Virus informatici tra i più diffusi e pericolosi, l’Italia al 2° posto

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 01 Mag 2017 alle ore 6:48am

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Secondo quanto comunicato da un rapporto Verizon 2017, arrivato alla sua decima edizione, cyberspionaggio e ransomware, quel virus che prende in ostaggio i dispositivi e che risulta la quinta tipologia di virus malevolo più diffuso al mondo, sono sempre più in aumento.

In aumento anche il pretexting, una forma di raggiro tramite mail e telefono, sempre più rivolto ai dipendenti del settore finanziario.

Il Data Breach Investigations Report di Verizon raccoglie il contribuito di 65 aziende dopo aver esaminato oltre 42mila incidenti di sicurezza, registrando così quasi duemila violazioni in più in 84 Paesi del mondo.

Il 51% delle violazioni analizzate vede il ricorso al malware, i virus malevoli , con i ransomware aumentati del 50% rispetto alla precedente rilevazione.

Secondo Verizon, il phishing si dimostra ancora una volta una arma vincente con il 43% delle violazioni di dati. Nel mirino anche organizzazioni più piccole: di cui il 61% delle vittime prese in esame nel report sono aziende che hanno meno di 1.000 dipendenti.

L’Italia, secondo quanto comunicato dalla nota azienda israeliana di software e dispositivi di rete, è letteralmente assediata dalla morsa dei malware. Basti pensare che, a marzo, è salita di un’altra posizione nella classifica globale, divenendo così il secondo paese più colpito in Europa.

Tra le principali minacce: Cryptoload, un trojan utilizzato per diffondere ransomware sui dispositivi infettati; Conficker, un worm che punta ai sistemi operativi Windows; Nivdort, un’intera famiglia di trojan.

In crescita, anche Rig EK, uno dei malware più utilizzato al mondo, e l’exploit Terror. Rig, in particolare – spiega l’azienda specializzata in sicurezza informatica -, diffonde exploit per Flash, Java, Silverlight e Internet Explorer.

L’infezione inizia con il reindirizzamento a una pagina di destinazione che contiene elementi JavaScript e che esegue un controllo di plug-in vulnerabili per diffondere l’exploit.