Spread the love

La periartrite alla spalla, o spalla congelata, è una condizione cronica dell’articolazione scapolo-omerale, contraddistinta dall’infiammazione e dall’irrigidimento della capsula articolare.

Studi scientifici dimostrano una stretta correlazione tra la patologia articolare e fattori, quali la prolungata immobilità dell’articolazione della spalla, il diabete, le malattie cardio-polmonari, le malattie della tiroide, la tubercolosi, il morbo di Parkinson, il tumore al seno ecc.

La periartrite scapolo omerale causa dolore e senso di rigidità articolare: in una prima fase della patologia, il dolore prevale sulla rigidità; poi la situazione tende ad invertirsi.

La periartrite al braccio colpisce nella zona del gomito e in quella scapolo omerale, limitando la mobilità dell’arto per periodi che possono diventare anche lunghi. In certi casi la soluzione è quella di sottoporsi ad una operazione chirurgica, altre volte la problematica si risolve spontaneamente.

Facile da riconoscere, si presenta con dolori acuti e prolungati che compaiono specialmente quando si effettuano determinati movimenti. Lavarsi i denti, piegarsi per allacciarsi le scarpe, indossare abiti, prendere cose che sono possono trovarsi in alto.

Questa patologia colpisce in maniera occasionale e può essere curata con una serie di trattamenti specifici. Molto più complessa e complicata è la periartrite al braccio che si presenta in forma acuta che invece compare con un dolore intenso e prolungato capace di bloccare il braccio, parzialmente o totalmente. Le cause possono essere un colpo di freddo, uno sforzo prolungato oppure un’emorragia. Può durare anche per diversi mesi rendendo complicata la vita quotidiana sia di giorno che di notte perché il dolore non scompare nelle ore notturne.

Gli esami che gli ortopedici possono consigliare sono la radiografia e la risonanza magnetica.

La periartrite è causata anche da calcificazioni. Oggi, chi soffre di periartrite alla spalla dispone esclusivamente di cure sintomatiche; fortunatamente, però, la condizione tende, migliorare lentamente (nell’arco di 1-3 anni), a una risoluzione spontanea.

Molto spesso vengono consigliate le onde d’urto, esercizi di allungamento come trattamento fisioterapico, e fans o paracetamolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.