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Truffa on line in corso, la Polizia Postale avverte: “Attenti alle email con il ricatto per i siti porno, cambiate la password”

Pubblicato il 20 Set 2018 alle 10:15am

La Polizia Postale lancia una vera e propria allerta, secondo la quale è in corso una massiccia attività di invio indiscriminato di messaggi di posta elettronica (spamming) a scopo di estorsione, attraverso email in cui gli utenti vengono informati dell’hackeraggio del proprio account di posta elettronica a opera di un gruppo internazionale di criminali.

Tale email comunica che l’account è stato hackerato attraverso l´inoculamento di un virus mentre venivano visitati siti per adulti; da qui parte la minaccia di divulgare a tutti il tipo di sito visitato e la richiesta di denaro in cripto-valuta.

«Attenzione – avverte la Polizia Postale – Nulla di tutto ciò è reale: rappresenta un’invenzione dell’autore del reato, elaborata per spaventarci e indurci a pagare la somma illecita: è tecnicamente impossibile, infatti, che chiunque, pur se entrato abusivamente nella nostra casella di posta elettronica, abbia potuto, per ciò solo, installare un virus in grado di assumere il controllo del nostro dispositivo, attivando la webcam o rubando i nostri dati».

La Polizia Postale raccomanda inoltre di mantenere la calma poiché il criminale non dispone in realtà di alcun filmato che ci ritrae in atteggiamenti intimi né, con tutta probabilità, delle password dei profili social da cui ricavare la lista di nostri amici o parenti; di non pagare assolutamente alcun riscatto poiché l’esperienza maturata in casi precedenti (come #sextortion e #ransomware) dimostra che, anche quando il criminale dispone effettivamente di nostri dati informatici, pagare il riscatto determina un accanimento estorsivo, volto ad ottenere altro denaro.

La Polizia consiglia dunque di proteggere adeguatamente la nostra email (e in generale i nostri account virtuali): cambiare la password, se non si è già provveduto a farlo, impostando password complesse; non utilizzare mai la stessa password per più profili; abilitare, ove possibile, meccanismi di autenticazione «forte» ai nostri spazi virtuali, che associno all’inserimento della password, l’immissione di un codice di sicurezza ricevuto sul nostro telefono cellulare. E, ancora, di tenere presente che l’inoculazione (quella vera) di virus informatici capaci di assumere il controllo dei nostri dispositivi può avvenire soltanto se i criminali informatici hanno avuto disponibilità materiale dei dispositivi stessi, oppure qualora siano riusciti a consumare, ai nostri danni, episodi di phishing informatico. È buona norma quindi non lasciare mai i nostri dispositivi incustoditi (e non protetti) e guardarsi dal cliccare su link o allegati di posta elettronica sospetti.

Palla, la cagnolina quasi decapitata sta meglio, ma su Internet spuntano gli sciacalli

Pubblicato il 30 Gen 2016 alle 2:42pm

Continuano a migliorare le condizioni della piccola Palla, la cagnolina ritrovata con un laccio alla gola, visibilmente denutrita e quasi decapitata con un muso irriconoscibile (tanto da non consentirne l’identificazione della razza), dalla Clinica Duemari di Oristano che la sta assistendo conn amorevoli cure.

Qui sotto un dei tanti video postati su Facebook dalla la clinica veterinaria, a testimonianza del suo recupero.

Una triste storia quella di Palla che ha commosso milioni di utenti tanto da spingere sciacalli a farsi avanti per approfittarsi di loro, anche magari sfruttando il nome di autorevoli testate giornalistiche.

Infatti, è la stessa Clinica Duemari a mettere in guardia da possibili truffe, con un comunicato apparso sulla sua pagina ufficiale.

“Ci sono raccolte o addirittura lotterie per la raccolta fondi a favore di Palla – scrive su Facebook -, ma si tratta di truffe, denunciatele alla Polizia Postale”.

I veterinari assicurano infatti di non aver in nessun modo autorizzato raccolte o pubblicato conti correnti nei quali far confluire denaro.

Intanto l’amministrazione di Oristano è a caccia di coloro che si sono macchiati di un simile reato.

Come riporta, il quotidiano Nuova Sardegna il sindaco Pietro Paolo Piras ha sollecitato i carabinieri e la polizia locale a trovarli e ad assicurarli alla giustizia.

“Vi chiedo in qualità di responsabile della polizia locale che venga avviata immediatamente un’indagine che chiarisca i fatti e individui gli autori di questa insensata crudeltà, anzi di questo vero e proprio reato”, chi è stato deve pagare, dichiara il sindaco.

Che continuando, aggiunge “La civiltà di un popolo si misura da come tratta gli animali. Per questo, per non dovermi vergognare di fronte agli abitanti delle caverne, se ancora ne esistono, mi aspetto che in tempi brevi mi pervenga una relazione contenente anche il nome, il cognome del responsabile di modo che lui, e non diecimila cittadini terralbesi, ad iniziare dal loro sindaco vengano giudicati dall’opinione pubblica e dall’autorità giudiziaria”.

Virus di questi giorni su Facebook, i consigli della Polizia postale

Pubblicato il 16 Feb 2015 alle 12:30pm

Un nuovo virus gira in questi alcuni giorni su Facebook. Si tratta di un link che porta al suo interno la foto del vostro profilo Fb e foto pornografiche prese dalla rete. (altro…)

Polizia Postale sgomina rete pedopornografica tra Italia ed altri 11 Paesi del mondo

Pubblicato il 11 Lug 2014 alle 10:50am

Grazie ad una intensa e vasta operazione condotta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Venezia si è riusciti ad individuare una cinquantina di pedofili tra Italia e altri 11 paesi del mondo. (altro…)

Fb: l’Italia, per motivi di sicurezza e giudiziari, ha richiesto nel 2013 informazioni su 2300 utenti

Pubblicato il 29 Ago 2013 alle 10:19am

Il primo Global Government Requests Report, ovvero ‘rapporto trasparenza’ di Facebook rivela che dagli Usa arriva la più cospicua richiesta di informazioni, per svelare l’identità degli utenti iscritti al noto social network. I motivi sono di sicurezza o giudiziari. L’Italia, è il terzo posto in Europa e il quinto nel mondo a farne richiesta. (altro…)

Come essere sicuri online anche con tablet e cellulari

Pubblicato il 30 Mag 2012 alle 7:15am

Se si vogliono mettere al sicuro i dati sensibili dei nostri dispositivi elettronici, utilizzati tutti i giorni, parliamo di cellulari, tablet, personal computer ecc, è importante diffondere, il più possibile, la cultura della sicurezza informatica, e a tal fine, la Polizia Postale e il software Microsoft hanno annunciato una stretta collaborazione con la creazione di un portale. (altro…)