medici obiettori

Tar del Lazio da’ torto ai medici obiettori

Pubblicato il 06 Ago 2016 alle 8:43am

Il Tar del Lazio ritiene infondati i ricorsi presentati dalle associazioni e dai movimenti per la vita contro il Decreto del Commissario ad acta sulla riorganizzazione delle attività dei consultori della regione.

I giudici hanno dunque stabilito che:

– le ‘pillole del giorno dopo’ non sono farmaci abortivi ma semplici contraccettivi, come stabilito anche, con dati scientifici, dall’Agenzia italiana del farmaco – Aifa e dalla sua omologa europea, Ema. – l’obiezione di coscienza da parte dei medici, per quanto previsto dalla legge 194, non si può applicare alla certificazione dello stato di gravidanza, attestazione necessaria per l’interruzione volontaria di gravidanza (IVG), perchè non riguarda l’IVG ma è la semplice attestazione di uno stato di salute.

Non ci sarebbe dunque, secondo i giudici, nessun motivo per avanzare da parte dei medici, la loro obiezione di coscienza nei consultori familiari pubblici.

Donna con grave malattia genetica abortisce da sola nel bagno dell’ospedale, accusa i medici obiettori

Pubblicato il 11 Mar 2014 alle 11:01am

Valentina questo il nome della donna che ha dovuto vivere una terribile vicenda e diversi aborti, l’ultimo in ospedale senza assistenza. Lei e Fabrizio, sono l’ultima coppia che, ha ottenuto dal Tribunale di Roma un’ordinanza che mette in discussione la legittimità costituzionale delle legge 40. La loro esperienza è infatti, un atto d’accusa contro i medici obiettori. (altro…)

Aborti in calo del 50% rispetto al 1982, i medici obiettori sono il 70%

Pubblicato il 15 Set 2013 alle 2:13pm

Gli aborti in Italia, sono calati del 50% dal 1982 ad oggi. In quanto, è in crescente aumento il numero di medici obiettori. A rivelarlo, un rapporto giunto al Parlamento, relativamente all’applicazione della legge 194, che regola appunto l’interruzione volontaria della gravidanza.

Ebbene, quest’anno, ci sarebbero stati 106 mila aborti in meno rispetto all’anno precedente, ma soprattutto rispetto al 1982, anno in cui si toccarono i 235 mila.

Riduzione spiegata dall’aumento di medici di strutture pubbliche che si rifiuta di praticarlo. Si va infatti dal 59% del 1983 all’attuale 69,3%. Percentuale che varia molto a seconda della regione.