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Camminare col freddo aumenta le difese immunitarie e riduce lo stress

Pubblicato il 24 Gen 2019 alle 6:09am

Sforzarsi per uscire e andare a fare una lunga camminata veloce, anche in inverno, possibilmente a contatto con la natura, sarebbe molto salutare per una persona, in quanto migliorerebbe le funzioni immunitarie e l’ umore, nonché, il ritmo naturale veglia-sonno. A sostenerlo, diversi esperti Usa interpellati dai media visto che in America le temperature in gran parte del Paese sono sotto lo zero di parecchi gradi.

“La tendenza a restarsene al chiuso quando fa freddo è naturale – osserva John Sharp, psichiatra specialista del ‘disturbo affettivo stagionale’ (Sad) al Beth-Israel Deaconess Center di Boston – ma non è una buona ricetta per sentirsi meglio”. “Troppa poca luce del sole produce stress, influisce sul benessere psico-fisico e ci rende più pessimisti e affaticati”.

E allora ecco le cinque ragioni per alzarsi dal divano, dalla sedia e sfidare anche il gelo delle nostre città.

Numerosi studi hanno rivelato che proprio la ‘terapia della luce’ aiuta contro la depressione stagionale.

Quando si sta all’aria aperta, cresce la produzione di vitamina D, che attiva il rilascio di serotonina, rafforza l’assorbimento del calcio, combatte le infiammazioni e potenzia il sistema immunitario. Bastano 10 minuti al giorno per migliorare i livelli.

Uno studio dell’University of Michigan ha osservato in un gruppo di volontari che aveva camminato in un grande orto botanico, un rafforzamento della memoria del 20%.

Uscire anche con il freddo, dicono gli esperti, è come ‘meditare’ mindfulness: varie ricerche hanno infatti dimostrato che camminare abbassa gli ormoni dello stress e innalza l’attività del sistema immunitario. Anche nel gelo.

Sindrome da stanchezza cronica, la causa forse in un sistema immunitario iperattivo

Pubblicato il 31 Dic 2018 alle 6:02am

La sindrome da stanchezza cronica (in inglese Chronic Fatigue Syndrome, CFS), caratterizzata da un’estrema spossatezza persistente per almeno 6 mesi accompagnata spesso da scarsa memoria, difficoltà di concentrazione, gola infiammata, mal di testa, sonno non ristoratore, dolore ai linfonodi, è una malattia molto complessa, difficile da diagnosticare e curare, perché non esiste un test che la faccia emergere. Colpisce fino a 17 milioni di persone in tutto il mondo, in prevalenza donne tra i 40 e i 50 anni. Chi ne soffre è spesso costretto a letto e non riesce a svolgere attività di base quotidiane. Le cause sono ancora sconosciute: si è parlato in passato di infezioni virali, di sistema immunitario debilitato o di squilibri ormonali. Oggi un studio recente condotto dai ricercatori del King’s College London’s Institute of Psychiatry, Psychology & Neuroscience ipotizza che dietro a questa sindrome ci sia una risposta immunitaria iperattiva.

Alice Russel e i suoi collaboratori hanno usato l’ interferone alfa per creare un modello della malattia in persone senza sindrome da fatica cronica ma con una patologia diversa, cioè l’epatite C. L’interferone alfa è stato usato come trattamento per l’infezione da epatite C: in quanto in grado di attivare il sistema immunitario allo stesso modo di una potente infezione. Molti pazienti che ricevevano il farmaco sperimentato hanno mostrato grande fatica durante il trattamento e alcuni continuavano a provare affaticamento cronico per molti mesi dopo il completamento della terapia. Il gruppo di studio ha misurato dunque la fatica e alcuni marcatori nel sistema immunitario in 55 pazienti affetti da epatite C prima, durante e dopo il trattamento con interferone alfa. Ebbene 18 di questi volontari su 55 coinvolti nello sutdio, hanno sviluppato una malattia simile alla sindrome da fatica cronica e tutti e 18 avevano un sistema immunitario iperattivo prima del trattamento e una risposta altamente iperattiva durante la terapia.

Questo dicono i ricercatori che «le persone che hanno una risposta immunitaria esagerata a un trigger possono essere più a rischio di sviluppare la sindrome da fatica cronica. Per la prima volta, abbiamo dimostrato che le persone che sono inclini a sviluppare una malattia simile alla sindrome da fatica cronica hanno un sistema immunitario iperattivo, sia prima sia durante una sua sollecitazione».

Settimana stressante? Come rilassarsi con un bagno rinvigorente

Pubblicato il 25 Dic 2018 alle 8:17am

Se la tua settimana è stata particolarmente stressante, non riesci a scaricare le tensioni a staccare la spina, dagli impegni quotidiani, lavoro, figli, casa e famiglia, ecco quello che ci vuole per te!

Prepara la stanza da bagno in anticipo con asciugamani molto soffici, saponi e candele aromatiche stimolanti alla vaniglia, alla cannella oppure all’ylang ylang.

In aromaterapia, quest’olio essenziale viene usato spesso quando le emozioni appaiono un po’ bloccate. Aromatizza l’acqua con due gocce di olio di Patchouli e tre di olio di Sandalo: serviranno a risvegliare i sensi. Tre gocce di olio di Lavanda aiuteranno invece a infondere la giusta sensazione di rilassamento.

Prova! Vedrai che meraviglia! Ti sentirai rinata!

Yoga, oggi 21 Giugno Giornata internazionale

Pubblicato il 21 Giu 2018 alle 6:33am

Oggi 21 giugno 2018 si celebra la quarta Giornata internazionale dello Yoga, pratica millenaria che in Italia ha avuto l’apice del successo soprattutto negli ultimi anni. (altro…)

Stress e caldo, tutta colpa del cortisolo

Pubblicato il 04 Mag 2018 alle 8:00am

L’arrivo della bella stagione è considerato un vero e proprio toccasana per lo stress, ma un recente studio, condotto dall’università polacca di Poznan ha dimostrato che il cortisolo, l’ormone che viene rilasciato nel sangue nelle situazioni di affaticamento, raggiunge dei valori più alti proprio nei periodi estivi, con conseguenza spiacevoli anche per l’organismo. (altro…)

Ecstasy presto in farmacia per ridurre i sintomi dei disturbi da stress post traumatico

Pubblicato il 03 Mag 2018 alle 10:28am

L’MDMA, conosciuta anche come Ecstasy, aiuterebbe i pazienti affetti da disturbo da stress post – traumatico a stare meglio. E’ quanto suggerito da una nuova ricerca condotta dalla Public Benefit Corporation; organizzazione benefica con sede negli Stati Uniti. (altro…)

A Parigi un bar per la meditazione

Pubblicato il 02 Apr 2018 alle 7:27am

Ha aperto da circa un anno a Parigi, il ‘Bar à méditation’. Un bar originale perché non si beve e non si mangia soltanto ma si impara anche a prendersi cura di sé, come? Semplicemente meditando. E grazie alla meditazione , assicura lo staff del ‘bar’ che ci si libera dallo stress, si impara a trasformare l’ansia e l’agitazione in benessere e soprattutto si smettono di ‘ruminare’ i cattivi pensieri: il famoso mumble mumble di paperino.

L’idea di creare questa struttura e di dare questa piacevole opportunità alla clientela è arrivata dalla psichiatra e psicoterapeuta Christine Barois che la gestisce con un team di istruttori qualificati, composto soprattutto da psicologi e psichiatri. Una vetrina su strada a rue Gaillon, vicino l’Operà, che immette in un ambiente rilassato e minimalista. La prima regola varcato l’ingresso è però quello di abbandonare ogni pensiero negativo e la tensione. Di liberarsi immediatamente del telefono cellulare.

La struttura si articola in tre piani: al piano terra si trova lo spazio Gaillon, dove lasciare i propri effetti personali e prepararsi alla sessione di meditazione; al piano primo, nell’area Opéra, hanno luogo le lezioni guidate, al piano -1, denominato Pyramides, è dedicato a coloro che preferiscono meditare in maniera autonoma. Il ‘bar’ apre alle 8 per consentire la frequentazione anche prima di andare al lavoro. Infatti, sostiene lo staff ‘‘la meditazione non è un’evasione ma un incontro sereno con la realtà’’ e dunque sarebbe salutare meditare un po’ ogni giorno soprattutto prima di iniziare le fatiche quotidiane. Per questo le sessioni non durano mai più di 30 minuti e i costi sono contenuti, 20 euro.

Il prezzo aumenta, ma di poco, per le lezioni con l’istruttore e per i corsi a tema, e il miglioramento della vita quotidiana e lavorativa è assicurato visto che, secondo gli esperti, la meditazione migliora la concentrazione, la creatività, la memoria e rende più sereni.

Magnesio, un aiuto naturale per stress e stanchezza

Pubblicato il 08 Mar 2018 alle 10:40am

Il magnesio è un minerale essenziale presente in natura e i tutti gli alimenti. Dalle innumerevoli proprietà salutari per l’organismo e per questo, in caso di carenza, ne viene consigliata l’integrazione. (altro…)

Fibromialgia, la malattia invisibile che ha costretto Lady Gaga a disdire 10 concerti del tour europeo

Pubblicato il 04 Feb 2018 alle 8:30pm

Fibromialgia, patologia reumatologica di cui soffre anche Lady Gaga, la quale ha annunciato sui social che proprio a causa di questa malattia è costretta ad annullare le ultime 10 tappe della sua tournèe europea, perché ‘devastata dai dolori’.

La patologia, apparentemente invisibile è infatti definita anche ‘sindrome del dolore che non si vede’. E’ una patologia, quasi interamente al femminile, che causa un insieme di sintomi fisici e psichici particolarmente debilitanti ma che non compaiono nelle analisi di laboratorio. Si presenta con dolori muscolari e senso di affaticamento, disturbi del sonno, reflusso gastroesofageo, colon irritabile e anche problemi cognitivi e di memoria.

In Italia il 15 novembre scorso la Commissione Affari sociali della Camera ha approvato un testo che prevede di includere la fibromialgia nell’elenco delle malattie croniche di rilevante impatto sociale e sanitario e che devono rientrare nei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

Piercarlo Sarzi Puttini, reumatologo dell’Ospedale Sacco di Milano l’ha definita un “dolore del corpo e dell’anima”, di cui soffrono circa due milioni di italiani, e al 90%, donne.

“Una sindrome – ha precisato – difficile da diagnosticare, perché concorrono sintomi numerosi e diversi fra loro. Non si può estirpare chirurgicamente e riduce le capacità di svolgere un’efficiente attività lavorativa e di avere una vita sociale appagante”.

Le cause? “Può esserci predisposizione genetica – ha detto lo specialista in reumatologia – ma concorrono soprattutto variabili ambientali, socioculturali: lo stress a cui ogni giorno è sottoposta la donna giustifica la prevalenza nel sesso femminile. Ci possono anche essere stati, nella vita di queste pazienti, un particolare trauma, dinamiche familiari negative, abusi fisici o sessuali. Ma il primo movente è senz’altro un disturbo della percezione del dolore”.

Era il 13 settembre quando, al Toronto Film Festival, la cantante ha rivelato per la prima volta di soffrire di fibromialgia. La pop star americana di fama internazionale su twitter ha annunciato che dovrà dedicarsi alla sua salute e uscirà a breve un documentario in cui parla della fibromialgia sperando che serva ad aumentare la consapevolezza su tale sindrome e a connettere tra loro le persone che ne soffrono.

Cucinare aiuta a comunicare e ad allentare lo stress

Pubblicato il 04 Gen 2018 alle 6:46am

Chi ama cucinare secondo i psicologi, possiede un antistress terapeutico, in grado di mettere le persone più chiuse e riservate in contatto con gli altri e tutto proprio attraverso il cibo. (altro…)