alimentazione

Ragazzino mangia salsicce e patatine, a 17 anni diventa cieco e sordo

Pubblicato il 05 Set 2019 alle 6:57am

I medici del Bristol Eye Hospital (Gb) hanno avuto in cura un ragazzino da quando la sua vista si era deteriorata del tutto, fino ad arrivare alla totale cecità, a causa della sua errata alimentazione. Fatta di sole salsicce e patatine. (altro…)

Succhi di frutta, ecco quanti se ne consumano in Italia

Pubblicato il 04 Set 2019 alle 6:37am

I succhi di frutta sono sempre più scelti e consumati facendo registrare un aumento di preferenza soprattutto tra i più piccoli nel periodo estivo. La bevanda ogni anno viene consumata per 765 milioni di litri, in tutto il mondo, facendo registrare anche una media di circa 13 a testa, con un giro d’affari complessivo che nel 2018 ha fatto un fatturato di 683 milioni. A rilevarlo il nuovo numero della rivista mensile “Il Salvagente”, in edicola a settembre con il titolo di copertina “Ma che frutta beviamo?”.

Il periodico, che motiva il business associandolo ai valori che si legano alla frutta, ha condotto uno studio sulla qualità dei succhi portando in laboratorio dieci succhi di pera, gusto tra i più consumati nel nostro Paese, tra le marche più diffuse sugli scaffali dei supermercati.

L’indagine ha riguardato la presenza di elementi potenzialmente dannosi per l’organismo, pesticidi e sostanze chimiche in primis, ma anche la contaminazione di tossine (come la patulina) e la quantità di zucchero. Dai risultati ottenuti non sono emersi dati particolarmente allarmanti visto che quasi tutti i succhi di pera analizzati hanno evidenziato tracce di zuccheri e dei fitofarmaci captano, boscalid e dodina, ma in quantità – spiega una nota – che non devono destare preoccupazione. Anche la tossina patulina, presente in sei campioni su dieci e nelle quantità rilevate non è da ritenersi un pericolo per la salute.

Carenze di iodio e cosa mangiare

Pubblicato il 31 Ago 2019 alle 8:48am

Anna Maria Formenti, specialista in endocrinologia e malattie del metabolismo all’Università Vita-Salute-San Raffaele di Milano, parla dello iodio come fonte principale di questo elemento chimico, rappresentata dall’alimentazione, spiegando che non sempre quello che mangiamo è sufficiente a coprire il nostro fabbisogno giornaliero.

“Purtroppo molto poco: l’acqua del mare è sì ricca di iodio, e una piccola quantità di questo sale minerale evapora e viene respirata, tuttavia lo iodio presente nell’aria è scarsamente disponibile».

Dieta salva-tiroide: cibi sì Oltre a un pizzico di sale iodato, bisogna, dice l’esperta, fare il pieno di questo oligoelemento scegliendo cibi che lo contengono a quantità maggiori. «Una dieta equilibrata, che preveda due porzioni di pesce alla settimana, latte tutti i giorni e due-tre porzioni di formaggio alla settimana, garantisce il 50-60% del fabbisogno», «Semaforo verde, quindi, per pesce di mare, crostacei e alghe». Non servono quantità eccessive: 150 grammi di pesce sono già sufficienti. Lo iodio è presente anche nei cereali, nella frutta, nel latte e in piccole dosi anche nella carne. Le concentrazioni, però, sono in proporzioni variabili: dipende dalla ricchezza del terreno o dei mangimi utilizzati. Le alghe, invece, sono perfette per chi sceglie un’alimentazione vegetariana ma sono ancora poco utilizzate nella nostra cultura alimentare e più diffuse nel Nord Europa e in Asia. Non bisogna eccedere nel consumo (basta mangiarle una volta alla settimana) per evitare un surplus di iodio e conseguenti problemi alla tiroide.

Dieta salva-tiroide: cibi no «Esistono però alimenti che, assunti in grandi quantità, possono interferire con l’assimilazione dello iodio riducendo la produzione di ormoni tiroidei. Tra questi le crucifere, come i cavolfiori, i broccoli, la soia e gli spinaci». «Si tratta – continua ancora la specialista di cibi con proprietà benefiche che non vanno eliminati dalla dieta».

Listeria, come fare per evitarla. I consigli di Adiconsum

Pubblicato il 29 Ago 2019 alle 6:51am

La listeria, anche detta listeriosi, è una tossinfezione alimentare che prende il nome dal batterio che ne è la causa, il Listeria monocytogenes, per l’appunto.

“I cittadini per attivare le giuste procedure di monitoraggio medico in relazione all’avvenuta esposizione al rischio – ha dichiarato Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale. Purtroppo, nonostante il progresso tecnologico e la buona conoscenza scientifica, il grado di sicurezza dei processi produttivi rimane insufficiente. Probabilmente, la forzata pressione sui prezzi induce a ridurre le misure precauzionali, che richiedono investimenti e maestranze competenti. Dobbiamo ripensare il modello di produzione e consumo alimentare in funzione di una maggiore sicurezza e sostenibilità, privilegiando la qualità della filiera”.

La tecnologia e la scienza possono assisterci nel progettare sistemi di controllo e tracciabilità sempre più efficaci, così come sistemi di allerta anche individuali automatizzati, che consentano al consumatore di tenersi sempre aggiornato in modo mirato e tempestivo: dalle APP per lo smartphone al frigorifero intelligente, che segnalino se siamo stati in contatto con un fattore di rischio accertato dalle Autorità. Si tratta di svilupparle dunque, partendo da un dialogo costruttivo fra produttori e rappresentanza dei consumatori, affinché l’etica e il benessere di tutti siano al centro di ogni scelta.

Dieta mediterranea, riduce il rischio di diabete in gravidanza

Pubblicato il 18 Ago 2019 alle 6:39am

Una nuova ricerca sulla dieta mediterranea, rivela che questo regime alimentare patrimonio dell’umanità, durante la gravidanza può ridurre di un terzo il rischio di sviluppare il diabete gestazionale. Una condizione che colpisce dal 3 al 5% delle donne incinte e che, se non gestito, può avere pericolose ripercussioni su mamme e bambino: dall’aborto spontaneo al rischio di insorgenza di diabete di tipo 2 più avanti nel tempo, a ipertensione, preeclampsia, macrosomia (peso alla nascita elevato con seguenti complicazioni nel parto) o ipoglicemia del neonato. E’ quanto emerge da uno studio pubblicato su Plos Medicine che ha esaminato gli effetti di una dieta mediterranea sulla salute delle donne in attesa e dei loro bebè.

I ricercatori dell’Università Queen Mary, in Gran Bretagna, hanno infatti arruolato 1.250 donne in sovrappeso, obese o con valori elevati di grassi nel sangue, scoprendo che a partire dalla 18esima settimana di gravidanza, la metà delle donne ha seguito una regime dietetico di tipo mediterraneo, ricco di fibre e grassi ‘buoni (acidi grassi insaturi), le altre hanno invece seguito la classica alimentazione consigliata alle future mamme. Al termine della gravidanza, le madri del primo gruppo erano aumentate di peso in media di 1,5 kg in meno rispetto a quelle del secondo gruppo. E soprattutto il loro rischio di sviluppare diabete gestazionale si era ridotto del 35%, ovvero aveva sviluppato diabete il 17,6% delle donne ‘sotto dieta mediterranea’ contro il 24,9% di quelle che avevano seguito un’alimentazione tradizionale.

Il consiglio ora, degli esperti, per le donne in ‘dolce attesa’ è quello di seguire un regime alimentare povero di grassi, zuccheri a rapido assorbimento, molti vegetali, e carne bianca al posto di quella rossa, legumi ecc. Via libera dunque poi a noci, nocciole, mandorle, pesce e ovviamente all’olio di oliva.

Da una sola mucca, produrre 175 milioni di hamburger, ecco come

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 6:37am

Mosa Meat, start-up dell’Università di Maastricht in Olanda, nata dal progetto di ricerca che nel 2013 ha portato il team del professor Mark Post a presentare al pubblico il primo hamburger creato in laboratorio, da coltura cellulare, raccogliendo investimenti per 7,5 milioni di euro e puntando a portare sul mercato i primi prodotti nel 2021, punta a produrre 175 milioni di hamburger dalle cellule di una sola mucca, invece di allevarne e macellarne 440mila. (altro…)

Che cos’è uno smothie?

Pubblicato il 01 Ago 2019 alle 6:24am

Appartenente alla categoria dei frullati e dei centrifugati lo smothie è fonte di molti elementi salutari, come vitamine e proprietà antiossidanti. Solitamente è consumato a colazione e a merenda.

In estate poi, è anche molto refrigerante. Il merito è da attribuire alla presenza di ghiaccio che lo rende fresco e non eccessivamente gelato.

Utilizzato per sostituire un pasto soprattutto quando fa troppo caldo e non si ha tanta voglia di mangiare. A tal proposito per renderlo esaustivamente nutrienti nella sua preparazione possiamo aggiungere latticini, frutta secca, cereali o spezie.

Uno smothie secondo i nutrizionisti rispetta la “regola delle cinque porzioni di frutta e verdura” al giorno e per goderne al massimo dei suoi benefici, meglio consumarlo appena viene preparato.

Da non sottovalutare poi, il suo effetto detox. Per purificarsi da scorie e tossine i migliori smothies sono quelli a base di mele, carote, frutti di bosco, ananas. Ad ogni colore è associato un effetto benefico specifico.

Provateli, preparandoli anche a casa vostra! Non ne farete più a meno!

Colesterolo alto, un aiuto dall’orzo

Pubblicato il 30 Lug 2019 alle 6:49am

Il colesterolo è una molecola fondamentale per il nostro organismo e benessere psicofisico, a patto che i suoi livelli rimangano nella norma, visto che alti livelli di colesterolo possono portare conseguenze di salute anche gravi e a volte fatali con ictus e infarto.

A tal proposito, l’alimentazione gioca un ruolo chiave. Oltre ad una cura farmacologica adeguata, gli esperti consigliano di seguire una dieta mirata, atta ad abbassare il colesterolo. Esistono infatti cibi che, più di altri, ci aiutano a tenere sotto controllo l’ipercolesterolemia.

Studi recenti hanno dimostrato che un alimento in particolare rappresenta un valido aiuto contro il colesterolo cattivo alto, ed è l’orzo. Un cereale ricco di beta glucani, una fibra solubile che riduce l’assorbimento del colesterolo nell’intestino. Basterebbe mangiarne 3 grammi al giorno, ovvero circa 85 grammi di orzo perlato al giorno, per sfruttare al meglio le sue proprietà benefiche.

Uno studio dell’American Journal of Clinical Nutrition ha infatti evidenziato che chi assume nella propria dieta 3 grammi di beta glucani al giorno presenta poi anche una diminuzione media del colestrolo cattivo (LDL) di 9,6 mg per decilitro, corrispondente a circa il 7%. Questo effetto benefico, si osserva soprattutto nelle persone, con livelli di colesterolo elevati o nei malati di diabete. Dato che fa pensare ai beta glucani con altri effetti positivi, non soltanto, sul colesterolo. Nel complesso, i 3 grammi al giorno restano la quantità consigliata. Anche se la si supera con i benefici che restano invariati.

Un altro studio condotto nel 2016 dall’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa aveva stabilito che mangiare alimenti ricchi di beta-glucano idrosolubile, come pasta, pane, biscotti o altri preparati a base di orzo, è in grado di rendere l’organismo più resistente allo stress, all’obesità e ai rischi correlati.

Salumi, quali sono i più leggeri e magri?

Pubblicato il 18 Lug 2019 alle 6:23am

Se volete mangiare bene e leggero, volete gustarvi ogni tanto qualche salume, ecco allora quali dovete scegliere per non sbagliare. Basta informarsi su composizione e apporto calorico. Ve ne elenchiamo 7.

1) Prosciutto crudo Privo di carboidrati e ricco di proteine, il suo apporto energetico è di poco superiore alle 230 calorie/100 grammi. È controindicato per chi ha il colesterolo alto, ottimo per chi segue una dieta dimagrante. Nella versione magra, risulta estremamente digeribile e adatto per chi soffre di gastrite.

2) Bresaola La bresaola, povera di grassi e ricca di proteine, apporto calorico di 151 calorie/100 grammi. Apporto lipidico basso, ottima per le diete dimagranti. Le sue proteine sono ad alto valore biologico, utili per il recupero di energie e l’ottimizzazione della muscolatura. Contiene zinco e fosforo, ed è super ossidante grazie all’alto contenuto di vitamina E.

3) Prosciutto San Daniele Ricco di proteine nobili, fosforo, zinco e potassio, 270 calorie/100 grammi. Grazie alla sua alta digeribilità, se ne consiglia il consumo se si pratica sport. Adatto anche all’alimentazione di bambini e anziani.

4) Cotechino Protagonista assoluto delle tavole dell’ultimo dell’anno, contiene 250 calorie/100 grammi. Preparato per sfruttare le carni meno pregiate del maiale, ha un impasto formato quasi esclusivamente da cotica di maiale e ha le sue origini nel territorio modenese. Cotto è molto gustoso. Può essere consumato con lenticchie, fagioli, pure di patate o altro tipo di verdure.

5) Prosciutto cotto Ottima fonte di proteine, apporta 130 calorie/100 grammi, sconsigliato per chi soffre di intolleranze al lattosio, in quanto contiene anche latte in polvere. E’ ricco di ferro e zinco.

6) Mortadella Conferisce 288 calorie/100 grammi, spesso è raccomandata nelle diete dimagranti onnivore. Da menzionare, la presenza di vitamina B1 e B2.

7) Pancetta di tacchino Ideale per un pranzo veloce, accompagnata da un panino o mangiata anche da sola. Apporta 250 calorie/100 grammi, è uno dei salumi con più gusto e con meno calorie. E’ ricca di proteine ma di basso contenuto di grassi.

Pancia gonfia? Banane, un rimedio naturale

Pubblicato il 15 Lug 2019 alle 9:47am

Il potassio aiuta a sgonfiare la pancia ecco perché è molto importante mangiare banane, frutto per eccellenza che contengono questa preziosissima proprietà benefica.

Più banane nella nostra alimentazione, meno pancia gonfia.

Evitare dunque l’assunzione e il consumo di cibi spazzatura e di gassate che aiutano all’accumulo di gas e scorie nella pancia e nell’intestino.

Bere, almeno, 2 litri di acqua al giorno, moderare o eliminare il consumo di cibi non freschi, l’aggiunta di sale ai piatti e praticare una costante e intensiva attività fisica.

Il nostro corpo presenta una buona quantità di potassio, ma non abbastanza per il riequilibrio del sodio e quindi, è bene aggiungerlo attraverso l’alimentazione?

Come?

Mangiando banane, almeno una al giorno come spuntino di metà mattinata in modo da sfruttarne tutti i benefici per tutto il giorno.

O ancora, altri alimenti ricchi di potassio sono le lenticchie, gli spinaci, gli asparagi, i piselli, la soia, i pomodori e la frutta secca.