Stati Uniti d’America

Manifestazioni di protesta negli Usa contro Donald Trump “Non è il mio presidente”

Pubblicato il 10 Nov 2016 alle 10:32am

In America migliaia di persone sono scese in piazza per dire no all’elezione di Donald Trump. “Non è il mio presidente”, si legge sui moltissimi cartelli. Le manifestazioni piu’ importanti a New York e Chicago.

Non sono mancati arresti, almeno 30 a Manhattan. In migliaia, nonostante la pioggia, si sono radunati a Union Square e hannno sfilato verso midtown fino ad arrivare alla blindatissima Trump Tower sulla Fifth Avenue, dove si trova l’abitazione del nuovo presidente americano.

Città in tilt per ore a causa del traffico. A Los Angeles bruciato un pupazzo di cartapesta raffigurante il neo eletto presidente degli Stati Uniti d’America.

Il passaggio di consegne avverrà il prossimo 20 gennaio a Washingon. Intanto il presidente uscente Barack Obama ha rilasciato una dichiarazione dopo il discorso tenuto ieri da Hillary Clinton con cui ha auspicato dialogo e un passaggio di consegne di successo, normale e pacifico.

“Incontrerò il presidente in pectore Trump. Dimostreremo a tutto il mondo che questo avverrà, così come avvenne otto anni fa tra l’allora presidente Bush e me. Farò ciò che posso per il nuovo presidente, siamo tutti nella stessa squadra: non siamo democratici, o repubblicani, siamo Americani”.

“È stata una campagna elettorale dura e combattuta: è difficile adesso per i sostenitori del partito democratico, potrebbero essere delusi, specie i più giovani, ma occorre continuare a lottare per quello in cui si crede. Serve capire i propri errori ed imparare non scoraggiandosi”.

Maxi tempesta di neve sulla costa orientale degli Usa, primo bilancio delle vittime

Pubblicato il 23 Gen 2016 alle 11:26am

È già di dieci morti il bilancio delle vittime della maxi tempesta di neve che si è abbattuta sulla costa orientale degli Usa.

Ad annunciarlo l’emittente americana Nbc, che dichiara che al momento sono sei le vittime nel North Carolina per una serie di incidenti che si sono presentati a causa delle strade ghiacciate.

Oltre 85 milioni i cittadini in 20 Stati che sono coinvolti dall’arrivo di ‘Jonas’ e che ha portato alla cancellazione di quasi seimila voli tra ieri e oggi.

In Tennessee, North Carolina, Virginia, Maryland, Pennsylvania e nel distretto di Columbia è stato dichiarato lo stato d’emergenza, mentre a Washington – una delle città che dovrebbe essere maggiormente colpita da ‘Joans’ – il sistema di trasporto pubblico sarà sospeso per tutto il weekend.

In stato di massima allerta anche New York, Baltimora e Philadelphia.

Previsti fino a 76 centimetri di neve da qui a domenica, quando è previsto il picco della tempesta, con venti fino a 80 chilometri all’ora. I media americani hanno riferito che in Virginia sono stati registrati nella notte un migliaio di incidenti stradali.

Usa, bimbo di due anni si spara con la pistola del padre

Pubblicato il 28 Ott 2015 alle 10:51am

Si è ucciso con la pistola del padre, trovata sul letto di casa, un bambino di due anni della cittadina di Acworth, in Georgia. (altro…)

Usa: auto si lancia su corteo di studenti, 4 morti e 22 feriti in Oklahoma

Pubblicato il 25 Ott 2015 alle 10:20am

Quattro persone hanno perso la vita a Stillwater, negli Usa. Travolte da un’auto che si è lanciata ad alta velocità su di un corteo di studenti della Oklahoma State University. (altro…)

Il Papa all’Onu chiede casa, terra e lavoro. Da Ground Zero la pace

Pubblicato il 26 Set 2015 alle 10:52am

Un discorso rivolto all’Assemblea Generale durato quasi 50 minuti, quello di Papa Francesco, pronunciato ieri in spagnolo, sua lingua, e nella lingua ufficiale Onu, ascoltato in un’aula gremita di persone e di attenzione che non si erano mai visti prima.

Papa Francesco è il quarto pontefice a parlare alle Nazioni Unite ma è il primo a farlo per l’inaugurazione dei lavori dell’AG.

Ebbene, riesce ad affrontare le numerose e scottanti crisi internazionali, a non isolarle ma a legarle tra loro dando vita ad un bellissimo discorso, ricco di effetto e di significato.

C’era anche alcuni capi di stato, Angela Merkel, la presidente del Brasile Dilma Roussef, il boliviano Evo Morales, Raul Castro, la presidente del Fondo Monetario Internazionale Christine La Garde. Per il nostro Paese, il ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, come per sottolineare i temi al centro del discorso del Papa. (Il premier Matteo Renzi arriverà oggi, per parlare all’assemblea di mercoledi).

“Casa, lavoro e terra; e un nome a livello spirituale: liberta’ dello spirito, che comprende la liberta’ religiosa, il diritto all’educazione e gli altri diritti civili”. Sono queste le richieste dei poveri e dei deboli del mondo delle quali Papa Francesco si è fatto interprete durante il suo discorso alla 70esima Assemblea Generale dell’Onu.

“La misura e l’indicatore più semplice e adeguato dell’adempimento della nuova Agenda per lo sviluppo. Sarà l’accesso effettivo, pratico e immediato, per tutti, ai beni materiali e spirituali indispensabili: abitazione propria, lavoro dignitoso e debitamente remunerato, alimentazione adeguata e acqua potabile; libertà religiosa e, più in generale, libertà dello spirito ed educazione”. “Pilastri dello sviluppo umano integrale che – come ha sottolineato Francesco – hanno un fondamento comune, che è il diritto alla vita, e, in senso ancora più ampio, quello che potremmo chiamare il diritto all’esistenza della stessa natura umana”.

E ancora ha detto il papa “Alzo la mia voce insieme a quella di tutti coloro che aspirano a soluzioni urgenti ed efficaci” riguardo ai cambiamenti climatici e alla necessità di fermare l’inquinamento atmosferico.

Per Francesco, “l’abuso e la distruzione dell’ambiente, allo stesso tempo, sono associati ad un inarrestabile processo di esclusione”. Mentre, “la crisi ecologica, insieme alla distruzione di buona parte della biodiversità, può mettere in pericolo l’esistenza stessa della specie umana”.

Lasciato il Palazzo di Vetro, Francesco si è poi recato per una visita-pellegrinaggio al Ground Zero dove ha incontrato i 12 leader religiosi in rappresentanza delle fedi di appartenenza delle quasi 3000 vittime morte negli attentati dell’11 settembre, che lo hanno accolto nell’antro ricavato dalle fondamenta che resistettero al crollo delle Torri Gemelle.

“Chiediamo al cielo il dono di impegnarci per la causa della pace. Qui, in questo luogo della memoria, ciascuno nella sua maniera, ma insieme”, ha detto Bergoglio.

Secondo il papa è proprio “nelle differenze, nelle discrepanze che è possibile vivere in un mondo di pace”.

Usa: Papa Francesco “Io emigrante tra gli emigranti”. Primo Papa a scuotere chiesa americana e a parlare al Congresso

Pubblicato il 24 Set 2015 alle 10:02am

Papa Francesco accolto ieri alla Casa Bianca dalla famiglia Obama, è stato definito il «Papa della speranza», dal presidente americano. (altro…)

Usa, uomo armato entra in un cinema e uccide due donne, 7 i feriti

Pubblicato il 24 Lug 2015 alle 11:26am

Paura in Louisiana. Un uomo di 58 anni, ha fatto irruzione nel Grand Theatre di Lafayette, dove si trovano un centinaio di spettatori. Ha ucciso due donne e ferito sette persone, prima di togliersi la vita. (altro…)

Strage di Charleston, Obama: “Bisogna cambiare mentalità sul controllo delle armi”

Pubblicato il 20 Giu 2015 alle 10:51am

Il presidente americano Barack Obama, torna ancora una volta, sulla spinosa questione della facile detenzione delle armi da fuoco negli Stati Uniti, che continua a fare tanti vittime per la follia della gente.

E si sofferma su tutti i morti che ci sono stati, sino ad arrivare alla strage più recente, quella di Charleston, avvenuta in una delle chiese più antiche e simboliche della comunità afroamericana del Sud degli Usa.

E dice: “Dobbiamo muovere l’opinione pubblica sul controllo delle armi. C’è bisogno di un cambiamento nell’atteggiamento, per tutti”. (altro…)

Usa e Cuba fanno la pace, grazie anche a Papa Francesco

Pubblicato il 18 Dic 2014 alle 9:52am

Papa Francesco rinsalda i rapporti tra Usa e Cuba. (altro…)

Email Isis alla famiglia di Foley. Obama studia attacchi in Siria e dialogo con Assad

Pubblicato il 23 Ago 2014 alle 12:07pm

Una settimana prima che James Foley venisse ucciso dai miliziani dello Stato Islamico, i rapitori aveva inviato alla famiglia del reporter americano un’email annunciando la sua morte: “Pagherete il prezzo dei vostri bombardamenti! Il primo sarà il cittadino americano, James Foley! La sua morte è un risultato diretto delle vostre trasgressioni verso di noi!” (altro…)