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Celiachia, come scoprire se ne soffri

Pubblicato il 07 Dic 2019 alle 7:41am

La celiachia è una malattia autoimmune, che comporta l’infiammazione cronica dell’intestino tenue, scatenata dal consumo di alimenti contenenti glutine in soggetti geneticamente predisposti. Nei soggetti celiaci, il glutine (ovvero una proteina presente in alcune varietà di cereali quali frumento, segale, orzo e farro) attiva il sistema immunitario che attacca erroneamente il tessuto sano della parete intestinale, provocando danni e infiammazioni. La celiachia colpisce circa l’1% di tutta la popolazione mondiale, è più frequente tra le donne e può svilupparsi a qualsiasi età.

Ad incidere, dicono gli esperti, anche una componente genetica: i parenti di primo grado di individui affetti da celiachia hanno infatti una probabilità superiore al 15/20% in più, rispetto alla popolazione generale, di sviluppare questa malattia.“

Sintomi per diagnosticarla

Chi soffre di celiachia non ha problemi indotti dal contatto epidermico con il glutine, ma esclusivamente dalla sua ingestione. La celiachia è caratterizzata da un quadro clinico estremamente variabile, con sintomi prettamente gastrointestinali, ma che possono essere anche di natura extra-intestinale. I sintomi più frequenti sono:

– diarrea – gonfiore addominale – dolori addominali – nausea – vomito

Tra i sintomi extra-intestinali possono comparire:

– perdita di peso e di energia, in conseguenza al malassorbimento intestinale – perdita dell’appetito – carenza di ferro con anemia – osteoporosi – carenza di vitamine e/o di minerali – crescita lenta nei bambini

I test per la diagnosi

In presenza di tali sintomi, ci si può sottoporre poi a test specifici, in grado di diagnosticare con sicurezza la celiachia. La celiachia non trattata, può portare a complicanze anche molto drammatiche, come il linfoma intestinale.

Un test di primo livello per la diagnosi è rappresentato dalle analisi del sangue, con le quali si individua la presenza e la quantità di alcuni anticorpi. I risultati degli esami vengono utilizzati per determinare se vi sia o meno la necessità di ricorrere alla gastroscopia con biopsia. La gastroscopia con biopsia è un esame necessario per confermare la diagnosi di celiachia in età adulta (ma non sempre necessario in età pediatrica): questo esame prevede l’analisi al microscopio di un piccolo frammento di mucosa intestinale per verificare se vi sono alterazioni del tessuto tipiche della celiachia. Infine, è possibile effettuare un test genetico in cui, tramite prelievo di sangue, si determina la presenza di uno o entrambi i geni HLA-DQ2 e DQ8 (aplotipi di predisposizione per la celiachia), la cui presenza indica semplicemente che quel soggetto è predisposto allo sviluppo della celiachia. La diagnosi, viene effettuata valutando il quadro clinico, gli altri dati di laboratorio e l’esame istologico del frammento di mucosa intestinale. Questo test è importante per escludere la celiachia: il mancato riscontro degli aplotipi HLA-DQ2 e/o DQ8, infatti, determina una fortissima improbabilità (circa al 95%) che quell’individuo svilupperà questa malattia.

È importante tenere a mente che, per non rischiare di ottenere risultati falsati, tutti gli esami per la diagnosi di celiachia vanno eseguiti senza aver consumato cibi che contengono il glutine.

Celiachia, casi in aumento. In Italia l’1-2% della popolazione. Esperti consigliano test preventivi per diagnosi precoce

Pubblicato il 01 Ott 2019 alle 6:11am

La celiachia è netto aumento. Secondo uno studio recente, ne soffrirebbe in Italia, l’1% della popolazione, ossia circa 600.000 persone, specialmente in alcune aree metropolitane, dove si sta sfiorando addirittura il 2%, quasi un milione di casi.

Secondo gli esperti riuniti all’ottavo Convegno Annuale ‘The Future of Celiac Disease’ dell’Associazione Italiana Celiachia (AIC), alla base dell’incremento della prevalenza ci sarebbero probabilmente cause ambientali, non ancora individuate, ma l’aumento dei casi richiamerebbe oggi la necessità di migliorare le diagnosi che tuttora arrivano in media oltre 6 anni dopo la comparsa di alcuni sintomi.

Così, anche e soprattutto per scovare i ‘pazienti’ con sintomi insoliti come afte ricorrenti, orticaria fastidiosa, anemia o irregolarità mestruali, gli esperti propongono test del sangue mirati almeno su pazienti ricoverati in reparti come ginecologia, pediatria, medicina interna per individuare il prima possibile i casi che resterebbero nascosti per tanti anni.

Celiachia, dal 1 marzo i nuovi tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti in esenzione

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 7:08am

In Italia sono circa 206 mila le persone che soffrono di celiachia, di queste, 146 mila sono donne e 60 mila uomini, principalmente tra i 19 e i 40 anni, residenti perlopiù in Lombardia con 36.529 celiaci. Questi i numeri contenuti nell’ultima relazione annuale diffusa dal Ministero della Salute.

L’Agenzia di Tutela della Salute di Bergamo conta 5644 pazienti, 3853 donne e 1791 uomini. La celiachia è considerata una malattia cronica e una condizione spesso può portare a diverse conseguenze.

Una diagnosi precoce e un corretto stile di vita e regime alimentare possono portare alla completa remissione dei sintomi. La terapia è rappresentata dalla dieta rigorosamente priva di glutine, oggi più perseguibile grazie all’informazione e alla sensibilizzazione della popolazione nonché ad una vasta gamma di prodotti disponibili sul mercato che offre varietà di scelta anche nella ristorazione. Il Servizio Sanitario Nazionale prevede per i celiaci l’erogazione di prodotti formulati in regime di esenzione.

«A Bergamo e provincia – spiega il direttore generale dell’Agenzia di tutela della salute, Massimo Giupponi – il paziente avente diritto per accedere ai prodotti deve presentare al presidio sociosanitario territoriale di competenza la certificazione prodotta dal medico specialista. Dopo la validazione della certificazione da parte del medico del presidio, l’Asst autorizza la fornitura di alimenti privi di glutine con validità illimitata».

«L’erogabilità è possibile solo per gli alimenti classificabili come senza glutine, specificamente formulati per persone intolleranti al glutine o specificamente formulati per celiaci, ossia quegli alimenti sostitutivi di pane e pasta caratterizzati tradizionalmente dalla presenza di cereali contenenti glutine – aggiunge Marco Gambera, direttore del servizio farmaceutico territoriale di Ats Bergamo -. Con il Dm 10 agosto 2018 rientrano in questa categoria: pane e prodotti da forno salati, pasta, piatti pronti a base di pasta, preparati e basi pronte, prodotti dolciari e cereali per la prima colazione»

Il decreto (entrato in vigore il 1° marzo) stabilisce i nuovi tetti di spesa per l’acquisto dei prodotti in esenzione, rivalutati, per sesso ed età, sulla base dei fabbisogni energetici totali definiti dagli attuali Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia Larn, del secondo livello di attività fisica, di un incremento del 30% per tener conto di particolari esigenze nutrizionali e degli attuali prezzi medi di mercato applicati nel canale di distribuzione prevalente. Basta andare sul sito dell’Ats di competenza dove sono indicati il tetto di spesa rimborsabile, stabilito per i pazienti a seconda dell’età, e l’elenco degli esercizi convenzionati per il ritiro dei prodotti negli esercizi commerciali, nella grande distribuzione organizzata e nelle farmacie.

Celiachia: oltre 200mila le persone che ne soffrono in Italia, si tratta soprattutto di donne

Pubblicato il 04 Feb 2019 alle 3:00am

Secondo quanto emerso dalla relazione annuale al Parlamento sulla celiachia, pubblicata dal Ministero della Salute sul sito ufficiale, nel 2017 il numero dei malati è cresciuto fino a 206,561 unità, ovvero lo 0,34% della popolazione totale. (altro…)

Celiachia: in arrivo il vaccino contro la celiachia, stop a diete senza glutine

Pubblicato il 03 Nov 2018 alle 11:33am

E’ in arrivo il primo vaccino per prevenire la celiachia che potrebbe porre fine alla necessità di alimentarsi con cibo senza glutine. (altro…)

Celiachia, aumenta rimborso per il cibo dei bambini, diminuisce quello per gli adulti: ecco perché

Pubblicato il 02 Set 2018 alle 6:39am

Cambiano i rimborsi per acquistare i cibi per i celiaci aumentando per i bambini e riducendosi per gli adulti e gli anziani. Un nuovo decreto che porta la firma del ministro della Salute Giulia Grillo pubblicato in Gazzetta Ufficiale con una nuova divisione delle fasce di età in particolare per i bambini e l’introduzione della differenza tra uomini e donne.

Aumentano infatti i tetti di spesa per i minori mentre scendono quelli per gli adulti e in forma ancora più forte per gli anziani over 60, fino quasi a dimezzarsi, passando dai 140 euro mensili agli 89 euro per i maschi e 75 euro per le donne.

Nel decreto si spiega che il celiaco deve seguire una dieta varia ed equilibrata “con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate e legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale”. Il supporto economico serve proprio per aiutare i celiaci a mantenere questo equilibrio.

Entro sei mesi si arriverà all’aggiornamento del registro nazionale degli alimenti senza glutine ed entro 6 mesi dalla pubblicazione del registro nazionale le regioni dovranno provvedere ad adeguare le loro modalità di erogazione degli alimenti senza glutine cosi’ come indicato nel decreto.

Il provvedimento era stato definito più razionale rispetto al passato dalle associazioni che rappresentano i celiaci.

Giornata Mondiale della Celiachia, in Europa l’80% dei casi non è ancora diagnosticato. E si tratta soprattutto di bambini

Pubblicato il 16 Mag 2018 alle 10:30am

La Celiachia è una malattia cronica legata all’alimentazione.

E’ la più diffusa tra i bambini in Italia e in Europa. Tuttavia gli esperti ritengono che in Europa oltre l’80% dei casi non sia ancora giunto ad una diagnosi. Con una prevalenza in continua crescita.

Condizione questa non diagnosticata che espone la popolazione al rischio di sviluppare problemi di salute e complicanze. In Italia i pazienti diagnosticati sono soltanto 200.000 – di cui solo 21.277 sono i bambini diagnosticati fino ai 10 anni -, quando si prevedono almeno 600.000 celiaci. A rilevarlo è l’Aic, Associazione italiana celiachia, in occasione della Giornata Mondiale della Celiachia che si celebra oggi 16 maggio.

La malattia come terapia prevede una rigorosa dieta a base di alimenti privi di glutine. Ma il tempo medio di attesa della diagnosi può aspettare anche otto anni a livello europeo, mentre in Italia sono 6 gli anni di accesso all’Ssn prima di sapere di essere celiaci.

La patologia può presentarsi a qualsiasi età, compreso lo svezzamento, quando viene introdotto il glutine, nell’infanzia e nell’adolescenza.

Caterina Pilo, direttore generale Aic dichiara “In particolare nei bambini, è essenziale la diagnosi precoce, per tutelare il processo di crescita e lo sviluppo, gestendo nel migliore dei modi i sintomi. Se la celiachia non viene diagnosticata, i piccoli possono incorrere in severe complicanze, tra cui perdita di peso, problemi nella crescita, ritardo della pubertà, stanchezza cronica e osteoporosi”.

Per rispondere al problema delle diagnosi nascoste, gli esperti e le associazioni di pazienti di tutta Europa sono impegnati a sensibilizzare per la diffusione di linee guida per migliorare la performance di diagnosi nei bambini. In Italia l’Associazione pazienti ha contribuito alla diffusione del “Protocollo per la diagnosi e il follow up della celiachia”, che prevede, tra l’altro, particolari linee guida per la diagnosi nei bambini e negli adolescenti.

Celiachia, restano gratuiti i prodotti senza glutine per tutti i malati

Pubblicato il 22 Mar 2018 alle 6:38am

Resteranno gratuiti gli alimenti senza glutine per i celiaci, inclusi anche i piatti pronti e i preparati. Pericolo scampato.

Molto soddisfatta è l’Associazione italiana celiachia (Aic) che sottolinea come siano stati evitati “tagli shock” e sia stata assicurata ai celiaci una corretta terapia. Infatti, la modifica dei tetti di spesa, con una riduzione del 19% che corrisponde ad un risparmio per lo Stato di circa 30 mln di euro, “non è una sforbiciata che compromette l’assistenza ai pazienti ma – spiega l’Aic – una revisione razionale, che tiene conto della riduzione dei costi degli alimenti senza glutine, calati dal 2006 a oggi del 7% nelle farmacie e fino al 33% nei supermercati, e dei fabbisogni energetici della popolazione definiti dalle più recenti evidenze scientifiche”. Infatti, resta immutata la copertura del 35% dell’apporto calorico giornaliero da carboidrati privi di glutine e si mantiene la stessa attenzione su specifiche fasce d’età che hanno bisogni particolari di alimentazione.

Arriva la conferma: alimenti per celiaci non fanno ne’ dimagrire ne’ ingrassare

Pubblicato il 05 Nov 2017 alle 8:11am

Una dieta senza glutine non fa perdere chili come alcuni sostengono ma neppure fa ingrassare come temuto da altri. A rivelarlo è uno studio italiano, condotto da AIC, associazione italiana di celiachia, basato sui nutrienti di 600 biscotti, merendine, fette biscottate, pane e sostituti del pane, pasta secca e mix di farine. (altro…)

Start up italiana mette a punto un trattamento per far mangiare glutine ai celiaci

Pubblicato il 28 Ago 2017 alle 6:11am

Nuova speranza per i malati di celiachia. Una start up si impegna a produrre farine con le stesse caratteristiche delle farine classiche, ma che tutti possono utilizzare. Farine in cui il glutine non viene eliminato ma semplicemente trattato. (altro…)