estate

Cosa mangiare per una tintarella perfetta

Pubblicato il 11 Giu 2019 alle 7:10am

Ci sono cibi che sono particolarmente indicati per l’abbronzatura perché contengono una grande quantità di vitamina A, in grado di stimolare la produzione naturale di melanina, favorendo così anche una tintarella naturale.

Al primo posto della classifica della Coldiretti le carote, abbronzante naturale per eccellenza, in quanto contengono 1200 microgrammi di vitamina A (o quantità equivalenti di caroteni) ogni 100 grammi di polpa.

Al secondo posto i radicchi, che ne contengono circa la metà, mentre al terzo le albicocche, seguite immediatamente da cicoria, lattuga, melone giallo e sedano, peperoni, pomodori, ma anche pesche gialle, cocomeri, fragole e ciliegie, che evidenziano comunque contenuti elevati di vitamina A o caroteni.

Ecco allora la TOP TEN DELLA TINTARELLA DELLA SALUTE – Vitamina A con i rispettivi valori (*)

– Carote 1200 – Radicchi 500-600 – Albicocche 350-500 – Cicorie e lattughe 220-260 – Meloni gialli 200 – Sedano 200 – Peperoni 100-150 – Pomodori 50-100 – Pesche 100 – Cocomeri e ciliegie 20-40 (*) in microgrammi di Vitamina A o in quantità equivalenti di caroteni per 100 grammi di parte edibile Fonte: Elaborazioni Coldiretti

Dieta del ghiaccio, come dimagrire in fretta senza rinunce

Pubblicato il 07 Giu 2019 alle 7:55am

Secondo Brian Weiner, il gastroenterologo ideatore della dieta dimagrante del ghiaccio, mangiare un litro di ghiaccio al giorno consente di bruciare circa 160 calorie. La stessa quantità di calorie bruciata durante una corsa di 2 km.

Consumare ghiaccio aumenta il senso di sazietà e non fa avvertire la fame nervosa tipica delle diete rigide.

La ricerca di Weiner sulla Ice Diet è stata pubblicata sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine e in un e-book.

Come funziona la dieta del ghiaccio?

La dieta del ghiaccio è semplicissima da seguire e consente di dimagrire velocemente, senza fatica. La regola base consiste nel fatto che bisogna mangiare qualcosa di ghiacciato. Mangiando alimenti freddi o ghiacciati, il nostro corpo brucia più calorie perché deve produrre calore per scioglierli.

Per lo spuntino al mattino e quello pomeridiano è dunque possibile consumare ghiaccioli fatti con la frutta oppure granite fatte in casa.

Ma attenzione, non bisogna consumare più di un litro di acqua al giorno, altrimenti l’organismo potrebbe danneggiarsi e gli altri organi affaticarsi. Si potrebbe inoltre rischiare l’ipotermia.

Da evitare tale dieta se:

– Fa troppo freddo o nei paesi in cui la temperatura è troppo bassa, quando fa troppo caldo e dopo l’attività fisica.

– Attenzione alle gengive e ai denti che potrebbero danneggiarsi con il ghiaccio.

Inoltre, gli alimenti ghiacciati non devono contenere zuccheri.

A parte questi divieti, la dieta del ghiaccio rappresenta una dieta dimagrante fresca e semplice da seguire. Si possono preparare ghiaccioli di frutta o verdura da gustare in diversi momenti della giornata, per perdere peso senza fatica, più in fretta.

Fisico perfetto e cibi da evitare per essere in forma in estate

Pubblicato il 23 Apr 2019 alle 12:20pm

Chi vuole apparire al top e senza chili in eccesso deve fare almeno un minimo di sacrifico. Deve eliminare alcuni cibi gustosi e dal forte impatto sulla linea e la salute, dolci o salati che siano. (altro…)

Estate, dal tetano alla tigna, le 5 patologie anche gravi trasmesse dagli animali

Pubblicato il 08 Ago 2018 alle 6:25am

Morsi e graffi di animali come cani, gatti, volpi, pipistrelli, topi e scimmie essere causa di infezioni anche gravi.

Un pericolo che aumenta soprattutto in estate, e soprattutto se si viaggia in paesi lontani.

Ad mettere in guardia è l’Associazione Mondiale per le Malattie Infettive e i Disordini Immunologici, con una guida che spiega passo passo come riconoscere e curare malattie come rabbia, tetano e scabbia.

La RABBIA è diffusa in tutto il mondo e a causa di essa muoiano più di 55 mila persone soprattutto in Asia e Africa.

“Se pur in Italia gli ultimi casi di rabbia endemica sono stati segnalati nel 2011, in caso di morso da parte di animali selvatici, cani randagi o pipistrelli”, sottolinea Susanna Esposito, ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Perugia e presidente di WAidid, “lavare le ferite con acqua e sapone, rimuovere eventuali materiali estranei, usare comuni disinfettanti e recarsi sempre al centro medico più vicino per valutare la necessità di profilassi anti-rabbica”.

Il TETANO, malattia infettiva acuta causata dal batterio normalmente presente nell’intestino di mucche, pecore e capre si presenta con sintomi quali contrazioni muscolari, febbre, sudorazione, tachicardia. Si interviene con la somministrazione di immunoglobuline umane antitetaniche e l’accurata pulizia della ferita infetta.

La prevenzione si basa sulla vaccinazione e i richiami ogni 10 anni.

La MALATTIA DEL GRAFFIO DI GATTO, è dovuta invece ad un parassita trasmesso all’uomo dalle pulci del gatto e che causa linfonodi ingrossati. Da 3 a 10 giorni dopo il graffio, compare una lesione cutanea pustolosa o vescicolosa, che può persistere per giorni o settimane, guarendo senza lasciare cicatrici. La terapia si basa sull’impiego di macrolidi.

La TIGNA è una micosi cutanea, causata da funghi che colpisce gli animali domestici e l’uomo su capelli, pelle e unghie. Cani, gatti e topi sono tra i principali responsabili della diffusione di questa ella malattia e gli antimicotici topici sono generalmente efficaci.

La SCABBIA o rogna, molto contagiosa, è causata da parassiti invisibili ad occhio nudo, gli acari, che scavano microscopiche gallerie nella pelle di uomo e animali domestici.

Si manifesta con forte prurito, formazione di vescicole e croste, si può trattare a livello topico utilizzando creme a base benzoato di benzile utili a debellare gli acari e le loro uova.

Estate, come conservare i farmaci

Pubblicato il 30 Lug 2018 alle 6:13am

Attenzione al caldo estivo, alla reazione di alcuni farmaci col sole e per questo è meglio preferire compresse o pasticche piuttosto che sciroppi.

Questi alcuni dei consigli diramati da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa), per utilizzare i medicinali in sicurezza nella stagione estiva.

La campagna Farmaci & Estate è stata rilanciata al fine di riuscire a sensibilizzare con un uso corretto e sicuro i medicinali durante l’estate e le vacanze estive.

“In estate occorre qualche accorgimento in più per conservare e trasportare i farmaci nella maniera più corretta”, ricorda il direttore generale Aifa, Mario Melazzini. Il sole e le alte temperature, infatti, mettono a rischio la conservazione dei medicinali.

Per non ridurne l’efficacia e la sicurezza basta seguire alcune semplici regole:

1 – Usare formulazioni SOLIDE invece che liquide, meno suscettibili alle alte temperature. 2 – I farmaci vanno conservati in LUOGO FRESCO E ASCIUTTO, ad una temperatura mai superiore a 25 gradi. 3 – Alcuni farmaci possono indurre REAZIONI CUTANEE con l’esposizione al sole: è utile informarsi sempre con il proprio medico di fiducia, onde evitare l’esposizione tra le 11 e le 16 e utilizzare filtri solari. 4 – Ogni farmaco va tenuto nella sua CONFEZIONE ORIGINALE per sapere la data di scadenza e avere a disposizione il foglio illustrativo. 5 – In auto i farmaci NON VANNO ESPOSTI AL SOLE, è importante usare un contenitore termico e non metterli nel bagagliaio ma nell’abitacolo. 6 – Se si viaggia in aereo bisogna ricordarsi sempre di mettere i MEDICINALI NEL BAGAGLIO A MANO e portare con se le prescrizioni, in particolare se si tratta di farmaci salvavita.

La guida è disponibile anche sul sito istituzionale in formato web e stampabile. “Oltre a questi consigli pratici – conclude Melazzini – è importante leggere sempre con attenzione il foglio illustrativo e consultare il medico o il farmacista in caso di dubbi”.

Dieta Whole 30: un mese per disintossicarti e dimagrire

Pubblicato il 25 Lug 2018 alle 8:30am

L’estate è arrivata e tutti pensano al proprio fisico. Le soluzioni per dimagrire sono tante, e attraverso una ricerca attenta, è possibile trovare ciò che fa per ognuno e soprattutto bene al proprio fisico. (altro…)

Estate, cosa dar da mangiare ai bambini

Pubblicato il 21 Lug 2018 alle 6:24am

La Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps) fornisce ai genitori alcuni consigli utili per l’alimentazione dei più piccoli quando sono in vacanza.

Bere tanta acqua è fondamentale, in particolare quando si prevede di trascorrere molte ore fuori casa, al sole, in spiaggia o all’aria aperta e la giornata si presenta particolarmente calorosa ed umida.

Per renderla più dissetante si può aggiungere all’acqua il succo di limone, poiché i sali minerali reintegrano quelli persi a causa del sudore. Sì anche a bevande idrosaline.

Da evitare invece bevande zuccherate come aranciata gassata e coca cola, poiché sono poco dissetanti e dannose in quanto gonfiano molto la pancia perché ricche di anidrite carbonica.

La caffeina contenuta in alcune bibite, inoltre, oltre ad essere non indicata per i bambini, può provocare anche disidratazione.

Gli esperti suggeriscono in alternativa succhi di frutta come spuntino pomeridiano, ma non come sostitutivi della frutta, unica con il suo contenuto in fibra e il suo alto potere saziante, o dell’acqua perché, pur contenendo vitamine, sono ricchi di zuccheri che rendono queste bevande poco dissetanti e iperglicemizzanti. Meglio dunque optare per i classici senza zucchero.

E per il pranzo? Evitare di dare ai bambini piatti troppo elaborati come ad esempio pasta al forno o timballi, che rallentano la digestione e creano sensazione di pesantezza. Meglio un panino con l’aggiunta di pomodori o verdure grigliate, prosciutto, mozzarella, o formaggio light. O un’ottima insalata di riso (a base di tonno, prosciutto, o del formaggio, come piatto unico).

Altrimenti la classica pasta al pomodoro fresco, al pesto, o alle verdure, ecc.

O un secondo piatto a base di pesce in bianco, al forno ma purché sia ben cotto, accompagnato da carote, zucchine, insalata verde, o patate lesse, o del petto di pollo o tacchino ai ferri o lessato.

Meglio evitare carne panata fritta, cibi confezionati. Meglio della carne cotta al forno, ma leggera o in padella col pomodoro, o il prezzemolo e olio.

In spiaggia poi, sconsigliate anche le frittate: pur essendo comode da portare fuori casa, contengono uova che possono allungare la digestione.

Come frutta poi, sì ad anguria, molto dissetante e rinfrescante, pesce, albicocche, ananas, ecc.

Arriva la moda a uncinetto

Pubblicato il 17 Lug 2018 alle 8:51am

Quest’esatte è uncinetto mania sotto l’ombrellone. (altro…)

Isole Canarie, rischio contagio batterio Klebsiella pneumoniae

Pubblicato il 14 Lug 2018 alle 10:02am

Tra gennaio e aprile, si sono registrati 13 turisti, cittadini svedesi e norvegesi, colpiti da un batterio resistente agli antibiotici, la Klebsiella pneumoniae, contratto durante il loro ricovero nell’ospedale di Gran Canaria, nelle isole Canarie.

L’allarme è stato lanciato dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), che spiega anche come vi sia un alto rischio che questo batterio si diffonda in Europa una volta che i turisti tornino e vengano ricoverati negli ospedali del loro Paese d’origine, se non vengono prese le necessarie misure di precauzionali.

Le analisi genetiche hanno confermato che il batterio in questione la Klebsiella pneumoniae St392 che produce enzimi Ora 48 e di solito si contrae proprio nelle strutture sanitarie.

La probabilità di rimanere contagiati è molto bassa per chi non entra in contatto con la struttura sanitaria, ma, avverte l’Ecdc, c’è un alto rischio che si diffonda e di focolai epidemici se il viaggiatore lo prende, ma non gli viene rilevato, e viene ricoverato in ospedale una volta tornato a casa.

Il rischio di un’epidemia che si espanda a tutta Europa è molto alto, se i pazienti vengono trasferiti da un Paese all’altro. Per questo l’Ecdc suggerisce agli ospedali di tutti i Paesi europei di verificare, al momento del ricovero, dove hanno viaggiato e dove sono stati ricoverati prima i pazienti.

Estate, caldo in auto: cosa fare e cosa non fare con il climatizzatore

Pubblicato il 13 Lug 2018 alle 10:24am

Con l’arrivo dell’estate salgono le temperature e aumenta anche il rischio di commettere errori quando si utilizza il climatizzatore in auto. Non è infatti detto che per farlo funzionare basti inserire il pulsante ‘on’, soprattutto quando dentro e fuori fa’ molto caldo.

Gli esperti di Seat, marca spagnola del Gruppo Volkswagen, hanno compilato un vadamecum, con 5 regole basilari – che segnalano gli errori più comuni e le cose da non fare utilizzando il climatizzatore.

La prima è l’accendere l’impianto al massimo (16-17 gradi) quando si entra nella vettura surriscaldata da sole, senza aprire i finestrini e far cambiare efficacemente l’aria.

”La cosa migliore – segnala Angel Suarez, ingegnere del centro tecnico di Seat – è aprire porte e finestrini un minuto prima di accendere motore e condizionatore”. Sotto al sole la temperatura dell’aria all’interno dell’auto può superare anche i 60 gradi e tentare di abbassarla solo con il climatizzatore richiede molto tempo e mette alla frusta l’impianto.

Secondo errore comune è quello di mantenere inserita la funzione ‘ricircolo’ pensando che evitare l’ingresso dell’aria calda dall’esterno faciliti l’abbassamento della temperatura.

Il ricorso al ricircolo, segnalano gli esperti, deve essere limitato a poche situazioni di effettivo fastidio e rischio come i tratti con forte inquinamento. Altra credenza errata – ribadisce Seat – è quella che il climatizzatore non vada acceso se la temperatura esterna non è elevata. Anche d’estate, di mattina, l’umidità può essere molto alta e l’accensione elimina il rischio di appannamento dei vetri e ‘asciuga’ l’abitacolo. Quarto punto a cui prestare molta attenzione sono le bocchette che distribuiscono l’aria fresca: spesso sono puntate verso una direzione sbagliata o, peggio, vengono chiuse perché la corrente che ne esce è gelata e fastidiosa.

Per una condizione ottimale è importante che siano tutte aperte, e orientate verso la zona alta dell’abitacolo. La temperatura deve essere posizionata sui 23, 24, o anche 25 gradi.

Infine, anche la ‘manutenzione’, è molto importante. Il filtro dell’impianto (a cui, se intasato, si deve spesso lo scarso rendimento dell’impianto) va sostituito ogni 15-20mila chilometri, a seconda del tipo di strade che si percorrono.