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Cancro, nuova scoperta: interruttori molecolari possono spegnerlo

Pubblicato il 30 Nov 2017 alle 6:57am

Spegnere il cancro con un click, come si abbassano le luci di casa, ora è possibile, parola di esperti. Si tratta di un meccanismo, di una nuova classe di interruttori molecolari annunciato ieri, dei pulsanti che bloccano in modo selettivo determinati meccanismi di riparazione del Dna, cruciali per la sopravvivenza delle cellule trasformate dopo la mutazione.

Un approccio innovativo che viene descritto su Nature Cell Biology e apre la strada a cure oncologiche all’avanguardia.

Lo studio è stato sostenuto dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) grazie a un finanziamento europeo, messo a punto dal gruppo di Fabrizio d’Adda di Fagagna, ricercatore dell’Istituto Firc di Oncologia molecolare (Ifom) di Milano, e dall’Istituto di Genetica molecolare del Cnr di Pavia.

Il genoma della cellula tumorale è instabile, sommare i danni che la cellula stessa tenta di riparare per sopravvivere e proliferare. E’ questo lo scopo della nuova strategia in grado di impedire che in queste cellule il DNA si ripari (osservazioni che valsero il premio Nobel al grande Lindahl) aiutando così nella cura del cancro.

I ricercatori hanno dimostrato il ruolo cruciale di alcuni RNA poliziotto, che non sintetizzano proteine, e che farebbero scattare l’allarme quando si renderebbe necessario mantenere l’integrità del genoma.

«Sappiamo che le cellule neoplastiche hanno un Dna instabile, ha affermato d’Adda di Fagagna, e recentemente abbiamo scoperto che questi danni al genoma inducono la produzione di segnali di allarme, RNA specifici per ciascuna lesione, che attivano i meccanismi di riparazione. La nostra sfida è stata quella di creare delle molecole complementari (cosiddette molecole antisenso) capaci di bloccare questi RNA che si addensano sulle singole lesioni».

Salute allo specchio, al San Raffaele di Milano un corso per piacersi anche durante il cancro

Pubblicato il 27 Nov 2017 alle 6:57am

“Salute allo specchio” è il progetto lanciato nel 2013 dall’ospedale San Raffaele di Milano. Insegna alle donne malate di cancro a prendersi cura di loro stesse, a gestire da un punto di vista estetico gli effetti collaterali delle terapie oncologiche.

Un progetto che col tempo è diventato anche un case study i cui dati ora sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Frontiers of Psychology. I risultati sembrano essere molto positivi: curare il proprio aspetto ha registrare degli effetti concreti anche sulla salute delle pazienti affette da cancro.

Studiosi italiani scoprono il meccanismo con cui i tumori “frenano” il sistema immunitario

Pubblicato il 27 Ott 2017 alle 2:01pm

Un gruppo di ricercatori italiani, grazie ad uno studio coordinato e diretto da Humanitas di Milano e sostenuto da Airc (pubblicato su Nature), è riuscito ad individuare la possibile chiave con cui i tumori “frenano” il sistema immunitario. Un gene, chiamato IL-1R8, scoperto dallo stesso team nel 1998, che se disattivato riattiva le difese naturali del nostro organismo contro il cancro, in particolar modo contro le metastasi al fegato e al polmone. (altro…)

Vitamina D, una carenza aumenta il rischio cancro e malattie cardiovascolari

Pubblicato il 10 Ott 2017 alle 9:41am

Recenti ricerche scientifiche hanno messo in evidenza che la vitamina D è preziosa per il nostro organismo. E’ una sostanza che oltre a far bene alle nostre ossa, denti, può ridurre anche il rischio depressione, cancro e cardiovascolare. (altro…)

World Cancer Research Day, entro il 2030 oltre 21 mln di nuovi casi ogni anno nel mondo

Pubblicato il 24 Set 2017 alle 10:12am

I ricercatori italiani insieme agli altri scienziati e medici europei, hanno prontamente aderito alla Giornata Mondiale per la Ricerca sul Cancro, il cui motto è appunto «Don’t stand by with crossed arms» e, nella versione italiana, «Per il futuro della ricerca sul cancro non stare fermo. Noi non lo faremo!». (altro…)

Insieme contro il cancro, nasce l’Italian Cancer Act: le testimonianze di 22 persone raccolte in un libro

Pubblicato il 20 Set 2017 alle 9:09am

L’oncologo, Francesco Cognetti, e il giornalista, Mauro Boldrini, lanciano un accorato appello con il libro “Insieme Contro il Cancro, La grande lotta comune per sconfiggere i tumori” (163 pagine, Mondadori Editore), una vera e propria dichiarazione di guerra al cancro, a 360 gradi. Che deve coinvolgere tutti: medici e ricercatori, in primis, ma anche Istituzioni, Politica, Cultura, Sport, Spettacolo, Imprenditoria, Religione e Media. Perché nasca un “Italian Cancer Act”, come accadde nel 1971 con il National Cancer Act dell’allora Presidente americano Richard Nixon, che rivoluzionò l’impegno USA contro i tumori. Perché anche il nostro Paese possa mobilitarsi unito, ciascuno nel proprio ruolo, contro le neoplasie con l’obiettivo di prevenirle, curarle e garantire agli ex pazienti un ritorno ad una vita normale, lontani da discriminazioni e luoghi comuni legati al “male incurabile”. E che si allarghi all’Europa per ritrovare un Vecchio Continente coeso e mobilitato concretamente contro il cancro. (altro…)

Cancro, una speranza di cura arriva dal mare

Pubblicato il 02 Set 2017 alle 7:53am

Un recente studio scientifico, mette in luce una nuova soluzione: gli organismi marini, per combattere il cancro. (altro…)

Loredana Puca, la ricercatrice napoletana: “A New York ammazzo tumori e mando soldi a mamma”

Pubblicato il 02 Ago 2017 alle 10:08am

Loredana Puca è una ragazza piena di vita, di risorse, uno dei tanti cervelli in fuga dall’Italia: è volata da Sant’Antimo nel napoletano a New York per fare ricerca. Senza lasciarsi abbattere da un test andato male, quello di ammissione a Medicina “non superato per un paio di punti”, si è laureata alla Federico II con lode e menzione sia in Biotecnologie per la Salute che in quelle Mediche alla Magistrale.

Ora all’età di 32 anni ha vinto già il Merit Award 2017 della Conquer Cancer Foundation, il premio riservato ai migliori giovani oncologi di tutto il mondo, per uno studio fatto alla Cornell University di New York. “Ho vinto per una ricerca – spiega Loredana all’Adnkronos – su un farmaco specifico che riconosce le cellule di cancro rispetto a quelle benigne e, una volta individuate, grazie a una proteina bersaglio, che è sulla loro superfice, ne causa inesorabilmente la morte”.

La giovane ammette di aiutare economicamente la madre, casalinga e vedova, nel pagare l’affitto “insieme ai fratelli dall’Italia”, perché “credo che sia giusto, la nostra mamma ci ha dato tutto: è stata impagabile”.

“Il mio Paese, però, non mi ha mai dato uno stipendio, ma in un certo senso i soldi tornano indietro”.

Loredana oggi spiega all’Adnkronos quello che è il suo lavoro: “Creo dei mini-tumori in laboratorio con il tessuto del malato e, una volta pronti, testo dei farmaci per vedere se c’è una risposta specifica di quel paziente. Si chiama medicina personalizzata”.

“Dico sempre: ‘non è che ho trovato l’America’. E’ lei che ha trovato me perché mi hanno saputo dare le possibilità di fare quello che mi piace”. “Cervello in fuga? Non direi, meglio ‘cervello curioso'” conclude via Skype.

Foto da Facebook

Un’oncologia più umana con il nuovo ‘Manifesto delle cure’

Pubblicato il 23 Lug 2017 alle 7:35am

E’ in arrivo una guida per i malati oncologici e operatori sanitari. Un Manifesto per l’umanizzazione delle cure in oncologia, un documento – frutto del lavoro di un team multidisciplinare formato da esperti – che si propone come obiettivo quello di promuovere la sinergia tra i diversi settori della salute con cui entrare in contatto chi viene colpito da tumore. (altro…)

Milano, allo Ieo una terapia con protoni per sconfiggere il cancro

Pubblicato il 14 Lug 2017 alle 7:22am

Un super raggio di protoni, a base di particelle subatomiche, una nuova terapia per la lotta ai tumori: è la strada intrapresa dallo Ieo, l’Istituto europeo di oncologia fondato da Umberto Veronesi. (altro…)