rimedi

Muovere le dita dei piedi se si soffre di gambe pesanti

Pubblicato il 21 Set 2020 alle 6:00am

Caviglie e gambe gonfie sono molto diffuse tra molte donne italiane, soprattutto di una certa età. In gravidanza o fra chi soffre di vene varicose. Il gonfiore può essere dovuto a un trauma fisico o alla ritenzione idrica (ovvero un accumulo di fluidi in eccesso).

Tra le principali cause delle gambe gonfie c’è anche lo stile di vita di tipo sedentario. Caviglie, polpacci e cosce tendono infatti a gonfiarsi se si sta troppo tempo seduti o in piedi. Quando si mantengono queste posizioni troppo a lungo, infatti, i liquidi si depositano in basso e ristagnano.

Questo avviene sia per effetto della forza di gravità, sia perché le valvole venose, da sole, non possono garantire il ritorno venoso (ovvero il “viaggio” dei liquidi verso l’alto).

Psoriasi, cosa non fare

Pubblicato il 21 Ago 2020 alle 6:21am

La psoriasi è una malattia cronica della pelle, infiammatoria e cronica e recidivante, caratterizzata da chiazze eritematose ricoperte da uno strato squamoso, generalmente localizzate all’altezza dei gomiti, della ginocchia, della regione sacrale e del capillizio. Stare vicino o toccare una persona che ne è affetta non comporta in alcun modo una trasmissione. E’ buona norma evitare, però, di indossare indumenti troppo stretti che sfregano la pelle e alla provocano abrasioni.

E’ sempre meglio preferire detergenti neutri, non aggressivi, come ad esempio saponi e shampoo dalla consistenza oleata.

Altro consiglio dicono gli specialisti del settore è tenere lo stress sotto controllo. Come anche seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, attività fisica, ricordando che fra obesità e rischio di psoriasi è ancora più alto.

Zecche, come rimuoverle se penetrano nella nostra pelle

Pubblicato il 17 Ago 2020 alle 6:00am

La zecca è un piccolo parassita le cui dimensioni vanno da qualche millimetro ad un centimetro di lunghezza. (altro…)

Come sbarazzarsi delle occhiaie

Pubblicato il 01 Ago 2020 alle 6:18am

Esistono delle cattive abitudini che potrebbero essere la causa delle occhiaie sotto gli occhi. Difficili da coprire anche con il trucco.

Ci sono però degli accorgimenti da adottare per farle apparire meno evidenti o liberarsene completamente.

Vediamo quali sono.

– Evitare di lavarsi il viso con acqua troppo calda. In quanto il calore e il vapore fanno gonfiare il viso e accentuare la pelle scura sotto gli occhi. – Non usare mai la crema solare in quanto potrebbe accentuare il colore scuro delle occhiaie. Bisogna sempre usare la protezione solare sul viso, soprattutto sotto gli occhi, se si esce all’aperto, anche se si esce solo per un po’ e non c’è sole. Accorgimento da adottare anche in inverno. – Evitare di usare un cattivo struccante. Non pulire gli occhi con lo stesso prodotto che si usa per il resto del viso. La pelle del contorno occhi è molto più delicata e non può essere trattata bene con una pulizia aggressiva. Usare sempre un detergente delicato per la pelle del contorno occhi. – Non mangiare troppo sale. Il sale crea ritenzione idrica. In questo modo la pelle del contorno occhi appare più grassa e gonfia. – Dormire bene la notte e almeno 6/8 ore. – Mangiare molta frutta e verdura e bera tantissima acqua ogni giorno.

Cellulite: combatterla è possibile anche da casa!

Pubblicato il 09 Apr 2020 alle 6:19am

La cellulite, è il punto debole di noi donne, per combatterla abbiamo letto articoli, seguito suggerimenti di amiche, visto pubblicità di ogni tipo e provato qualsiasi tipo di crema. (altro…)

Mangiare meno allunga la vita e contrasta l’invecchiamento

Pubblicato il 04 Mar 2020 alle 8:27am

Mangiare meno cibo può arrivare a ridurre infiammazioni del corpo e in generale aiutare a vivere meglio è più a lungo: è questa, la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori con un nuovo studio pubblicato su Cell. (altro…)

Occhiaie, un aiuto dal bicarbonato di sodio

Pubblicato il 25 Feb 2020 alle 6:28am

Il bicarbonato di sodio è diventato negli ultimi anni un prodotto molto utilizzato per le tante proprietà e sui tanti benefici. Questo prodotto può essere utilizzato per una gran varietà di cose, dalla pulizia della casa alla cottura e alla preparazione di dolci e ricette varie. Ma non è finita qui, perché questo prodotto può essere utile anche per migliorare la vostra bellezza di pelle e capelli.

Come ingrediente naturale è efficace nella preparazione di creme, dentifrici, deodoranti, maschere.

Recentemente si è scoperto che il bicarbonato è utile per rimuovere occhiaie e segni di stanchezza dal nostro viso.

Vediamo come preparare una maschera che è un vero e proprio toccasana:

– Camomilla – bicarbonato di sodio – tè – dischetti di cotone

Ecco come preparare il vostro impacco:

1. Preparate una tazza di camomilla, fatela raffreddare e aggiungete un cucchiaio di bicarbonato di sodio e una bustina di tè. 2. Successivamente immergete due dischetti di cotone nella miscela e massaggiate sotto gli occhi. Ponete i due dischetti imbevuti sotto gli occhi e lasciateli agire per circa 15 minuti. 3. Rimuovete i dischetti, sciacquate il viso e applicate una crema idratante.

Ripetete questi passaggi tutti i giorni una volta al giorno. I risultati si avranno già nel giro di pochi giorni di applicazione.

Pressione, ecco gli alimenti che la tengono a bada

Pubblicato il 09 Feb 2020 alle 6:00am

Secondo quanto confermano gli esperti della SIPREC (Società Italiana di Prevenzione Cardiovascolare), il cioccolato fondente (con almeno l’80 per cento di cacao) e il succo di barbabietola sono al momento i due alimenti più efficaci contro la pressione alta.

In particolare i polifenoli del cacao migliorano la biodisponibilità di monossido d’azoto (NO) e quindi la funzione endoteliale, cioè della parete più interna delle arterie. Una revisione su 20 studi clinici controllati e in doppio cieco dimostra che il cioccolato fondente riduce la pressione arteriosa sistolica di 2,77 millimetri di mercurio e la minima di 2,20 millimetri di mercurio.

I flavonoli, presenti in elevate concentrazioni nel tè, cacao e vino rosso, sono i responsabili principali degli effetti cardiovascolari benefici attribuiti al cacao. Ma attenzione: numerosi nutrienti svolgono un’azione antipertensiva.

Oltre ai flavonoidi del cacao e al succo di barbabietola da zucchero, anche licopene, resveratrolo, tè verde, acidi grassi polinsaturi, isoflavoni, lactotripeptidi e peptidi del pesce, L-arginina, potassio, magnesio chelato, calcio, vitamina C, coenzima Q10; picnogenolo, melatonina a rilascio controllato, estratto di aglio invecchiato, probiotici, tè di Giava possono avere un effetto sulla pressione arteriosa.

L’azione ipotensiva (riduzione della sistolica fino a 4-5 millimetri di mercurio e della diastolica fino a 2-3 millimetri di mercurio) spesso è dovuta al loro effetto antiossidante, che consegue ad una aumento di biodisponibilità dell’ossido nitrico. Infine anche i composti fenolici contenuti nelle foglie dell’olivo (oleuropeosidi, flavoni, flavo noli, ecc) esercitano un’azione ipotensiva, mediata dalla vasodilatazione da rilassamento della muscolatura liscia dei vasi arteriosi.

Anche a tavola, bisogna fare moltissima attenzione a cosa si mangia.

Quando puntare su questi alimenti Gli alimenti che contengono principi attivi presenti nei cibi, sarebbero indicati in particolar modo per le persone con pre-ipertensione, ovvero con valori compresi tra 130 – 139 di massima e tra gli 85-89 millimetri di mercurio di minima.

Ovviamente questa sorta di “trattamento” a tavola va sempre associato agli altri consigli in termini di stili di vita, a partire dal controllo del peso e dalla regolare attività fisica che contribuiscono a far calare i valori pressori.

L’attività fisica regolare contribuisce a mantenere sotto controllo la pressione, sia perché aiuta a perdere peso sia perché diminuisce la tensione e quindi favorisce il calo pressorio. Consigliati dunque corsa lenta, nuoto o ciclismo in pianura.

Smettere di fumare è importante perché il fumo tende a far contrarre le pareti dei vasi sanguigni. Importante è poi combattere lo stress, ritagliando ogni giorno un po’ di tempo libero per sé stessi, e tenere sotto controllo un eventuale diabete.

Sciatica, possibili cause e rimedi

Pubblicato il 29 Gen 2020 alle 6:14am

“La sciatica, non è una patologia ma un sintomo che esprime l’infiammazione dello sciatico, il nervo più lungo del corpo umano. Questo comprende alcune fibre nervose degli ultimi due nervi spinali lombari (L4 e L5) e dei primi tre nervi spinali sacrali (S1, S2, S3). Nasce, quindi, nel midollo spinale, transita nel gluteo e nella parte posteriore della coscia fino a raggiungere il piede», spiega Paolo Gaetani, responsabile dell’unità operativa di chirurgia vertebrale all’Istituto di cura Città di Pavia – Gruppo San Donato e co-autore de Il grande libro del mal di schiena (Bur).

La sciatalgia, non è altro che la spia di una condizione o di una malattia che irritano o comprimono il nervo in questione.

«Questo disturbo può essere causato da una protrusione discale. Si tratta di una deformazione dello strato più esterno di un disco intervertebrale che, spesso a causa dell’invecchiamento, si sposta dalla sua sede naturale e comprime i nervi spinali, tra i quali anche lo sciatico», continua Gaetani. In molti casi questa discopatia rappresenta il preludio di un’ernia, caratterizzata dal deterioramento del disco e dalla conseguente fuoriuscita della sostanza gelatinosa (nucleo polposo) contenuta al suo interno, che va a invadere lo spazio circostante e a «schiacciare» le radici nervose. Se ciò avviene nella zona lombare della colonna vertebrale, ecco che può insorgere la sciatalgia. «Questa condizione dolorosa, però, può essere determinata anche da una stenosi spinale, che è il restringimento del canale vertebrale nel quale decorrono le radici spinali, e da una spondilolistesi, contraddistinta da uno scivolamento in avanti di una vertebra rispetto a quella sottostante. Entrambe le patologie possono, in maniera diversa, comportare una compressione del nervo sciatico e accendere il dolore», prosegue il neurochirurgo.

La sciatica, ha origine, il più delle volte a seguito di problematiche di natura non spinale, come avviene nel caso della sindrome del piriforme, un piccolo muscolo che parte dalla superficie interna dell’osso sacro e si connette ai due lati del femore. Se questo è coinvolto in un trauma o è contratto a causa di sforzi fisici prolungati, anche il nervo sciatico può andarci di mezzo e infiammarsi, visto che il piriforme lo ospita nelle proprie fibre. Infine, altra causa è da attribuire ad un affaticamento delle fasce muscolari di gambe e glutei, che può indirettamente provocare pressione sui nervi lombari, o cadute o colpi violenti alla colonna, che possono causare fratture vertebrali e danneggiare le radici nervose spinali.

Quando il nervo sciatico è sollecitato da una pressione anomala si avverte un dolore acuto, che nasce sempre nella zona lombare, scende verso il gluteo e si estende in maniera variabile a seconda della radice interessata (L4, L5, S1, S2, S3). «Si può irradiare, infatti, o lungo l’arto inferiore lateralmente, passando poi per la tibia, o posteriormente, transitando dietro la coscia e per il polpaccio, arrivando fin sotto al piede», precisa Gaetani. Questa condizione dolorosa, che viene spesso descritta come una «scossa elettrica» ed è presente sia a riposo sia durante il movimento, è talvolta accompagnata da una sensazione di bruciore e intorpidimento, formicolio, debolezza dei muscoli della gamba e della caviglia. Raccogliendo informazioni in merito a questa sintomatologia, il medico può già farsi un’idea dell’entità del disturbo che, tuttavia, deve essere confermata da una serie di indagini strumentali.

Diagnosi della sciatica «Esami che solitamente vengono prescritti sono la risonanza magnetica o la Tac, che esplorano le radici dei nervi e, di conseguenza, possono dimostrare quali sono le patologie che provocano l’infiammazione del nervo sciatico», spiega il neurochirurgo. «A volte lo specialista richiede anche la radiografia per verificare la presenza di malformazioni del rachide o listesi».

Manovre manuali la diagnosi della sciatica In alcuni casi il medico ricorre a dei testi mirati di natura manuale. Con la manovra di Lasègue, ad esempio, al paziente, che si trova in posizione supina, viene chiesto di sollevare verso l’alto la gamba estesa e dolente, con la caviglia e il collo flessi. Se le fitte si accentuano quando l’arto in esame è flesso tra i 30 e i 70 gradi, allora con ogni probabilità il nervo sciatico è coinvolto nel processo doloroso. Il medico può servirsi del segno di Wasserman: dopo aver fatto accomodare il paziente in posizione prona, afferrare la gamba fino a formare un angolo di 90 gradi e flettere verso la testa. Anche in questo caso la comparsa di dolore è indicativa di un’irritazione delle radici nervose.

I farmaci consigliati Nella maggior parte dei casi la sciatalgia tende a risolversi senza ricorrere alla chirurgia, ma occorre avere pazienza perché per la guarigione può richiedere dalle sei-otto settimane. «Secondo le linee guida internazionali, la terapia della sciatalgia, indipendentemente dalla patologia che l’ha scatenata, dovrebbe prevedere inizialmente l’assunzione sistemica di farmaci antinfiammatori non steroidei, ad esempio a base di ibuprofene e acido acetilsalicilico, in grado sia di combattere l’infiammazione sia di attenuare la sintomatologia», spiega ancora lo specialista. Talvolta questi vengono prescritti in associazione a miorilassanti locali o orali, che favoriscono il rilassamento della muscolatura e inibiscono la sensazione dolorosa. «Se dopo otto-dieci giorni questi medicinali non hanno sortito alcun effetto e l’entità del dolore è rimasta invariata, si può ricorrere ai farmaci corticosteroidi, per bocca o tramite iniezioni intramuscolaria», aggiunge ancora l’esperto. «Il medico stabilisce dose e durata di questa terapia caso per caso, poiché da questi dipendono gli eventuali effetti collaterali del cortisone, come gonfiore, disturbi gastrointestinali e cefalea».

L’intervento chirurgico Tuttavia, con sintomi molto più severi, tanto da non rispondere ai trattamenti conservativi, lo specialista può suggerire l’intervento chirurgico, che varia a seconda della condizione o della malattia presenti.

Riposo nella fase acuta Quando il dolore è esploso da poco e ha già raggiunto il suo picco bisogna assolutamente evitare di praticare attività fisica. «Gli sport, soprattutto quelli che prevedono corsa, torsioni e repentini cambi di direzione come il tennis, il calcio e il golf, potrebbero aggravare l’infiammazione in corso, favorendone la cronicizzazione», avverte lo specialista.

Liberarsi dallo zucchero, ecco come fare

Pubblicato il 24 Ago 2019 alle 7:40am

Uno dei nemici più grandi e insidi della nostra salute è lo zucchero, che oramai, al giorno d’oggi si nasconde in molti alimenti, a volte anche insospettabili.

Qualche regola, allora, per disintossicarsi non fa male, ma è una forma molto saggia e salutare per ritrovare la forma fisica e scongiurare anche qualche malattia.

Il giornalista scientifico Gary Taubes, uno dei più noti esperti di alimentazione statunitensi e già autore di “Perchè si diventa grassi”, spiega nel suo nuovo libro “Contro lo zucchero”, edito da Sonzogno, perché lo zucchero è pericoloso per la nostra salute. Le sue responsabilità continuano a essere minimizzate, se non addirittura sottaciute, per ignoranza e perfino per la presenza di forti interessi economici. Scavando nella storia di questa “dolce sostanza” – dai suoi usi come conservante nei cibi e come additivo nelle sigarette, fino all’abuso di fruttosio e altri surrogati – l’autore smonta, con lo scrupoloso stile scientifico e divulgativo che lo contraddistingue, la maggior parte delle nostre idee preconcette (ed errate), offrendo una nuova prospettiva che ci permette di prendere decisioni informate sull’utilizzo dello zucchero, come individui e come società.

Un concetto ripreso anche da Charlotte Debeugny, nutrizionista inglese, esperta di alimentazione e dei suoi effetti sulla salute e il benessere, nel suo libro “Come liberarsi per sempre dallo zucchero”, edito da Vallardi: una sorta di manuale di pronta lettura e consultazione, in cui oltre a imparare come leggere le etichette per scovare gli zuccheri nascosti e alcune buone idee per proteggere i bambini dagli zuccheri aggiunti, troverete anche delle ricette golose ma sane.

Ecco allora 10 regole d’oro stilate dalla dottoressa Debeugny: basta impararle e farle diventare una propria abitudine alimentare. Vediamo in sintesi in cosa consistono:

– Imparare a leggere le etichette – Fare il pieno di fibre e proteine – Evitare di mangiare tra i pasti – Imparare a fare la spesa evitando di acquistare cose dolci e alimenti che lo contengono – Non aver paura dei grassi buoni – Cucinare i propri pasti evitando quelli precotti – Variare i sapori e i piaceri – E privarsi del dolce non deve essere più una punizione – Contenere l’alimentazione emotiva – Cercare un equilibrio