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Telefoni cellulari, un uso a lungo termine non aumenta il rischio di tumori

Pubblicato il 09 Ago 2019 alle 6:57am

L’uso prolungato dei cellulari, per 10 anni, non determina un incremento del rischio di tumori maligni (glioma) o benigni (meningioma, neuroma acustico, tumori delle ghiandole salivari). Lo rivela il nuovo Rapporto Istisan “Esposizione a radiofrequenze e tumori” curato da Istituto superiore di sanità, Arpa Piemonte, Enea e Cnr-Irea. I dati attuali, tuttavia, “non consentono valutazioni accurate del rischio dei tumori intracranici, i più pericolososi.

Mancano, però, avvertono i ricercatori, i dati sugli effetti “a lungo termine dell’uso del cellulare iniziato durante l’infanzia”.

Chiamate vocali – In base alle evidenze epidemiologiche attuali, spiega dunque il rapporto, “l’uso del cellulare non risulta associato all’incidenza di neoplasie nelle aree più esposte alle Radiofrequenze durante le chiamate vocali. La meta-analisi dei numerosi studi pubblicati nel periodo 1999-2017 non rileva, infatti, incrementi dei rischi”. Rispetto alla valutazione della Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) dell’Onu nel 2011, le stime di rischio considerate in questa meta-analisi, precisano i ricercatori, “sono più numerose e più precise”.

Gli esperti affermano inoltre che “i notevoli eccessi di rischio osservati in alcuni studi non sono coerenti con l’andamento temporale dei tassi d’incidenza dei tumori cerebrali che, a quasi 30 anni dall’introduzione dei cellulari, non hanno risentito del rapido e notevole aumento della prevalenza di esposizione”. Attualmente “sono in corso ulteriori studi atti a chiarire le residue incertezze riguardo ai tumori a più lenta crescita e all’uso del cellulare iniziato durante l’infanzia”.

Nel rapporto si evidenzia poi “l’ipotesi di un’associazione tra Radiofrequenze emesse da antenne radiotelevisive e incidenza di leucemia infantile, suggerita da alcune analisi di correlazione geografica, non appare confermata dagli studi epidemiologici con dati individuali e stime di esposizione basate su modelli geospaziali di propagazione”.

Radiazioni da smartphone, ecco la lista dei modelli con valori più alti

Pubblicato il 03 Apr 2019 alle 9:11am

Gli smartphone sono controllati accuratamente prima di lanciarli in commercio dall’ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni sugli smartphone che ha proprio il compito di stilare una lista e aggiornala con i nuovi modelli e verificare che il loro valore SAR non superi determinati limiti.

In quanto, anche se non sono cosi forti da provocare mutazioni genetiche, le radiazioni emesse dagli smartphone possono provocare riscaldamento eccessivo dei tessuti muscolari, problemi di udito, tumore al cervello se tenuti troppo a contatto con la testa, e vomito, nausea e mal di testa.

Il valore SAR è un valore in percentuale che indica quante radiazioni il corpo umano riesce ad assorbire ogni volta che è esposto a quel modello di smartphone; grazie ad una lista stilata da Statista abbiamo scoperto quali sono i modelli più pericolosi di altri. Dobbiamo comunque specificare i modelli che hanno un valore SAR maggiore sul mercato già da un lungo periodo; infatti, i modelli più recenti non risultano poi essere cosi pericolosi. Questi quelli con valori più alti rispetto alla normativa europea SAR:

A seguire la lista completa

Honor View 10 – 1,03 Watt per kg Sony Xperia X Compact – 1,08 Watt per kg Honor 5C – 1,14 Watt per kg Sony Xperia XZ Premium – 1,21 Watt per kg Apple iPhone 7 Plus – 1,24 Watt per kg Honor 9 1,26 Watt per kg BlackBerry DTEK60 – 1,28 Watt per kg ZTE Axon 7 Mini – 1,29 Watt per kg Xiaomi Redmi Note 5 – 1,29 Watt per kg Apple iPhone 8 – 1,32 Watt per kg OnePlus 6 – 1,33 Watt per kg Google Pixel 3 – 1,33 Watt per kg HTC Desire 12/12+ – 1,34 Watt per kg Sony Xperia XZ1 Compact – 1,36 Watt per kg Huawei P9 Lite – 1,38 Watt per kg Apple iPhone 7 – 1,38 Watt per kg Xiaomi Mi9 – 1,389 Watt per kg OnePlus 5 – 1,39 Watt per kg Google Pixel 3 XL – 1,39 Watt per kg Huawei Nova Plus – 1,41 Watt per kg Huawei P9 – 1,43 Watt per kg Huawei GX8 – 1,44 Watt per kg Xiaomi Mi Mix 3 – 1,45 Watt per kg Motorola Moto Z2 Play – 1,455 Watt per kg Huawei P9 Plus – 1,48 Watt per kg Honor 8 – 1,5 Watt per kg HTC U12 Life – 1,48 Watt per kg OnePlus 6T – 1,55 Watt per kg Xiaomi Mi Max 3 – 1,58 Watt per kg Huawei Mate 9 – 1,64 Watt per kg OnePlus 5T – 1,68 Watt per kg Xiaomi Mi A1 – 1,75 Watt per kg

Comunque sia, un uso minore dello smartphone potrebbe solo beneficare; i consumatori, dovrebbero solo avere un po’ di buonsenso durante la quotidianità:

Per esempio, non tenerlo addosso se non è necessario; Utilizzare il viva voce durante una chiamata per non avvicinarlo all’orecchio e di conseguenza, alla testa; Inviare un messaggio invece di effettuare una telefonata; Non conservare lo smartphone nelle tasche interne delle giacche, evitando così di tenerlo vicino ad organi vitali.

Campi elettromagnetici a quali dobbiamo stare attenti

Pubblicato il 30 Mar 2019 alle 7:15am

Il forno a microonde ad esempio sfrutta le onde elettromagnetiche per scaldare gli alimenti. La schermatura del forno e la debolezza del campo elettromagnetico ci garantiscono però la sicurezza di riuscire ad evitare che il nostro organismo ne venga a contatto.

Il Wi-Fi invece usa onde a bassa intensità che per diffondere il suo segnale, ma ci sarebbe un sospetto, per precauzione sarebbe utile evitare di tenerlo vicino a dove dormiamo, come sul comodino.

Le centraline elettriche, sono invece più rischiose, possiamo trovarle sulle scale nei condomini. Se stiamo a stretto contatto con questi apparecchi, infatti, i rischi per la salute sono concreti, così come la presenza di antenne nel caso in cui l’abitazione sia all’ultimo piano. Le onde in questione sono infatti ben più rischiose di quelle precedentemente viste.

Altro rischio poi, è causato dalle radiazioni (onde elettromagnetiche ad altissima frequenza): il radon. Questo è un gas radioattivo che si accumula nelle abitazioni e pare essere la seconda causa di tumore ai polmoni. Ovviamente bisogna respirarne grandi quantità, ma in ogni caso la prevenzione è fondamentale: il rischio è molto più alto in ambienti poco arieggiati e vecchi, in cui la schermatura garantita dalle pareti è di scarsa qualità.

Il più concreto e quotidiano rischio in casa rimane quello dato dalle onde elettromagnetiche del nostro cellulare. Stare a lungo in chiamata, porta ad una maggior incidenza di tumori al cervello, o perlomeno così sostengono diversi studi scientifici. Idem sarebbe avere la notte il cellulare sul comodino.

Attenzione, dunque, la prevenzione e il buonsenso, non sono mai abbastanza.

La prevenzione è usare i telefonini correttamente I cellulari emettono onde a diretto contatto con la testa. La preoccupazione è che possano provocare danni biologici. Per evitare i rischi bastano semplici precauzioni: ve le riportiamo qui sotto.

– Usa l’auricolare: è sufficiente allontanare il cellulare dalla testa soltanto di qualche centimentro perché il livello di esposizione scenda drasticamente. – Fai telefonate brevi, soprattutto quando la linea è disturbata e il telefono è costretto a lavorare a piena potenza, con maggiore emissione di radiazioni – Evita di telefonare quando la copertura del segnale è inferiore, per esempio in ascensore o nel treno. – Tieni il cellulare lontano dalla testa durante la composizione del numero (momento in cui funziona alla massima potenza). – Bambini: teniamoli alla larga I bambini sono potenzialmente più vulnerabili rispetto agli adulti ai campi elettromagnetici. Un po’ perché il loro sistema nervoso è in fase di sviluppo, un po’ perché fisicamente la circonferenza del cranio è più piccola e quindi penetrabile in profondità rispetto a quella di un adulto. In attesa di certezze, meglio essere prudenti: la cosa migliore è tutelare i più piccoli limitando l’uso di cellulari e tablet.

Ma di quali onde parliamo? Tutti i cellulari emettono radiazioni. La quantità di radiazioni assorbite dal corpo è misurata in Sar (Specific Absorption Rate) espresso in W/Kg (watt per chilo). Questa unità di grandezza misura la quantità di radiazioni assorbite e le traduce nel rischio di effetto termico al quale il corpo è esposto. Per garantire la sicurezza degli utenti l’Unione Europea ha fissato a 2 W/kg il limite massimo consentito per le emissioni dei cellulari per evitare qualsiasi effetto termico. Per assicurarsi di rispettare la norma, tutti i produttori testano i propri apparecchi prima di metterli sul mercato. Lo fanno ipotizzando lo scenario peggiore, quando i telefonini funzionano alla massima potenza ed emettono più onde, situazione che però si verifica di rado nell’uso quotidiano. Questo dato, dunque, non è un buon indicatore per scegliere di acquistare un telefonino anziché un altro. Per avere un’idea più chiara dell’esposizione a cui ci si sottopone usando quotidianamente il cellulare, bisogna valutare gli apparecchi nelle medesime condizioni, simulando il loro comportamento in una situazione reale d’uso. Solo in questo modo è possibile confrontare tra di loro i diversi modelli di telefonino, paragonando le rispettive emissioni di onde. E scegliere quello che ne produce di meno. Nei nostri test, infatti, abbiamo fatto entrambe le prove. I risultati sono rassicuranti: nessun cellulare, tra quelli testati, si avvicina ai limiti imposti dalla legge. Questo non toglie tuttavia i dubbi sul fatto che i cellulari possano causare effetti biologici e aumentare il rischio di tumori cerebrali.

Scuola, educazione civica e divieto cellulari, se non in casi particolari di attività didattica

Pubblicato il 25 Gen 2019 alle 12:37pm

Vietare l’uso dei cellulari a scuola, salvo in casi particolari, di attività didattica. (altro…)

Telefoni cellulari, Tar ribadisce il rischio: da 18 anni la prevenzione non viene fatta dal Ministero della salute

Pubblicato il 18 Gen 2019 alle 8:37am

“I ministeri dell’Ambiente, della Salute e dell’Istruzione, entro sei mesi, ciascuno per il proprio ambito di competenza provvedano ad adottare una campagna informativa, rivolta alla intera popolazione, sulle corrette modalità d’uso di telefoni cellulari e cordless e sui rischi per la salute e per l’ambiente connessi ad un uso improprio di tali apparecchi”. Ad intimarlo è il Tar del Lazio accogliendo sul il ricorso dell’Associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog.

“Dagli atti depositati in giudizio – scrivono i giudici – risulta che già, con nota prot. n. 0001080 -P del 16 gennaio 2012, il Ministero della Salute, in riscontro ad una precedente richiesta di uno dei procuratori della Associazione ricorrente, evidenziava: “Il tema dei possibili rischi per la salute conseguenti all’uso del cellulare è alla costante attenzione del Ministero della Salute, in particolare a seguito della classificazione stabilita dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro nel 2011, di agente possibilmente cancerogeno per l’uomo (categoria 2B) per i campi elettromagnetici in radiofrequenza”.

Nella medesima nota, il Ministero della Salute, “ha evidenziato che il Consiglio Superiore di Sanità, nel parere del 15 novembre 2011, tenuto conto della posizione formalmente assunta dall’Istituto Superiore di Sanità ha rilevato che allo stato delle conoscenze scientifiche non è dimostrato alcun nesso di causalità tra esposizione a radiofrequenze e patologie tumorali, rimarcando tuttavia come l’ipotesi di un rapporto causale non possa essere del tutto esclusa in relazione ad un uso molto intenso del telefono cellulare” e che lo stesso Consiglio Superiore di Sanità “ha quindi raccomandato di mantenere vivo l’interesse della ricerca e della sorveglianza sul tema, in attesa che le nuove conoscenze risolvano le attuali aree di incertezza, suggerendo nel contempo l’avvio di una campagna d’informazione al pubblico al fine di promuovere e incoraggiare un uso responsabile del telefono, soprattutto in relazione ai bambini che tendono ad essere avvicinati all’uso del telefono cellulare in età sempre più precoce”, precisando infine: “La campagna di informazione è in fase di preparazione e sarà basata sul quadro delle conoscenze desumibili dalle più autorevoli fonti e organismi nazionali e internazionali”. “Nonostante il ragguardevole lasso di tempo intercorso, la preannunciata campagna informativa – sottolineano i giudici amministrativi – non risulta essere stata ancora attuata”.

A vincere il ricorso sono stati gli avvocati torinesi Renato Ambrosio e Stefano Bertone che avevano anche intentato una causa, vinta in primo grado, per Roberto Romeo, nel 2017.

Il Tribunale civile di Ivrea riconobbe al signor Romeo un vitalizio perché “a causa della sua attività lavorativa di referente e coordinatore di altri dipendenti Telecom, ha utilizzato in maniera abnorme i telefoni cellulari”. Nel sentenza i giudici stabilirono che esisteva un nesso causale tra il tumore al cervello, benigno ma invalidante di cui è affetto l’uomo, e l’uso “abnorme” del telefono cellulare nel periodo compreso tra il 1995 e il 2010. Contemporaneamente i legali avevano annunciato il ricorso al Tar del Lazio per conto dell’associazione per la prevenzione e la lotta all’elettrosmog. “Ci sono dei rischi per la salute delle persone e questi devono essere conosciuti. Mai un tribunale aveva ordinato a dei ministeri di informare la popolazione su un tema del genere: si tratta di una sentenza rivoluzionaria”, spiega l’avvocato Stefano Bertone.

Il tar dice nella sentenza che da 18 anni il decreto sulla campagna informativa dei cellulari non viene fatta dalle istituzioni, pertanto ora ci dovranno pensare le attuali che sono al governo.

Tumore al cervello, la colpa dell’aumento è anche del telefono cellulare

Pubblicato il 08 Mag 2018 alle 8:50am

I tumori cerebrali maligni aggressivi in ​​Inghilterra sono più che raddoppiati negli ultimi 10 anni: il tasso di casi di glioblastoma è salito da 2,4 a 5 ogni 100.000 persone tra il 1995 e il 2015, secondo uno studio pubblicato sul ‘Journal of Environmental and Public Health’. (altro…)

Samsung Galaxy S8, novità su colori e possibili prezzi

Pubblicato il 21 Mar 2017 alle 10:11am

Samsung annuncerà i due Galaxy S8 durante l’Unpacked 2017 organizzato a New York il 29 marzo.

Le informazioni più recenti, svelate su Twitter dal noto leaker Evan Blass, riguardano i colori e i prezzi in euro.

Secondo la fonte di Evan Blass, i due Galaxy S8 saranno disponibili in almeno tre colori: nero (Black Sky), grigio (Orchid Grey) e argento (Arctic Silver).

Lo spessore è molto sottile, lo schermo curvo e vi è un’assenza dei pulsanti capacitivi, oltre che a pulsanti fisici per accensione, volume e assistente personale Bixby.

I possibili prezzi per il mercato europeo: sono 799 euro per il Galaxy S8 e 899 euro per il Galaxy S8+. I 100 euro in più sono dovuti principalmente alla maggiore dimensione dello schermo (5,8 e 6,2 pollici) e alla capacità della batteria (3.000 e 3.500 mAh).

Display Super AMOLED con risoluzione di 2960×2400 pixel, processori Snapdragon 835 e Exynos 8895, 4 GB di RAM, 64 GB di storage, slot microSD, fotocamere da 12 e 8 megapixel, lettore di impronte digitali, scanner dell’iride, porta USB Type-C, jack audio da 3,5 millimetri e sistema operativo Android 7.1 Nougat, sono caratteristiche invece che ritroviamo.

I due Galaxy S8 potranno essere collegati ad un monitor esterno tramite il dock DeX, per il quale si prevede un prezzo di 150 euro.

Altro studio conferma legame telefonini-cancro

Pubblicato il 28 Mag 2016 alle 6:57am

L’esposizione alle radiofrequenze tipiche dei telefoni cellulari aumenterebbe i rischi di ammalarsi di tumore nei ratti maschi. Ad affermarlo uno studio durato due anni, pubblicato sul National Toxicology Program statunitense, che conferma come gli aumenti, piccoli ma statisticamente significativi, riguardino proprio gli gliomi, tumori al cervello, e Schwannomi (i neuriroma, tumori benigni) gli stessi riscontrati da alcuni studio epidemiologici anche sull’uomo.

Lo studio condotto su oltre 2500 ratti e topi esposti a varie quantità di radiofrequenze in 21 camere progettate appositamente ha fatto giungere i ricercatori a tale conclusione: “Dato l’ampio uso a tutte le età delle tecnologie per la comunicazione mobile anche un piccolo aumento che dovesse risultare dall’esposizione potrebbe avere grandi implicazioni per la salute pubblica”.

L’Oms ha classificato le radiofrequenze nel gruppo 2G dei “possibili cancerogeni”.