle tossine aiutando gli organi adibiti, fegato, intestino e reni. L’avocado ricco di antiossidanti che aiutano l’organismo a liberarsi dalle sostanze di scarto.

di Francesca Curri

Credit Photo iFood.it

Attenzione al sale, troppo mette a rischio le difese immunitarie

Pubblicato il 03 Apr 2020 alle 6:13am

Troppo sale a tavola è in grado di ridurre le nostre difese immunitarie e, quindi, la possibilità di contrastare le infezioni batteriche. Ne è convinta una recentissima ricerca scientifica condotta da un gruppo di ricercatori tedeschi del policlinico universitario di Bonn, pubblicata anche sulla rivista Science Translational Medicine. (altro…)

Alimentazione e il nuovo trend, verso diete sempre più sostenibili

Pubblicato il 14 Mar 2020 alle 8:26am

Anche quest’anno si parla di tendenze alimentari, nella ricerca condotta da Lightspeed/Mintel in collaborazione con Bimby su scelte e comportamenti dei consumatori in area food e base europea (Francia, Germania, Italia, Spagna e Polonia), sulle scelte alimentari protagoniste di quest’anno. Ebbene, emergono trend molto interessanti, quali la consapevolezza da parte dei consumatori dell’impatto delle loro scelte in materia di cibo sul mondo e natura circostante. Una maggiore sensibilità, verso l’emergenza prodotta dal mutamento climatico, la convinzione che un cambiamento alimentare deve venire anche da un insieme di cose, ora più che mai. Ma vediamo quali sono: (altro…)

Dieta anti-age, ecco cosa mangiare

Pubblicato il 17 Feb 2020 alle 6:16am

Un nuovo studio è riuscito a dimostrare che mangiare pistacchi rallenterebbe l’invecchiamento cellulare proteggendo i telemori, che svolgono un ruolo fondamentale nel Dna. Ma oltre ad essi esistono anche altri alimenti consigliati dalla nutrizionista Sara Cordara, Specialista in Scienza dell’Alimentazione.

Vediamo quali sono.

La ricerca commissionata da American Pistachio Growers, realizzata dall’istituto Pere Virgili dell’Università Rovira i Virgili a Reus in Spagna su 49 pazienti prediabetici, dimostra che consumare quotidianamente circa 55 gr di pistacchi può influenzare positivamente l’invecchiamento cellulare e la longevità aiutando a diminuire il danno al Dna e aumentando l’espressione dei geni correlati ai telomeri. I pistacchi contengono inoltre un’abbondante quantità di Vitamina E che funge da potente antiossidante, prevenendo l’invecchiamento cutaneo e delle cellule corporee, insieme alla Vitamina A che protegge mucose e pelle.

MENU TIPO DELLA DIETA ANTI-AGE Dal 2010 la frutta a guscio occupa un posto importantissimo nella dieta mediterranea, che ne suggerisce un consumo quotidiano.

COLAZIONE: 15 gr di pistacchi americani + tè nero/verde e qualche biscotto integrale. SPUNTINO: yogurt intero bianco + 1 kiwi. PRANZO: 80g di riso integrale con piselli e salmone + bietole/spinaci e una manciata di semi. MERENDA: 1 arancia + 15g di pistacchi americani. CENA: 200g di ceci + broccoli scottati + 2 fette di pane di segale o integrale.

Quando il mal di pancia può essere diverticolosi

Pubblicato il 15 Feb 2020 alle 7:51am

«I diverticoli sono delle tasche, delle saccocce che si formano dove la parete del colon si assottiglia, si indebolisce e cede», a parlarne è Attilio Giacosa, docente di gastroenterologia all’Università di Pavia. Il colon cede perché, invecchiando, diventa meno elastico e può essere messo a dura prova dalla pressione delle feci dure che passano al suo interno, determinando così una dilatazione della mucosa verso l’esterno. Ma nella stragrande maggioranza dei casi, avere diverticoli non significa stare male. «Indicativamente su dieci pazienti otto non hanno alcun sintomo», puntualizza lo specialista. Come si legge infatti sulla rivista Gastroenterology, solo il 20% dei pazienti sviluppa la sintomatologia, il che vuol dire che la presenza di diverticoli – definita diverticolosi – nella maggior parte della popolazione resta asintomatica e così c’è chi scopre di averli casualmente, in seguito a colonscopia o altri esami radiologici o endoscopici del colon effettuati per altri motivi, a causa di un semplice e forte mal di pancia.

L’alimentazione, il mangiare frutta, verdura e cereali intergali, per un adeguato apporto di fibre, e bere molta acqua, può aiutare la digestione, rendere più morbide le feci e favorire il transito intestinale, sono buone abitudini per ridurre il rischio di andare incontro a diverticolosi sintomatica.

“La malattia diverticolare causa dolori addominali, gas, irregolarità intestinale, quindi diarrea o stipsi», spiega Giacosa. «E va curata per non andare incontro al rischio di complicanze». Quindi, considerato che può essere il segnale di diverse malattie, in presenza di dolore addominale il consiglio è quello di parlarne subito con uno specialista, per stabilire subito la causa della sintomatologia dolorosa.

«Una terapia farmacologica polivalente: dai probiotici, per stabilizzare i processi fermentativi della flora intestinale, agli antibiotici, che agiscono come antinfiammatori della parete del colon. Sono quelli usati anche in caso di colite ulcerosa o morbo di Crohn», conclude Giacosa.

Pasta scotta fa ingrassare ed è controindicata per chi ha il diabete

Pubblicato il 11 Feb 2020 alle 6:05am

E’ importante mangiare la pasta ma con una certa moderazione, a causa dei carboidrati che ci possono far ingrassare. (altro…)

Pressione, ecco gli alimenti che la tengono a bada

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:00am

Secondo quanto confermano gli esperti della SIPREC (Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare), il cioccolato fondente (con almeno l’80 per cento di cacao) e il succo di barbabietola sono al momento i due alimenti più efficaci contro la pressione alta.

In particolare i polifenoli del cacao migliorano la biodisponibilità di monossido d’azoto (NO) e quindi la funzione endoteliale, cioè della parete più interna delle arterie. Una revisione su 20 studi clinici controllati e in doppio cieco dimostra che il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa sistolica di 2,77 millimetri di mercurio e la minima di 2,20 millimetri di mercurio.

I flavonoli, presenti in elevate concentrazioni nel tè, cacao e vino rosso, sono i responsabili principali degli effetti cardiovascolari benefici attribuiti al cacao. Ma attenzione: numerosi nutrienti svolgono un’azione antipertensiva.

Oltre ai flavonoidi del cacao e al succo di barbabietola da zucchero, anche licopene, resveratrolo, tè verde, acidi grassi polinsaturi, isoflavoni, lactotripeptidi e peptidi del pesce, L-arginina, potassio, magnesio chelato, calcio, vitamina C, coenzima Q10; picnogenolo, melatonina a rilascio controllato, estratto di aglio invecchiato, probiotici, tè di Giava possono avere un effetto sulla pressione arteriosa.

L’azione ipotensiva (riduzione della sistolica fino a 4-5 millimetri di mercurio e della diastolica fino a 2-3 millimetri di mercurio) spesso è dovuta al loro effetto antiossidante, che consegue ad una aumento di biodisponibilità dell’ossido nitrico. Infine anche i composti fenolici contenuti nelle foglie dell’olivo (oleuropeosidi, flavoni, flavo noli, ecc) esercitano un’azione ipotensiva, mediata dalla vasodilatazione da rilassamento della muscolatura liscia dei vasi arteriosi.

Anche a tavola, bisogna fare moltissima attenzione a cosa si mangia.

Quando puntare su questi alimenti Gli alimenti che contengono principi attivi presenti nei cibi, sarebbero indicati in particolar modo per le persone con pre-ipertensione, ovvero con valori compresi tra 130 – 139 di massima e tra gli 85-89 millimetri di mercurio di minima.

Ovviamente questa sorta di “trattamento” a tavola va sempre associato agli altri consigli in termini di stili di vita, a partire dal controllo del peso e dalla regolare attività fisica che contribuiscono a far calare i valori pressori.

L’attività fisica regolare contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione, sia perché aiuta a perdere peso sia perché diminuisce la tensione e quindi favorisce il calo pressorio. Consigliati dunque corsa lenta, nuoto o ciclismo in pianura.

Smettere di fumare è importante perché il fumo tende a far contrarre le pareti dei vasi sanguigni. Importante è poi combattere lo stress, ritagliando ogni giorno un po’ di tempo libero per sé stessi, e tenere sotto controllo un eventuale diabete.

Testosterone in discesa se dieta povera di grassi

Pubblicato il 30 Gen 2020 alle 6:40am

Perdere peso, può aiutare gli uomini ad aumentare i livelli di testosterone. Alcune diete, però, in particolare quelle povere di grassi, possono essere associate a una piccola ma significativa riduzione del testosterone. A sostenerlo uno studio pubblicato sul “The Journal of Urology”, Gazzetta ufficiale dell’American Urological Association (AUA), pubblicato su Journal.

La carenza di testosterone è una questione da non sottovalutare: può infatti portare a seri problemi di salute, tra cui una riduzione dell’energia e della libido, insieme ad alterazioni fisiologiche, tra cui un aumento del grasso corporeo e una ridotta densità minerale ossea. E’ emerso che negli ultimi anni un basso livello di testosterone è molto diffuso tra gli uomini: ad esempio negli Usa a circa 500.000 uomini viene diagnosticata una carenza di testosterone ogni anno.

Oltre ai farmaci, il trattamento per il basso livello di testosterone includerebbe anche delle modifiche sostanziali al proprio stile di vita, come ad esempio, esercizio fisico e perdita di peso. Ma gli effetti della dieta sui livelli di testosterone non sono ancora del tutto stati chiariti. Poiché il testosterone è un ormone steroideo derivato dal colesterolo, e i cambiamenti nell’assunzione di grassi ne potrebbero alterare i livelli. Questa la nuova analisi di una come una dieta povera di grassi errata possa influenzare i livelli di testosterone sierico, rispetto ad una dieta senza restrizioni.