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Sistema immunitario, come difenderlo dai virus. La parola all’esperta

Pubblicato il 09 Set 2020 alle 6:00am

La Prof.ssa Debora Rasio – Medico Nutrizionista, Oncologa e Coordinatrice del Master di II livello in Medicina Integrata presso l’Università Telematica San Raffaele di Roma- intervistata da Rtv San Marino spiega bene quali sono i fattori che incidono maggiormente sul nostro sistema immunitario e come è bene poi rafforzarlo.

“Il primo è senz’altro la nutrizione – spiega la specialista. Il sistema immunitario, infatti, non può funzionare in modo adeguato in presenza di malnutrizione – sia per eccesso che per difetto. Non a caso oggi le carenze nutrizionali sono considerate la causa più comune di deficit immunitari nell’uomo. Il tipo di grassi, gli zuccheri, le proteine, le vitamine, i minerali, gli antiossidanti e la fibra che consumiamo con la dieta influenza profondamente la nostra capacità di combattere le infezioni e fanno la differenza tra salute e malattia. A seguire c’è lo stress. In presenza di eccessivo stress il sistema immunitario risulta come “paralizzato” e perde in efficienza e efficacia. Anche la mancanza di sonno rientra nelle diverse tipologie di stress, così come l’eccessiva attività fisica. In ultimo, il microbiota intestinale, ovvero i trilioni di batteri – e virus – che abitano nell’intestino e “dialogano” continuamente con il nostro sistema immunitario influenzandone profondamente il funzionamento”.

Quali sono i micronutrienti più importanti per il sistema immunitario? “La vitamina D, in primis. A dispetto del nome, la vitamina D è un ormone che entra nel nucleo delle cellule dove regola l’espressione dei geni partecipando in modo imprescindibile al corretto funzionamento del sistema immunitario e, in particolare, rendendolo più attivo contro i germi patogeni e, al contempo, contrastando l’eccessiva risposta infiammatoria. Capiamo, dunque, quanto sia importante assicurarsene buoni livelli circolanti. Molti studi confermano che la vitamina D protegge dalle infezioni virali del tratto respiratorio superiore e che, in corso di infezione da Sars-CoV-2, riduce il rischio di gravi complicanze. D’altronde molti ricorderanno come, prima della scoperta degli antibiotici, si potesse guarire da un’infezione grave e complessa come la tubercolosi semplicemente esponendosi alla luce del sole (e quindi attivando la produzione di vitamina D), una scoperta che diede impulso alla costruzione di sanatori in alta montagna, per garantire ai malati la possibilità di curarsi 12 mesi l’anno attraverso l’esposizione costante ai raggi UVB. Questi, infatti, alle nostre latitudini, raggiungono la crosta terrestre a livello del mare soltanto in estate; in inverno e primavera i livelli di vitamina D nel sangue, pertanto, scendono risultando spesso insufficienti, per cui è consigliabile assumere un integratore. Poi la vitamina C, un nutriente essenziale per l’uomo, con funzioni pleiotropiche legate alla sua capacità di donare elettroni e spegnere lo stress ossidativo. Nel corso di un’infezione i livelli sierici di vitamina C diminuiscono rapidamente, probabilmente per il consumo della vitamina C nella reazione di disattivazione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS) e i suoi fabbisogni, di conseguenza, aumentano. La vitamina C, comunque, non funziona solo come antiossidante ma è anche coinvolta nel potenziamento di diverse funzioni del sistema immunitario responsabili dell’uccisione di virus e batteri. Lo zinco, un minerale di cui abbonda la carne e che esercita numerosi effetti sul sistema immunitario. La sua carenza è associata ad una maggiore suscettibilità alle infezioni. Lo zinco inibisce la replicazione nelle vie respiratorie di moltissimi virus, incluso il coronavirus della Sars (SARS-CoV) e riduce la durata e l’intensità dei sintomi in corso di infezioni respiratorie. La vitamina A. Chiamata “vitamina anti-infettiva”, la vitamina A è vitale per l’integrità delle prime linee difensive dell’organismo, in particolare le barriere mucose presenti in occhi, polmoni, intestino e vie urinarie che aiutano a intrappolare virus e altri agenti infettivi. La vitamina A è anche coinvolta nella produzione e nel funzionamento dei globuli bianchi che pattugliano il sangue per riconoscere intrusi esterni. Una mancanza di vitamina A aumenta la suscettibilità alle infezioni e ritarda il recupero in caso di malattia, tanto è vero che nei paesi dove morbillo e malaria sono particolarmente diffusi la mortalità per queste malattie è stata ridotta efficacemente semplicemente somministrando vitamina A ai bambini. Infine la fibra. La fibra, un carboidrato indigeribile presente in frutta, verdura, cereali integrali in chicco e specialmente legumi, nutre i buoni batteri intestinali che cooperano con il nostro sistema immunitario potenziandone l’efficacia contro i germi patogeni. Una dieta ricca in fibra protegge dalle complicanze delle infezioni.

Come assumerli correttamente? E quali cibi possono aiutarci? “L’alimentazione deve essere varia, fondata su alimenti vegetali freschi o minimamente trasformati come cereali in chicco, legumi, frutta secca a guscio, verdure, spezie, erbe aromatiche e frutta, arricchiti da uova, pesce, latticini e carni provenienti da animali allevati all’aperto che forniscono super-nutrienti come vitamina A, zinco e DHA. Per contro, occorre limitare il consumo di biscotti, pani, cracker, dolciumi, creme varie, succhi di frutta, fritture industriali e i vari cibi della ristorazione collettiva e fast food, fonti di zucchero e oli vegetali che indeboliscono l’azione delle cellule immunitarie rendendole meno abili a combattere le infezioni.

Come riconoscere una carenza vitaminica? “Ogni vitamina, quando manca, dà luogo a un caratteristico spettro di sintomi: la mancanza di A, ad esempio, causa infezioni; quella di D rachitismo; un tipico segno di deficit di vitamina C è il sanguinamento delle gengive, mentre il bisogno di zinco si manifesta con la caratteristica comparsa di macchie bianche sulla superficie delle unghie. La mancanza cronica di nutrienti non ci pone solo a rischio di infezioni, ma anche di sviluppare tumori, malattie cardiovascolari, neurodegenerative ecc. e oggi rappresenta una causa sempre più frequente e, purtroppo, spesso non riconosciuta, di grave disabilità”.

Un buon sonno aiuta anche il nostro sistema immunitario… parola di Fitbit!

Pubblicato il 24 Giu 2020 alle 7:07am

Dopo mesi tra le mura di casa, è giunto finalmente il momento di investire il nostro tempo anche fuori, ma rispettando sempre le regole per la propria salute e quella degli altri. Mai come ora, la salute è al primo posto in tutto quello che facciamo e Fitbit, che da sempre ha come missione quella di rendere ogni persona più sana e in forma, è ancora una volta al nostro fianco per supportarci in questa “nuova normalità”. Perché il nostro benessere dipende anche da un insieme di piccole ma fondamentali abitudini quotidiane come dormire bene. (altro…)

Rosa canina, alleata della salute, abbassa trigliceridi e incrementa la vitamina C

Pubblicato il 30 Dic 2019 alle 7:26am

Diffusa in tutta Italia, la rosa spontanea produce bacche con molte proprietà benefiche. La rosa canina la troviamo in Italia sia nei boschi che nelle siepi, è conosciuta anche con il nome di Rosa di macchia o rosa selvatica, tra ottobre e novembre produce delle bacche con dei benefici molto importanti per la nostra salute. (altro…)

Asciugare panni in casa, un comportamento errato che fa male alla salute

Pubblicato il 17 Nov 2019 alle 6:39am

Asciugare i panni in casa è una scelta quasi obbligata, ma una prassi che, per la salute, andrebbe anche evitata.

Secondo la National Aspergillosis Centre di Manchester, infatti, l’umidità che viene generata dai panni stesi, può favorire la proliferazione di un fungo pericoloso per la salute, l’aspergillus fumigatus che se inalato può arrivare a causare una grave infezione dell’apparato respiratorio. Il fungo intacca maggiormente le persone carenti di difese immunitarie o che soffrono di asma.

La Mackintosh School of Architecture di Glasfow ha condotto uno studio sugli alti livelli di umidità presenti nelle abitazioni prive di spazi esterni e ha rilevato che addirittura un terzo di questa umidità deriva proprio dalla biancheria posta ad asciugare in casa.

Le migliori alternative per scongiurare qualunque tipo di problema sono o dotarsi di una asciugatrice, oppure procurarsi un telo in plastica così da proteggere lo stendibiancheria posto all’esterno.

Asciugare il bucato in casa, magari stendendo i panni direttamente sui termosifoni nella stagione invernale e nelle giornate di pioggia, può essere dannoso soprattutto per la salute di alcune persone. Negli ambienti umidi proliferano le muffe, le cui spore, una volta inalate, potrebbero scatenare infezioni polmonari in chi si trova in determinate situazioni patologiche. La dottoressa Francesca Puggioni, pneumologa e specialista in malattie dell’apparato respiratorio in Humanitas, spiega perché la muffa può far male alla salute.

“Le muffe sono microrganismi appartenenti alla famiglia dei funghi”, afferma la dottoressa Puggioni. “Esse si diffondono con la produzione di spore che formano vere e proprie colonie su diverse superfici come, per esempio, i muri di casa (soprattutto se ci sono infiltrazioni), i filtri dei condizionatori, il legno, i tessuti e il cibo, anche se riposto nel frigorifero. Un eccessivo tasso di umidità dell’aria, come quello causato dai panni messi ad asciugare in casa senza la giusta aerazione degli ambienti, rappresenta il terreno fertile per la crescita di muffe”.

“I luoghi più umidi della casa, in cui proliferano le muffe, sono la cucina e il bagno, in particolare per la presenza di lavandini e docce”, prosegue l’esperta. “Le muffe più diffuse negli ambienti domestici, e presenti tutto l’anno, sono l’Aspergillus e il Pennicillum. L’Alternaria e il Cladosporium, invece, sono funghi presenti per lo più sul terreno, poiché si formano in seguito al processo di decomposizione di foglie o frutti”.

“Le muffe sono degli allergeni, ossia delle sostanze che, una volta entrate nell’organismo di soggetti predisposti, possono scatenare reazioni allergiche a carico del sistema respiratorio quali, ad esempio, raffreddori, riniti e forti attacchi d’asma, soprattutto nei bambini”, precisa la dottoressa. “Inoltre, in particolare per gli asmatici o per chi ha un sistema immunitario debole o danneggiato, inalare le spore dell’Aspergillus è molto pericoloso, perché potrebbero sviluppare l’aspergillosi polmonare, una patologia che può avere gravi conseguenze, a volte anche irreparabili, sull’apparato respiratorio”, conclude la dottoressa.

Le principali norme di comportamento, consigliate dagli esperti, sono:

– asciugare i panni bagnati all’esterno e possibilmente al sole; – asciugare la biancheria in un’asciugatrice; – non stendere i panni nelle camere da letto e nelle zone giorno; – areare spesso le stanze dove si stende la biancheria; – deumidificare gli ambienti; – eliminare le muffe.

Morbillo, colpisce due volte, annullando la memoria immunitaria

Pubblicato il 06 Nov 2019 alle 6:04am

Il virus del morbillo resetta il nostro sistema immunitario: cancella infatti, dicono i ricercatori, la memoria spazzando via fino al 73% degli anticorpi che ci difendono da altre malattie come influenza, herpes e polmoniti. Questa ‘amnesia immunitaria’, che può durare anche mesi, è stata documentata per la prima volta in un gruppo di 77 bambini olandesi non vaccinati, al centro di due studi internazionali pubblicati sulle riviste Science e Science Immunology.

Come sottolineano gli stessi ricercatori, i risultati dimostrano che “il morbillo è più pericoloso di quanto immaginiamo” e che “il vaccino ha benefici addirittura superiori all’atteso”, dal momento che può proteggere anche da infezioni secondarie alla malattia. Proprio la vaccinazione ha abbattuto dell’80% i casi di morbillo nel mondo tra il 2000 e il 2017 salvando 2,1 milioni di vite, ma a causa delle più recenti campagne no-vax la tendenza si è invertita, tanto che il numero dei casi dal 2018 a oggi è aumentato del 300%.

Dalle foglie di nespolo l’insulina per il diabete e benefici per fegato e reni

Pubblicato il 23 Mag 2019 alle 10:22am

Le foglie del nespolo sono ricche di sostanze benefiche per l’organismo umano, il diabete e la pressione sanguigna in primis. Da esse si possono ricavare diverse decotti e tisane. (altro…)

Sviluppato gel iniettabile che rigenera muscoli e pelle danneggiati da incidenti stradali e interventi chirurgici

Pubblicato il 04 Mag 2019 alle 7:30am

Arriva un’importantissima scoperta scientifica. Cicatrici e ferite indelebili, muscoli danneggiati da incidenti stradali, interventi chirurgici andati male presto saranno solo un bruttissimo ricordo. Grazie ad un nuovissimo gel riparatore, che promette veramente miracoli per la pelle e muscoli danneggiati!

Un team di ricercatori di Baltimora, nel Maryland, ha annunciato ora un rivoluzionario gel iniettabile, in grado di rigenerare muscoli e pelle cancellando addirittura ogni traccia, ogni segno e ogni cicatrice lasciata sul corpo umano. La soluzione, testata per il momento solo su ratti e conigli, ma si è dimostrata essere veramente molto efficace ed esente da ogni effetto collaterale.

“Un grave danno all’epidermide – spiega Sashank Reddy, chirurgo ricostruttivo e responsabile dello studio – rappresenta per la medicina clinica un problema spesso insormontabile. I chirurghi possono trapiantare del tessuto prelevandolo da un’altra area del corpo, ma questo comporta dei traumi e l’inevitabile perdita di tessuto da un’altra parte del corpo. Oggi si utilizzano anche impianti sintetici, ma il sistema immunitario li combatte, lasciando comunque delle spesse cicatrici. Un’alternativa, efficace tuttavia soltanto sulle piccole ferite, sono i filler di acido ialuronico, ma questi sono inefficaci nella cura di danni complessi”.

Il gruppo di scienziati con a capo il professor Reddy ha trovato un modo per “fortificare” i gel, potenziando i collegamenti molecolari. Tale procedura risulta efficace, ma presenta ancora dei limiti, perché i pori che vengono a crearsi risultano esser tanto piccoli da impedire ai macrofagi e alle altre cellule di penetrare. La soluzione al momento è giunta per caso. Il team ha unito il gel ad un noto polimero biodegradabile, utilizzato per i punti di sutura solubili (polycaprolactone).

L’unione delle due molecole ha permesso di ottenere un composto gel che, nell’arco di poche ore, dava origine ad una vera e propria pelle dalla consistenza e resistenza in tutto e per tutto identica all’epidermide. Il gel al momento è stato testato con successo solo sui ratti e i conigli. Nelle cavie, si legge sulle pagine della rivista Science Translational Medicine, è stato possibile ricostruire blocchi di tessuto delle dimensioni di un dito umano.

Il nuovo gel è “scientificamente all’avanguardia”, commenta Ali Khademhosseini, bioingegnere all’Università della California, a Los Angeles e si spera possa superare i test della Food and Drug Administration degli Stati Uniti (Fda), ed essere utile anche per riparare tessuti molli con funzioni specifiche, come le cellule del muscolo cardiaco. Il composto, in questo caso, dovrà esser testato in laboratorio. Nel frattempo, però, gli scienziati hanno costituito una società, denominata LifeSprout, per commercializzarne il prodotto.

Tumore, in arrivo nuovo vaccino che insegna al sistema immunitario ad ucciderlo

Pubblicato il 16 Apr 2019 alle 8:53am

Ricercatori sono alle prese con un nuovo tipo di immunoterapia contro i tumori iniettando cellule tumorali modificate, quest’ultime in grado di attirare l’attenzione del sistema immunitario che riesce a localizzare e distruggere le cellule malate. (altro…)

Camminare col freddo aumenta le difese immunitarie e riduce lo stress

Pubblicato il 24 Gen 2019 alle 6:09am

Sforzarsi per uscire e andare a fare una lunga camminata veloce, anche in inverno, possibilmente a contatto con la natura, sarebbe molto salutare per una persona, in quanto migliorerebbe le funzioni immunitarie e l’ umore, nonché, il ritmo naturale veglia-sonno. A sostenerlo, diversi esperti Usa interpellati dai media visto che in America le temperature in gran parte del Paese sono sotto lo zero di parecchi gradi.

“La tendenza a restarsene al chiuso quando fa freddo è naturale – osserva John Sharp, psichiatra specialista del ‘disturbo affettivo stagionale’ (Sad) al Beth-Israel Deaconess Center di Boston – ma non è una buona ricetta per sentirsi meglio”. “Troppa poca luce del sole produce stress, influisce sul benessere psico-fisico e ci rende più pessimisti e affaticati”.

E allora ecco le cinque ragioni per alzarsi dal divano, dalla sedia e sfidare anche il gelo delle nostre città.

Numerosi studi hanno rivelato che proprio la ‘terapia della luce’ aiuta contro la depressione stagionale.

Quando si sta all’aria aperta, cresce la produzione di vitamina D, che attiva il rilascio di serotonina, rafforza l’assorbimento del calcio, combatte le infiammazioni e potenzia il sistema immunitario. Bastano 10 minuti al giorno per migliorare i livelli.

Uno studio dell’University of Michigan ha osservato in un gruppo di volontari che aveva camminato in un grande orto botanico, un rafforzamento della memoria del 20%.

Uscire anche con il freddo, dicono gli esperti, è come ‘meditare’ mindfulness: varie ricerche hanno infatti dimostrato che camminare abbassa gli ormoni dello stress e innalza l’attività del sistema immunitario. Anche nel gelo.

Psoriasi, dal 31 ottobre disponibile un nuovo farmaco per forme moderate o gravi

Pubblicato il 03 Nov 2018 alle 6:39am

E’ disponibile dal 31 ottobre, un nuovo farmaco in grado di spegnere l’infiammazione e di aiutare a contrastare i sintomi della psoriasi. (altro…)