consumo

Miele e aglio insieme, perché fanno bene alla salute

Pubblicato il 12 Ott 2019 alle 6:12am

Secondo un recente studio scientifico, condotto dall’università di Copenaghen, l’aglio è un antibiotico naturale per eccellenza. Aiuta a ridurre infiammazioni e infezioni di vario tipo in più parti del corpo umano. Mangiarlo anche se non piacevole e digeribile per tutti può essere una valida soluzione. (altro…)

Succhi di frutta, ecco quanti se ne consumano in Italia

Pubblicato il 04 Set 2019 alle 6:37am

I succhi di frutta sono sempre più scelti e consumati facendo registrare un aumento di preferenza soprattutto tra i più piccoli nel periodo estivo. La bevanda ogni anno viene consumata per 765 milioni di litri, in tutto il mondo, facendo registrare anche una media di circa 13 a testa, con un giro d’affari complessivo che nel 2018 ha fatto un fatturato di 683 milioni. A rilevarlo il nuovo numero della rivista mensile “Il Salvagente”, in edicola a settembre con il titolo di copertina “Ma che frutta beviamo?”.

Il periodico, che motiva il business associandolo ai valori che si legano alla frutta, ha condotto uno studio sulla qualità dei succhi portando in laboratorio dieci succhi di pera, gusto tra i più consumati nel nostro Paese, tra le marche più diffuse sugli scaffali dei supermercati.

L’indagine ha riguardato la presenza di elementi potenzialmente dannosi per l’organismo, pesticidi e sostanze chimiche in primis, ma anche la contaminazione di tossine (come la patulina) e la quantità di zucchero. Dai risultati ottenuti non sono emersi dati particolarmente allarmanti visto che quasi tutti i succhi di pera analizzati hanno evidenziato tracce di zuccheri e dei fitofarmaci captano, boscalid e dodina, ma in quantità – spiega una nota – che non devono destare preoccupazione. Anche la tossina patulina, presente in sei campioni su dieci e nelle quantità rilevate non è da ritenersi un pericolo per la salute.

Il nesso tra uova e colesterolo

Pubblicato il 16 Mar 2019 alle 1:10pm

Secondo un recente studio è meglio mangiare poche uova a settiman, in quanto con circa 300 milligrammi di colesterolo al giorno aumentano il rischio cardiovascolare (+17%) e di morte (+18%). Secondo quanto riferito su JAMA mangiare 3-4 uova a settimana aumenta il rischio cardiovascolare dell’8% e il rischio di morte per ogni causa del 6%. Si tratterebbe di uno studio basato sull’osservazione di quasi 30.000 adulti il cui stato di salute e la cui dieta sono stati monitorati per un lasso di tempo di 31 anni.

La ricerca, condotta da Norrina Allen della Northwestern University, sostiene che un uovo di medie dimensioni che pesa 61 grammi, togliendo il guscio arriva a pesare circa 53 grammi, e pertanto, considerando che ci sono 371 milligrammi di colesterolo in media in 100 grammi di uova, significa che mediamente consumando due uova si possono assumere circa 371 mg di colesterolo. Eppure, più di un anno fa scienziati australiani in un trial clinico sull’American Journal of Clinical Nutrition avevano affermato che mangiando 12 uova a settimana per un anno non aumentava il rischio cardiovascolare.

Il nuovo studio getta ora seri dubbi sul consumo delle uova, o meglio ancora, sul numero esatto che si dovrebbero consumare: «il nostro studio mostra che se due persone adottano la stessa identica dieta e l’unica differenza sta nel consumo di uova, allora puoi misurare direttamente l’effetto delle uova sul rischio cuore» – dichiara Allen. «Abbiamo visto che il colesterolo, indipendentemente dalla fonte alimentare (è contenuto anche in carne, burro, etc), si associa ad aumentato rischio cardiovascolare»; e in particolare che con 3-4 uova a settimana il rischio cardiovascolare sale del 6% e quello di morte dell’8%.

I ricercatori raccomandano di consumare uova con moderazione, pur senza escluderle dalla dieta perché fonti di altri nutrienti preziosi, noi crediamo che due a settimana non facciano male, anzi, siano state sempre raccomandate da nutrizionisti ed esperti di altre discipline.

Bambini: i dati raccolti sui possibili effetti collaterali delle cure alternative

Pubblicato il 12 Mar 2019 alle 7:20am

Non esistono dati di consumo che consentano una stima reale dei prodotti che spesso sono auto-somministrati ai bambini, senza alcun consulto del pediatra, sovrapponendo magari anche un trattamento farmacologico con altri prodotti “naturali” creduti innocui ma che in realtà non lo sono. (altro…)

Bere caffè è scritto nel dna

Pubblicato il 17 Nov 2018 alle 10:40am

La passione per il caffè o per il the è scritta nel Dna. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell’Istituto australiano QIMR Berghofer, il cui studio e stato pubblicato sulla rivista medica Scientific Reports. (altro…)

Ecco dove si consumano più farmaci: troppi antibiotici e statine

Pubblicato il 21 Ott 2018 alle 6:17am

Secondo una recente indagine, sono troppi gli antibiotici che vengono consumati al Sud. Lo stesso dicasi per la vitamina D in tutta Italia, e un consumo in eccesso di statine in un gruppo di regioni del meridione.

Resta poi da approfondire la questione del consumo di farmaci cardiovascolari.

A dirlo è l’Agenzia Italiana del Farmaco che ha elaborato e reso noto per la prima volta online i Report regionali sul consumo dei farmaci in tutto il 2017.

Obiettivo principale dei rapporti è fornire ai referenti regionali uno strumento per la programmazione sanitaria e delle iniziative di formazione e informazione. I Report sono stati elaborati sulla base dei dati utilizzati per la stesura del Rapporto OsMed 2017: per ciascuna regione sono state presentate le analisi contenute nel Rapporto nazionale, ritenute di maggior impatto.

Ebbene “Le differenze che emergono, partendo dagli antibiotici, confermano un consumo diverso fra Nord e Sud, e già diversi studi – ha spiegato Francesco Trotta, coordinatore del gruppo di lavoro Osmed – fanno pensare ad una potenziale inappropriatezza. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le regioni con i consumi maggiori”.

Per le statine, la differenza viene considerata fra gli esperti da approfondire, ma le regioni che ne consumano di più sono la Campania, la Puglia, la Sardegna e le Marche.

Infine i farmaci generici: resta più netta la propensione dei pazienti delle regioni del Nord a scegliere un farmaco a brevetto scaduto, e per questo più economico, mentre per i farmaci biosimilari (i biologici a brevetto scaduto) la situazione è più che altro a macchia di leopardo.

Ansia: “In Italia il consumo di psicofarmaci è aumentato dellʼ8%”

Pubblicato il 29 Mag 2018 alle 6:55am

In un solo anno, il consumo di psicofarmaci per combattere ansia, nevrosi, attacchi di panico e insonnia, è cresciuto dell’8%. (altro…)

Il consumo di marijuana triplica il rischio di morte da ipertensione

Pubblicato il 14 Ago 2017 alle 8:20am

Il consumo di marijuana triplica il rischio di morte da ipertensione. Secondo i ricercatori della Georgia University di Atlanta, negli Usa, che hanno pubblicato i risultati di un loro studio sullo European Journal of Preventive Cardiology, nonostante si stiano facendo passi avanti in direzione della legalizzazione della marijuana, per un uso anche ricreativo della sostanza, non ci sarebbero abbastanza ricerche sul suo impatto sulla mortalità cardiovascolare e cerebrovascolare. (altro…)

Vacanze: attenzione a mangiare la frutta in spiaggia

Pubblicato il 21 Lug 2017 alle 9:36am

In questo periodo si va al mare e si passano intere giornate in spiaggia a prendere il sole. Ebbene, per molti, vige la consuetudine di portarsi da casa frutta fresca di stagione, da mangiare sotto l’ombrellone al posto di panini o pizzette.

La frutta, si sà, è ricca di acqua, vitamine e sali minerali, ma attenzione, dicono gli esperti, contiene anche molti zuccheri, quindi meglio non abusarne.

L’endocrinologa e nutrizionista Serena Missori, autrice del libro La dieta dei biotipi, sostiene che sia bene mangiare la frutta, ma è opportuno accompagnarla con la giusta dose di acqua per evitare che i zuccheri si accumulino.

Infatti, spiega l’esperta: “La frutta contiene molti zuccheri e in modo concentrato se non si assume la giusta porzione di acqua insieme alla frutta si favorisce la disidratazione che talvolta può sfociare in disturbi intestinali indesiderati. L’ideale sarebbe bere un bicchiere d’acqua ogni 150 grammi di frutta».

Birra, antidolorifico come il paracetamolo

Pubblicato il 02 Mag 2017 alle 8:22am

La birra è un ottimo antidolorifico, parola di esperti. (altro…)