Ministero della salute stabilì nel 2015 che bastavano in Italia 1200 posti letto. Consiglio di Stato ribalta tutto e dice che il minimo è di 6000 altrimenti è diritto alla salute negato

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 02 Mar 2019 alle ore 12:16pm

Il Consiglio di Stato ha annullato il fabbisogno programmato nel 2015 dal Ministero della Salute in 1.200 posti letto per tutta Italia.

Oltre 6.000 i posti letto valutati come necessari da società scientifiche e dati epidemiologici. L’accesso a percorsi di neuroriabilitazione di alta specialità per pazienti con gravi lesioni del sistema nervoso è un diritto alla salute “non sacrificabile” pure nel doveroso rispetto delle esigenze di bilancio e di contenimento della spesa pubblica sanitaria. Non solo pazienti che hanno attraversato un periodo di coma devono poter essere trattati in strutture di alta specialità neuroriabilitativa, ma qualsiasi paziente che abbia subito una grave lesione del sistema nervoso. Lo ha affermato oggi il Consiglio di Stato con una sentenza che annulla quanto stabilito dal Ministero della Salute con il decreto 70 del 2015 in riferimento al fabbisogno di posti letto di neuroriabilitazione di alta specialità, in seguito ad un ricorso della Fondazione Santa Lucia.

Un fabbisogno che quel Decreto fissava in un massimo di 1.200 posti letti in tutta Italia, ma il Consiglio di Stato ha giudicato “non supportato da idonea motivazione e istruttoria, risolvendosi dunque in un’ingiustificata compressione del diritto alla salute”. La sentenza del Consiglio di Stato conclude un iter della giustizia amministrativa avviato dalla Fondazione Santa Lucia IRCCS, che sia presso il TAR del Lazio che presso il Consiglio di Stato ha sottolineato come il calcolo del fabbisogno di posti letto di neuroriabilitazione di alta specialità in Italia vada rivisto in uno sforzo comune per meglio conciliare i bisogni di salute in questo settore della medicina con le risorse disponibili.