mostra

Moira Orfei, i suoi gioielli all’asta

Pubblicato il 17 Ott 2020 alle 2:27pm

Una la collana di smeraldi comprata in Iran. Base d’asta 15 mila euro. Parte della collezione di gioielli di Moira Orfei che è stata messa all’asta.

La regina del circo (1931-2015), acrobata, cavallerizza, domatrice di elefanti, ma anche attrice in oltre 40 film (anche al fianco di Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Totò per registi come Lattuada, Visconti, Germi, De Sica), donna di tv e icona di stile con quel suo trucco di eyeliner inconfondibile, i capelli corvini raccolti a turbante e il rossetto color ciliegia.

A cinque anni dalla scomparsa, al via un’asta di gioielli con Affide, azienda leader in Europa e in Italia nel credito su stima, che le rende omaggio anche con una mostra, “I gioielli di Moira Orfei” dall’8 al 28 ottobre negli storici saloni di Palazzo del Monte di Pietà a Roma. Con 48 dei suoi monili (insieme ad altri rari e di alto pregio ma di altra provenienza, per un totale di 100 pezzi). Gioielli ricchi di storia, tradizioni, accompagnati da mille aneddoti e tutti pezzi rari, unici, come racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig, che lei stessa acquistò durante le tournée in Italia o all’estero.

“L’idea della mostra e poi asta – racconta il direttore generale di Affide, Andreas Klaus Wedenig – ci è venuta quando ci siamo accorti che erano in custodia nei nostri caveaux da due-tre anni. Abbiamo incontrato la famiglia, in particolare il figlio Stefano”, che firma anche una speciale “autentica” di ogni pezzo appartenuto alla mamma. “Volevamo dedicare un omaggio a una donna unica – prosegue Wedenig -. Io stesso, che vengo da Vienna, l’ho ammirata negli ultimi trent’anni sui cartelloni sparsi per la mia città. La mostra è poi un’occasione per gli appassionati di gioielli e per riscoprire Piazza monte di Pietà”.

Ideata da Alessandro Serena (Circo e dintorni) e Aurelio Rota (Lonato in Festival) nell’ambito di Open Circus, l’esposizione ripercorre la vita di Moira Orfei (al secolo Miranda), figlia d’arte, nata a Codroipo (Udine) il 21 dicembre del 1931 in una famiglia di remote origini sinti, che con il marito Walter Nones conquistò tanti primati, dai figli Lara e Stefano battezzati nella gabbia dei leoni, all’essere il primo circo italiano a conquistare, nel 1987, un Clown d’Oro al Festival Internazionale del Circo di Monte Carlo, con un numero di 12 tigri. Alle pareti, oggi, le foto di tanti successi. Nelle teche, i gioielli sfoggiati. Come la collana che Moira si regalò quando, in tournée in Iran, si ritrovò bloccata alla corte dello Scià di Persia per le rivolte popolari, con tutto il circo, 100 artisti e 50 animali al seguito. Pur di riportarli a casa, il ministero degli Esteri fece inviare l’Achille Lauro. Celebri le immagini del loro sbarco a Napoli, con gli elefanti giù dalla passerella. Lei però, prima di salutare la terra dello Scià, trovò il tempo per un ultimo acquisto: quella collana di cinque enormi smeraldi che tante volte ha portato al collo.

Alberto Sordi, in occasione del centenario della nascita apre la sua villa con una mostra a lui dedicata

Pubblicato il 08 Gen 2020 alle 8:35am

Per il centenario della nascita di Alberto Sordi, la storica residenza romana dell’attore aprirà i battenti per una mostra. A proporla, da marzo a giugno 2020, è la Fondazione Museo Alberto Sordi e la giunta Raggi in una memoria che ha acconsentito a promuoverla. Un percorso multimediale, realizzato anche in un padiglione all’interno del piazzale antistante la villa che ospiterà una sala cinematografica di ingresso gratuito per la proiezione dei vari film” di Sordi. (altro…)

“City Booming Monza”, all’Arengario la mostra con oltre 7 milioni di mattoncini Lego, aperta al pubblico fino al 6 Gennaio 2020

Pubblicato il 13 Ott 2019 alle 7:11am

Nel cuore del capoluogo brianzolo, è arrivata la più grande città al mondo costruita da oltre 7 milioni di mattoncini.

Una metropoli colorata, riprodotta nei minimi particolari, dove in ogni angolo e in ogni scena c’è una storia da raccontare e qualche aneddoto da scoprire.

Dal 5 ottobre 2019 al 6 gennaio 2020, l’Arengario di Monza, nel cuore del capoluogo brianzolo, ospita “City Booming Monza”, un enorme diorama di 60 metri quadri della più grande città al mondo costruita da oltre 7 milioni di mattoncini.

La mostra che conduce i visitatori all’interno di un ambiente magico, estremamente realistico, dove nulla è lasciato al caso e ogni angolo nasconde una storia da raccontare.

Durante tutto il periodo della mostra a Monza, vi è anche in programma un calendario di laboratori creativi per consentire ai più piccoli di cimentarsi in attività studiate per stimolare la loro creatività.

“City Booming” è un percorso espositivo che rappresenta un vero e proprio aspetto urbanistico di una città: dal centro commerciale alla fioreria, dalla pasticceria al negozio di giocattoli a quello di animali, l’enorme lunapark con tutte le annesse attrazioni, e ancora, dal quartiere residenziale con il barbiere, al negozio di costumi al cui interno si potranno trovare i principali personaggi dei cartoni animati della Walt Disney®.

Sono oltre 6000 le mini figure che abitano gli edifici di “City Booming”; al loro interno, appartamenti arredati e illuminati; personaggi che conducono la loro vita privata; in ogni angolo dei palazzi, delle strade e degli edifici e si nascondono sempre curiose scene e particolari accadimenti.

Non mancano inoltre i supereroi come Batman, Wonder Woman, Spiderman, Hulk e molti altri, mischiati alla ‘gente comune’, cui si affiancano personaggi dei cartoni animati, dai Simpson alla Sirenetta, o celebrità del cinema, quali Sean Connery o Harrison Ford nelle vesti di Indiana Jones.

La città ideata e prodotta da LAB e contiene, al suo interno, diverse realtà come il quartiere che si affaccia sul mare nelle vicinanze di un enorme luna park, la zona residenziale che si contraddistingue per la presenza di una caserma abitata dai Ghostbusters e una vasta area dedicata alla campagna che consentirà ai visitatori di assistere ad attività come quali l’aratura, ecc.

Un’esperienza unica nel suo genere che riunisce il lato ludico a quello artistico rivolgendosi non solo ai più piccoli ma anche ai più grandi e appassionati, ai curiosi e a tutti coloro che amano ampliare i loro orizzonti: la presenza di immagini dell’interno delle costruzioni permette infatti al pubblico di avere una percezione reale e tecnica di quanto è nascosto dietro ogni singola riproduzione. Si possono ammirare i sistemi di illuminazione e i meccanismi che fanno funzionare il treno all’interno del diorama.

Ideata da LAB Literally Addicted to Bricks insieme a Giuliamaria e Gianmatteo Dotto Pagnossin, prodotta e organizzata da ViDi con il patrocinio del Comune di Monza, “City Booming Monza” è nata dalla fantasia di Wilmer Archiutti, fondatore di LAB, laboratorio creativo di Roncade, in provincia di Treviso, che realizza forme e architetture di Lego®, mattoncini che colleziona da oltre quarant’anni.

CITY BOOMING MONZA Monza, Arengario (piazza Roma) 5 ottobre 2019 – 6 gennaio 2020

Orari: dal martedì al venerdì, 10.00 – 13.00; 15.00 – 19.00; sabato e domenica, 10.00 – 19.00

Biglietti: Intero €8,00; Ridotto €6,00 (over 65, ragazzi 12 – 18); Ridotto bambini €4,00 (4 – 12 anni); Ridotto famiglia €20,00 (2 adulti + 2 bambini)

Informazioni: tel. 02.36638600; legocityboomingmonza@gmail.com

Londra, mostra dedicata alla regina Elisabetta curata da una italiana

Pubblicato il 30 Set 2019 alle 6:30am

La regina Elisabetta è stata reinventata dalla fantasia di oltre 30 artisti contemporanei, con un tocco d’ironia, di satira sul mondo, d’irriverenza creativa. Celebrata in un tributo in forma d’arte. Questo il senso  che l’osservatore può rintracciare fra le opere di ‘God save the Queen’, mostra inaugurata alcuni giorni fa al pubblico negli spazi del Motor Village di Marylebone, concessionario-vetrina di Fiat Chrysler nel cuore di Londra. (altro…)

Moda, cosa c’è dietro a ciò che indossiamo? A Milano la mostra libera The Fashion Esperience

Pubblicato il 25 Giu 2019 alle 7:30am

L’industria dell’abbigliamento ha avuto una crescita vertiginosa a livello mondiale negli ultimi 15 anni. La produzione di capi di abbigliamento è quasi raddoppiata, mentre la durata media del ciclo di vita dei prodotti ha conosciuto un declino inversamente proporzionale. Si stima infatti che l’utilizzo medio di vestiti e accessori sia diminuito del 36% nel periodo 2000 – 2015, con i capi più economici che vengono indossati solo 7 o 8 volte prima di essere poi buttati via. Fra le cause di tutto ciò, vi è sicuramente, l’esplosione del fenomeno della fast fashion, caratterizzato da un’offerta ogni anno sempre più frequente di nuove collezioni di vestiti e accessori a prezzi ridotti, stracciatissimi. Di capi low cost, o anche cinesi.

Le conseguenze sociali e ambientali legate alla filiera produttiva dell’abbigliamento non sono più ignote dal 2013. Dalla tragedia del Rana Plaza in Bangladesh, dove 1129 operai tessili morirono a causa del crollo di un edificio-fabbrica dove lavoravano per le grandi catene di moda. Ma non solo. Ora si è anche a conoscenza grazie ad una suggestiva ed immersiva esposizione chiamata The Fashion Esperience – La verità su quello che indossi, arrivata a Milano in questi giorni a ingresso libero, promossa da Mani Tese, e che racconta ai visitatori il tema attraverso un percorso ad alto impatto emotivo.

L’installazione, aperta a tutti, è visitabile in Piazza XXIV Maggio, fino al 30 giugno 2019.

Gioielli della Dolce Vita in mostra grazie a Bulgari dal 26 giugno al 3 novembre

Pubblicato il 20 Giu 2019 alle 6:16am

I gioielli della Dolce Vita, della collezione Bulgari Heritage, saranno esposti a partire dal prossimo 26 giugno (inaugurazione il 25) fino al 3 novembre, nella mostra intitolata “Bulgari, la storia, il sogno”, ospitata da due sedi del Polo Museale del Lazio, Castel Sant’Angelo e Palazzo Venezia.

Curata da Chiara Ottaviano, la mostra traccia la storia di Bulgari come esempio di successo di un’azienda del made in Italy nel passaggio da piccola realtà a conduzione familiare a marchio globale del lusso. In mostra gioielli della collezione Heritage alcuni dei quali esposti per la prima volta, assieme a creazioni prestate da importanti collezioni private.

La narrazione è arricchita da documenti d’archivio inediti, foto d’epoca e filmati per coprire oltre cento anni di storia della maison intrecciati con molteplici vicende economiche, sociali e di costume. Come contrappunto abiti di alta moda dalla collezione privata di Cecilia Matteucci Lavarini, che offrono suggestioni del gusto e delle tendenze nelle diverse epoche in cui si svolge la saga di Bulgari.

Il racconto si snoda poi partendo dalle vicende del fondatore della mason per ripercorrere aneddoti familiari, strategie commerciali e intuizioni creative fino ai primi anni’90.

I gioielli appartenuti e indossati dalle dive della “Dolce Vita” sono quelli di Elizabeth Taylor, Gina Lollobrigida, Ingrid Bergman, Anna Magnani e Audrey Hepburn.

Al Mudec di Milano la mostra dei principali esponenti della Pop Art, Roy Lichtenstein

Pubblicato il 03 Mag 2019 alle 8:37am

Roy Lichtenstein, uno dei più importanti esponenti della Pop art, in mostra al Mudec di Milano. ‘Lichtenstein. Multiple Visions’, aperta dal 1° maggio all’8 settembre, racconta con circa 100 opere (stampe, anche di grande formato, sculture, arazzi, video e fotografie), come gli elementi di diverse culture siano confluiti sia nel lavoro dell’artista statunitense che nel suo stile di riproduzione seriale dell’immagine.

Il percorso della mostra è tematico, diviso in otto sezioni: nella sezione ‘Storia e Vernacoli’ emergono le influenze della cultura americana del periodo del far west e degli indiani d’America, mentre in ‘Interiors’ appaiono ambienti di vita quotidiana, ma anche lo studio ovale della Casa Bianca. In ‘Action comics’ ci sono le sue opere forse più note al pubblico, con i soggetti maschili e femminili rappresentati in stile fumetto. E poi è la volta della ‘Figura Femminile’ con la sua evoluzione che corrisponde a quella che nella società americana va dalla casalinga felice alla paladina femminista con l’arrivo fino agli anni Settanta.

Per saperne di più visita la pagina www.mudec.it

Scoperta ciocca di capelli appartenuta a Leonardo da Vinci

Pubblicato il 30 Apr 2019 alle 7:50am

“Abbiamo recuperato oltreoceano una ciocca di capelli che è stata storicamente denominata “Les Cheveux de Leonardo da Vinci”, insieme a un altro cimelio; questa straordinaria reliquia permetterà di procedere nella ricerca del suo Dna”. (altro…)

Tatuaggi per raccontare il femminicidio. Alla Biennale l’arte di Marco Manzo dal 9 maggio

Pubblicato il 28 Apr 2019 alle 11:29am

Una performance-artistica incentrata sul femminicidio va in scena alla Biennale di Venezia, e porta la firma dell’artista-tatuatore Marco Manzo, che il 9 maggio presenterà nella sede del Padiglione Nazionale Guatemala della Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, una performance sul tema della violenza sulle donne e un’installazione che resterà in mostra fino al 24 novembre 2019.

Due opere monumentali composte da oltre venti sculture in marmo bianco di Carrara, che vogliono rappresentare il tema di scottante attualità sociale. La performance vede alcune donne tatuate interagire con l’installazione “El muro del silencio”, costituita da quattro pareti titolate “Tatuana” e “Salvarse el pellejo”. Sulla pelle delle donne si delineano motivi tipici dello stile “Ornamentale”, di cui Marco Manzo è un maestro, arricchiti a volte da elementi decorativi di tessuti guatemaltechi frammisti a pizzo veneziano, macramè, dentelle, mandala e preziosi gioielli di epoca vittoriana che adornano la donna coprendone le cicatrici fisiche e quelle dell’anima. A tal proposito lo stile “Ornamentale” se da un lato, nei suoi tratti stilistici, fa pensare ad un atto di vanità al contrario, in tale contesto, si trasforma in simbolo di resistenza e ribellione contro le leggi maschili, in testimonianza autobiografica dolorosa e narrazione collettiva, in luogo di memoria per un processo catartico finalizzato al superamento del dramma laddove la femminilità diviene motivo di solidarietà e speranza.

Nel corso della performance sarà presentato il “Manifesto del tatuaggio ornamentale” di cui Manzo è autore, testo pubblicato sul catalogo dedicato del Padiglione, in cui emerge una visione sublimata della donna da parte dell’artista in netto contrasto con una condizione che la vede vittima di soprusi e sopraffazioni. Il Manifesto indaga diverse culture e diversi periodi storici, conferendo alla figura femminile un ruolo centrale.

Il Padiglione del Guatemala è a cura di Stefania Pieralice, diretto dal Ministro della Cultura Elder de Jesus Suchite Vargas, in rappresentanza dell’arte guatemalteca partecipa, alla sua terza edizione, la scultrice Elsie Wunderlich.

Arriva a Roma la mostra dedicata ai computer vintage, il 27 e 28 aprile

Pubblicato il 24 Apr 2019 alle 8:05am

Arriva a Roma nel Complesso Ex Cartiera Latina, in Via Appia Antica, la mostra dedicata ai computer vintage. Dall’Apple II al Commodore Pet 2001, dall’Olivetti Programma 101 del 1965 all’Altair 8800, il primo personal computer maneggevole e basso costo che rivoluzionò il mercato nel 1975. In mostra a Roma, il 27 e 28 aprile, con una delle più grandi raccolte di computer che hanno fatto la storia del Pc.

Al Vintage Computer Festival si potranno conoscere e provare tanti esemplari d’epoca e rarità tuttora funzionanti che risalgono a metà degli anni Sessanta e vanno fino al 1990. Ci sono pure l’Imsai 8080, il computer di War Games, ma anche l’Osborne 1 il primo computer portatile, l’Ibm, Apple Lisa e Macintosh, Commodore Vic20 e 64, Sinclair Spectrum, Atari, Amstrad, i dimenticati MSX e tanti altri dispositivi poco conosciuti ai non addetti ai lavori.

Durante la manifestazione, si potrà anche assistere a workshop e incontri. Ospite d’onore della mostra sarà Liza Loop, pioniera americana della didattica digitale. Autrice di libri e manuali di informatica, famosa per l’uso innovativo dei pc nelle scuole e per le sue riflessioni filosofiche sull’apprendimento multimediale.

Nel 1975 ha creato infatti a San Francisco due centri di computer aperti al pubblico.

Il festival è organizzato dal Vintage Computer Club Italia (membro della Vintage Computer Federation Usa) che promuove a livello nazionale la conoscenza della storia dei personal computer.