cause

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Tiroide, la settimana di prevenzione mondiale, con controlli gratuiti dal 20 al 26 maggio

Pubblicato il 07 Mag 2019 alle 7:48am

Amare la propria tiroide significa prevenire e diagnosticare precocemente le malattie della tiroide che si possono curare facilmente ripristinando il benessere della persona.

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento mondiale con la Settimana dedicata appunto alla Tiroide. Con visite mediche specialistiche gratuite in diverse strutture ospedaliere nazionali e studi medici privati.

Per saperne di più visita il sito web www.settimanadellatiroide.it

L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva ad interessare il 10% nelle donne sopra i 60 anni.

La causa principale è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto) ed ha una forte predisposizione genetica. L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. Quello di tipo autoimmune (morbo di Basedow) che colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolar modo con uno studio della funzione tiroidea in: – donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni amnesiche: parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

– soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

Inoltre, l’ipotiroidismo va ricercato in quelle persone che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi più attenuati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.

Come diagnosticare le patologie tiroidee ?

L’esame più frequentemente utilizzato nella diagnosi delle malattie tiroidee è l’ecografia. Lo screening ecografico universale non è tuttavia consigliato poiché, rilevando anche noduli clinicamente non significativi, può destare inutili preoccupazioni e non è giustificato a causa della bassa percentuale di tumori maligni nell’ambito della patologia nodulare (meno del 5% di tutti i noduli tiroidei). Un dosaggio dell’ormone TSH permette invece di sospettare un’alterazione della funzione tiroidea (ipotiroidismo e ipertiroidismo) da confermare con indagini più approfondite e specialistiche. L’ipotiroidismo si corregge facilmente attraverso l’assunzione di ormone tiroideo (levotiroxina) con l’obiettivo sia di normalizzare i valori ormonali che di correggere i suoi sintomi con ripristino del pieno benessere.

L’ipertiroidismo si cura con farmaci che bloccano la produzione ormonale e, nei casi in cui è richiesto il trattamento definitivo, mediante terapia radiometabolica con radioiodio o intervento chirurgico di tiroidectomia. Il gozzo nodulare è quasi sempre di natura benigna ed dall’intervento richiede solo dei regolari controlli specialistici da fare nel tempo.

I noduli maligni della tiroide possono essere curati grazie alla tiroidectomia associata in casi selezionati alla terapia radiometabolica con radioiodio.

Palpitazioni cardiache, quando sono preoccupanti. I segnali per capire se si è prossimi a un infarto

Pubblicato il 30 Mar 2019 alle 7:17am

La palpitazione cardiaca è una strana sensazione al petto consistente in un piccolo fallimento della frequenza cardiaca, ovvero di quegli impulsi elettrici che mantengono il cuore in movimento; quando però, uno di questi impulsi non è sincronizzato, si avvertono palpitazioni nel petto.

“Il più delle volte, non è niente di grave, ma possono occasionalmente segnalare un grave pericolo. Ci sono molti tipi di disturbi del ritmo cardiaco” spiega il cardiologo e professore associato di medicina interna presso la Facoltà di Medicina dell’Università dell’Iowa, Denice Hodgson-Zingman.

Se questi impulsi elettrici sfuggono di mano, potreste avvertire una sensazione di spessore al collo e un cuore che batte in modo accelerato, dice ancora il professor Hodgson-Zingman. “Altre patologie del ritmo cardiaco si traducono in semplici battiti intermittenti aggiuntivi o in una serie di battiti. Poiché questi battiti extra sono troppo veloci per consentire al cuore di pompare il sangue in modo efficiente, sembra che al cuore ne manchino alcuni. “

Joe Lau, cardiologo di Northwell Health ed esperto dell’American Heart Association, sostiene che “le palpitazioni sono un sintomo, quindi non c’è modo di definire il sintomo in generale perché, per definizione, i sintomi variano da un paziente all’altro”, afferma Emily Zeitler, un elettrofisiologo, uno specialista del ritmo cardiaco, presso il centro medico di Dartmouth-Hitchcock aggiungendo anche che le palpitazioni devono essere valutate da un medico.

Ma quali sono i segnali che il corpo lancia un mese prima di avere un’infarto?

1- Palpitazioni frequenti

“A seconda della causa esatta del disagio, alcuni pazienti avranno sintomi poco frequenti, mentre altri sperimenteranno diversi episodi in corso ogni giorno, ogni episodio potrebbe durare diversi minuti”, afferma il Dr. Lau.

Se le palpitazioni sono rare non dovete correre dal dottore, potrebbe trattarsi di stress, ansia, caffeina, alcol, malattia o gravidanza.

2- Dolore al petto

Se avvertite invece dolore al petto, correte direttamente al pronto soccorso (o chiamate un’ambulanza) se avete anche in aggiunta palpitazioni, è un classico segno che il vostro cuore sta subendo una minaccia.

3- Problemi a trattenere il respiro

Se avete palpitazioni, e la sensazione di svenire, andate subito al pronto soccorso, perché è molto probabile che si tratti di un infarto.

4- Perdita di conoscenza

Se in aggiunta allo svenimento la perdita di coscienza è preceduta o seguita da palpitazioni sarebbe meglio rivolgersi immediatamente ad uno specialista, questo potrebbe indicare un problema cardiaco. Secondo il Dr. Lau, vertigini e gonfiore delle gambe associate a palpitazioni possono essere gravi segnali di problematiche cardiache.

5- Sintomi da ictus

“Qualsiasi sintomo come cedimento del viso, confusione, difficoltà nell’individuare parole o cambiamenti visivi, dovrebbe farci preoccupare”, dice Zingman. Date un’occhiata per questo, a questo elenco di sintomi di ictus qui sotto, da conoscere assolutamente.

6- Avvertite strane sensazioni al petto

Se i vostri sintomi non sono preoccupanti, ma vi sentite male o dovete stare a letto perché presentate delle strane sensazioni al petto, potete solo migliorare le vostre condizioni ricevendo un trattamento adeguato. Recatevi da uno specialista.

7- Hai palpitazioni per molto tempo

Le palpitazioni ripetitive, sono invece, molto pericolose in quanto possono indebolire il muscolo cardiaco. “Anomalie del ritmo cardiaco, se non trattate e persistenti per settimane o addirittura mesi, possono indebolire il muscolo cardiaco”, questo è quanto afferma Hodgson-Zingman. Questa condizione è chiamata cardiomiopatia. Fortunatamente, questa forma di cardiomiopatia è spesso completamente reversibile una volta corretto il disturbo del ritmo cardiaco. ”

Inoltre, anche problemi meno pericolosi come la fibrillazione atriale (Fibra) possono avere conseguenze a lungo termine in quanto “associata a un rischio molto più elevato di ictus che può causare cardiomiopatia se non viene riconosciuta e trattata”, dice. Consumare regolarmente determinati alimenti per aiutare a prevenire problemi cardiaci.

8- Quando il cuore inizia a battere molto velocemente

Se vi accorgete che il vostro cuore inizia a battere molto velocemente, potrebbe significare che la pressione sanguigna sta diminuendo. “Quando la pressione sanguigna è bassa, il cuore compensa battendo più velocemente e più forte, il che può dare l’impressione di un battito cardiaco o di una corsa”, afferma il dott. Hodgson-Zingman.

Se è temporaneo, può essere il risultato di uno scoppio o di forti emozioni. Tuttavia, se persiste è sempre meglio consultare un medico.

9- Se avete già avuto problemi cardiaci

Se avete già una malattia cardiaca, qualsiasi problema di aritmia deve mettervi in allarme. “Una persona con cardiomiopatia è talvolta predisposta a battiti ventricolari aggiuntivi dalle camere inferiori del cuore”, afferma il dott. Lau. Quando questi battiti cardiaci diventano frequenti e veloci, è chiamata “tachicardia ventricolare”, un fenomeno che, a livello cardiaco indebolito, può causare l’arresto cardiaco. “

10- Se già avete avuto prima un infarto

Se siete già state vittime di un infarto, fate molta attenzione, in quanto, il muscolo cardiaco danneggiato da un precedente attacco verrà cicatrizzato, il che potrebbe anche predisporre alla tachicardia ventricolare. Dovete subito essere trattati magari anche con un defibrillatore.

Il dott. Hodgson-Zingman afferma inoltre che i pazienti con malattie cardiache dovrebbero essere valutati e monitorati regolarmente per i ritmi cardiaci anormali.

11- Se avete altri problemi di salute

Se oltre alla precedente malattia cardiaca, avete anche altri problemi di salute che potrebbero causare palpitazioni pericolose – o anche se i problemi comuni del ritmo cardiaco come la fibrillazione atriale non sono di solito gravi, potrebbero rivelarsi tali in alcune persone: “Se il paziente ha altri fattori di rischio come il diabete, l’ipertensione e le malattie vascolari, il suo rischio di ictus può essere più alto perché la fibrillazione atriale può causare coaguli di sangue nel cuore, che possono arrivare al cervello e causare un ictus “, afferma il dott. Lau.

12- Invecchiamento

Con l’avanzare degli anni, le palpitazioni possono diventare sempre più comuni e più gravi negli anziani. “Con l’età, è normale che il sistema elettrico del muscolo cardiaco si stanchi”, afferma Hodgson-Zingman. Ciò può causare battito cardiaco irregolare e potrebbe indicare che è necessario un pacemaker. ”

Inoltre, alcuni tipi di disturbi del ritmo cardiaco aumentano con l’età. “La fibrillazione atriale si verifica in circa il 20% delle persone di età superiore agli 80 anni e diventa più comune con l’età”, afferma la dott.ssa Zeitler. Secondo il CDC statunitense, il 9% delle persone sopra i 65 anni soffre di questa condizione.

13- Morte improvvisa e ereditarietà

Qualunque sia la vostra età, se avete una storia familiare di morte improvvisa prima dei 50 anni, o se avete un membro della vostra famiglia che soffre di cardiomiopatia, dovete stare molto attenti alle palpitazioni cardiache. Parlate con il vostro medico di fiducia dei sintomi e della vostra storia familiare.

Ossigeno-ozonoterapia, il trattamento medico che cura diversi disturbi e patologie dalla Fibromialgia al ringiovanimento cutaneo

Pubblicato il 28 Mar 2019 alle 6:56am

L’ozonoterapia, o più correttamente l’ossigeno-ozonoterapia, è un trattamento con azione antinfiammatoria e antidolorifica, indicato nei pazienti affetti da lombosciatalgia, lombocruralgia e cervicobrachialgia, dovute a patologie specifiche della colonna vertebrale, quali l’ernia del disco o protrusione discale. I pazienti che ne sono colpiti presentano dolore alla schiena o al collo; il dolore dalla schiena può irradiarsi al gluteo, alla coscia e lungo l’arto inferiore, mentre la sintomatologia dolorosa dal collo può estendersi sino al braccio e alle dita della mano.

L’ossigeno-ozono è una terapia molto valida con molteplici applicazioni, priva di effetti collaterali. Ricorrono all’ossigeno-ozono terapia diverse celebrities, come Nick Nolte, Pam Anderson, Kirstie Alley e il nostro amatissimo Massimo Boldi.

MA COME FUNZIONA LA OSSIGENOTERAPIA? La terapia prevede l’utilizzo di una miscela gassosa di due gas, ossigeno e ozono che, se somministrato alle giuste quantità, con un programma mirato, un protocollo personalizzato, permette di curare diverse patologie: acne , flebiti, malattie neurovegetative, artrosi, piede diabetico, sindrome della stanchezza cronica, fibromialgia, oltre quelle qua sopra citate. E trova anche, un’ampia applicazione in campo estetico: per la cura di cellulite, smagliature e ringiovanimento cutaneo.

L’ossigeno ozono terapia ha molti vantaggi, dicevamo. Riequilibra il sistema immunitario, interviene in casi di reazioni eccessive del corpo come le allergie, migliora il metabolismo cellulare, la circolazione sanguigna, il micro circolo capillare, scioglie i grassi e disinfiamma i muscoli contratti. E’ una ottima soluzione per la resistenza dei batteri agli antibiotici in quanto può distruggere anche i ceppi batterici più complessi.

L’ozono è un gas che si forma naturalmente nell’atmosfera: delle scariche elettriche modificano la struttura dell’ossigeno (O2) in ozono (O3). Quindi una molecola di ozono è composta da 3 atomi di ossigeno. Uno di questi atomi è instabile e tende a separarsi dagli altri due. Proprio questa instabilità rende l’ozono benefico.

L’ozono fu scoperto nel 1832 da un medico tedesco, Christian Schonbein, che ne descrisse l’odore e l’elevata capacità ossidante, ma negli anni Ottanta, fu un medico italiano, Cesare Verga, a scoprirne gli effetti benefici con l’utilizzazione della miscela di ossigeno-ozono applicata a patologie discali. La terapia viene utilizzata da diversi anni in diverse parti del mondo, tra cui anche in Italia.

«Questo trattamento non è una terapia alternativa ma una pratica medica, naturale, biologica ed efficace», dice il professor Marianno Franzini, presidente della Sioot (Società italiana ossigeno-ozono terapia). «A supporto di ciò esistono oltre 2500 diverse pubblicazioni scientifiche che confermano la bontà del trattamento. Non solo, una ricerca della FDA pubblicata sulla prestigiosa rivista “Science” ha evidenziato come il nostro sistema immunitario produca molecole di ozono per difendersi dalle infezioni. Per tale motivo la terapia combatte alcune patologie per le quali non c’è una cura gold-standard, come le infezioni da antibiotico-resistenza, la stanchezza cronica e la fibromialgia. Inoltre l’ozono terapia rappresenta il trattamento risolutivo per il 97% delle ernie discali e delle protrusioni discali».

OZONOTERAPIA E MEDICINA ESTETICA «L’ozono terapia è molto indicata nel trattamento della cellulite dato che ne combatte le cause, mediante tre meccanismi d’azione: esercita un’azione idrofoba, cioè scinde gli acidi grassi lunghi, riattiva la circolazione veno-linfatica ed elimina il ristagno dei liquidi attraverso le urine», spiega anche Maria Teresa Baldini, chirurgo estetico a Milano, Forte dei Marmi e Roma. «La sua applicazione è semplice e indolore. Si aspira da un’apparecchiatura certificata una miscela di ossigeno-ozono che viene somministrata con microiniezioni sottocutanee nelle gambe. Alla fine del trattamento è consigliato bere mezzo bicchiere di acqua ozonizzata per intensificarne l’azione. Sono consigliate circa 10/14 sedute con cadenza bisettimanale per ottenere dei buoni risultati. L’ozonoterapia è anche indicata per ridurre le borse sotto gli occhi, due/tre microiniezioni per borsa riducono il gonfiore».

L’ozono terapia svolge una potente azione antiage, essendo in grado di stimolare la rigenerazione cellulare. Bastano infatti poche sedute per conferire alla pelle elasticità e tonicità. Consigliata anche a chi è in giovane età, in via preventiva, l’ossigeno-ozonoterapia è in grado di ridurre lo stress ossidativo e quindi la formazione delle piccole rughe.

«Per una sferzata rigenerante a tutto l’organismo e per potenziare la risposta antiossidante, si può ricorrere all’autoemoterapia (o GAET), messa a punto in Germania, ma diffusa in tutto il mondo – continua ancora la specialista -. La miscela gassosa, in concentrazioni calibrate, che viene messa a contatto con il sangue prelevato dal paziente che viene attivato con ossigeno-ozono e poi reinfuso, è un trattamento non invasivo e privo di effetti collaterali. Per ringiovanire invece, viso, collo e décolleté, si eseguono delle microiniezioni della miscela nelle zone da trattare. Il consiglio è quello di fare un ciclo di una/due sedute settimanali almeno per un mese. Il costo? Molto inferiore rispetto a quello di un filler, ma il risultato è molto più naturale e persistente nel tempo, in quanto viene stimolata la produzione naturale di collagene».

Fame emotiva, come superarla

Pubblicato il 23 Mar 2019 alle 12:57pm

La fame emotiva è un comportamento alimentare che spinge a chi ce l’ha ad utilizzare il cibo in maniera inappropriata, come fonte di sfogo delle proprie frustrazioni, emozioni negative: rabbia, tristezza, malinconia, sgomento, abbandono. Sono le principali cause scatenanti di un bisogno di mangiare per sentirsi meglio.

In questi casi la voglia di mangiare non serve a rispondere a un bisogno fisiologico, ma a soddisfare un aspetto che è di natura psicologica: il fatto è che è molto difficile distinguere un attacco di fame emotiva dalla fame reale.

La fame emotiva si distingue da quella fisiologica in quanto si ha la sensazione che non si plachi con qualsiasi cibo ma ci porti a consumare i cibi cosiddetti spazzatura, come dolci, gelati, patatine, snack, noccioline, cioccolato e tutte le altre schifezze che fanno male alla salute e alla linea.

Spesso, a soffrire di fame emotiva, sono le persone più sensibili, buone e intelligenti. Questo non vuol dire essere deboli, ma semplicemente affrontare i problemi e le delusioni che sono più grandi di loro, attraverso il cibo, vista come una fonte di sfogo.

A volte basta una giornata storta, un litigio con il partner o semplicemente un momento di stanchezza per avere subito il bisogno di mangiare qualcosa di buono, dolce o salato che sia!

Solitamente la fame emotiva serve a superare le emozioni negative e ad ottenere dei momenti di piacere, relax, distensione e calma che pensiamo di non riuscire ad ottenere senza cibo.

Come combatterla?

1. Come prima cosa cercare di capire la causa

Ogni volta che state per buttarvi a capofitto sul cibo, fermatevi un attimo e pensate a cosa provate: rabbia? Tristezza? O è semplicemente fame?

2. Non mentite a voi stessi

Guardatevi dentro e scoprite in tutta onestà quali siano i possibili vantaggi quando vi sfogate con il cibo. Questo esercizio vi aiuterà a mettere a fuoco delle possibili alternative al cibo per sentirvi subito meglio.

3. Perdonate voi stessi

Anche se avete fame e la vostra è una fame emotiva e non riuscite ad vere la meglio, imparate ad accettare le vostre debolezze e a perdonarvi: se non lo farete non potrete agire e risolvere il problema.

4. Fate esercizio fisico

Fare attività fisica vi aiuta a scaricare stress, rabbia, tensioni e tristezza: in questo modo supererete le vostre emozioni negative che portano a sfogarti sul cibo.

5. Scegliete i cibi giusti

Quando la fame prende il sopravvento, tenete a portata di mano cibi sani e ricchi di fibre come frutta e verdura in modo da limitare i danni. Altrimenti poi dovrete fare i conti anche con la linea!

6. Fate il pieno di triptofano

Il triptofano è un amminoacido che si trova nel cacao, nella frutta secca e nei semi oleosi. Agisce sulla produzione della serotonina, l’ormone del piacere che aiuta a migliorare l’umore. Assumete un po’ di cacao nel latte ogni mattina!

Sindrome da Fatica o Stanchezza Cronica: sintomi, diagnosi e terapia

Pubblicato il 14 Mar 2019 alle 6:28am

La Sindrome da fatica o stanchezza cronica o encefalomielite mialgica o malattia da intolleranza sistemica allo sforzo (Systemic exertion intolerance disease – SEID), comunemente indicata anche come CFS/ME è una malattia multifattoriale idiopatica descritta da un rapporto dell’Institute of Medicine (IOM), pubblicato nel febbraio 2015, come «malattia sistemica, complessa, cronica e grave», caratterizzata da una profonda stanchezza, disturbi cognitivi, alterazioni del sonno, manifestazioni autonomiche, dolore e altri sintomi da affaticamento. (altro…)

Sinusite, cause e rimedi naturali

Pubblicato il 06 Mar 2019 alle 8:18am

La sinusite è un’infiammazione dei seni paranasali deputati a tutelare il cervello da eventuali traumi, depurare l’aria inspirata e a proteggere, attraverso l’inglobamento nel muco, da germi, batteri o polveri irritanti. Se il drenaggio del muco è ostacolato, i microrganismi ristagnano all’interno dei seni.

La sinusite se di tipo acuto provoca dolore e gonfiore in corrispondenza dei seni interessati, più frequentemente i seni frontali e mascellari. Il dolore, spesso è localizzato in corrispondenza delle arcate sopraciliari o degli zigomi è può essere accompagnato da cefalea, febbre e fuoriuscita di secrezioni molto dense dal naso.

La sinusite cronica in genere si manifesta con ostruzione, congestione e gocciolamento nasale. Possibili complicanze sono rinite acuta (raffreddore) o cronica (di natura allergica).

La sinusite può avere diverse origini. Le più comuni sono:

infezioni di tipo batterico, – infezioni di tipo virale, come raffreddore o influenza, allergia, – infezioni fungine (più rare).

Ci sono poi alcuni fattori che possono aumentare la probabilità di dover fare i conti con la sinusite, come nel caso del setto nasale deviato, o il cattivo funzionamento del sistema immunitario.

La diagnosi di sinusite deve essere fatta da un medico esperto, un otorinolaringoiatra attraverso un esame clinico. Il primo passo è quello della rinoscopia che permetterà di analizzare lo stato degli osti del seno paradossale attraverso un endoscopio a fibre ottiche. In alcuni casi può essere necessario ricorrere ad una TAC per confutare ogni possibile dubbio.

CURE NATURALI CONTRO LA SINUSITE

L’alimentazione ha una sua importanza. Deve essere a base di vitamina C, assunta tramite agrumi, kiwi, broccoli, mango, patate, pomodori, ribes nero, spinaci. Latticini, grassi animali e burro possono provocare invece il disturbo, è per questo se ne dovrebbe limitare l’assunzione, in quanto tendono ad aumentare la produzione di muco, fattore peggiorativo della sinusite. In sostituzione di latte e dei latticini, aumentare l’apporto di prodotti a base di latte di soia o di riso o d’avena, come nel caso di dessert di riso, yogurt di soia o tofu.

Tra i rimedi fitoterapici se è c’è anche un’infezione virale, è utile assumere l’estratto secco di Andrographis panicolata (6 g al giorno, in dose dimezzata nei bambini al di sotto di 14 anni, controindicato in gravidanza) a digiuno al mattino, circa 30 minuti prima della colazione. L’Echinacea Angustifolia (sottoforma di tintura madre, 30 gocce, 3 volte al dì) in grado di aumentare le difese immunitarie, dall’azione antinfettiva e antibatterica, immunostimolante e antiflogistica.

La terapia va eseguita a cicli di due mesi di trattamento e un mese di sospensione. Controindicata invece in caso di asma, leucemia, patologie autoimmuni.

Sono efficaci come anche come rimedi naturali contro la sinusite il Ribes Nigrum (1 DH Gemme, nella dose di 50 gocce, in un’unica somministrazione al mattino a digiuno) associato a un infuso di Rosa canina.

Altri rimedi naturali Aggiungete all’acqua del deumidificatore qualche goccia di olio essenziale di eucalipto per migliorare la respirazione. In una bacinella di acqua bollente mettete 10 gocce di olio essenziale di menta. Copritevi il capo con un asciugamano e inspirate per 3 minuti circa, interrompete e riprendete a inspirare finché l’acqua non sprigionerà vapore.

Mal di testa: come riconoscerlo, fattori scatenanti e cura

Pubblicato il 24 Feb 2019 alle 7:02am

In Italia sono oltre 7 milioni le persone che soffrono di mal di testa, che rappresenta una delle forme di dolore più diffuso nella popolazione. Il mal di testa, il cui nome scientifico è cefalea, non è pericoloso e può essere curato con dei farmaci antidolorifici da banco o con semplici accorgimenti allo stile di vita quotidiano. (altro…)

Come riconoscere i sintomi dell’epatite B

Pubblicato il 06 Dic 2018 alle 6:53am

L’epatite B è una patologia che colpisce il fegato e che solo nel nostro Paese conta oltre 1600 nuovi casi l’anno. È causata dal virus HBV che nel 95% dei casi scatena un’infezione acuta che in genere guarisce in pochi mesi. Mentre nella parte restante dei casi il virus non viene debellato completamente e l’infezione resta nell’organismo, diventando cronica. (altro…)

Apnee notturne: cosa sono, cause ed esami

Pubblicato il 16 Nov 2018 alle 6:09am

Le apnee notturne sono interruzioni della respirazione, anche di diversi secondi, dovute all’ostruzione delle vie respiratorie superiori. Smettere ripetutamente di respirare nel corso della notte ha degli effetti secondari sul corretto funzionamento dell’organismo; nel breve periodo determina sonnolenza, cefalea e riduzione dell’attenzione, ma a lungo andare causa anche seri danni alla salute complessiva. (altro…)