infezione

Coronavirus, raggi Uv, trasmissione aerea e immunità

Pubblicato il 21 Lug 2020 alle 6:01am

L’Oms dopo la lettera ricevuta da parte di 239 scienziati di 32 Paesi del mondo, pubblicata su Clinical Infectious Diseases ha ammesso che il rischio di trasmissione aerea del virus esiste e può rappresentare un problema molto serio nei luoghi chiusi, di lavoro e affollati.

La trasmissione del coronavirus può avvenire non solo attraverso le goccioline grandi (droplet, diametro superiore ai 10 micron) su cui agisce in modo importante la gravità portandole al suolo in pochi istanti, ma anche le goccioline più piccole (aerosol) che rimangono in sospensione nell’aria per tempi molto più lunghi.

Si può fare qualcosa per rendere sicuri i luoghi più critici come gli ambienti chiusi e di ridotte dimensioni? Il rischio zero non esiste, ma la ventilazione e la cura della qualità dell’aria giocano un ruolo fondamentale nella gestione del rischio. L’importante, dicono i ricercatori è che sia ridotta al massimo, l’emissione (parlando magari a bassa voce), usando la mascherina in un ambiente chiuso e puntando sempre sul distanziamento sociale.

Studio italiano è riuscito a dimostrare che una piccola dose di raggi ultravioletti UvC (radiazioni che non arrivano sulla Terra perché bloccate dall’atmosfera) in grado di disattivare in pochi istanti i droplet contenenti nella Sars CoV-2. Risultati simili sono stati ottenuti con i raggi UvA e UvB, quelli da cui ci proteggiamo con le creme solari. Gli autori dello studio si sono chiesti poi, se possa esserci anche una correlazione tra irraggiamento solare e epidemia di Covid-19. Analizzando la quantità di radiazioni in 260 Paesi dal 15 gennaio a fine maggio, la corrispondenza con l’andamento di Sars-CoV-2 è risultata essere quasi perfetta: minore è invece la quantità di UvA e UvB, maggiore è il numero di soggetti infetti. Non il caldo, ma l’effetto dei raggi ultravioletti è letale per il virus. L’idea è quella di utilizzare lampade a raggi Uv per disinfettare luoghi chiusi. Tutti i raggi Uv sono però pericolosi per l’uomo e ad oggi sono utilizzati solo per sanificare gli ambienti (senza persone) e gli oggetti. Sono allo studio lampade con lunghezza d’onda che eliminino qualunque potenziale tossicità per l’uomo per poter disinfettare gli ambienti.

L’Istituto Superiore di Sanità ha messo in guardia sull’utilizzo di lampade UvC che generano luce in assenza di protezione perché cancerogeni per l’uomo.

Report Iss rivela che il 4% delle vittime Covid-19 non presentava altre patologie

Pubblicato il 28 Mag 2020 alle 6:38am

Dai dati raccolti su pazienti positivi al covid-19, emerge ora che circa 4 morti su 100 non avevano altre malattie pregresse prima del ricovero ospedaliero. Ad affermarlo è il ‘Report sulle caratteristiche dei pazienti deceduti positivi all’infezione da Sars-Cov-2 in Italia’ dell’Istituto Superiore di Sanità, aggiornato al 21 maggio scorso.

Dei 3.032 casi di cui è stato possibile entrare in possesso della cartella clinica, 124 pazienti, il 4,1%, non avevano patologie pregresse prima dell’infezione.

La maggior parte dei deceduti di Covid-19 di cui si conoscono le condizioni pregresse, aveva 3 o più patologie. Il 59,6%, ovvero 1.806 pazienti presentava due patologie, il 21,4% del campione, 648 pazienti. Infine aveva una patologia il 15%, 454 pazienti.

L’ipertensione si conferma uno dei principali fattori di rischio. Il 23% dei pazienti deceduti di cui si conosce la storia clinica, seguiva una terapia antipertensiva con Ace-Inibitori e il 16% con farmaci sartani.

Il 31.096 decessi, 60% uomini e 40% donne. L’età media delle vittime di Covid-19 si conferma essere di 80 anni. Tuttavia 347 pazienti, avevano un’età inferiore ai 50 anni e 78 un’età inferiore ai 40 anni. Di questi ultimi, 14 non avevano patologie pregresse.

Crediti Foto Medicioggi.it

Ossigeno Ozono terapia, buoni risultati su pazienti con Coronavirus

Pubblicato il 13 Apr 2020 alle 6:38am

La diffusione del contagio da COVID-19 è elevatissima. In circa il 10% dei casi l’infezione decorre con una importante polmonite interstiziale bilaterale le cui complicanze sfociano nell’insorgenza dell’Insufficienza Multioragano (MOF) causa del decesso del paziente. È altresì noto che ad oggi non è ancora disponibile il vaccino e le terapie farmacologiche sono in fase di sperimentazione. (altro…)

Cina, virus misterioso: “Confermata la trasmissione da uomo a uomo”. Consigli aeroporti per chi viaggia

Pubblicato il 22 Gen 2020 alle 8:02am

Si parla di quattro o cinque voli al giorno, circa sessanta in totale a fine mese, che finiranno al centro dei controlli delle autorità italiane dopo che l’allarme per un virus misterioso scoperto in Cina è stato lanciato anche in Italia. Verranno controllati tutti i voli dell’aeroporto di Fiumicino e di Malpensa, provenienti da diverse città della Cina e in particolari quelli diretti e indiretti in arrivo dalla città di Wuhan, dov’è in corso un’epidemia di polmonite causata proprio da questo virus fino ad ora sconosciuto e che ha causato, per ora, la morte di almeno sei persone.

In totale sono sette le compagnie a cui la direzione sanitaria dell’aeroporto soprattutto romano ha chiesto controlli accurati su passeggeri ed equipaggi.

I consigli del ministero della Salute per i viaggiatori

Affisso negli aeroporti, un volantino con i consigli del ministero della Salute:

Nella città di Wuhan, Cina è in corso un’epidemia di polmonite. Identificata la causa in un nuovo coronavirus 2019-nCoV non si conoscono le modalità di trasmissione.

I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola e difficoltà respiratorie.

Consultate il vostro medico curante per essere informati sulle misure di igiene da applicare per prevenire le malattie respiratorie e vaccinatevi contro l’influenza almeno due settimane prima del viaggio

• valutate l’opportunità di rimandare viaggi non necessari AL VOSTRO ARRIVO applicate misure igieniche quali:

– Lavate frequentemente le mani con acqua e sapone – Coprite la bocca e il naso con un fazzoletto quando starnutite o tossite (non con le mani) – Evitate il contatto con persone affette da malattie respiratorie – Evitate luoghi troppo affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi – Evitate di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti – Rivolgetevi a un medico o a una struttura sanitaria qualora compaiano sintomi di infezione respiratoria (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) – Non mettetevi in viaggio se siete malati – Per qualsiasi necessità contattare la Vostra Ambasciata o il Vostro Consolato

Consigli ai viaggiatori internazionali diretti a o di ritorno da Wuhan, Cina Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria. AL VOSTRO RITORNO IN ITALIA se nelle due settimane successive al vostro ritorno si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie) a scopo precauzionale contattate il vostro medico di fiducia, riferendo del vostro recente viaggio.

Il coronavirus cinese che ha già colpito, secondo alcune stime, 1.700 persone, uccidendone sei si può trasmettere anche da uomo a uomo. Un team di esperti della National Health Commission cinese ha infatti confermato, nella giornata di ieri, che il nuovo ‘misterioso’ coronavirus, che provoca una malattia simile alla polmonite, si trasmette da persona a persona. Nel sud del Paese si sarebbero dunque verificati due casi di trasmissione uomo-uomo del coronavirus, in particolare nella provincia del Guangdong, ha fatto sapere il capo del panel di studiosi, Zhong Nanshan.

Herpes genitale, in arrivo un vaccino

Pubblicato il 20 Ott 2019 alle 6:24am

Come l’herpes delle labbra, l’herpes genitale è un virus che non viene mai eliminato dall’organismo, ma rimane latente e può dare recidive perlopiù scatenate da stress e mestruazioni. La trasmissione avviene per contatto con le secrezioni genitali infette durante il rapporto sessuale. L’herpes è contagioso soprattutto durante l’episodio primario e le recidive, e può trovarsi anche nelle secrezioni genitali nei periodi di apparente guarigione.

Purtroppo questa infezione è in netto aumento. E causa delle più frequenti cause di erosioni genitali. Gli esperti del settore consigliano in chiave preventiva, l’impiego del profilattico per evitare il rischio di trasmissione.

Secondo un recente studio, pubblicato su Science Immunology, condotto negli animali e coordinato da Sita Awasthi, dell’Università della Pennsylvania, che ha preso in esame 64 topi, cui è stato somministrato il candidato vaccino, e poi ripetuto su porcellini d’India, visto che in questi animali l’infezione da herpes genitale assume caratteristiche più vicine a quella che si osserva nell’essere umano.

I risultati sono stati sicuramente interessanti, visto che dopo l’esposizione all’herpes virus di tipo 2, per 4 settimane dopo l’iniezione solo un topo ha contratto l’infezione (peraltro in forma del tutto silente, cioè senza alcun sintomo clinico della patologia), mentre gli altri avevano già raggiunto un valido livello di difese immunitaria. Lo stesso si è osservato anche nei porcellini d’India: in questi animali scelti proprio per la similitudine nello sviluppo dell’infezione con l’essere umano, sono stati però riscontrati due casi di infezione, peraltro del tutto inapparenti sul fronte dei sintomi.

Il vaccino agirebbe pertanto con un meccanismo combinato, attivo sia sul virus sia sulle difese dell’organismo, visto che porta alla produzione di anticorpi rivolti sia all’accesso del virus nelle cellule, fondamentale per la sua replicazione, sia per mantenere elevata la risposta difensiva, che viene in qualche modo “annullata” naturalmente dal virus.

Attenzione in gravidanza Secondo le statistiche, l’infezione da virus herpes 2 interessa circa una persona su dieci in età fertile e rappresenta una delle infezioni genitali più diffuse. Oltre a creare problemi a chi ne soffre, limitando i rapporti, nel caso della donna può avere particolari ripercussioni nel periodo della gravidanza perché il virus può essere trasmesso al neonato.

Un’infezione primaria genitale della madre può complicarsi con ritardo di crescita e prematurità. Se l’infezione primaria avviene al momento del parto, prima che gli anticorpi materni siano prodotti, può infatti essere trasmessa al bambino, rendendo necessario il parto cesareo.

barriera per il rischio di trasmissione virale

Criptosporidiosi: infezione da piscina, come proteggersi

Pubblicato il 08 Lug 2019 alle 10:34am

Andare in piscina può comportare non pochi rischi per la salute, soprattutto nel caso in cui le vasche non siano trattate e pulite a bene. Le piscine contengono batteri che provocano infezioni con sintomi quali diarrea, crampi addominali e vomito, che colpiscono i bambini e i soggetti col sistema immunitario già compromesso. Nello specifico bisogna stare attenti al Criytosporidium, causa di un’infezione chiamata criptosporidiosi, che ha come sintomo più importante la diarrea acquosa.

L’infezione può essere anche asintomatica. Il periodo di incubazione della criptosporidiosi è di circa 7 giorni e i sintomi compaiono nell’80% dei casi.

Nelle piscine in cui nuotiamo, così come nei parchi acquatici, nei laghi o nei fiumi, possono trovarsi protozoi del genere Criytosporidium che possono essere giunti in acqua in seguito a feci umane contaminate. Le uova di questi parassiti sono infatti molto resistenti e si trovano frequentemente nei contesti sopra citati.

Di solito i sintomi durano una o due settimane. Quanto al trattamento, il consiglio è quello di fare riferimento al proprio medico, così fa in generale per ottenere una diagnosi corretta e il trattamento adeguato.

Gonorrea, anche un bacio potrebbe trasmetterla

Pubblicato il 13 Mag 2019 alle 10:38am

Secondo un team di ricercatori australiani, il bacio potrebbe essere veicolo di una tra le infezioni batteriche sessualmente trasmissibili, più diffuse, la gonorrea (o più comunemente “scolo”).

Può trasmessa solo attraverso il contatto dei genitali ma una nuova ricerca suggerisce che la gonorrea della gola (orofaringea) potrebbe essere contratta anche attraverso il bacio. Secondo lo studio infatti, pubblicato sulla rivista scientifica “Sexually Transmitted Infections”, il cosiddetto bacio alla francese (o bacio con la lingua) potrebbe essere una via per diffondere l’infezione tra uomini gay e bisessuali.

I ricercatori di Melbourne hanno raccolto dati su un campione di 3.091 uomini – gay e/o bisessuali – tra il 2016 al 2017. Ai partecipanti è stato chiesto loro di compilare un sondaggio e da qui è emerso che (95 per cento) avevano avuto rapporti sessuali con un partner che avevano anche baciato.

Muore a 28 anni giovane promessa del rugby. Aveva mangiato una lumaca per gioco restando per anni paralizzata

Pubblicato il 06 Nov 2018 alle 10:52am

E’ morta dopo aver mangiato una lumaca per gioco all’età di 28 anni, una giovane promessa del rugby. (altro…)

Morì in ospedale per infezione alle vie urinarie dopo intervento chirurgico, maxi risarcimento ai figli

Pubblicato il 09 Ott 2018 alle 7:02am

Secondo quanto rende noto Il Resto del Carlino dell’edizione di Bologna, una donna operata il 14 ottobre del 2009 che, nonostante soffrisse di infezioni alle vie urinarie, era stata giudicata in buona salute e quindi operabile, è poi morta pochi giorni dopo l’intervento chirurgico per sopraggiunte complicazioni da sepsi urinaria che la condusse alla morte.

La famiglia, ottiene ora giustizia dopo quasi dieci anni di cause. Un ristoro per la perdita della cara congiunta, pari al valore di un milione di euro.

La famiglia, infatti, dilaniata dal dolore per la perdita della cara congiunta, 37 enne, madre di 3 bambini piccoli, aveva deciso di proporre un procedimento penale a carico dei medici, il quale si era concluso con l’assoluzione di tutti da parte del tribunale. (altro…)

Fa tatuaggio durante la gravidanza, sedicenne colombiana resta paralizzata

Pubblicato il 06 Ott 2018 alle 6:55am

E’ stata costretta in sedia a rotelle dopo aver fatto un tatuaggio in gravidanza. Questa la triste storia di Luisa Fernanda Buitrago, una sedicenne colombiana che aveva deciso di farsi un tatuaggio sul costato, sotto il seno destro, mentre era incinta. Proprio così è cominciato l’incubo: a causa di un batterio che ha colpito il midollo spinale della ragazza, che ha raccontato la sua storia in un video su Facebook, nel quale fa sapere che non potrà mai più camminare. Inoltre, ha dovuto sottoporsi a un’operazione per drenare il liquido infetto e togliersi l’appendice: tutto ciò le ha provocato un aborto spontaneo. «Le medicine a quel punto erano troppe e il feto non lo ha sopportato», spiega. Dopo un periodo difficile, Luisa sta tentando di uscire dalla depressione e imparare a essere più autonoma possibile.