alimentazione

Piatti puliti, il nuovo libro di Gwyneth Paltrow

Pubblicato il 15 Gen 2019 alle 6:51am

Alimenti ‘puliti’: zuppe, lattuga rossa e verde, riso nero, carne bianca, mango, avocado, cetrioli, semi di chia, cioccolato vegano e aquafaba, ovvero l’acqua di cottura dei legumi ritenuta l’ingrediente vegano per eccellenza. E ancora cavolfiore, patate, piselli, menta, cumino, lime e sale kosher. Sono solo alcuni degli alimenti base usati da Gwyneth Paltrow per cucinare i suoi piatti puliti, come li definisce lei stessa, che fanno un gran bene alla nostra pelle, salute, sgonfiano e prevengono diversi disturbi fisici. I cibi che si contrappongono agli alimenti ‘tossici’, come merende e menù industriali, zucchero, glutine, latticini, carne rossa, soia, arachidi, melanzane, alcol e caffeina, che attaccano le pareti intestinali, favoriscono le allergie e le intolleranze, le reazioni infiammatorie e la cattiva digestione. Fra i cibi incriminati anche la mozzarella e la pasta, cibi per eccellenza italiani, ai quali si dovrebbe dire addio per evitare il patatrac intestinale.

“Ci vorrà qualche giorno per abituarsi all’assenza di questi cibi così consolatori ma rimuovendoli nel giro di ventuno giorni, questo il periodo soglia, vi sentirete più forti, con una pelle luminosa e non più gonfi. Deciderete poi se reintrodurre gli alimenti preferiti oppure proseguire con una alimentazione pulita. Vi garantisco che una volta intrapresa questa strada sarà facile proseguirla, – dice l’attrice americana nel nuovo libro di ricette, appena uscito negli Stati Uniti.

Giunta al suo terzo libro, la star questa volta pare voglia giustificarsi agli occhi dei detrattori che attaccano le sue (arbitrarie, l’accusano) lezioni salutistiche che le portano qualche grattacapo (l’ultimo, in ordine cronologico, in Inghilterra dove i suoi integratori per la gravidanza sono stati molto criticati dal mondo accademico). Nell’introduzione di ‘The clean plate’ (questo il titolo del nuovo testo che non sottintende ‘fate la scarpetta’ ma include ricette da lei ‘ripulite’ dagli ingredienti tossici), l’attrice si sente di precisare che la sua non è una vita di privazioni alimentari come in molti si aspettano. “Quando intendo ‘pulito’, – sottolinea Paltrow, – in molti pensano che io mi nutra di cibi come cavolo, latte d’avena, polvere di alghe ed erba di grano e chissà cos’altro che in realtà non ho mai mangiato. Seguo invece una ‘pulizia’ una volta all’anno anche se non mi piace punire il mio corpo con hamburger e whiskey il resto del tempo. Mangiare pulito come principio di base da seguire anche solo in periodi limitati è una scelta morale che non deve essere considerata una forma di punizione”.

Sebbene fra gli strumenti essenziali in cucina l’attrice includa accessori da centinaia di dollari, la maggior parte delle ricette sembra fattibile. Alcune sono etichettate come ‘veloci’ perché si preparano in meno di 30 minuti. Naturalmente ci sono menù per i vegani e gli intolleranti al glutine. “La vita è disordinata, tutti ci destreggiamo in troppe cose a cui non possiamo rinunciare ma sento sempre di più i miei amici ripetere il ritornello ‘non mi sento…in ottima forma’ – scrive nelle prime pagine di ‘The clean plate’ Gwyneth Paltrow che promette nuove energie a chi sposa la sua filosofia ‘pulita’ in cucina. Alle nuove ricette scritte di suo pugno segue la seconda parte del volume che include consigli sullo stile di vita e la prevenzione delle malattie ma, questa volta, a firma di medici e nutrizionisti.

Anemia da carenza di vitamine: sintomi e rimedi naturali

Pubblicato il 13 Gen 2019 alle 6:00am

Tra le cause dell’anemia, senza ombra di dubbio, c’è certamente una carenza di vitamine e di acido folico. Un’assunzione non abbastanza di alcune sostanze che possono provocare anche gravi danni all’organismo.

Una carenza di vitamine emoattive che può causare una drastica riduzione nella produzione di globuli rossi.

Acido folico e vitamina B12 sono tra le principali sostanze necessarie a favorire la produzione di globuli rossi e il trasporto di ossigeno dai polmoni verso tutti gli altri organi dell’organismo.

L’anemia per carenze di vitamine include inoltre, tra le altre cose, anche una carenza di vitamina C, in quanto in grado di ridurre l’assorbimento del ferro nel corpo umano.

Quali sono allora i principali sintomi di questa forma anemica?

I sintomi più comuni: astenia, vertigini, fiato corto e battiti cardiaci irregolari.

Solitamente il colorito appare spento e giallastro, si avverte un intorpidimento di mani e piedi, debolezza muscolare e confusione mentale. Le persone soffrono di questa anemia subendo una forte perdita di peso e un cambiamento di personalità.

Questa patologia si sviluppa nel corso di mesi e anni, a causa di cattiva alimentazione, patologie varie e stili di vita errati, che causano una mancanza di folato, vitamina B9, che viene causata anche da malattie come nel caso della celiachia.

Poi, altro fattore scatenante è certamente l’alcol, che può portare ad una carenza di questa preziosa sostanza, interferendo sul suo assorbimento. Mangiare molta frutta e verdura, anche cruda ma ben lavata può fare certamente la differenza.

Scegliere cibi adatti, ricchi di folati, come nel caso di verdure a foglia verde, cereali, pasta, riso e pane, frutta e succhi di verdura e frutta, uova, formaggi, yogurt, latte, proteine e crostacei per assumere tanta vitamina B12, broccoli, spinaci, fragole, kiwi, agrumi e peperoni per ricevere il giusto apporto di vitamina C e innalzare anche le difese immunitarie, può essere la soluzione ideale per fronteggiare e prevenire questa forma di anemia da ridotto apporto di vitamine e folati.

Come smaltire le abbuffate: il digiuno non serve, ecco perché

Pubblicato il 29 Dic 2018 alle 7:41am

Niente digiuno prima o dopo le abbuffate e durante le feste natalizie. Digiunare non solo non fa dimagrire ma può essere anche pericoloso per la salute, parola di esperti.

Lo spiega infatti Marco Silano, direttore dell’Unità operativa Alimentazione, Nutrizione e Salute dell’Istituto superiore di sanità, che consiglia quali accorgimenti prendere per non ritrovarsi con qualche chilo in più sulla bilancia, dopo le festività natalizie e di Capodanno, ma anche per non incorrere in brutte sorprese, a partire da intossicazioni alimentari.

«Digiunare in previsione di un’abbuffata o dopo un’abbuffata è un comportamento che non solo non serve a nulla, ma è anche dannoso perché peggiora ulteriormente l’assetto ormonale, in particolar modo dell’insulina, e ci fa venire più fame rispetto a quella indotta nel tempo quando si fanno pasti regolari. Per cui – ribadisce Silano – niente digiuno sotto le feste, ma non solo. In generale astenersi completamente dal cibo non è una strategia per perdere peso, e anche quei digiuni per uno, 3 o più giorni, fino a 7, e in diversi cicli, pubblicizzati tanto da diventare quasi una moda, non sono una dieta dimagrante, ma servono a resettare l’assetto ormonale dell’organismo e farci ripartire».

Quanto alla loro efficacia, Silano afferma: «Le evidenze scientifiche su effetti benefici sulla salute, soprattutto a lungo termine, dei digiuni prolungati, non sono così particolarmente forti e condivise. Ma qualora si volesse comunque fare un digiuno a fini salutistici, non dimagranti, è necessario e obbligatorio – ammonisce – rivolgersi prima al proprio medico per verificare che non ci siano condizioni di rischio per la salute».

Il consiglio è dunque quello di mangiare con moderazione, e di tornare alla normalità un po’ alla volta. Mangiando cose salutari e leggere. Molta frutta e verdure, bevendo tanta acqua e tisane per depurarsi, riprendere a camminare, a correre a fare attività fisica, o per chi non l’ha mai fatta a cominciare a farla.

Crampi al polpaccio, come prevenirli

Pubblicato il 27 Dic 2018 alle 7:44am

Un crampo è uno spasmo involontario della muscolatura, che sorge improvvisamente e si manifesta con un dolore molto acuto simile a una fitta. Può colpire gli arti inferiori, interessando cosce, piedi e, appunto, polpacci. Il crampo al polpaccio è probabilmente la tipologia di evento più comune. Soprattutto di notte o durante l’attività fisica.

Cause dei crampi Le cause dei crampi muscolari possono essere diverse tipo, a volte si presentano addirittura in concomitanza. Tra i fattori scatenanti ci sono troppa attività fisica, senza riscaldamento e perdita di sali minerali (soprattutto potassio e magnesio) oltre a problemi circolatori.

I crampi si presentano perché il muscolo si riempie di acido lattico, l’ossigeno diventa insufficiente e non vengono ricevuti i sali minerali indispensabili in quanto le fibre muscolari possano distendersi. La muscolatura resta, quindi, contratta e si verifica la classica fitta localizzata nell’area del muscolo interessato.

Crampi al polpaccio di notte o al risveglio Accade molto di frequente, soprattutto in alcuni periodi della vita. E può colpire sia donne che uomini, di differenti fasce d’età. Il crampo al polpaccio notturno o “del risveglio” si manifesta con un dolore così forte da essere in grado, appunto, di interrompere il sonno.

Le cause del crampo notturno possono essere imprecisate, causate dalla carenza di sali minerali e posizioni particolari assunte durante il sonno.

Il crampo notturno al polpaccio non è pericoloso ma può presentarsi molto doloroso. Passa dopo alcuni minuti di massaggio alla zona interessata.

In alcuni casi in cui il crampo al polpaccio che si verifica di notte può essere uno dei sintomi di altre patologie. Per esempio, del diabete o di un’arteriopatia.

Come far passare i crampi al polpaccio Il crampo al polpaccio va trattato tempestivamente, soprattutto per ridurre velocemente la condizione di dolore acuto. E’ necessario aiutare le fibre muscolari contratte a distendersi. La prima cosa da fare è mettersi in posizione seduta, stendere la gamba e tirare la punta del piede verso di sé stessi.

Se non ci si riesce a mettersi seduti, in quanto il crampo coglie di notte e il dolore rende impossibile il movimento, si può “tirare” la punta del piede verso di sé, sempre stendendo l’arto interessato, aiutandosi con il lembo del lenzuolo.

Crampo al polpaccio: cosa mangiare Anche la dieta ha un ruolo chiave riguardo alla prevenzione dei crampi muscolari. Basta pensare al ruolo che la carenza di alcuni minerali o uno stato di disidratazione possono avere in tal senso. La prima regola essenziale per prevenirli è quella, soprattutto durante la stagione estiva o comunque quando aumenta la sudorazione o la perdita di liquidi (attività fisica, menopausa, ciclo mestruale, febbre), è assicurarsi sempre la giusta idratazione.

Quest’ultima si ottiene bevendo spesso acqua a piccoli sorsi per tutto l’arco della giornata. Bevande che contengono sali minerali.

Poi mangiando molta frutta e verdura e bevendo almeno 2 litri di acqua al giorno.

Molto ricchi di potassio e magnesio sono: banane, pesche, mango, papaya, albicocche, limoni, pomodori, lattuga. Inoltre, è importante fare incetta anche di cereali integrali e legumi. Questo perché il crampo si può prevenire con la giusta dose di carboidrati complessi.

Non da ultimo, si consiglia di non eliminare del tutto il sale dall’alimentazione. Soprattutto in alcuni periodi dell’anno, ne basta la giusta quantità quotidiana.

Influenza, cosa mangiare

Pubblicato il 26 Dic 2018 alle 7:00am

Aumentare le calorie consumate, iniziando la mattina con latte, miele o marmellata e poi mangiando a pranzo zuppe, verdure, legumi e frutta, serve a rinforzare le difese immunitarie, con l’apporto giusto di vitamine. Ad affermarlo è la Coldiretti che consiglia una dieta antivirus a causa dell’arrivo dell’influenza che ha già messo a letto più di un milione di italiani, secondo l’ultimo rapporto Influnet 2018.

I più colpiti – spiega Coldiretti – sono bambini sotto i cinque anni con un’incidenza di 8,7 casi ogni mille, mentre le regioni dove il virus sta arrivando con forza sono Campania, Calabria e Sicilia e la provincia autonoma di Trento. Negli ultimi 15 anni – sottolinea ancora la Coldiretti – le stagioni con il maggior numero di malati sono state quelle del 2017-2018, del 2004-2005 e del 2010-2011, mentre adesso la tendenza è in crescita ma non siamo ancora al picco massimo dell’influenza.

Per combattere l’epidemia oltre alle normali regole di igiene e ai farmaci in caso di necessità, anche la tavola gioca un ruolo di tutto rispetto: oltre a frutta, verdura ricca di antiossidanti, sono necessari anche latte, uova e alimenti ricchi di elementi probiotici come yogurt e formaggi, il parmigiano e, per alcuni esperti, anche miele e aglio, efficaci per la gola.

Tra le verdure di stagione, primeggiano soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per la valenza antibatterica non indifferente) perché danno il giusto apporto di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiutare per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. Nella dieta – prosegue ancora la Coldiretti – non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorandone anche le funzionalità intestinali. Per la frutta, di grande importanza per il grande contenuto di vitamina C, è il consumo di frutta di stagione come kiwi, clementine e arance rigorosamente italiane per evitare che i trasporti ne riducano il contenuto vitaminico.

L’assunzione di proteine anch’essa necessaria, deve però, essere compresa tra 0,8- 1,3 grammi di proteine per chilo di peso corporeo, per cui – conclude la Coldiretti – una corretta dose di carne nella dieta non può fare certamente male.

Artrite psoriasica: che cos’è?

Pubblicato il 12 Dic 2018 alle 6:45am

L’artrite psoriasica è una variante molto complessa dell’artrite cronica, legata però alla psoriasi. Si tratta di una patologia infiammatoria, che può essere curata tramite i farmaci mirati e con un’alimentazione personalizzata. (altro…)

La quantità giusta di patatine da mangiare? Solo sei a porzione

Pubblicato il 07 Dic 2018 alle 1:42pm

La quantità ideale di patatine fritte da mangiare come contorno per non essere certi che non facciano male è di sei appena. Il resto andrebbe infatti sostituito con una bella insalata.

Questo il consiglio dato dal New York Times, da parte del nutrizionista dell’università di Harvard, e ha suscitato non poca indignazione in rete in un paese in cui invece i consumi sono ben oltre ogni aspettativa.

“Le patatine fritte sono una ‘bomba di amido – dice l’esperto Eric Rimm -, che si trasforma in zucchero velocemente nel sangue. Penso sarebbe meglio che il piatto principale arrivasse con un’insalata e sei patatine”.

Una porzione media di patatine servita negli Usa, insiste ancora Rimm, ha le stesse calorie di due o tre lattine di una bibita gassata. L’esternazione non è piaciuta però agli americani, che di patatine ne mangiano tantissime sin da bambini. Infatti su Twitter hanno espresso la loro rabbia, dicendo che sei patatine siano la quantità che si mangia in un solo boccone o che il professore vuole ‘togliere le gioie della vita’, solo per citarne alcune.

Inoltre, sulla pericolosità delle patatine sulla propria la salute ci sono anche molte prove e molti studi. L’ultimo pubblicato dall’ American Journal of Clinical Nutritionrecentemente che ha dimostrato come chi ne mangia due o tre volte a settimana ha un rischio maggiore di morire.

Calazio: che cos’è, come si previene e si cura

Pubblicato il 06 Dic 2018 alle 6:09am

Il calazio è una patologia che colpisce la palpebra, nella parte interna o esterna. Si tratta di un disturbo particolarmente fastidioso che può causare diverse complicazioni e che tuttavia può essere risolto partendo da una buona e corretta alimentazione. (altro…)

L’importanza degli antossidanti nella dieta giornaliera, per vivere più a lungo

Pubblicato il 30 Nov 2018 alle 4:44am

Il processo di invecchiamento e le malattie che ne derivano sono frutto del danno ossidativo. A una carenza di nutrienti antiossidanti sono associate molto spesso molte delle patologie di questo secolo: tumori, Alzheimer, malattie cardiovascolari, cataratta diabete, ipertensione, infertilità, malattie mentali, infezioni delle vie respiratorie, artrite reumatoide, ecc. (altro…)

Cosa mangiare quando si ha il raffreddore

Pubblicato il 27 Nov 2018 alle 6:03am

Durante il raffreddore ci sono degli alimenti che sarebbe bene evitare per non peggiorare ulteriormente la situazione. Fra questi troviamo appunto i latticini, che non vanno consumati in caso di tosse e catarro.

Il motivo? Il latte, ma soprattutto lo yogurt, la panna, i formaggi e il burro, incrementano la formazione del muco, di acido che irritano ancora di più le vie respiratorie. Per guarire dunque in fretta è meglio eliminate dalla dieta questi cibi, consumandoli solamente quando si starete meglio.

Linda Page, esperta che ha pubblicato il libro Diets for Healthy Living, il latte non solo aumenta il catarro, ma provoca anche la sua stagnazione, contribuendo ad una durata maggiore dei sintomi.

Ma c’è di più. Non solo i latticini vanno evitati. Gli studiosi consigliano anche le bibite gassate e i dolciumi industriali, particolarmente ricchi di zucchero. Se consumati in grande quantità indeboliscono il sistema immunitario e rendono difficile la digestione.

Meglio sostituirli dunque con frutta secca: mandorle, noci e noccioline, ma anche uvetta, datteri e fichi.

Evitate pure di mangiare la carne, sostituendola con legumi, frutta e verdura. I grassi animali infatti ostacolano la naturale capacità dell’organismo di eliminare i germi che provocano il raffreddore e l’influenza. No anche a fritti, cibi speziati o troppo salati che causano disidratazione e provocano problemi di digestione, irritando l’intestino. Oltre al latte, sono da evitare, anche caffè e alcolici, in quanto indeboliscono le difese immunitarie.

E per recuperare al meglio, largo spazio a bevande vegetali, spremute fatte in casa per fare il pieno di vitamina C e sali minerali.

Largo spazio a verdure a foglia larga, come spinaci, broccoli, cavoli, centrifugati a base di ortaggi e frutta, a frutti di bosco, all’ananas e al mango. Non dimenticare infine i medicinali naturali come il brodo di verdura e pollo, le tisane a base di zenzero, cannella e curcuma, o menta, salvia, rosmarino, e le zuppe.