Giovanna Manna

Maternità e patologie autoimmuni, ora è possibile

Pubblicato il 23 Giu 2020 alle 6:11am

Oggi si sa molto di più sulle malattie autoimmuni e un figlio non è più un sogno impossibile per coloro che ne sono affette. Lo dicono gli specialisti del settore.

Infatti, proprio di recente, è stato ribadito anche nel corso di un incontro in diretta web organizzato da Corriere Salute dal titolo «Diventare mamma con una malattia autoimmune», durante il quale medici e associazioni di pazienti hanno presentato il progetto #anchiomamma: facendo il punto della situazione e spiegando che l’autoimmunità si «affievolisce» un po’ durante la gravidanza, proprio perché l’organismo femminile deve accogliere un embrione che inevitabilmente per metà è «estraneo», portando i geni del papà. «Se si soffre di artrite reumatoide, lupus, spondilite o simili il percorso deve essere condiviso con il proprio medico» ha spiegato Angela Tincani dell’Unità di Reumatologia e Immunologia dell’ASST Spedali Civili di Brescia: «Le pazienti con malattie reumatiche autoimmuni, grazie ai protocolli terapeutici attuali, godono di un discreto benessere e possono programmare una gravidanza che nella maggioranza dei casi può decorrere bene, ma la condivisione del percorso e della pianificazione familiare con lo specialista è indispensabile fin dal momento della diagnosi: il trattamento per esempio potrebbe dover essere diversificato, a seconda che la donna voglia o meno avere figli.

La regola è che in una donna giovane la scelta della terapia tenga conto del desiderio di maternità, e sia affrontata con un team multidisciplinare: con il supporto dello specialista di riferimento ma anche di ginecologi, ostetrici per valutare il rischio della gravidanza e accompagnare la paziente durante la gestazione con visite di controllo ed esami specifici».

Respiro corto, vertigini e tremori? Potrebbe trattarsi di ansia

Pubblicato il 20 Giu 2020 alle 7:57am

La scienza non è ancora in grado di dare una definizione univoca di ansia, dato che si tratta di uno stato che, ad esempio, può includere anche il panico. Tutti gli esperti però sono concordi nel pensare che nell’ansia vi risieda una risposta dell’organismo alla paura: una paura, però, che giunge anche senza un fattore che giustifichi quel momento, priva di stimoli reali provenienti dal mondo circostante.

Esiste dunque, un’ansia patologica e un’ansia breve: nel secondo caso si parla di quei fugaci momenti di paura vissuti, ad esempio, a ridosso di un esame o di una scadenza.

Sintomi fisici dell’ansia I segnali più comuni per riconoscerla in anticipo sono: malesseri diffusi a tutto l’organismo, come ad esempio palpitazioni e tachicardia, con il cuore che inizia a battere velocemente. Aumento della pressione, dovuta ad un incremento in circolo dell’adrenalina. Altri segnali piuttosto comuni sono, poi, respiro corto e vertigini: si parla, in ogni caso, di sintomi in realtà conseguenti alla tachicardia e alla pressione in costante salita.

Come alleviare questi disturbi Per chi è affetto da disturbi d’ansia di forte entità si consiglia di rivolgersi ad un professionista: perché spesso l’ansia patologica nasconde fobie recondite o disturbi che solo uno psicoterapeuta può aiutare ad individuare e dunque trattare. Per chi invece non soffre ancora di una sintomatologia troppo preoccupante, è opportuno provare a migliorare inizialmente la situazione con rimedi naturali e integratori: acquistabili in farmacia, erboristeria, in modo da lenire subito questi sintomi appena si presentano. La melissa, per le sue proprietà sedative e spasmodiche, e un valido rimedio molto efficace. Po la lavanda, sempre per i suoi effetti fortemente calmanti, la valeriana o camomilla.

Invecchiamento precoce, cosa non fare o non fare per il viso

Pubblicato il 19 Giu 2020 alle 6:37am

La pelle con il passare degli anni produce sempre meno collagene, e quindi appare disidradata, spenta e piena di rughe.

La colpa è anche dell’ambiente circostante, dell’inquinamento, smog, aria condizionata, fumo, alcol, una cattiva alimentazione, un ritmo irregolare, residui di trucco non rimossi correttamente, l’uso scorretto dei prodotti per il viso e il dormire poche ore ogni notte.

Tutti questi fattori, possono velocizzare la degenerazione cellulare e le conseguenze possono essere veramente molto preoccupanti, anche in giovane età.

Vediamo allora nello specifico che cosa non bisogna fare

Per un corretto stile di vita, ogni notte bisognerebbe almeno dormire 6-7 ore! Il corpo ha bisogno di riposare, rigenerarsi, rilassarsi e accumulare energia necessaria per fronteggiare meglio una nuova giornata.

2. Applicate sempre una crema solare anche in città Questo consiglio viene molto spesso sottovalutato, in quanto la crema solare protegge la pelle dai potenti raggi solari che ne accelerano l’invecchiamento e la comparsa delle rughe! Ogni mattina, prima di uscire di casa, applicate sempre un po’ di crema solare sul viso e procedete con il trucco abituale! In alternativa, scegliete un fondotinta con fattore protettivo giusto.

3. Non spruzzare profumi direttamente sulla pelle

I profumi e le acqua profumate, se a base di alcol, non devono mai essere spruzzate direttamente sulla pelle! La loro composizione tende a seccarla e disidratarla e a macchiare la pelle se esposta al sole! Applicate dunque, il profumo sui vostri abiti, così durerà più a lungo, o almeno nelle parti dove non batte il sole. Dietro la nuca, le orecchie, i polsi.

4. Non dimenticate poi di struccarvi quando tornate a casa La detersione è molto importante per la pelle perché l’aiuta a respirare. Pertanto deve essere ben pulita, sopratutto prima di mettersi a letto! Eliminate sempre ogni traccia di trucco con latte detergente e tonico!

5. Non seguire una corretta e sana alimentazione Una delle cose fondamentali per il benessere del nostro organismo è seguire una salutare e ricca alimentazione! Non dovrebbero, per questo, mai mancare cibi ricchi di vitamine, proteine, sali minerali e proprietà antiossidante e depurative! Bere poi almeno un litro e mezzo d’acqua al giorno e consumare 5 porzioni di frutta e verdura al giorno! Evitare cibi grassi e pesanti per la nostra digestione.

6. Evitare di esfoliare troppo la pelle del viso E’ giusto applicare uno scrub ma sbagliato farlo tutti i giorni e più volte al giorno! La cute diventa secca e disidratata, dando spazio alle rughe! Ricordate quindi di esfoliare il vostro viso massimo due volte alla settimana e optare per ingredienti naturali, il più possibile, e leggeri!

Photo Credit BenessereCorpoMente.it

H&M, gli occhiali da sole estate 2020 per la donna e per l’uomo

Pubblicato il 14 Giu 2020 alle 6:45am

Non c’è niente come un paio di occhiali da sole per aggiungere un tocco glamour e cool al tuo outfit. Dalle montature appariscenti e oversize in rosa, dorato e altri colori trendy ai modelli aviator e alle montature rotonde, troverai il paio più adatto al tuo viso e al tuo gusto personale. Se non vuoi spendere molto, e vuoi essere sempre alla moda, proteggere i tuoi occhi e il tuo viso dal sole, scegli gli occhiali del marchio H&M, alcuni anche polarizzati, il cui costo parte da euro 7,99.

A gatta, rotondi, a mascherina, maculati.

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Inoltre, per l’estate 2020 H&M lancia anche una collezione che cattura lo spirito creativo e sbarazzino anche dell’uomo, grazie al marchio di occhiali svedese CHIMI.

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Cinema, apertura dal 15 giugno, solo 200 spettatori e in sala anche senza mascherina

Pubblicato il 14 Giu 2020 alle 6:21am

Dopo l’allarme lanciato dagli esercenti e dal presidente dell’Anica Francesco Rutelli sulle norme per le riaperture dei cinema giudicate “astruse”, tanto da impedire alla maggior parte delle sale di riaccendere gli schermi, arrivano linee guida per il settore in merito alla riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative, allegate al Dpcm dell’11 giugno. Ci sono infatti sostanziali modifiche su alcuni dei punti più contestati dagli operatori, come la norma che prevedeva la mascherina per tutto il tempo anche in sala.

Tutti gli spettatori devono indossare la mascherina “dall’ingresso fino al raggiungimento del posto (per i bambini valgono le norme generali) e comunque ogni qualvolta ci si allontani dallo stesso, incluso il momento del deflusso”. Sarà quindi permesso toglierla una volta seduti e di conseguenza sarà possibile consumare in sala i prodotti acquistati nei punti ristoro, che possono essere riaperti, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza. In sala (dove si potranno avere fino a 200 spettatori) va mantenuto “almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, ad eccezione dei componenti dello stesso nucleo familiare o conviventi o per le persone che in base alle disposizioni vigenti non siano soggette al distanziamento interpersonale”.

Prevista una riapetura graduale.

I FILM IN SALA Sul grande schermo arriveranno prima film che erano appena usciti prima del lockdown o che hanno debuttato sulle piattaforme, quindi inediti nei cinema. Torneranno titoli come Gli anni più belli di Gabriele Muccino, dal 15 luglio, o Volevo nascondermi di Giorgio Diritti (Orso come miglior attore per Elio Germano a Berlino) che sarà nei cinema e nelle arene in anteprima il 15 e il 16 agosto e dal 20 agosto in un”uscita tradizionale. Arriveranno anche film come Bombshell, con Margot Robbie, Nicole Kidman e Charlize Theron, Il principe dimenticato di Michel Hazanavicius con Omar Sy e Favolacce dei fratelli D’Innocenzo (anche loro premiati a Berlino). Per blockbuster molto attesi come Tenet di Christopher Nolan (che in altri Paesi, Usa compresi, debutterà il 15 luglio) e la versione live action del disneyano Mulan, al momento, non ci sono certezze sulle date d’uscita italiane. E’ certo invece il debutto il 22 luglio del fantasy animato Pixar Onward: “Credo che Mulan sarà in Italia il classico film del back to school, quindi a fine agosto – dice Lonigro – e spero sempre ad agosto arrivino anche Tenet e Wonder Woman 1984”. Per i titoli Italiani, “la grande ripartenza ci sarà con Venezia”.

Photo Credit Tg24Sky.it

Un anticorpo biotech contro il coronavirus

Pubblicato il 07 Giu 2020 alle 6:58am

Un anticorpo ‘biotech’ servirebbe per curare l’infezione da Covid-19. Un anticorpo di tipo monoclonale – ovvero riprodotto in un numero illimitato di copie in laboratorio partendo da una cellule umana – derivato in questo caso dal sangue di uno dei primi pazienti guariti negli Usa. Per la prima volta al mondo è iniziato uno studio di fase 1 sull’uomo ed i primi risultati starebbero per arrivare entro il mese di giugno.

La sperimentazione con questo primo studio di fase 1 è promossa dall’azienda farmaceutica Eli Lilly, che ha sviluppato in soli tre mesi l’anticorpo dopo che questo era stato identificato da AbCellera ed il Centro di ricerca sui vaccini dell’Istituto nazionale di allergie e malattie infettive Usa (NIAID), diretto da Antony Faucui, su un campione di sangue prelevato da uno dei primi pazienti statunitensi guariti da Covid-19.

LY-CoV555, il nome dell’anticorpo, è un potenziale nuovo farmaco specificamente progettato per combattere il Covid19. I primi pazienti nello studio sono stati trattati nei principali centri medici Usa. Se i risultati della Fase 1 su pazienti ospedalizzati mostreranno che l’anticorpo può essere somministrato in modo sicuro, sarà avviato uno studio di Fase 2 per valutare l’efficacia in popolazioni vulnerabili. Le terapie con anticorpi “possono rivelarsi efficaci sia nella prevenzione che nel trattamento di Covid-19”, ha sottolineato Daniel Skovronsky, presidente di Lilly Research Laboratories. Entro “la fine del mese esamineremo i primi risultati ma nel frattempo stiamo anche avviando la produzione di questa potenziale terapia con l’obiettivo di rendere disponibili diverse centinaia di migliaia di dosi entro la fine dell’anno”.

Photo Credit Agi.it

La Svizzera apre le frontiere all’Italia il prossimo 15 Giugno

Pubblicato il 06 Giu 2020 alle 6:00am

La Svizzera aprirà ai suoi confini all’Italia il prossimo 15 giugno. Lo stesso vale anche verso tutti gli altri Paesi Ue e Efta. In un primo momento la libera circolazione era prevista solo verso l’Austria, la Germania e la Francia. Il Consiglio federale svizzero giustifica questo provvedimento con il buon andamento epidemiologico.

“Credo che torneremo al pieno funzionamento dell’area Schengen non più tardi di fine giugno”. Ha annunciato ieri la commissaria Ue dell’interno, Ylva Johansson, al termine della videoconferenza dei ministri dell’interno europei.

La commissaria ha sottolineato anche che per molti Paesi le restrizioni ai movimenti interni all’Ue saranno tolte già il 15 giugno, ma alcuni “dicono di non essere pronti a farlo” e di aver bisogno di valutare ulteriormente la situazione epidemiologica. I ministri dell’interno europei hanno raggiunto “un accordo globale” sulla richiesta di estendere fino a fine giugno la chiusura delle frontiere esterne dell’Ue, misura che altrimenti scadrebbe il 15 giugno.

Credit photo Primalavaltellina.it

Covid-19, un test con prelievo saliva

Pubblicato il 05 Giu 2020 alle 6:19am

Il Giappone ha appena autorizzato i test sul prelievo di saliva per diagnosticare il covid-19, un modo questo, per aumentare gli screening di massa e ridurre il rischio degli operatori.

L’adozione in Giappone «Diminuiremo notevolmente gli oneri che derivano dalle misure di prevenzione nelle strutture per la raccolta di campioni», ha detto martedì il Ministro della Sanità ai giornalisti. Il Giappone è molto indietro rispetto alle altre nazioni industrializzate in termini di numero di tamponi effettuati. Al 1 giugno aveva condotto 2.31 tamponi per 1.000 persone, molto al di sotto dei 64.67 dell’Italia e dei 51.17 degli Usa. Il ministero ha quindi approvato due dozzine di test diversi su saliva. Martedì a Tokyo sono state segnalate più di 30 nuove infezioni e per la prima volta il numero di i casi quotidiani ha superato i 30 in 19 giorni. L’ultimo cluster di infezione è in un ospedale, il Musashino Central Hospital.

Test su saliva, in cosa consiste? Il test sulla saliva è di tipo “molecolare”, basato sulla stessa tecnologia che serve per i tamponi e produce gli stessi risultati, solo che il campione non viene prelevato con un bastoncino dal naso o dalla gola, ma raccogliendo la saliva in una provetta.

Food and Drug Administration (FDA) ha approvato un test di raccolta della saliva a domicilio.

Si sputa in un imbuto, la saliva finisce in un liquido di conservazione e una volta che il liquido diventa blu, il campione viene spedito in un pacchetto sigillato a un laboratorio, per l’analisi.

Al San Gerardo di Monza, nato un ambulatorio innovativo e multidisciplinare per studiare esiti da Coronavirus

Pubblicato il 04 Giu 2020 alle 6:01am

Ha aperto al San Gerardo di Monza, il 3 Giugno, un ambulatorio innovativo, dedicato allo studio e alla gestione post Covid-19 dei pazienti. Coordinato dal prof. Paolo Bonfanti, Direttore dell’Unità Operativa di Malattie Infettive in collaborazione con diversi specialisti (infettivologi, pneumologi, cardiologi, geriatri, rianimatori e psicologi), attraverso un approccio multidisciplinare, si occuperà di verificare le condizioni dei pazienti e identificare le eventuali problematiche cliniche sorte dopo l’infezione da tale virus. (altro…)

Tumore al seno, cure su misura grazie ad un algoritmo. La scoperta arriva dallo Ieo di Milano

Pubblicato il 03 Giu 2020 alle 7:27am

Un algoritmo per terapia su misura, per tutte le donne che hanno avuto un tumore al seno. La scoperta è arrivata dall’Ieo, Istituto europeo di oncologia di Milano, che è riuscito ad identificare un modello di previsione del rischio individuale di metastasi per personalizzare poi le terapie in modo specifico a seconda della casistica. I risultati dello studio, sostenuto da Fondazione AIRC, sono stati presentati al congresso della Società americana di oncologia clinica (ASCO), dove buone notizie arrivano anche sul fronte delle cure per l’immunoterapia.

Il modello creato dell’Ieo, affermano i ricercatori, potrebbe diventare una guida per gli oncologi, per orientare le scelte terapeutiche paziente per paziente, evitando sia il ‘sovra’ che il sotto-trattamento nelle terapie post-chirurgiche, e si baserebbe sulla combinazione del predittore genomico, ovvero un gruppo di geni che forma una ‘firma molecolare’, con due parametri clinici:stato dei linfonodi e dimensione del tumore.

Il risultato è stato eccellente: testato su oltre 1800 pazienti arruolate allo Ieo, il modello ha dimostrato che la sua capacità di stimare il rischio recidiva entro 10 anni dalla diagnosi è superiore rispetto ai parametri clinico-patologici comunemente utilizzati. Il biomarcatore StemPrintER è il primo e tuttora l’unico strumento capace di indicare il grado di “staminalità” presente nel tumore mammario primario, vale a dire il numero e l’aggressività delle cellule staminali del cancro.

I risultati del “nostro studio rappresentano un ulteriore passo verso l’obiettivo che perseguiamo da anni: dare a ciascuna paziente la terapia migliore per lei e per la sua malattia – afferma Paolo Veronesi, direttore del Programma di Senologia IEO e Professore Associato all’Università degli Studi di Milano -. Grazie all’approccio multidisciplinare ed alla stretta interazione tra ricerca e clinica, la medicina personalizzata sta finalmente diventando una realtà anche per il tumore della mammella”.

Ma dall’Asco, nuove speranze arrivano pure sul fronte delle terapie. Per il tumore al seno triplo negativo, il farmaco immuniterapico pembrolizumab – che mira a risvegliare il sistema immunitario contro il cancro – in combinazione con la chemioterapia, dicono i ricercatori, ha ridotto del 35% il rischio di progressione della malattia.

Lo dimostrano i dati dello studio di fase 3 KEYNOTE-355.