Cina

Vaccino Covid, Cina annuncia: “Pronte 600 milioni di dosi entro fine anno”

Pubblicato il 23 Ott 2020 alle 6:00am

La Sinopharm, è una società cinese che è al lavoro su due vaccini anti Covid-19, per la produzione di massa. Il presidente Liu Jingzhen, secondo la tv statale in lingua inglese Cgtn, ha annunciato cje questa casa farmaceutica «è pronta a cominciare la produzione su larga scala di vaccini per assicurare scorte sufficienti e sicure». La Cina conta di produrre 610 milioni di dosi di vaccini entro la fine dell’anno, a confermarlo Zheng Zhongwei, a capo della task force di sviluppo dei vaccini anti Covid-19, aggiungendo anche che la produzione salirà nel 2021 per soddisfare la domanda sia interna che globale.

La Cina vanta 13 vaccini contro il Covid-19 in fase clinica di cui 4 giunti in fase 3, quella finale: le dosi somministrate finora hanno interessato 60.000 persone che non hanno segnalato effetti collaterali gravi. È quanto ha riferito Tian Baoguo, vicedirettore del ministero della Scienza e della Tecnologia, nel corso di una conferenza stampa tenuta a Pechino. Tian, secondo i media locali, ha poi aggiunto che tutti i candidati vaccini si sono dimostrati essere al momento anche sicuri.

Coronavirus creato in laboratorio a Wuhan: la denuncia arriva da una virologa cinese

Pubblicato il 16 Set 2020 alle 6:00am

“Il Coronavirus è stato creato dall’uomo in un laboratorio a Wuhan”. A dirlo è Li-Meng Yan, virologa cinese, dipendente della Hong Kong School of Public Health, durante una puntata di Loose Women, un talk show britannico molto seguito, trasmesso dal canale Itv. (altro…)

Coronavirus, Cina approva il primo vaccino, già in fase 3

Pubblicato il 18 Ago 2020 alle 6:00am

La Cina ha dato il via libera a un possibile vaccino anti Covid-19: l’Ad5-nCoV, sviluppato da CanSino Biologics con l’Istituto di biotecnologia dell’Accademia delle scienze mediche militari.

La China National Intellectual Property Administration, citata dal network statale Cctv, dice che dopo l’approvazione, ricevuta l’11 agosto scorso ma resa nota solo in questi giorni, «l’ulteriore conferma dell’efficacia e sicurezza» del prodotto messo a punto, è un passaggio formale per l’eventuale attivazione. È la seconda registrazione ufficiale di un vaccino anti Covid-19 dopo quello russo che ha sollevato nei giorni scorsi qualche perplessità (essendo stato registrato solo dopo la Fase 2).

Il vaccino cinese era in Fase 3 (quella che valuta l’efficacia su migliaia di persone). Utilizza un adenovirus del comune raffreddore (Adenovirus tipo 5, Ad5-nCoV) per introdurre l’informazione genetica del nuovo coronavirus nelle cellule umane, con istruzioni per produrre solo alcune delle sue proteine e generare così, anche una risposta immunitaria senza il rischio di soffrire di patologia. È stato sviluppato in collaborazione con l’Accademia militare delle scienze a seguito di un vaccino contro il virus Ebola che è stato concesso in licenza provvisoria nel 2017.

Peste bubbonica, mangiano carne di marmotta, persone in quarantena in Cina

Pubblicato il 09 Lug 2020 alle 6:00am

Nuovo allarme mette in agitazione la Cina. Decine di persone sono state messe in quarantena dopo che nel Paese sono stati confermati casi di peste bubbonica. L’Oms – l’Organizzazione mondiale della sanità – ha dichiarato che sta monitorando la situazione dopo essere stata informata dalle autorità di Pechino.

Ma cosa è successo? Nei giorni scorsi, un pastore nella regione della Mongolia interna settentrionale è risultato infetto, mentre la settimana precedente altri due casi erano stati confermati nella provincia di Khov. La notizia è stata riportata dall’agenzia di stampa cinese Xinhua che ha sottolineato che si tratterebbe di due fratelli che hanno contratto la peste bubbonica dopo aver mangiato carne di marmotta cruda.

L’area interessata dal virus è il confine tra Russia e Mongolia, e tra Mongolia e Cina. Le autorità dei tre Paesi hanno diramato il divieto alla popolazione di mangiare o cacciare le marmotte, ritenute possibili serbatoi del virus.

Photo Credit OggiNotizie.it

Riduzione delle emissioni inquinanti: unico lato positivo del Coronavirus?

Pubblicato il 25 Mar 2020 alle 7:12am

Quale è l’effetto collaterale che questo virus sta apportando al nostro Pianeta oltre che quello alle nostre vite?

Qualcosa sembra essere cambiato. Forse nel gran caos generato da questa pandemia riusciamo a scorgere un piccolo lato positivo: l’abbassamento dell’emissione di CO2 nell’atmosfera dando così un po’ di respiro all’ambiente. Le restrizioni adottate a discapito dell’uomo sembrano giovare al nostro Pianeta.

Primi risultati li abbiamo visti in Cina, focolaio iniziale del coronavirus, dove sono state adottate per prime le misure restrittive, le emissioni sono calate di almeno 200 milioni di tonnellate tagliando così di un quarto le emissioni rispetto allo stesso periodo nello scorso anno. Nel 2019 la Cina ha rilasciato circa 800 milioni di tonnellate di CO2 come apprendiamo da un analisi fatta dal “Centre for Research on Energy and Clean Air” (Crea), in Finlandia, e pubblicata sul sito web Carbon Brief.org.

Questo perché le misure adottate hanno fatto calare sensibilmente le attività industriali, tra il 15% e 40% riducendo così la produzione di energia di carbone, il traffico stradale, facendo diminuire drasticamente il diossido di azoto gas inquinante e il trasporto aereo, “responsabili del 17% delle emissioni totali di CO2” così come analizzato dal Crea.

In Italia stiamo vivendo qualcosa di simile. L’Agenzia Spaziale Europea ci dice che le emissioni di biossido di azoto sono calate sensibilmente soprattutto nel nord Italia dove questa pandemia sta facendo più vittime. La minore emissione di sostanze inquinanti e di CO2 è dovuta principalmente dalla chiusura delle scuole e quindi dei riscaldamenti, delle aziende, e dalla riduzione traffico aereo e veicolare portando così a un totale di ben 428.000 tonnellate in meno solo per le regioni della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Numero in crescita visto le restrizioni adottate in tutto il paese. Tutto questo sembra essere l’unica nota positiva a cui guardare in questi giorni così difficili per la nostra Nazione, le acque dei nostri fiumi e dei nostri mari sembrano più limpide, lo abbiamo visto a Venezia che in assenza di scarichi dovuto all’inquinamento non vedeva un acqua così trasparente da decine di anni. Quasi come se la Terra se ne stesse approfittando per prendere un po’ di respiro. Ma realmente è così?

Molti analisti sembrano sostenere il contrario, Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha avvertito che anche se ci sono dati evidenti del calo delle emissioni gas serra temporaneo, questo non risolve il problema anzi lo peggiora. La pandemia e il consumo di energie che ne comporta da ogni settore, potrebbe distrarci dal problema ancora evidente del cambiamento climatico e così addirittura, come sostiene l’analista del Crea Lauri Myllyvirt, annullarsi quando l’emergenza sarà passata se non aumentare per la reazione di ripresa dalla crisi economica e la concentrazione delle risorse destinate per l’ambiente al lavoro di ricostruzione del Paese.

La soluzione appresa in questi giorni, secondo gli esperti, è che lo “smart working” ovvero il lavoro da casa potrebbe essere un modello da seguire, visto che si andrebbero ad abbattere sensibilmente le emissioni di CO2 senza dover prendere le auto o i mezzi di trasporto. Una cosa è certa, lato positivo o meno, tutto questo deve servici da insegnamento che se prese le misure politiche adeguate, cambiando il nostro comportamento in maniera radicale, qualcosa per il nostro Pianeta può essere realmente fatto. Se abbiamo apportato misure drastiche per la sopravvivenza dell’uomo perché non farlo per l’ambiente in cui noi stessi viviamo?

di Francesca Curri

Coronavirus, crolla il mercato degli smartphone, Huawei perde il suo terzo posto

Pubblicato il 24 Mar 2020 alle 7:17am

Anche il mercato degli smartphone deve fare i conti con il coronavirus. Secondo Strategy Analytics, infatti, le vendite globali nel febbraio 2020 sono scese del 38% rispetto all’anno passato, e del 39% rispetto al mese precedente. “E’ il più grande calo di sempre nella storia degli smartphone”.

La società di analisi afferma che il calo può essere imputato sia alle interruzioni della catena di fornitura, con le principali fabbriche temporaneamente chiuse in Cina, sia alla significativa diminuzione della domanda dei consumatori, che decidono di spendere il loro denaro per generi di prima necessità come generi alimentari, medicinali e altre forniture vitali.

Samsung è in cima alla classifica delle spedizioni e delle vendite, seguita da Apple, Xiaomi, Huawei, Oppo e Vivo. In particolare, Xiaomi è al terzo posto nella classifica, superando anche Huawei, che dopo il bando di Trump era già in difficoltà. Le vendite scendono a 5,5 milioni di unità e l’azienda di Shenzhen cede il terzo posto a Xiaomi. Al primo e secondo restano Samsung e Apple, pure loro in calo.

Cina verso il bando di carne di cane, gatto e animali selvatici

Pubblicato il 28 Feb 2020 alle 4:26pm

Cani e gatti non finiranno più nei piatti del popolo cinese. Una buona notizia per tutti gli animalisti e non solo. La Cina decide infatti, dopo il diffondersi del coronavirus, di rivedere la sua alimentazione.

La proposta arriva dalla città di Shenzen che vieta anche il consumo di animali selvatici, pipistrelli e serpenti, proponendo il consumo di nove carni autorizzate, tra cui maiale, pollo, manzo e coniglio oltre a pesce e frutti di mare.

Nei giorni scorsi la Cina aveva approvato la bozza di legge “ampia” che include il bando immediato del consumo di carne di animali selvatici, insieme alla stretta sul commercio illegale a tutela di vita e salute delle persone dopo il diffondersi del coronavirus.

Coronavirus chi è a rischio: indice mortalità per età, sesso e stato di salute. Il rapporto Chinese Centre for Disease Control and Prevention

Pubblicato il 25 Feb 2020 alle 12:57pm

Il Chinese Centre for Disease Control and Prevention ha diffuso una tabella dell’indice di mortalità del covid-19 in base ad età, sesso e condizioni di salute pregresse.

Il numero di decessi per Coronavirus nel Nord Italia è salito a sette, mentre sono stati scoperti nuovi contagiati a Firenze e Palermo.

Il tasso di mortalità di Coronavirus , come conferma il report del Chinese Centre for Disease Control and Prevention, pubblicato sul Chinese Journal of Epidemiology, è del 2-3%.

Gli esperti sostengono che vi sia un indice di mortalità del Coronavirus pari a zero nella fascia di età compresa tra 0-9 anni, il cui tend, salga poi con l’avanzare dell’età, un po’ come avviene per l’influenza stagionale. Con sintomi che in linea di massima si assomigliano anche.

Il problema che evidenziano gli scienziati è che per il covid-19 il nostro organismo non è dotato di anticorpi e al momento non è ancora disponibile un vaccino per prevenirlo e proteggere le fasce più deboli della popolazione. Il suo contagio avviene, pertanto, in maniera molto rapida. Un’azienda americana, ad aprile prossimo, avvierà i primi test clinici su persone sane.

Lo studio in questione, è stato incentrato su l’esame di oltre 70mila casi, e stima che l’indice di mortalità tenda a salire dallo 0,2% per persone di 10 – 39 anni fino ad arrivare al 14% negli over 80.

Gli uomini sono più a rischio delle donne (2,8% contro 1,7%) In Cina l’89,9% delle infezioni è di natura lieve mentre i casi critici, caratterizzati di crisi respiratoria o insufficienza multiorgano, è del 4,7%.

ETA’ INDICE DI MORTALITA’

80+ anni 14,8% 70-79 anni 8% 60-69 anni 3,6% 50-59 anni 1,3% 40-49 anni 0,4% 30-39 anni 0,2% 20-29 anni 0,2% 10-19 anni 0,2% 0-9 anni anni Nessun decesso

Persone a rischio

Il problema sorge quando in caso di contagio da Coronavirus all’età si sommano anche altre malattie preesitenti. Il tasso di mortalità è del 10,5% per chi soffre di malattie cardiovascolari e tende a scendere rispettivamente al 7,3% e 6,3% nei soggetti affetti da diabete o disturbi cronici respiratori. Per i malati di cancro il tasso di mortalità è del 6%. Per chi è invece sano al momento del contagio ed è in perfetta salute il tasso è dello 0.9%.

CONDIZIONI PREESISTENTI INDICE DI MORTALITA’

Malattie cardiovascolari 10,5% Diabete 7,3% Disturbi respiratori cronici 6,3% Ipertensione 6% Cancro 5,6% Nessun disturbo 0.9%

Cina, donna positiva al coronavirus dà alla luce una bambina

Pubblicato il 04 Feb 2020 alle 7:14am

Una bimba e’ nata il 30 gennaio in un ospedale in Cina da una donna incinta infettata dal nuovo coronavirus. Mamma e bimba sono in condizioni stabili, e la piccola non è risultata positiva al virus. (altro…)

In 16 anni i virus più pericolosi in grado di colpire l’uomo

Pubblicato il 25 Gen 2020 alle 6:01am

In sedici anni sono cinque i virus che hanno fatto il “salto di specie”, passando dalla specie animale a quella umana. E poi da uomo a uomo. Di questi virus, tre appartengono alla famiglia dei coronavirus, la stessa da cui viene identificato il virus “2019-nCoV”, che ha cominciato a diffondersi in Cina a Wuhan. Secondo gli esperti, infatti, ciò sarebbe da attribuire a “fenomeni legati anche ai cambiamenti dell’ecosistema”.

Risalirebbe al 2003 la mutazione del virus della Sars (Severe Acute Respiratory Syndrome), che era stato trasmesso dai pipistrelli agli zibetti e poi all’uomo. Sei anni dopo, nel 2009, è stata la volta del virus dell’influenza A H1N1 trasmesso dagli uccelli ai suini e da questi all’uomo: un vero e proprio collage con elementi di tre specie che ha generato il quarto virus pandemico dopo quello della Spagnola del 1918, quello dell’Asiatica del 1957 e quello della Hong Kong del 1968.

Nel 2012 era stata la volta della Mers (Middle East Respiratory Syndrome), un altro coronavirus che dai pipistrelli viene trasmesso ai cammelli e poi all’uomo. Nel 2014 si è parlato invece del virus della febbre emorragica di Ebola indicato con la sigla 2019-nCoV, passando dai pipistrelli ad un serbatoio animale ancora non chiaramente identificato e che da lì sarebbe conseguentemente mutato in modo da adattarsi all’organismo umano.

Nel frattempo l’aumento dei casi di polmonite legata a coronavirus ha portato la Cina a intensificare il monitoraggio, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive respiratorie. La città di Wuhan, dove è stato identificato il primo caso di nuova infezione da coronavirus (2019-nCoV), ha confermato un terzo decesso il 18 gennaio. Secondo una nota diffusa alle prime ore di ieri delle autorità sanitarie locali, negli ultimi due giorni sono stati segnalati nuovi casi, pari a 136. Tra i nuovi pazienti infetti a Wuhan, 66 sono maschi e 70 femmine, con un’età compresa tra i 25 e gli 89 anni, di cui 36 in condizioni gravi o critiche o deceduti.

Questi pazienti prima del 18 gennaio hanno mostrato sintomi come febbre, tosse, fastidio al torace o dispnea. Le autorità sanitarie locali hanno dichiarato che sono stati segnalati tre nuovi casi di polmonite legati al coronavirus, due a Pechino e uno a Shenzhen. Si tratta della prima volta che il virus e’ stato identificato in Cina al di fuori di Wuhan. Tutti e tre i pazienti si erano recati a Wuhan di recente.

“Consultate il medico e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio. Valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari”. Questi i consigli che arrivano per i viaggiatori diretti alla città cinese di Wuhan, da parte del ministero della Salute italiano negli aeroporti.