Isis

George Clooney preoccupato per la famiglia: la moglie Amal porta in tribunale l’Isis

Pubblicato il 27 Mag 2019 alle 9:04am

L’attore hollywoodiano George Clooney teme per le sorti della sua famiglia. La moglie Amal, avvocato, sta conducendo una causa contro l’Isis davanti alla corte francese,. e per questo motivo il divo di Hollywood si è detto seriamente preoccupato per la sicurezza dei propri figli, i gemellini Alexander ed Ella, di quasi due anni. “Non vogliamo che i nostri figli siano dei bersagli, quindi dobbiamo prestare attenzione”, ha spiegato.

L’attore, in un’intervista a The Hollywood Reporter, ha sottolineato che “mia moglie sta portando il primo caso contro l’Isis in tribunale, quindi abbiamo un sacco di problemi, problemi di sicurezza reali, che dobbiamo affrontare quotidianamente”.

Il caso di cui si sta occupando Amal Clooney è la causa è stata intentata in Francia contro Lafarge, colosso francese del cemento, che avrebbe pagato i militanti dell’Isis per poter tenere attivo un impianto nel nord della Siria. L’accusa per la società è quella di complicità nei crimini dell’Isis. Un gruppo di donne yazide, assistite dalla signora Clooney, si è costituito parte civile nel procedimento chiedendo un risarcimento: le vittime, infatti, sono state rapite dall’Isis e trasformate in schiave sessuali per mano dei miliziani.

“Questo processo – aveva sottolineato Amal a novembre, quando è stata intentata la causa – è un’opportunità per stabilire che l’Isis, e tutti coloro che l’assistono, sarà considerato responsabile dei crimini commessi, e che alle vittime sarà riconosciuto un giusto risarcimento”.

La moglie di George è contemporaneamente impegnata in un altro processo contro l’Isis, questa volta in Germania, contro una 27enne tedesca che si era unita all’Isis in Siria, e che è accusata di non aver fatto nulla per salvare una bimba, utilizzata come schiava, che il marito ha lasciato morire di sete.

Regno Unito, timore di nuovi “attacchi imminenti”: ecco chi è l’attentatore di Manchester

Pubblicato il 24 Mag 2017 alle 11:27am

La “massiccia esplosione” avvenuta nel foyer della Manchester Arena alla fine del concerto di Ariana Grande, il 22 maggio scorso, provocata da un attentatore che ha fatto detonare un ordigno rudimentale, riempito di chiodi per aumentarne il potenziale distruttivo, ha fatto almeno 22 morti e settanta feriti, alcuni anche molto gravi, ma il bilancio è ad oggi ancora provvisorio.

L’attentatore è Salman Abedi, 23enne britannico di origini libiche già noto alle autorità. (altro…)

Mosul, esercito iracheno avanza verso la città. Isis in difficoltà

Pubblicato il 02 Nov 2016 alle 10:11am

L’esercito iracheno “avanza inesorabile anche da ovest e ora è a ridosso della zona occidentale di Mosul”. (altro…)

Iniziata l’offensiva per cacciare l’Isis da Mossul

Pubblicato il 17 Ott 2016 alle 5:38pm

Iniziata l’offensiva per riconquistare Mossul, baluardo dello Stato islamico e seconda città più grande dell’Iraq. (altro…)

Italia al via per la missione in Libia

Pubblicato il 13 Set 2016 alle 5:45am

Duecento paracadutisti della Folgore e cento operatori sanitari, tra medici e infermieri sono pronti per la missione italiana a Misurata, in Libia.

Una decisione del governo, che sarà presentata alle Commissioni Esteri e Difesa delle Camere, e che risponde alle richieste di aiuto dell’esecutivo libico impegnato nella lotta all’Isis.

Il piano prevede anche l’installazione di un ospedale da campo nella zona dell’aeroporto della città.

Video choc sul web con bambini che uccidono cinque prigionieri curdi

Pubblicato il 28 Ago 2016 alle 8:28am

Un’infanzia negata, una miriade di bambini costretti a diventare grandi troppo in fretta, a fare i conti con la violenza. A imbracciare armi e a uccidere senza pietà come dei comuni e spietati terroristi ed assassini.

Piccoli leoni del Califfato che tornano a seminare morte in un video di propaganda del terrore dello Stato Islamico.

I jihadisti li hanno reclutati, indottrinati, addestrati e spediti a compiere atroci delitti.

Nella notte di venerdì l’Isis ha pubblicato on line le immagini di cinque bambini che assassinano prigionieri curdi. Piccoli boia, di età compresa tra i 10 e i 13 anni, di nazionalità diverse: un egiziano, un curdo, un tunisino e un uzbeco.

Uno di loro, un ragazzino bianco con occhi azzurri, indicato come Abu Abdullah “al Britani”, cioè il britannico. Indossano abiti militari e sono armati con pistole, si ergono di fronte a una fila di cinque uomini in ginocchio vestiti di arancione come i detenuti.

Secondo l’agenzia curda Rudaw, i cinque prigionieri sono guerriglieri curdi. «Nessuno può salvare i curdi, neanche con il supporto di America, Francia, Gran Bretagna, Germania e i diavoli dell’inferno» urla uno dei bambini. Poi, al grido di Allah Akbar (Dio è grande), sollevano contemporaneamente la calibro nove e sparano alla nuca dei prigionieri.

Arrestato il tunisino Abu Nassim, esponente di spicco dell’Isis reclutatore di Jihadisti in Italia

Pubblicato il 18 Ago 2016 alle 2:36pm

Le forze libiche di Zintan, alleate del generale Khalifa Haftar, hanno reso noto di aver arrestato il tunisino Moez Ben Abdulgader Ben Ahmed Al Fezzani, conosciuto come Abu Nassim, considerato uno dei reclutatori più importanti di jihadisti in Italia.

Già arrestato dagli americani, processato a Milano, assolto, espulso e tornato in Libia, l’uomo sarebbe in collegamento anche con il gruppo che ha rapito i tecnici della Bonatti.

Abu Nassim, secondo il Libya Herald, stava scappando da Sirte per raggiungere la Tunisia e poi Lampedusa. Abu Nassim sarebbe stato catturato assieme ad altri 20 esponenti dell’Isis in una località tra le città di Rigdaleen e di Al-JMail, nell’ovest del paese alcuni giorni fa, ma la notizia sarebbe pervenuta soltanto oggi.

Il dipartimento antiterrorismo della Procura di Milano, guidato da Maurizio Romanelli, sta effettuando accertamenti anche alla luce dei documenti, di cui si è parlato nei giorni scorsi, che sarebbero stati trovati in un covo del sedicente Stato islamico a Sirte. Carte che farebbero riferimento anche al ruolo di Fezzani come presunto reclutatore di jihadisti in Lombardia.

Detenuto per 7 anni nella base militare americana di Bagram in Afghanistan e per oltre due anni in Italia, venne assolto nel 2012 a Milano, espulso, e poi condannato in appello a 6 anni quando era già fuori dall’Italia.

Video diffuso ieri in rete, intima a tutti i musulmani devoti di entrare in azione e colpire anche l’Italia

Pubblicato il 17 Ago 2016 alle 1:37pm

Si torna a parlare dell’Italia (come degli altri paesi europei) nel video circolato sul web ieri pomeriggio e rilanciato da Site, agenzia americana di informazione sull’intelligence che spesso finisce per fare da megafono ai video dell’Isis. (altro…)

Copasir, paura per l’Italia: “Terroristi Isis potrebbero arrivare dal mare”

Pubblicato il 15 Ago 2016 alle 8:53am

“Cresce oggettivamente il rischio che dei militanti possano fuggire in Europa anche via mare”.

Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, non ha dubbi: se “a lungo è stato altamente improbabile, se non impossibile che Daesh facesse viaggiare suoi affiliati sui barconi, esponendo ai rischi oggettivamente alti della traversata uomini su cui aveva investito in tempo e soldi”, oggi si è “in pieno caos, e nella fuga dalla Libia quelli che non sono diretti verso sud potrebbero anche decidere di tentare la carta del viaggio in mare verso l’Europa. Sono cani sciolti, gente allo sbando – prosegue Stucchi – poi si tratta di capire quali intenzioni ha chi dovesse davvero arrivare in questo modo: semplicemente far perdere le proprie tracce oppure voler continuare a ‘combattere’ in nome della propria causa?”.

La paura per l’Italia è dunque alta. Roma è la culla del cristianesimo. E le scritte sui muri della città libica strappata all’Is, per il presidente del Copasir “vanno lette nell’ottica della propaganda fatta da Daesh negli ultimi anni e negli ultimi mesi, soprattutto in Libia. Nel mirino c’è l’Occidente in genere con tutti i simboli che il sedicente Califfato intende abbattere, e Roma come culla della cristianità è un bersaglio come qualsiasi altra città degli ‘infedeli’”.

Usa, raid su Sirte per colpire l’Isis

Pubblicato il 01 Ago 2016 alle 7:15pm

Gli Stati Uniti D’America sono tornati a bombardare la Libia. Il governo di unità libico, secondo quanto ha annunciato il premier Fayez al Sarraj in conferenza stampa, ha chiesto raid aerei americani contro l’Isis a Sirte.

Il premier ha anche affermato che i primi bombardamenti americani sono stati effettuati oggi. La conferma arriva anche da parte del Pentagono tramite il portavoce Peter Cook, che sottolinea che i raid puntano a negare all’Isis “paradisi sicuri” in Libia.