vitamina D

Vitamina D, una buona alleata contro il coronavirus

Pubblicato il 17 Mag 2020 alle 7:50am

Giancarlo Isaia e Enzo Medico dell’Università di Torino, hanno effettuato una ricerca dimostrando che molti pazienti ricoverati in ospedale per covid 19 presentavano una elevata prevalenza di ipovitaminosi D. (altro…)

Vitamina D, bastano solo 10 minuti al sole per avere ossa più forti

Pubblicato il 08 Mar 2020 alle 6:08am

“Bastano anche dieci o quindici minuti al giorno, di esposizione solare, come il viso, con le dovute protezioni solari, anche totali, a non fermare i recettori di vitamina D e quindi godere dei possibili benefici in salute. Lo dice la dottoressa Russo, chiarendo che “anche con una protezione alta, ci si abbronza comunque”.

Ma perché la vitamina D è particolarmente importante per gli sportivi?

“I recettori che, grazie al sole, attivano la vitamina D non sono presenti solo sulla pelle, ma anche nelle fibre, tra cui le fibre muscolari. In particolare queste fibre sono coinvolte nel mantenimento dell’equilibrio e nella contrazione rapida di breve durata, quindi negli sport ad alta intensità. In realtà si è scoperto anche che negli sport aerobici la vitamina D dà dei buoni risultati perché abbassa la frequenza del battito cardiaco, migliorando l’ossigenazione dei tessuti. Nel complesso la vitamina D riduce tutti i disturbi infiammatori”.

Ma la funzione principale della vitamina D è quella di stimolare il metabolismo del calcio e quali sono le altre proprietà?

“Sicuramente la sua proprietà fondamentale è di evitare la osteopenia, che può degenerare in osteoporosi, garantendo che il calcio non venga liberato ma compattato. Pare però che sia anche utile nel caso di infezioni e disturbi intestinali. Quindi per gli sportivi si rivela preziosa a livello di microbiota, con tutto ciò che questo significa. Un intestino che funziona bene e una flora intestinale sana permettono un miglior assorbimento di tutti i nutrienti e migliorano il sistema immunitario. Il consiglio, quindi, è di fare sport all’aperto. In ogni caso il movimento stesso aiuta a mantenere l’elasticità dell’osso, perché ne migliora l’ossigenazione. Ma potrebbe non essere abbastanza. Per questo alcuni endocrinologi consigliano anche integrazioni di vitamina D”, conclude la dottoressa Russo.

Carenza di vitamina D, un frutto per recuperarla subito

Pubblicato il 29 Gen 2020 alle 6:50am

In presenza di carenza da Vitamina D, esiste però un frutto in grado di risolvere questo problema e farla recuperare subito. Si tratterebbe infatti dell’arancia. Per ottenere maggiori benefici è importante assumere il succo puro, senza l’aggiunta di acqua o zucchero.

La carenza di vitamina D nel nostro organismo si rivela attraverso segnali ben precisi a quali ad esempio dolori ossei e debolezza muscolare. Lo scarso apporto di vitamina D nell’organismo, a lungo andare, determina un campanello d’allarme per eventuali problemi cardiaci oltre anche ad aumentare il rischio di osteoporosi.

La sudorazione delle mani è da non sottovalutare così come la comparsa di un umore altalenante. Molto efficace ai fini di una giusta integrazione, anche l’esposizione solare. Mangiare frutta e verdura, formaggi e latticini. Frutta secca.

Gravidanza tardiva, oltre i 40. Ecco cosa assumere per rimanere incinte

Pubblicato il 17 Nov 2019 alle 6:23am

I ritmi naturali del corpo femminile prevedono che la donna sia fertile fino ai 43-44 anni, anche se entro i 48 è ancora possibile diventare mamme. L’alimentazione gioca un ruolo chiave nella difesa della fecondità. Vediamo quali alimenti sostanze non devono mai mancare, nell’alimentazione di una donna che vuole diventare mamma in tarda età.

Acido folico S’inizia ad assumerne 400 microgrammi ogni giorno già quando la donna decide di fare un figlio. È importante per la formazione del sistema nervoso centrale e per prevenire la spina bifida nei bambini. In natura lo si trova nelle verdure con foglie grandi verdi scuro (spinaci, verze, broccoli, coste).

Omega 3 Neurotrofici, aiutano la formazione del sistema nervoso centrale del bimbo, e, presi anche durante l’allattamento, proteggono la pelle del bebè, spesso soggetta a crosta lattea ed eczemi pruriginosi. Ne sono fonti alimentari il pesce azzurro e tutti i semi che contengono oli (noci, mandorle, sesamo, girasole, chia).

Iodio e selenio Supportano la funzione tiroidea della mamma, che all’inizio deve lavorare per due in quanto il bimbo non ha una propria tiroide competente fino al sesto o al settimo mese di vita intrauterina. Questo può comportare nella donna una sorta di un ipotiroidismo transitorio nel primo trimestre provoca un notevole aumento di peso. Fonti alimentari ricche di iodio sono i pesci azzurri e le alghe, mentre il selenio è presente, oltre che negli stessi pesci, anche in legumi e patate.

Inositolo Prodotto di sintesi dalle carrube, lo si trova solo sotto forma d’integratore ed è utile per il controllo glicemico, in quanto abbassa le probabilità della mamma di contrarre il diabete gestazionale. A questo fine è utile seguire una dieta che preveda il contenimento delle calorie: l’accrescimento di peso «concesso» dai ginecologi è di 10 chili, anche se la maggior parte delle donne aumenta di 12 o 13.

Calcio e vitamine D La mamma perde calcio perché il figlio glielo sottrae, direttamente dalle ossa (generalmente dal femore) durante tutto il suo processo di formazione dello scheletro e poi attraverso anche l’allattamento. In mancanza di una corretta integrazione, in cui la vitamina D serve per l’efficiente assorbimento intestinale del calcio, la donna vede aumentare il rischio di fratturarsi il femore in età senile.

Vitamina B6 Appartenente al gruppo B, è utile per combattere l’affaticamento, è contenuta nei vari integratori per la sua funzione antinausea. Aiuta anche a tonificare e rafforzare muscoli.

Agenzia del farmaco, limiti alla prescrizione della vitamina D

Pubblicato il 03 Nov 2019 alle 6:20am

La Nota 96 “ha modificato le modalità di prescrivibilità a carico del Servizio sanitario nazionale (Ssn) dei farmaci classificati in fascia A a base di colecalciferolo, colecalciferolo/sali di calcio e calcifediolo per la prevenzione e il trattamento della carenza di Vitamina D nella popolazione adulta (>18 anni). Restano confermate invece le condizioni di rimborsabilità a carico del Ssn di tali farmaci per i pazienti pediatrici, in attesa di un analogo processo di rivalutazione”. Ad affermarlo è l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) sul proprio sito web, dopo le polemiche dei giorni scorsi in merito al cambio delle condizioni di prescrivibilità dei farmaci contro la carenza di vitamina D. (altro…)

Una carenza di vitamina D rende più deboli i muscoli degli anziani

Pubblicato il 02 Nov 2019 alle 6:23am

La carenza di vitamina D è un fattore determinante per la scarsa funzionalità dei muscoli negli over-60. A dirlo è uno studio condotto al Trinity College di Dublino e che è stato pubblicato sulla rivista scientifica Clinical Interventions in Aging, il quale, spiega, che mantenere la funzione dei muscoli scheletrici (quelli che generano il movimento) per tutta la vita è una componente cruciale di un buon invecchiamento per la mobilità, la qualità della vita e per ridurre le cadute e la fragilità. Secondo quanto riportato dagli scienziati, la prevalenza della debolezza muscolare era doppia nelle persone con deficit di vitamina D (40,4%) rispetto a chi, invece, aveva una dose giornaliera adeguata vitamina D (21,6%). Allo stesso modo, le “prestazioni muscolari” più deboli sono state rilevate 3 volte in più negli anziani con carenza di vitamina D (25,2%) rispetto agli altri (7,9%). Lo studio ha confermato i benefici associati all’attività fisica. Gli adulti più anziani che facevano un movimento moderato più regolare avevano una probabilità in meno di avere una scarsa forza muscolare.

“La carenza di vitamina D e l’attività fisica sono fattori modificabili – a spiegarlo è Eamon Laird, ricercatore che ha condotto lo studio – Alcuni paesi, ad esempio la Finlandia, hanno attuato con successo una politica di integrazione alimentare della vitamina D che ha quasi eliminato la carenza della popolazione”.

Vitamina D, in aiuto contro la Sclerosi Multipla

Pubblicato il 04 Ott 2019 alle 6:49am

Diversi studi medici dimostrano che la Vitamina D è fondamentale nella prevenzione e cura della sclerosi multipla. (altro…)

Articolazioni, come tenerle in salute

Pubblicato il 03 Set 2019 alle 9:00am

Il corpo umano è considerato una macchina perfetta… Nel suo massimo splendore può sembrare indistruttibile. In realtà , però, non è così, anzi… Tante le parti del nostro corpo umano, molto delicate che possono deteriorarsi o danneggiarsi.

Le articolazioni sono infatti, dispositivi di giuntura tra capi ossei, connessi tra loro tramite i tessuti connettivi. A seconda delle differenze di mobilità e di escursione si dividono in articolazioni mobili come quelle della spalla, del gomito e del ginocchio, e semimobili come ad esempio quelle tra le vertebre e articolazioni fisse di ossa e cranio.

Il nostro corpo ha circa 360 articolazioni e lo spazio intra-articolare è formato da diversi elementi. Tra questi ci sono anche:

– la membrana sinoviale, una membrana sottile che riveste interamente la capsula articolare e la parte articolare dell’osso. Riveste anche i legamenti interarticolari e i tendini e contiene il liquido sinoviale, una sostanza che serve a lubrificare le articolazioni; – la cartilagine articolare, la membrana che riveste le superfici articolari il cui spessore va da 0,2 a 6 mm. Riduce l’usura degli stessi nelle sollecitazioni fisiologiche e nei microtraumi, però proprio per il suo spessore minimo e per la costanza con la quale viene sollecitata è soggetta a usura. Quando l’organismo non ha cartilagini trofiche e in salute, diventa molto difficile effettuare lavori fisici e si avvertono forti dolori alle articolazioni. Con l’avanzare dell’età, la rigenerazione del tessuto che la compone è sempre più difficile e per questo è importante l’integrazione alimentare dei nutrienti che formano le cartilagini.

Non sempre i problemi legati alle articolazioni interessano i vecchi, ma anzi una delle patologie più diffuse tra adolescenti e giovani è il morbo di Osgood-Schlatter, che tra le cause più comuni ha lo squilibrio tra la crescita scheletrica e la crescita dell’apparato muscolo-legamentoso, per cui l’accrescimento osseo anticipa, l’accrescimento di muscoli e legamenti. Dunque il ginocchio, crescendo più in fretta, praticamente “raschia” a causa di una cartilagine non adatta, dando dolore. Questa condizione comunque si risolve da sola con la crescita e non comporta niente di grave.

Per combattere questi problemi ad articolazioni, legamenti e cartilagini il primo passo fondamentale è quello di fare attività fisica: sedentarietà e pigrizia sono le nemiche numero uno per le ossa e le cartilagini. O al contrario attività sportive troppo intense.

Il nuoto è indicato come attività fisica e sportiva per eccellenza per rafforzare e tenere in salute le articolazioni, poiché i movimenti eseguiti in acqua aumentano la loro mobilità e la loro resistenza, senza pesare sulla colonna vertebrale. LO stesso dicasi di yoga e pilates, purché l’allenamento avvenga sotto la guida di un esperto e con la dovuta gradualità.

Perché le articolazioni funzionino correttamente e senza creare problemi è necessario che siano presenti in quantità adeguata nel nostro organismo una serie di componenti come quelli naturalmente presenti nella cartilagine, tra cui acido ialuronico, glucosamina e il condroitin solfato.

L’usura delle cartilagini è sicuramente l’elemento che più è comune come causa di tutte le patologie articolari, e dolore, gonfiore e immobilità. Il ricorso a terapie farmacologiche per la gestione dei sintomi può essere comprensibile, ma è poco efficace se non si agisce direttamente sulla causa del problema.

In commercio è possibile trovare integratori alimentari per le articolazioni e la cartilagine, riconosciuti dal ministero della salute.

Altra cosa molto importante, è la giusta quantità di vitamina D che può essere introdotta attraverso l’alimentazione (tramite determinati alimenti), l’esposizione alla luce solare, o mediante assunzione di integratori alimentari che lo contengono.

Bambini e vitamina d, quando l’esposizione solare non è abbastanza

Pubblicato il 21 Giu 2019 alle 7:42am

La vitamina D fa bene alle ossa, e soprattutto dei più piccoli. L’esperto di genetica Steve Jones solleva una importante analisi delle abitudini dei bambini e ragazzi di oggi. E pone l’accento sul’importanza degli integratori di vitamina D durante il recente Hay Literary Festival, tenuto in Galles.

I bambini di oggi trascorrono all’aria aperta un’ora in meno al giorno rispetto a quelli di dieci anni fa. Ciò vuol dire che soffrono di più di carenza da esposizione solare.

“Il rachitismo (una delle conseguenze dell’assenza di vitamina D, ndr) sta tornando – allerta Steve Jones, che insegna genetica alla University College of London – e anche con una certa velocità. È un problema che si sta ripresentando per colpa del cambiamento comportamentale dell’essere umano”. Trascorrere più tempo nei parchi, infatti, non è solo una priorità per garantire la salute mentale nell’infanzia ma anche per controllare altri aspetti salutari particolarmente importanti, tra cui la pressione sanguigna. “Andare in spiaggia e restare al sole per un’oretta fa sì che la pressione sanguigna rallenti di circa dieci punti, perché i vasi sanguigni si rilassano”, conferma Jones.

L’esperto certamente, fa riferimento alla carenza di vitamina D nei bambini scozzesi, e la Scozia – quanto a sole – sta messa piuttosto male già di suo (come il resto tutto il Regno Unito). Ma il problema principale non è tanto questo qua: ma, l’importanza e l’urgenza di portare i bambini all’aria aperta e allontarli da tablet e telefonini. “Il rachitismo (una delle conseguenze dell’assenza di vitamina D, ndr) sta tornando – ci allerta Steve Jones, che insegna genetica alla University College of London – e anche con una certa velocità. È un problema che si sta ripresentando per colpa del cambiamento comportamentale dell’essere umano”. Trascorrere più tempo nei parchi, infatti, non è solo una priorità per garantire la salute mentale nell’infanzia ma anche per controllare altri aspetti salutari particolarmente importanti, tra cui la pressione sanguigna.

E dove non arriva il poter stare al sole e assumere le giuste quantità, si raccomanda un’integrazione mirata anche per loro, sotto controllo medico.

Diabete, vitamina d non riduce il rischio

Pubblicato il 11 Giu 2019 alle 11:14am

Assumere supplementi giornalieri di vitamina D non risolvere il problema. Non metterebbe al riparo dal significativo rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 in soggetti predisposti e che presentano un livello sufficiente di tale vitamina. (altro…)