benefici

Infuso di foglie di ulivo, uno dei più potenti antibiotici al mondo

Pubblicato il 07 Dic 2019 alle 7:19am

Durante la raccolta delle olive, che di solito avviene verso il mese di novembre, le foglie vengono scartate. Dalle foglie non si può spremere l’olio, quindi la scelta degli olivicoltori è più che sensata, ma attenzione… (altro…)

Mangiare funghi, per prevenire l’Alzheimer, lo dice una ricerca scientifica

Pubblicato il 02 Dic 2019 alle 6:23am

Mangiare funghi fa bene alla salute e al palato, a dirlo anche i ricercatori del Dipartimento di Medicina Psicologica e di Biochimica della Yong Loo Lin School of Medicine dell’Università di Singapore (NUS), guidati dal dott. Lei Feng.

Mangiare funghi, sostengono gli scienziati che hanno seguito la importantissima ricerca, metterebbe al riparo da declino cognitivo, di grado lieve.

I ricercatori hanno pubblicato il loro studio su Journal of Alzheimer’s Disease, spiegando che gli anziani che consumavano più di due porzioni di funghi alla settimana, hanno fatto rilevare il 50% ri rischio ridotto di ammalarsi di declino cognitivo lieve (MCI – Mild Cognitive Impairment). Disturbi, che spiegano ancora i ricercatori, caratterizzano un passaggio tra declino cognitivo, fisiologico invecchiamento, e demenza da Alzheimer.

I sintomi con cui si manifestano sono: perdita di memoria, dimenticanze e deficit nel linguaggio o nelle abilità visuo-spaziali.

Il team guidato da Lei Feng ha condotto lo studio su un gruppo di 600 cinesi anziani, residenti a Singapore, misurando i loro parametri fisici e i segni di MCI per ben 6 anni.

Ecco allora che, la conclusione a cui sono arrivati i ricercatori, è che mangiare mezzo piatto di funghi cotti a settimana, circa 300 grammi, oltre alle altre normali abitudini alimentari, permetterebbe anche un dimezzamento del rischio di declino cognitivo nelle persone che li consumano.

Omega 3 per chi fa sport, riducono infortuni e migliorano performance

Pubblicato il 01 Dic 2019 alle 7:31am

Se volete migliorare la vostra performance, facendo attività fisica, i tempi di recupero e ridurre anche il rischio infortuni, ecco cosa dovete fare! Assumere omega 3, degli acidi grassi polinsaturi, considerati essenziali perché il nostro organismo che da solo non li sintetizza e vanno quindi aggiunti attraverso l’alimentazione.

“Grazie al loro effetto antinfiammatorio a livello di tessuti e articolazioni sono particolarmente utili per chi fa sport”, sottolinea la dottoressa Jessica Falcone, biologa nutrizionista presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele Turro e RAF First Clinic di Milano.

Gli omega 3, inoltre, riducono i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress, che viene prodotto non solo durante i periodi di particolare tensione emotiva e psichica, ma anche dopo uno sforzo fisico. “A livello cognitivo gli omega 3 migliorano la concentrazione, la memoria e la qualità del sonno e riducono l’ansia. Dopo l’attività fisica svolgono una funzione riequilibrante, abbassando i tempi di recupero”, spiega ancora dottoressa Falcone.

Ma dove si trovano gli omega 3? “Una buona fonte di questi grassi polinsaturi è sicuramente il pesce azzurro come sardine, aringhe, alici, sgombri e salmone, ma anche la frutta secca (mandorle, noci, nocciole…) e i semi oleaginosi (di sesamo, di girasole, di zucca, di lino…), alcune alghe e l’avocado”. Quindi anche chi segue una dieta vegetariana o vegana può assumere omega 3 dalla frutta secca o dai semi. E se la dieta è bilanciata e non si eccede con lo sport, l’apporto dato da una alimentazione equilibrata è sostanzialmente sufficiente.

In altri casi, si può ricorrere ad integratori alimentari che li contengono.

Inoltre, anche se non si è sportivi, questi grassi polinsaturi sono efficaci per abbassare la pressione sanguigna, i trigliceridi e il colesterolo nel sangue e quindi il rischio cardiovascolare, e di diabete.

Acqua di rosmarino, ringiovanisce il cervello di 11 anni

Pubblicato il 01 Dic 2019 alle 6:59am

Bere una tazza di acqua al rosmarino al giorno aiuta ad aumentare la nostra capacità di memorizzare le informazioni fino al 15% in più.

Il rosmarino è un’erba aromatica, da usare come insaporitore di piatti, ma possiede anche molte proprietà benefiche per la nostra salute e il nostro organismo in generale.

Uno studio condotto dall’Università della Northumbria, in Inghilterra, dimostra gli effetti benefici dell’acqua di rosmarino per la memoria e le funzionalità cognitive e contro l’invecchiamento cerebrale. Consumare idrolato di rosmarino potrebbe addirittura ringiovanire il cervello di 11 anni, dicono i ricercatori che hanno condotto lo studio pilota.

Secondo essi infatti, bere una tazza da 250 millilitri di acqua al rosmarino al giorno aumenta la nostra capacità di memorizzare informazioni fino al 15% in più.

Inoltre, il consumo di idrolato al rosmarino può prevenire l’invecchiamento cerebrale, grazie alle sostanze antiossidanti in esso contenute e capaci di ridurre le infiammazioni a carico del sistema nervoso.

Queste proprietà dell’acqua di rosmarino si aggiungono alle numerose evidenze a supporto del potenziale di questa erba aromatica per migliorare memoria, funzioni cognitive e concentrazione, favorire il buonumore, ridurre lo stress e apportare benefici al sistema cardiovascolari.

Per godere dei benefici dell’acqua di rosmarino è sufficiente aggiungere due cucchiai di idrolato a una tazza di acqua da sorseggiare nell’arco della giornata.

In alternativa, è possibile preparare un infuso al rosmarino: portando in ebollizione una tazza d’acqua in un pentolino, aggiungendo un cucchiaio di foglie essiccate di rosmarino e dopo aver lasciato in infusione le foglie per 12 ore, filtrando e consumando la tisana fatta in casa.

Ideale per i periodi molto stressanti in cui abbiamo bisogno di concentrazione per studio o per lavoro.

Menopausa, come ridurre le vampate?

Pubblicato il 21 Nov 2019 alle 6:22am

Durante la menopausa molte donne soffrono di vampate di calore e la sudorazione notturna. Ci sono due cambiamenti nello stile di vita che possono ridurre drasticamente questi sintomi: il primo è mantenere un peso forma sano e il secondo è smettere di fumare prima dei 40 anni. E’ quanto afferma un recente studio pubblicato sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology.

La ricerca suggerisce che apportare alcuni cambiamenti allo stile di vita quotidiano, potrebbe alleviare quasi sicuramente certi sintomi in menopausa. Il Dr. Hsin-Fang Chung, della School of Public Health dell’Università del Queensland a St. Lucia, in Australia, è il principale ricercatore del nuovo studio. Chung e il team hanno esaminato i dati di otto studi, riassumendo in media 21.460 donne che avevano 50 anni. I partecipanti provenivano da Australia, Regno Unito, Stati Uniti e Giappone.

E’ emerso infatti che un BMI (indice di massa corporea (dall’inglese body mass index) più elevato, associato al fumo, per un periodo di tempo più lungo, sono tutti collegati a “sintomi vasomotori più frequenti o gravi”. In particolare, “Le donne obese hanno un rischio quasi del 60% più elevato di sperimentare frequenti o gravi, rispetto donne di peso normale”, riferisce il dott. Chung.

Inoltre, “Le donne che fumano hanno un rischio maggiore dell’80% in più di manifestare sintomi vasomotori frequenti o gravi, rispetto alle donne che non hanno mai fumato” “Il fumo – dice ancora l’esperto – intensifica l’effetto dell’obesità e dà alle donne obese che fumano più di tre volte il rischio di sperimentare sintomi vasomotori frequenti o gravi, rispetto alle donne di peso normale che non hanno mai fumato”.

Soffrire di vampate di calore per anni, durante la menopausa, potrebbe essere legato ad un maggiore rischio di sviluppare un cancro al seno. Lo ha rivelato uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Menopause, il giornale ufficiale della North American Menopause Society (NAMS), il più ampio mai condotto finora sull’argomento, che ha coinvolto oltre 25 mila donne seguite per ben 18 anni.

Pancia gonfia, il dragoncello per sgonfiarsi e depurarsi

Pubblicato il 15 Nov 2019 alle 6:25am

Il dragoncello è un ottimo rimedio naturale per sgonfiare l’addome.

Il dragoncello non è semplicemente una pianta per insaporire le pietanze, ma anche ricca di proprietà benefiche. Aiuta infatti la digestione, a drenare i liquidi ed è anche antisettico.

Aggiungerla come spezia nella nostra alimentazione quotidiana apporta benefici molto importanti per la nostra salute.

Si caratterizza per il suo sapore intenso e aromatico, perfetto da aggiungere a molte pietanze, molto gustose. I suoi valori nutrizionali sono naturali alleati per la salute, ma soprattutto per chi vuole contrastare il gonfiore addominale. Questa spezia contiene pochissime calorie (295 ogni 100 grammi) a fronte di tante fibre, acqua e zero colesterolo.

Le foglie sono ricche di zinco, ferro, rame, manganese, potassio, sodio, calco e fosforo. Contiene moltissime vitamine A, B e C, utili per la nostra salute.

Il dragoncello favorisce la digestione, l’eliminazione di gas intestinali e ha proprietà depurative. Risulta perfetto per chi ha la pancia gonfia. Se assunto nelle giuste dosi è in grado di stimolare la bile e la diuresi, migliorare il funzionamento di fegato o cistifellea, purificandoli. E’ dunque un perfetto alleato per depurare l’organismo, con un effetto detox incredibile.

Cavolo rosso: ricco di fibre, antitumorale e antiossidante

Pubblicato il 10 Nov 2019 alle 6:16am

Il cavolo rosso è un vero e proprio elisir di salute.

E’ caratterizzato da un buon contenuto di fibre alimentari. La sua assunzione è funzionale anche al miglioramento della digestione. Aiuta l’organismo a produrre la bile e, di conseguenza, a prevenire criticità fastidiose come l’indigestione.

Quando si parla di questo ortaggio, è necessario fare riferimento anche alla sua efficacia antiossidante. Questa verdura appartenente alla famiglia delle Brassicaceae è infatti contraddistinta dalla presenza di sostanze come la vitamina A, la vitamina C e la vitamina E. La prima in particolare è associata alla prevenzione del cancro ai polmoni.

Tra le proprietà benefiche di questo super food: la presenza di minerali molto importanti per la salute. Tra questi spicca il calcio, essenziale per il benessere delle ossa, che come sottolineano gli esperti dell’Harvard Medical School, il cavolo rosso è un’ottima fonte di potassio. Il minerale è basilare per il buon funzionamento del muscolo cardiaco. Cento grammi di cavolo rosso garantiscono l’apporto di quasi 250 mg di potassio, ossia il 6% della dose giornaliera raccomandata per un soggetto adulto.

Tornando un attimo al notevole contenuto di vitamina A, è un precursore del betacarotene, che ricopre un ruolo fondamentale ai fini dell’efficienza visiva e della prevenzione della degenerazione maculare.

Come già detto, il cavolo rosso è ricco di fibre. Grazie a questi principi nutritivi è possibile apprezzare una stabilizzazione dei livelli di colesterolo cattivo LDL, con conseguenze positive sulla salute del cuore (l’ipercolesterolemia è uno dei fattori di rischio più importanti quando si parla di problemi cardiovascolari).

Ipocalorico e versatile può essere consumato sia cotto sia crudo e viene spesso utilizzato per preparare succhi super salutari – è controindicato, però, in caso di ipotiroidismo.

Insonnia da stress, come combatterla

Pubblicato il 05 Nov 2019 alle 6:09am

Una vita frenetica porta ad accumulare nel corso dei mesi e dei giorni, stress su stress.

Ma, poiché, durante le ore notturne il nostro organismo deve riposare bene per rigenerarsi, non contano tanto le ore dormite, ma quanto la qualità del sonno.

Ecco allora alcuni rimedi essenziali attraverso i quali è possibile combattere l’insonnia da stress.

Alimentazione – L’alimentazione può influire sulla qualità del nostro sonno. Ci sono alimenti infatti che lo favoriscono (pesce e frutta secca, banane) ed altri che lo ostacolano (cibi fritti e grassi, caffeina ed alcolici nelle ore serali). Mangiare bene soprattutto la sera è molto importante.

Infusi e tisane – Infusi di erbe e tisane sono un validissimo aiuto per conciliare il sonno e combattere lo stress (valeriana, escolzia, luppolo, biancospino e altri ).

Melatonina – E’ un ormone prodotto dal nostro organismo che regola l’alternarsi di sonno-veglia. Lo stress può alterare il sonno e quindi, la melatonina può aiutare a ritrovare questo equilibrio perduto.

Musica – L’equilibrio tra l’emisfero destro e sinistro del nostro cervello può essere intaccato dallo stress. Per tornare in equilibrio non c’è niente di meglio che ascoltare un po’ di musica rilassante. Esperti molte volte consigliano quella classica o musica del cuore.

Tecniche di rilassamento – Praticare yoga o tecniche di respirazione è un valido alleato per cercare di allontanare lo stress. Il benessere interiore potrà migliorare la qualità del sonno e allentare tensioni psicofisiche. Inoltre, anche il trening autogeno o altra attività fisica, come nuoto o pilates è molto salutare per la muscolatura, lo stress, il benessere mentale.

Dispositivi high-tech – La luce a breve lunghezza d’onda di smartphone e tablet inibisce la produzione di melatonina e mina il ritmo circadiano. Meglio quindi non utilizzarli e lasciarli direttamente in un’altra sanza.

Sole – Esporre il proprio volto al sole per 15 minuti può aiutare a ripristinare il ciclo naturale del sonno. Ideale farlo in primavera ed in estate, nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.

Uva, regolarizza l’intestino e protegge dal cancro

Pubblicato il 03 Nov 2019 alle 7:27am

Secondo una recente ricerca medico-scientifica, in cui sono stati impegnati ricercatori dell’ENEA, dell’Università Federico II di Napoli e del CNR, gli acini di uva, noti anche come vinaccioli, sono contraddistinti dalla presenza di molecole a dir poco portentose per la nostra salute, e in particolar modo la salute dell’intestino. Ma c’è di più. Tra le loro funzioni è possibile ricordare anche la loro capacità di bloccare la crescita delle cellule cancerose del mesotelioma, tumore causato dall’esposizione alle fibre di amianto e con numeri in crescita di anno in anno.

Secondo i ricercatori, infati, che hanno condotto questo studio, le molecole presenti negli acini d’uva sono in grado di ottimizzare l’efficacia di trattamenti come la chemioterapia.

A dirlo anche l’Università di Adelaide, i cui dettagli dello studio condotto, sono stati resi noti sulle pagine della rivista scientifica Plos One, dopo un monitoraggio assiduo degli effetti benefici, condotti dalle molecole degli acini d’uva sull’efficacia dei farmaci chemioterapici utilizzati per il trattamento del cancro al colon. I ricercatori hanno inoltre notato che l’estratto d’uva è in grado di ridurre significativamente l’infiammazione intestinale causata dall’assunzione dei suddetti farmaci.

Dieta della Terra, i cibi che allungano la vita e fanno dimagrire

Pubblicato il 01 Nov 2019 alle 7:47am

Esiste una dieta, chiamata della Terra che è in grado, secondo un recente studio, condotto da equipe scientifiche attive presso gli atenei di Oxford e del Minnesota di mantenersi in forma e salvaguardare anche la nostra amata e bistrattata natura. (altro…)