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Caffè, quanti al giorno per salvaguardare il cuore?

Pubblicato il 15 Mag 2019 alle 10:51am

Secondo un recente studio condotto dalla University of South Australia e pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrion “Il caffè è lo stimolante più consumato al mondo, in quanto, ci sveglia, aumenta la nostra energia e ci aiuta a concentrarci, ma molto spesso ci si chiede anche quanto caffè si possa consumare. – A spiegarlo l’autore dello studio, Elina Hyppönen – la quale afferma che – La maggior parte delle persone è d’accordo sul fatto che se si beve tanto caffè, ci si sente poi più nervosi, irritabili, e magari anche un po’ nauseati”.

Prendendo in esame i dati di 347.077 soggetti tra i 37 e i 73 anni raccolti nella Biobank del Regno Unito, dall’analisi condotta è emerso che bere più di 6 caffè al giorno possa aumentare del 22% il rischio di insorgenza dell’ipertensione, come primo segnale delle malattie cardiovascolari e patologie del cuore. Questa è la prima volta in cui viene fissato un limite massimo in merito a quanti caffè si possano bere al giorno per salvaguardare la propria salute.

La mutazione del gene CYP1A2 permetterebbe di fatto, di metabolizzare più velocemente la caffeina. L’analisi ha messo in luce che i soggetti portatori di questa mutazione assimilando il principio attivo del caffè ad una velocità quattro volte superiore alla media non ha evidenziato che queste persone possano consumare con maggiore frequenza la bevanda senza presentare effetti collaterali. “Si stima che tre miliardi di caffè vengano bevuti ogni giorno in tutto il mondo. – conclude Hyppönen – Conoscere i limiti di ciò che ci fa bene oppure no è un imperativo. E come per molte altre cose, si tratta solo di consumarlo con moderazione”.

Ecco perché piacciono tanto caffé e birra

Pubblicato il 11 Mag 2019 alle 7:26am

Secondo la ricerca della Northwestern University, pubblicata sulla rivista scientifica Human Molecular Genetics bere caffè e birra piacciono tanto non per il gusto, ma per le sensazioni che danno, l’energia che si assapora ad esempio bevendo un caffè espresso. Preferenze che non dipendono dalle variazioni nei geni che controllano il gusto, ma dalle proprietà psicoattive delle bevande. (altro…)

Caffè, studio rivela, può causare cancro ai polmoni

Pubblicato il 07 Apr 2019 alle 6:27am

Il consumo di due o più tazze di caffè o tè al giorno sarebbe in grado di aumentare il rischio di sviluppare un cancro ai polmoni, secondo una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati presentato alla conferenza annuale dell’American Association for Cancer Research che si è tenuta ad Atlanta, in Georgia.

Gli autori dello studio hanno condotto uno studio su 17 analisi precedenti condotte negli Usa e in Asia, che ritenevano che l’assunzione delle due bevande fosse correlata all’insorgenza del tumore ai polmoni. Le ricerche analizzate si sono concentrate su persone non fumatrici alle quali è stata diagnosticata, però, la malattia.

Il consumo di tè e caffè sono strettamente correlate alle abitudini dei fumatori, gli studi precedenti potrebbero aver prodotto risultati incoerenti, si legge in una nota della ricerca. L’autore principale di questa nuova analisi è Jingjing Zhu dell’Università di Vanderbilt, che ha indicato che nelle precedenti indagini non era distinto ciò che causava lo sviluppo del cancro del polmone, tra il tabacco e le due bevande.

Ora, però, il nuovo studio ha rilevato che le persone che non fumavano ma bevevano due o più tazze di caffè al giorno avevano il 41% di possibilità in più di sviluppare la malattia, rispetto a quelle che non bevevano le due bevande. Allo stesso modo, i non fumatori che consumavano due o più tazze di tè al giorno avevano il 37% in più di probabilità di sviluppare quel tipo di cancro rispetto a quelli che non le bevevano.

Un rischio questo che era molto simile a tutte le età e razze e per tutti i tipi di caffè. Il caffè decaffeinato era associato al 15% in più di probabilità di provocare la malattia rispetto al caffè con caffeina. In questo caso, gli autori del nuovo studio suggeriscono che la caffeina non è l’innesco del cancro del polmone, ma qualcosa nel processo di torrefazione del caffè che crea il legame tra il consumo delle bevande e il rischio di sviluppare questo tipo di tumore.

Chiara Ferragni, fan spende 5.700 euro per incontrarla al bar. Somma devoluta a White Mathilda

Pubblicato il 16 Gen 2019 alle 6:46am

Dopo la bottiglia d’acqua a sei euro e il corso di make up a 650 euro, Chiara Ferragni ci riprova, lanciando una costosa iniziativa benefica. Un appuntamento con i fans al bar per donare la somma offerta per tale incontro. Ad aggiudicarsela per 5.700 euro è un fan che potrà prendere con lei un caffè, farsi una bella chiacchierata in occasione della settimana della Moda a Milano, sulle ultime tendenze di stile e sui «piccoli segreti e accorgimenti da seguire per essere sempre super trendy». Per l’incontro erano arrivate oltre 100 offerte.

L’iniziativa è stata creata dal sito Charity Stars e il ricavato, come deciso dalla Ferragni stessa, sarà devoluto a White Mathilda, un’associazione di promozione sociale che gestisce diversi sportelli antiviolenza e che collabora con le istituzioni e gli enti locali nel tentativo di vincere la battaglia contro le violenze di genere e aiutare le donne vittime di maltrattamenti, discriminazioni e bullismo.

Ma chi è il fortunato vincitore? Per ora di lui si sa solo che il suo nickname è Poulsenjr.

I caffè che non fanno male in una sola giornata

Pubblicato il 15 Dic 2018 alle 7:54am

Il Ministero della Salute basandosi sui dati raccolti dall’EFSA – Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare specifica innanzitutto un dato molto importante: ovvero che la caffeina non è contenuta soltanto nel caffè. Bensì, è presente anche nel cacao,, in alcune bacche come ad esempio il guaranà e viene aggiunta a moltissime bevande energetiche, come i soft drink, ma anche molti dolci e prodotti di pasticceria. Persino in alcuni farmaci ed integratori alimentari. Insomma, facendo un po’ di conti, quanti caffè possiamo bere nel corso di una giornata?

Occorre innanzitutto, dicono gli esperti, considerare anche se la caffeina è stata consumata anche attraverso altri alimenti. Una volta assunta, essa rimane nell’organismo per circa 4 ore (stima di media, il tempo esatto dipende da fattori fisici soggettivi).

E secondo lo studio condotto dall’EFSA, un adulto, in buona salute, può assumere fino a 200 mg di caffeina per dose. Tuttavia, già con una dose di 100 mg si possono avvertire influssi negativa sulla vita quotidiana e soprattutto sul dormire. Fino a 400 mg al giorno comunque sono facilmente sopportabili, se si è adulti e si gode di buona salute. Discorso cambia di molto, invece, se parliamo di anziani, persone con problemi di salute, donne in gravidanza e adolescenti.

A quanti caffè corrispondono dunque queste misure?

Ebbene, difficilmente un caffè espresso supera gli 80 mg di caffeina. Mentre un caffè americano, lungo e in tazza grande, può arrivare sino a 90 mg.

Cinque caffè al giorno sono anche troppi. Meglio rimanere al di sotto di tale cifra per essere sicuri di non esagerare e non avere ripercussioni negative sulla propria salute. Quindi è già al terzo o quarto espresso è bene fermarsi. Specialmente, se nel corso della giornata si assumono anche tè, cioccolato, cocacola, o bibite energetiche.

Il caffè, un valido alleato contro il dolore

Pubblicato il 01 Ott 2018 alle 9:06am

Bere regolarmente caffè e altre bevande contenenti caffeina aiuta a sopportare meglio il dolore. Aumenta infatti la soglia di tolleranza. A rivelarlo è un nuovo studio condotto dallo psicologo Burel Goodin, della University of Alabama a Birmingham e pubblicato sulla rivista scientifica Psychopharmacology. La notizia è stata resa nota a pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Caffè istituita dall’International Coffee Organization (ICO), avviato in collaborazione con l’ONU per migliorare la cooperazione tra le nazioni che consumano, distribuiscono e producono caffè.

Goodin ha coinvolto 62 individui dai 19 ai 77 anni e stimato per l’intero campione un consumo medio di caffeina di 170 milligrammi al giorno, pari a circa due tazzine di caffè, sebbene il 15% dei partecipanti consumasse oltre 400 milligrammi al giorno di caffeina. Ha condotto un test per misurare la soglia individuale del dolore: ebbene i volontari venivano stimolati sull’avambraccio con applicazione di calore e pressione a intensità crescenti e decrescenti e veniva chiesto loro di dire quando il dolore diveniva insopportabile e quando invece tornava a essere un fastidio tollerabile.

Da qui è emerso poi che pur tenendo conto di altri fattori noti che possono influenzare la soglia del dolore (ad esempio sesso, consumo di alcolici e fumo etc), la capacità di sopportazione individuale cresce al crescere del consumo giornaliero di caffeina.

Il caffè allunga la vita

Pubblicato il 04 Lug 2018 alle 10:22am

Bere caffè è confermato dai ricercatori, allungherebbe la vita delle persone, anche quando se ne consumerebbe davvero tanto. A rivelarlo un recente studio pubblicato da Lancet Internal Medicine, secondo cui la mortalità calerebbe del 12% anche in chi è più sensibile agli effetti della caffeina. (altro…)

Bere 4 tazzine di caffè espresso al giorno fa bene al cuore

Pubblicato il 25 Giu 2018 alle 7:10am

Bere quattro tazzine di caffè espresso al giorno si scopre che faccia molto bene alla salute del cuore. La caffeina, infatti, può proteggerlo dall’invecchiamento, riparando persino le cellule danneggiate. A dimostrarlo è un team di ricercatori tedeschi della Facoltà di medicina dell’Università Heinrich-Heine di Duesseldorf e dell’Istituto di ricerca per la medicina ambientale IUF-Leibniz, che ha condotto una serie di esperimenti su topi e cellule umane coltivate in laboratorio. (altro…)

Nuovo studio rivela che il caffè sveglia anche i circuiti genetici

Pubblicato il 21 Giu 2018 alle 12:21pm

Il caffè riesce a svegliare anche i circuiti genetici. A dimostrarlo i test di biologia sintetica nei quali la caffeina è stata utilizzata per attivare il circuito che regola i livelli di glucosio nel sangue, costruito in laboratorio e trasferito in un topo nel quale era stato riprodotto il diabete umano di tipo 2, che nel mondo colpisce 400 milioni di persone. Il risultato, questo è quello che è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications, ottenuto dal gruppo del Politecnico di Zurigo coordinato da Martin Fussenegger.

Per verificare se la caffeina era effettivamente in grado di controllare il livello del glucosio i ricercatori hanno progettato e costruito in laboratorio un circuito genetico sintetico chiamato C-Star (caffeine-stimulated advanced regulator) che risponde alla caffeina contenuta nei prodotti normalmente in commercio e che produce una molecola utilizzata per la terapia del diabete di tipo 3. Trasferito nei topi, il circuito genetico ha aiutato a controllare il livello del glucosio, con l’aiuto della caffeina.

I ricercatori precisano infatti che si tratta di una prova di principio e c’è ancora molto da fare prima che questo approccio possa essere sperimentato nell’uomo, ma da quanto emerso, si scoprirebbe che sarebbe possibile modificare i circuiti genetici in modo tale che possano essere controllati da sostanze molto comuni, come la caffeina.

Caffè, il design incontra l’arte di Toiletpaper con Tiny Lavazza

Pubblicato il 20 Mag 2018 alle 5:34am

Il caffè diventa protagonista della Design Week di Milano grazie alla collaborazione tra Lavazza e Toiletpaper, il progetto editoriale di Maurizio Cattelan e del fotografo Pierpaolo Ferrari. (altro…)