cause

Ferritina alta, possibili conseguenze

Pubblicato il 04 Gen 2020 alle 11:40am

Essere affetti da iperferrtinemia o ferritina alta, vuol dire avere dei valori non consoni a quelli di riferimento che possono variare tra gli uomini e le donne. Andiamo a vedere nel dettaglio che cosa esso significhi realmente.

I sintomi che ci possono avvertire di questo problema possono essere:

– dolori articolari – palpitazioni – dolore al petto – debolezza inspiegabile – mal di stomaco

Per vedere i valori della ferritina basta un semplice esame del sangue fatto dopo un digiuno di 12 ore. Se nel caso in cui questi valori dovrebbero risultare superiori alla norma si va avanti con altri esami, tra cui: verificare se si è in presenza di anemia, si fa emocromo e reticolociti, poi glicemia e trigliceridi.

Per togliersi tutti i dubbi e verificare lo stato del fegato si può fare una biopsia epatica.

Per quanto riguarda l’alimentazione?

Un’eventuale assunzione di ferro va sospesa sin da subito; per migliorare la fluidità del sangue, si consiglia il consumo di frutta e verdura fresche di stagione. E’ importante cercare di fare attenzione a non aumentare di peso evitando di incorrere in ipercolesterolemia e diabete.

Altre grande importanza va data certamente, anche, all’attività fisica regolare. Nuoto e bicicletta.

E per quanto concerne la terapia? Deve essere fatta rispetto ai problemi di ogni soggetto e seguita da un medico specialista.

Possibili patologie ad essa collegate

– patologie del fegato – diabete di tipo 2 – artrite reumatoide – ipertiroidismo – eccessiva assunzione di alcol – tumori – obesità – stati infiammatori vari

Infertilità maschile, le possibili cause

Pubblicato il 29 Dic 2019 alle 7:55am

Una coppia su 8 ha problemi a concepire. E circa un terzo delle volte, è un problema di fertilità maschile. (altro…)

Colica renale, come ridurre i rischi

Pubblicato il 18 Dic 2019 alle 6:44am

Una colica renale può essere molto fastidiosa e dolorosa. Si augura pertanto, che passi in fretta. (altro…)

Lividi, cause e rimedi naturali

Pubblicato il 26 Ago 2019 alle 8:48am

Sarà capitato a tutti, una o più volte nella vita, di farsi male. Di battere con un braccio o una gamba contro qualche cosa e di vedere comparire nell’immediatezza qualche livido.

Ma cosa sono i lividi? (altro…)

Sudorazione eccessiva? Cosa fare per l’iperidrosi

Pubblicato il 22 Ago 2019 alle 6:23am

Non è una patologia grave, ma può provocare gravi problemi psicologici e sociali. Ecco allora come combattere l’iperidrosi, l’eccessiva sudorazione. (altro…)

Unghie striate, possibili cause

Pubblicato il 03 Ago 2019 alle 7:47am

Righe o striature sulle unghie rappresentano uno dei problemi principali a carico di questi annessi cutanei. Ciò può dipendere da cause di svariata origine e natura.

In alcuni casi, le unghie rigate sono piccole imperfezioni che segnalano la presenza di un disturbo banale; altre volte, quest’anomalia è indicativa di patologie più o meno significative.

La superficie delle unghie appare attraversata o solcata da fastidiose linee e striature. Rispetto alla linea di crescita ungueale, questi segni possono essere orizzontali o verticali. Per affrontare il problema in maniera corretta, è importante rivolgersi a un dermatologo che farà una diagnosi precisa per capire origine e affrontare il disturbo con gli opportuni rimedi e/o trattamenti.

Cosa sono Le unghie che presentano righe o striature che attraversano la loro superficie possono essere la spia di un disturbo locale (onicopatia) o di un malessere generale dell’organismo.

Quest’anomalia si manifesta come segno o sintomo di molteplici condizioni, tra le quali troviamo infatti: invecchiamento, traumi, malattie su base immunitaria, disturbi metabolici, infezioni e malnutrizione.

Cause Le cause alla base delle unghie rigate sono molteplici. Qualche volta, il sintomo è da attribuire all’instaurarsi di onicopatie (malattie delle unghie). In altri casi, segnala la presenza di disturbi e patologie che interessano differenti aree del corpo, organi o tessuti, i cui effetti, tuttavia, si manifestano anche a livello di questi annessi cutanei.

Le patologie e i disturbi che possono colpire le unghie alterandone l’aspetto comprendono:

– Infezioni; – Traumi; – Affezioni dermatologiche (tra cui psoriasi, alopecia areata e lichen planus); – Disturbi generali dell’organismo: carenze nutrizionali, patologie metaboliche di varia entità, anemia, allergie, disturbi della tiroide, vasculopatie ecc. – Anche le cattive abitudini di vita possono incidere sulla salute delle unghie. Il contatto prolungato con l’acqua e l’uso ripetuto di solventi, saponi e detersivi impoveriscono, in particolare, la cheratina delle unghie, rendendo quest’ultime più secche e predisposte a spezzarsi.

Altre cause, sono poi, il fumo e il mangiarsi le unghie (onicofagia), che peggiorano la situazione. Infine, le unghie rigate possono dipendere da una manicure eccessivamente aggressiva.

Onicoressi La comparsa di striature sulla superficie delle unghie è l’espressione comune di varie condizioni locali e sistemiche. Questo fenomeno può colpire le unghie delle mani, quanto quelle dei piedi.

Le cause più comuni sono:

– Fragilità ungueale; – Traumi; – Lichen planus; – Eczemi cronici; – Artrite reumatoide; – Vasculopatie (alterano la vascolarizzazione della matrice); – Problemi digestivi; – Carenze di vitamine (A, E, C e B6) e minerali (ferro, zinco, selenio, rame, fosforo e calcio); – Anemia; – Allergie; – Tireopatie; – Disturbi dell’alimentazione (anoressia nervosa e bulimia); – Trattamenti farmacologici particolarmente debilitanti.

Meno spesso, questa manifestazione può segnalare la presenza di tumori che interessano o comprimono la matrice.

Unghie con sottili righe verticali sono frequenti anche nelle persone anziane. Un fenomeno questo legato al naturale processo di invecchiamento, atrofizzazione della matrice ungueale. Altra possibile causa delle unghie rigate può essere l’utilizzo prolungato di smalti semipermanenti, trattamento che alla lunga le indebolisce.

Se le striature sono invece orizzontali, la causa potrebbe essere quella di particolari farmaci, quali antibiotici oppure una carenza di calcio e vitamine A e B.

Infine, se oltre alle righe, le unghie presentano anche un colore giallastro, può essere che ci si trovi di fronte ad una micosi o ad un caso di psoriasi ungueale.

Onicomicosi Tra le varie problematiche che possono colpire le unghie e causare striature c’è l’onicomicosi. Un’infezione causata da funghi patogeni, che invadono la lamina ungueale formando piccole chiazze bianche asimmetriche. I fattori scatenanti sono molteplici e comprendono: traumi, riduzione delle difese immunitarie e condizioni patologiche predisponenti, come il diabete.

Autismo, potrebbe dipendere da troppi ormoni in utero

Pubblicato il 01 Ago 2019 alle 6:56am

Troppi estrogeni (ormoni femminili) in utero potrebbero aumentare il rischio di autismo per il nascituro. A dirlo un recente e importantissimo studio condotto da Simon Baron-Cohen, direttore del centro di ricerca sull’Autismo presso la University of Cambridge. Pubblicato poi su Molecular Psychiatry. (altro…)

Intolleranza al glutine, come scoprirla

Pubblicato il 17 Giu 2019 alle 6:29am

L’intolleranza al glutine è a tutti gli effetti un disturbo alimentare che costringe molte persone a dover rinunciare a certi alimenti.

Definita anche patologia, l’intolleranza al glutine è anche molto diffusa a livello globale. Non presenta dei sintomi unici e semplici da capire. Deve essere curata per non arrivare ad un altro stadio ancora più difficile: la celiachia. Uno dei sintomi più conosciuti è l’anemia, dato che la produzione di ferro viene minata alla base, così come l’assorbimento dello stesso, che si riduce in quantità nel sangue e porta a pallore, mal di testa, mancanza di respiro e pure artrite.

Quali sono i sintomi più frequenti nell’intolleranza al glutine?

L’irritabilità intestinale ad esempio, è dovuta all’intolleranza. Causa insonnia, problemi di concentrazione, ansia, depressione ed emicrania, ma anche cheratosi dei capelli e dermatite erpetiforme. Si inizia a sentire un fastidio, quello del prurito, oppure vediamo le nostre unghie fragili ed eruzioni cutanee su tutto il corpo, ma anche continui cambiamenti di peso. Essi risultano essere la causa di infiammazioni a livello cellulare e disturbi metabolici dovuti al cattivo assorbimento del glutine.

Altri segnali possono essere l deficit di attenzione o iperattività, che viene anche chiamato ADHD che compare negli adulti e nei bambini come una scarsa capacità di concentrazione, attenzione e problemi di autocontrollo.

Altri problemi sono di tipo intestinale, come la diarrea, nausea, stitichezza e gonfiore addominale, anche se spesso sono anche sintomi di un intestino irritabile. Quindi, fate molta attenzione. Possiamo anche avere dei problemi ai denti. Questo perché il malassorbimento del glutine influenza anche quello del calcio, per questo troviamo nella nostra bocca carie, ipersensibilità allo smalto e alla cavità orale.

Cistite, più rischi in estate per una donna su due

Pubblicato il 25 Mag 2019 alle 11:00am

La metà delle donne italiane ammette di aver sofferto, almeno una volta nella vita, di cistite. Tuttavia il 31% ignora ancora le possibili cause e come prevenirla. (altro…)

Tiroide, la settimana di prevenzione mondiale, con controlli gratuiti dal 20 al 26 maggio

Pubblicato il 07 Mag 2019 alle 7:48am

Amare la propria tiroide significa prevenire e diagnosticare precocemente le malattie della tiroide che si possono curare facilmente ripristinando il benessere della persona.

Anche quest’anno torna il consueto appuntamento mondiale con la Settimana dedicata appunto alla Tiroide. Con visite mediche specialistiche gratuite in diverse strutture ospedaliere nazionali e studi medici privati.

Per saperne di più visita il sito web www.settimanadellatiroide.it

L’ipotiroidismo è presente in forma lieve in quasi il 5% della popolazione e arriva ad interessare il 10% nelle donne sopra i 60 anni.

La causa principale è di origine autoimmune (tiroidite cronica di Hashimoto) ed ha una forte predisposizione genetica. L’ ipertiroidismo franco colpisce fino al 2-3% delle donne e raggiunge una prevalenza del 4-6% nelle forme più lievi. Quello di tipo autoimmune (morbo di Basedow) che colpisce soprattutto le donne in età giovane/adulta oppure può essere causato da noduli tiroidei iperfunzionanti (gozzo multinodulare tossico) specialmente nella popolazione più anziana proveniente da aree iodocarenti ed in questo caso colpisce in egual misura maschi e femmine.

E’ necessario identificare e sorvegliare alcuni popolazioni a rischio per patologia tiroidea. In particolar modo con uno studio della funzione tiroidea in: – donne in età fertile che programmano una gravidanza e che abbiano una delle seguenti condizioni amnesiche: parenti di primo grado con ipertiroidismo o ipotiroidismo, storia di tireopatia pregressa, presenza di anticorpi antitiroide o di altre patologie autoimmuni, diabete tipo 1, assunzione di farmaci ad azione antitiroidea, residenza in aree a carenza iodica.

– soggetti anziani nei quali le disfunzioni tiroidee anche lievi possono avere effetti dannosi sul sistema cardiovascolare.

Inoltre, l’ipotiroidismo va ricercato in quelle persone che hanno disturbi metabolici e cardiovascolari, mentre l’ipertiroidismo, che può avere sintomi più attenuati, va ricercato in caso di calo ponderale, insorgenza di fibrillazione atriale e riduzione della massa muscolare.

Come diagnosticare le patologie tiroidee ?

L’esame più frequentemente utilizzato nella diagnosi delle malattie tiroidee è l’ecografia. Lo screening ecografico universale non è tuttavia consigliato poiché, rilevando anche noduli clinicamente non significativi, può destare inutili preoccupazioni e non è giustificato a causa della bassa percentuale di tumori maligni nell’ambito della patologia nodulare (meno del 5% di tutti i noduli tiroidei). Un dosaggio dell’ormone TSH permette invece di sospettare un’alterazione della funzione tiroidea (ipotiroidismo e ipertiroidismo) da confermare con indagini più approfondite e specialistiche. L’ipotiroidismo si corregge facilmente attraverso l’assunzione di ormone tiroideo (levotiroxina) con l’obiettivo sia di normalizzare i valori ormonali che di correggere i suoi sintomi con ripristino del pieno benessere.

L’ipertiroidismo si cura con farmaci che bloccano la produzione ormonale e, nei casi in cui è richiesto il trattamento definitivo, mediante terapia radiometabolica con radioiodio o intervento chirurgico di tiroidectomia. Il gozzo nodulare è quasi sempre di natura benigna ed dall’intervento richiede solo dei regolari controlli specialistici da fare nel tempo.

I noduli maligni della tiroide possono essere curati grazie alla tiroidectomia associata in casi selezionati alla terapia radiometabolica con radioiodio.