rimedi

Mangiare meno allunga la vita e contrasta l’invecchiamento

Pubblicato il 04 Mar 2020 alle 8:27am

Mangiare meno cibo può arrivare a ridurre infiammazioni del corpo e in generale aiutare a vivere meglio è più a lungo: è questa, la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori con un nuovo studio pubblicato su Cell. (altro…)

Occhiaie, un aiuto dal bicarbonato di sodio

Pubblicato il 25 Feb 2020 alle 6:28am

Il bicarbonato di sodio è diventato negli ultimi anni un prodotto molto utilizzato per le tante proprietà e sui tanti benefici. Questo prodotto può essere utilizzato per una gran varietà di cose, dalla pulizia della casa alla cottura e alla preparazione di dolci e ricette varie. Ma non è finita qui, perché questo prodotto può essere utile anche per migliorare la vostra bellezza di pelle e capelli.

Come ingrediente naturale è efficace nella preparazione di creme, dentifrici, deodoranti, maschere.

Recentemente si è scoperto che il bicarbonato è utile per rimuovere occhiaie e segni di stanchezza dal nostro viso.

Vediamo come preparare una maschera che è un vero e proprio toccasana:

– Camomilla – bicarbonato di sodio – tè – dischetti di cotone

Ecco come preparare il vostro impacco:

1. Preparate una tazza di camomilla, fatela raffreddare e aggiungete un cucchiaio di bicarbonato di sodio e una bustina di tè. 2. Successivamente immergete due dischetti di cotone nella miscela e massaggiate sotto gli occhi. Ponete i due dischetti imbevuti sotto gli occhi e lasciateli agire per circa 15 minuti. 3. Rimuovete i dischetti, sciacquate il viso e applicate una crema idratante.

Ripetete questi passaggi tutti i giorni una volta al giorno. I risultati si avranno già nel giro di pochi giorni di applicazione.

Pressione, ecco gli alimenti che la tengono a bada

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:00am

Secondo quanto confermano gli esperti della SIPREC (Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare), il cioccolato fondente (con almeno l’80 per cento di cacao) e il succo di barbabietola sono al momento i due alimenti più efficaci contro la pressione alta.

In particolare i polifenoli del cacao migliorano la biodisponibilità di monossido d’azoto (NO) e quindi la funzione endoteliale, cioè della parete più interna delle arterie. Una revisione su 20 studi clinici controllati e in doppio cieco dimostra che il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa sistolica di 2,77 millimetri di mercurio e la minima di 2,20 millimetri di mercurio.

I flavonoli, presenti in elevate concentrazioni nel tè, cacao e vino rosso, sono i responsabili principali degli effetti cardiovascolari benefici attribuiti al cacao. Ma attenzione: numerosi nutrienti svolgono un’azione antipertensiva.

Oltre ai flavonoidi del cacao e al succo di barbabietola da zucchero, anche licopene, resveratrolo, tè verde, acidi grassi polinsaturi, isoflavoni, lactotripeptidi e peptidi del pesce, L-arginina, potassio, magnesio chelato, calcio, vitamina C, coenzima Q10; picnogenolo, melatonina a rilascio controllato, estratto di aglio invecchiato, probiotici, tè di Giava possono avere un effetto sulla pressione arteriosa.

L’azione ipotensiva (riduzione della sistolica fino a 4-5 millimetri di mercurio e della diastolica fino a 2-3 millimetri di mercurio) spesso è dovuta al loro effetto antiossidante, che consegue ad una aumento di biodisponibilità dell’ossido nitrico. Infine anche i composti fenolici contenuti nelle foglie dell’olivo (oleuropeosidi, flavoni, flavo noli, ecc) esercitano un’azione ipotensiva, mediata dalla vasodilatazione da rilassamento della muscolatura liscia dei vasi arteriosi.

Anche a tavola, bisogna fare moltissima attenzione a cosa si mangia.

Quando puntare su questi alimenti Gli alimenti che contengono principi attivi presenti nei cibi, sarebbero indicati in particolar modo per le persone con pre-ipertensione, ovvero con valori compresi tra 130 – 139 di massima e tra gli 85-89 millimetri di mercurio di minima.

Ovviamente questa sorta di “trattamento” a tavola va sempre associato agli altri consigli in termini di stili di vita, a partire dal controllo del peso e dalla regolare attività fisica che contribuiscono a far calare i valori pressori.

L’attività fisica regolare contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione, sia perché aiuta a perdere peso sia perché diminuisce la tensione e quindi favorisce il calo pressorio. Consigliati dunque corsa lenta, nuoto o ciclismo in pianura.

Smettere di fumare è importante perché il fumo tende a far contrarre le pareti dei vasi sanguigni. Importante è poi combattere lo stress, ritagliando ogni giorno un po’ di tempo libero per sé stessi, e tenere sotto controllo un eventuale diabete.

Sciatica, possibili cause e rimedi

Pubblicato il 29 Gen 2020 alle 6:14am

“La sciatica, non è una patologia ma un sintomo che esprime l’infiammazione dello sciatico, il nervo più lungo del corpo umano. Questo comprende alcune fibre nervose degli ultimi due nervi spinali lombari (L4 e L5) e dei primi tre nervi spinali sacrali (S1, S2, S3). Nasce, quindi, nel midollo spinale, transita nel gluteo e nella parte posteriore della coscia fino a raggiungere il piede», spiega Paolo Gaetani, responsabile dell’unità operativa di chirurgia vertebrale all’Istituto di cura Città di Pavia – Gruppo San Donato e co-autore de Il grande libro del mal di schiena (Bur).

La sciatalgia, non è altro che la spia di una condizione o di una malattia che irritano o comprimono il nervo in questione.

«Questo disturbo può essere causato da una protrusione discale. Si tratta di una deformazione dello strato più esterno di un disco intervertebrale che, spesso a causa dell’invecchiamento, si sposta dalla sua sede naturale e comprime i nervi spinali, tra i quali anche lo sciatico», continua Gaetani. In molti casi questa discopatia rappresenta il preludio di un’ernia, caratterizzata dal deterioramento del disco e dalla conseguente fuoriuscita della sostanza gelatinosa (nucleo polposo) contenuta al suo interno, che va a invadere lo spazio circostante e a «schiacciare» le radici nervose. Se ciò avviene nella zona lombare della colonna vertebrale, ecco che può insorgere la sciatalgia. «Questa condizione dolorosa, però, può essere determinata anche da una stenosi spinale, che è il restringimento del canale vertebrale nel quale decorrono le radici spinali, e da una spondilolistesi, contraddistinta da uno scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante. Entrambe le patologie possono, in maniera diversa, comportare una compressione del nervo sciatico e accendere il dolore», prosegue il neurochirurgo.

La sciatica, ha origine, il più delle volte a seguito di problematiche di natura non spinale, come avviene nel caso della sindrome del piriforme, un piccolo muscolo che parte dalla superficie interna dell’osso sacro e si connette ai due lati del femore. Se questo è coinvolto in un trauma o è contratto a causa di sforzi fisici prolungati, anche il nervo sciatico può andarci di mezzo e infiammarsi, visto che il piriforme lo ospita nelle proprie fibre. Infine, altra causa è da attribuire ad un affaticamento delle fasce muscolari di gambe e glutei, che può indirettamente provocare pressione sui nervi lombari, o cadute o colpi violenti alla colonna, che possono causare fratture vertebrali e danneggiare le radici nervose spinali.

Quando il nervo sciatico è sollecitato da una pressione anomala si avverte un dolore acuto, che nasce sempre nella zona lombare, scende verso il gluteo e si estende in maniera variabile a seconda della radice interessata (L4, L5, S1, S2, S3). «Si può irradiare, infatti, o lungo l’arto inferiore lateralmente, passando poi per la tibia, o posteriormente, transitando dietro la coscia e per il polpaccio, arrivando fin sotto al piede», precisa Gaetani. Questa condizione dolorosa, che viene spesso descritta come una «scossa elettrica» ed è presente sia a riposo sia durante il movimento, è talvolta accompagnata da una sensazione di bruciore e intorpidimento, formicolio, debolezza dei muscoli della gamba e della caviglia. Raccogliendo informazioni in merito a questa sintomatologia, il medico può già farsi un’idea dell’entità del disturbo che, tuttavia, deve essere confermata da una serie di indagini strumentali.

Diagnosi della sciatica «Esami che solitamente vengono prescritti sono la risonanza magnetica o la Tac, che esplorano le radici dei nervi e, di conseguenza, possono dimostrare quali sono le patologie che provocano l’infiammazione del nervo sciatico», spiega il neurochirurgo. «A volte lo specialista richiede anche la radiografia per verificare la presenza di malformazioni del rachide o listesi».

Manovre manuali la diagnosi della sciatica In alcuni casi il medico ricorre a dei testi mirati di natura manuale. Con la manovra di Lasègue, ad esempio, al paziente, che si trova in posizione supina, viene chiesto di sollevare verso l’alto la gamba estesa e dolente, con la caviglia e il collo flessi. Se le fitte si accentuano quando l’arto in esame è flesso tra i 30 e i 70 gradi, allora con ogni probabilità il nervo sciatico è coinvolto nel processo doloroso. Il medico può servirsi del segno di Wasserman: dopo aver fatto accomodare il paziente in posizione prona, afferrare la gamba fino a formare un angolo di 90 gradi e flettere verso la testa. Anche in questo caso la comparsa di dolore è indicativa di un’irritazione delle radici nervose.

I farmaci consigliati Nella maggior parte dei casi la sciatalgia tende a risolversi senza ricorrere alla chirurgia, ma occorre avere pazienza perché per la guarigione può richiedere dalle sei-otto settimane. «Secondo le linee guida internazionali, la terapia della sciatalgia, indipendentemente dalla patologia che l’ha scatenata, dovrebbe prevedere inizialmente l’assunzione sistemica di farmaci antinfiammatori non steroidei, ad esempio a base di ibuprofene e acido acetilsalicilico, in grado sia di combattere l’infiammazione sia di attenuare la sintomatologia», spiega ancora lo specialista. Talvolta questi vengono prescritti in associazione a miorilassanti locali o orali, che favoriscono il rilassamento della muscolatura e inibiscono la sensazione dolorosa. «Se dopo otto-dieci giorni questi medicinali non hanno sortito alcun effetto e l’entità del dolore è rimasta invariata, si può ricorrere ai farmaci corticosteroidi, per bocca o tramite iniezioni intramuscolaria», aggiunge ancora l’esperto. «Il medico stabilisce dose e durata di questa terapia caso per caso, poiché da questi dipendono gli eventuali effetti collaterali del cortisone, come gonfiore, disturbi gastrointestinali e cefalea».

L’intervento chirurgico Tuttavia, con sintomi molto più severi, tanto da non rispondere ai trattamenti conservativi, lo specialista può suggerire l’intervento chirurgico, che varia a seconda della condizione o della malattia presenti.

Riposo nella fase acuta Quando il dolore è esploso da poco e ha già raggiunto il suo picco bisogna assolutamente evitare di praticare attività fisica. «Gli sport, soprattutto quelli che prevedono corsa, torsioni e repentini cambi di direzione come il tennis, il calcio e il golf, potrebbero aggravare l’infiammazione in corso, favorendone la cronicizzazione», avverte lo specialista.

Liberarsi dallo zucchero, ecco come fare

Pubblicato il 24 Ago 2019 alle 7:40am

Uno dei nemici più grandi e insidi della nostra salute è lo zucchero, che oramai, al giorno d’oggi si nasconde in molti alimenti, a volte anche insospettabili.

Qualche regola, allora, per disintossicarsi non fa male, ma è una forma molto saggia e salutare per ritrovare la forma fisica e scongiurare anche qualche malattia.

Il giornalista scientifico Gary Taubes, uno dei più noti esperti di alimentazione statunitensi e già autore di “Perchè si diventa grassi”, spiega nel suo nuovo libro “Contro lo zucchero”, edito da Sonzogno, perché lo zucchero è pericoloso per la nostra salute. Le sue responsabilità continuano a essere minimizzate, se non addirittura sottaciute, per ignoranza e perfino per la presenza di forti interessi economici. Scavando nella storia di questa “dolce sostanza” – dai suoi usi come conservante nei cibi e come additivo nelle sigarette, fino all’abuso di fruttosio e altri surrogati – l’autore smonta, con lo scrupoloso stile scientifico e divulgativo che lo contraddistingue, la maggior parte delle nostre idee preconcette (ed errate), offrendo una nuova prospettiva che ci permette di prendere decisioni informate sull’utilizzo dello zucchero, come individui e come società.

Un concetto ripreso anche da Charlotte Debeugny, nutrizionista inglese, esperta di alimentazione e dei suoi effetti sulla salute e il benessere, nel suo libro “Come liberarsi per sempre dallo zucchero”, edito da Vallardi: una sorta di manuale di pronta lettura e consultazione, in cui oltre a imparare come leggere le etichette per scovare gli zuccheri nascosti e alcune buone idee per proteggere i bambini dagli zuccheri aggiunti, troverete anche delle ricette golose ma sane.

Ecco allora 10 regole d’oro stilate dalla dottoressa Debeugny: basta impararle e farle diventare una propria abitudine alimentare. Vediamo in sintesi in cosa consistono:

– Imparare a leggere le etichette – Fare il pieno di fibre e proteine – Evitare di mangiare tra i pasti – Imparare a fare la spesa evitando di acquistare cose dolci e alimenti che lo contengono – Non aver paura dei grassi buoni – Cucinare i propri pasti evitando quelli precotti – Variare i sapori e i piaceri – E privarsi del dolce non deve essere più una punizione – Contenere l’alimentazione emotiva – Cercare un equilibrio

Sudorazione eccessiva? Cosa fare per l’iperidrosi

Pubblicato il 22 Ago 2019 alle 6:23am

Non è una patologia grave, ma può provocare gravi problemi psicologici e sociali. Ecco allora come combattere l’iperidrosi, l’eccessiva sudorazione. (altro…)

Cioccolato fondente, un valido alleato contro la depressione

Pubblicato il 06 Ago 2019 alle 7:57am

Secondo un nuovo studio, il cioccolato è in grado di agire in maniera potente sull’umore di chi lo consuma: gli esperti dell’University College London, della University of Calgary e dell’Alberta Health Services Canada hanno affermato infatti che il cioccolato fondente può arrivare a ridurre il rischio di depressione di 4 volte.

I ricercatori sono arrivati a tale risultato esaminando il 7,6% di un campione di 13.626 persone proveniente dalla Us National Health and Nutrition Examination Survey che risulta soffrire del “male di vivere”.

Percentuale questa che cala a solo l’1,5% fra chi mangia regolarmente cioccolato, fondente per la precisione.

La ricerca in questione, ha poi anche che rilevato che chi consuma questo tipo di cioccolato – fra 104 grammi e 454 grammi al giorno, ha anche il 57% di possibilità in meno di avere i primi sintomi depressivi. Sarah Jackson, alla guidato della ricerca, ha spiegato: “Questo studio fornisce alcune prove scientifiche del fatto che il consumo di cioccolato, in particolare quello fondente, può essere associato a ridotte probabilità di sintomi depressivi clinicamente rilevanti”.

Cinetosi, i rimedi naturali contro il mal d’auto

Pubblicato il 10 Lug 2019 alle 6:11am

La cinetosi o mal d’auto è un disturbo di origine neurologica che colpisce soprattutto alcune persone, in seguito a movimenti ritmici o irregolari del corpo durante un movimento. (altro…)

La grigliata fa male alla salute? Come evitare i possibili danni cancerogeni

Pubblicato il 04 Lug 2019 alle 7:13am

La grigliata è una tradizione ma bisogna stare molto attenti ai possibili danni. Quando si fa un barbecue infatti la cottura della carne può provocare la formazione di sostanze cancerogene: lo ricorda anche l’American Institute for Cancer Research, secondo cui con alcuni accorgimenti possono ridurre i danni sull’organismo. Vediamo quali sono.

“Diverse ricerche hanno mostrato che una dieta ricca di carne rossa e lavorata aumenta il rischio di tumori del colon – spiega Alice Bender, Senior Director of Nutrition Programs dell’istituto – e grigliare carne, sia bianca che rossa, ad alte temperature forma sostanze fortemente cancerogene”.

Il primo consiglio degli esperti è grigliare diversi tipi di alimenti, non solo carni rosse ma anche bianche, il pesce e la verdura. Anche la marinatura, prosegue il decalogo, aiuta a diminuire i rischi. Alternare carne e verdure su uno spiedo, avvertono ancora gli esperti, diminuisce l’area esposta alla fiamma ed è quindi più salutare. Erbe e spezie, sottolinea ancora Bender, è l’indicazione numero quattro, sono molto utili perché contengono antiossidanti naturali.

Poi ancora, il consiglio numero cinque è limitare l’esposizione al fumo, mentre il numero sei è pulire bene le griglie ogni volta che la si utilizza per eliminare i residui che rimangono attaccati che hanno la più alta concentrazione di cancerogeni.

Un altro accorgimento è molto importante, secondo l’esperta e ricercatrice, è quello di ridurre il tempo di cottura.

Consiglio numero nove è scegliere carbone di legni duri, che bruciano a temperature più basse e infine, dieci, prediligere carni più magre, o a cui è stato eliminato il grasso. In ultimo ma non meno importante, girare spesso la carne, in quanto questa procedura di cottura riduce i possibili rischi cancerogeni.

Incontinenza urinaria, la soluzione è nell’elettrostimolazione

Pubblicato il 23 Giu 2019 alle 6:31am

L’incontinenza urinaria, condizione caratterizzata dalla perdita involontaria di urina, può riguardare sia la donna che l’uomo. Si contraddistingue per la perdita di urine occasionale, ad esempio dopo un colpo di tosse o uno starnuto, o per la presenza di uno stimolo a urinare improvviso.

“L’elettrostimolazione e’ un’arma che possiamo utilizzare per il trattamento dell’incontinenza urinaria. Si tratta dell’applicazione di uno stimolo elettrico a una struttura, che sia tipo nervoso sia muscolare, atto ad ottenere un effetto”. Lo fa sapere all’agenzia Dire la dottoressa Antonella Biroli, fisiatra dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino e referente della Commissione multidisciplinare della Societa’ italiana di Urodinamica, in occasione del 43esimo Congresso nazionale della Siud.

“Non si tratta di un’unica tecnica, ma di un insieme di tecniche- spiega Biroli- che variano per sede di applicazione e per caratteristiche dello stimolo che si va ad utilizzare. Si precede in un primo momento con la diagnosi del problema e con la diagnosi funzionale: cosi’, all’interno di un progetto terapeutico che viene definito, possiamo utilizzare l’elettrostimolazione secondo le caratteristiche ben definite e gli obiettivi che ci poniamo. In questo senso, possiamo utilizzarla sia nel campo dell’incontinenza urinaria da sforzo sia da urgenza, con modalita’ differenziate a seconda del problema”.

Per quanto riguarda invece il trattamento del dolore pelvico cronico, questo coinvolge diverse discipline ed e’ multimodale. “Nell’ambito del trattamento, quello riabilitativo gioca senz’altro un ruolo importante- spiega ancora la fisiatra – Un trattamento sia di tipo manuale sia strumentale va indicato a seconda delle caratteristiche del paziente, quindi secondo le caratteristiche del dolore, della fisiopatologia del dolore e della sintomatologia descritta dal paziente”.

Ma il messaggio che per l’esperta vuole lanciare e’ soprattutto questo: “Pur chiamandosi ‘dolore pelvico cronico’, la definizione di ‘cronico’ non deve essere una condanna – conclude la dottoressa Biroli. Si tratta solo di un dolore che perdura nel tempo, ma oggi sono a disposizione armi terapeutiche multimodali in grado di agire nel tempo e di essere d’aiuto a chiunque soffre di questa patologia”.

Inoltre, negli ultimi anni gli urologi stanno ponendo sempre più l’accento sugli interventi chirurgici per risolvere problemi di incontinenza urinaria negli uomini, grazie allo sviluppo di più sofisticati device in grado di limitare quanto più possibile gli eventuali fastidi post-intervento. Si è discusso anche di questo in occasione del 43esimo Congresso nazionale della Società italiana di Urodinamica, in corso a Roma fino a sabato.