denti

Recessione gengivale, rimedi naturali

Pubblicato il 09 Ott 2020 alle 6:10am

La recessione gengivale, avviene con il passare del tempo, e molte persone non se ne accorgono nemmeno. Quando accade, i denti appaiono molto più sensibili e alcuni anche più lunghi di altri. (altro…)

Dolore alle gengive, come curarlo con l’aloe vera

Pubblicato il 22 Giu 2020 alle 7:00am

La gengivite viene causata dalla placca batterica non rimossa attraverso l’igiene orale quotidiana che, con l’andare dei giorni e degli anni, favorisce la proliferazione di batteri nocivi diretti responsabili dell’infiammazione dei tessuti molli presenti attorno ai denti. La gengivite quindi è provocata dai batteri che si nutrono degli zuccheri presenti nei resti di cibo rimasti nel cavo orale. I batteri in questione vanno poi ad infiammare i tessuti su cui si trovano, ovvero le gengive.

Questa azione dei batteri infiamma, arrossa e provocata sanguinamento alle nostre gengive. Nei casi più gravi si arrivano anche a formare delle vere e proprie sacche di pus e recessioni gengivali. Se la gengivite è causata da scarsa igiene orale, i rimedi naturali sono un buon metodo per lenire dolori e fastidio, ma non risolvono totalmente il problema.

Il primo vero rimedio è prendersi cura della propria igiene orale quotidianamente, utilizzando tutti gli strumenti necessari che abbiamo a disposizione: spazzolino morbido, dentifricio a base di ingredienti naturali e collutorio senza alcol. Quando invece lo stadio della gengivite è avanzato, l’unica soluzione valida è quella di rivolgersi subito a uno studio dentistico per rimuovere la placca batterica sedimentata e divenuta tartaro.

Infatti, specialisti del settore tendono a consigliare una corretta igiene orale, dal dentista due volte l’anno.

Rimedi naturali contro la gengivite: l’Aloe Vera L’Aloe Vera, però, può essere un valido rimedio lenitivo. Noto sin dall’Antico Egitto cura le gengive sanguinanti ed infiammate.

Infatti, troviamo molto spesso questa pianta, il suo gel citato tra le componenti essenziali dei nostri dentifrici quotidiani.

L’aloe vera:

– Stimola il processo cicatrizzante – Aiuta a superare il processo infiammatorio – Dona sollievo in caso di infiammazioni – Ostacola la crescita dei batteri – Riduce il sanguinamento (proprietà emostatica)

Come viene impiegata? L’Aloe Vera può essere impiegata sia utilizzando direttamente la pianta sia acquistando prodotti per l’igiene orale a base di Aloe Vera.

Basta strofinare la polpa o il gel di Aloe Vera direttamente sulle nostre gengive almeno due volte al giorno. Dopo 20/30 minuti risciacquare con acqua tiepida per avere un effetto lenitivo. Se si vuole introdurre l’Aloe Vera nell’igiene quotidiana, in commercio esistono diversi prodotti per la cura del cavo orale a base di Aloe.

Photo Credit Esi.it

Bastano 24 ore senza lavare i denti per avere serie ripercussioni su tutto l’organismo

Pubblicato il 28 Gen 2020 alle 8:49am

Bastano 24 ore senza lavarsi i denti per avere serie ripercussioni su tutto l’organismo. “I primi processi di calcificazione avvengono in 24 ore, quindi non dovrebbero mai passare più di 24 ore senza aver disgregato i batteri presenti in bocca” a spiegarlo è Ugo Covani, direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano (Ist), nel corso di una due giorni a Viareggio, con oltre 400 partecipanti, dedicata alla salute orale.

“Dobbiamo eliminare quel substrato dove possano precipitare i sali di calcio, che creano le premesse per la formazione del tartaro e per la strutturazione di questi batteri che cominciano poi a innescare la gran parte delle patologie parodontali. In altri termini, bastano 24 ore senza lavarsi i denti per mettere a rischio la propria salute orale. In Italia non vi è ancora sufficiente attenzione per questo aspetto. Per colmare questa scarsa informazione serve prevenzione ed educazione verso i più giovani”.

Oggi circa l’80% delle persone sopra i 30 anni presenta una forma di disturbo gengivale; nei dati significa che 750 milioni di persone nel mondo soffrono di patologie del cavo orale. I primi segni di disturbi gengivali si presentano con dolore, rossore o gonfiore delle gengive, sanguinamento o comparsa di sangue dopo l’uso dello spazzolino, denti all’apparenza più lunghi e spazi più ampi tra l’uno e l’altro.

carie, le lesioni endodontiche, i granulomi, la malattia parodontale sono tutti problemi infettivi. Ne consegue che il controllo dei batteri è la chiave di volta per fare una seria prevenzione in campo odontoiatrico. “Per una cura orale di base è opportuno recarsi dal dentista o dell’igienista dentale due volte all’anno – aggiunge Annamaria Genovesi, professore straordinario Università Guglielmo Marconi di Roma e responsabile del Servizio di igiene e prevenzione orale dell’Istituto Stomatologico Toscano -. Inoltre, sarebbe auspicabile lavarsi i denti almeno due volte al giorno. Come riscontrato dai professionisti del settore, l’igiene interdentale pulisce l’85% del cavo orale, mentre il semplice spazzolino solo il 60%”.

“Un’infezione del cavo orale può voler dire aggravamento di malattie sistemiche, anche letali. Numerosi studi certificano l’importanza dell’igiene orale per tutto l’organismo: ne trae beneficio il cuore, protegge dal diabete e dall’obesità, oltre che naturalmente da patologie come carie, gengiviti, parodontiti, perdita dei denti, di cui soffrono circa 23 milioni di italiani” aggiunge ancora il dott. Genovesi.

“La ricerca scientifica ha ampiamente dimostrato che alcune patologie del cavo orale, come ad esempio la malattie delle gengive e del parodonto, aumentino il rischio di contrarre alcune patologie sistemiche come il diabete e le patologie cardiovascolari”, evidenzia ancora la ricercatrice della Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia tecnologie avanzate nelle scienze di igiene orale, Gianna Maria Nardi.

Noto farmaco in grado di rigenerare i denti

Pubblicato il 04 Nov 2019 alle 7:00am

Un farmaco, usato nel trattamento della malattia di Alzheimer, potrebbe essere molto utile nel trattamento della carie dentale.

A dirlo, i ricercatori del King’s College di Londra, che hanno condotto uno studio su questo farmaco del tutto innovativo.

Secondo i direttori infatti, di questo studio, l’uso di un farmaco noto come Tideglusib, rimedio contro i sintomi del morbo di Alzheimer, accompagnato da glicogeno sintasi, è in grado di rigenerare la salute dentale.

Come? Iniettando la sostanza nella cavità orale dei roditori, i ricercatori hanno scoperto che le crepe dentali erano inaspettatamente scomparse poche settimane dopo. Inoltre, i denti danneggiati dalla carie si ricostruivano naturalmente. Hanno quindi concordato che la molecola di questo trattamento sarebbe in grado di stimolare le cellule staminali presenti nella polpa centrale del dente, riparando i tessuti dentali danneggiati.

Pertanto, le persone che soffrono di carie dentale non dovrebbero più utilizzare un sigillo per riempire i fori causati dalla carie. Almeno in teoria, perché questo metodo funziona per il momento solo sui topi. Manca il secondo step, il test sugli uomini.

Gengive sanguinanti, da ieri è attivo un numero verde, grazie alla SIdP, per curarle

Pubblicato il 02 Ott 2019 alle 6:03am

Gengive che sanguinanti e che si arrossano, per 20 milioni di italiani, circa uno su 3. A dirlo è la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) in occasione della Giornata Nazionale della parodontite, che si è celebrata ieri. Per 8 milioni il disturbo diventa un’infiammazione cronica ed estesa che può portare fino alla perdita dei denti.

La parodontite, soprattutto nelle forme più gravi, ha ripercussioni sulla salute generale perché porta all’immissione in circolo di batteri patogeni e a un incremento generalizzato dell’infiammazione nell’organismo. Tuttavia, secondo quanto spiega Mario Aimetti, presidente SIdP, “due italiani su tre non conoscono la parodontite e le sue conseguenze, non sanno per esempio che triplica il rischio di malattie cardiovascolari e diabete, che soffrire di forme gravi di parodontite in età avanzata raddoppia il rischio di fragilità senile e che può portare a complicazioni in gravidanza. Prevenirla però e possibile”. La parodontite, infatti, parte sempre da una gengivite, un’infiammazione superficiale e reversibile che provoca sanguinamento gengivale quando ci si lavano i denti. Nella maggioranza dei casi i pazienti non ci fanno caso o aspettano che passi, così spesso il disturbo peggiora con il passare dei giorni, mesi ed anni.

“Il sanguinamento gengivale è un importante campanello d’allarme, che suggerisce di andare subito dal dentista. Per la diagnosi – sottolinea Luca Landi, presidente eletto SIdP – bastano una visita con la sonda parodontale e una radiografia”. Farla per tempo permette di scongiurare la perdita dei denti e “non necessita di procedure sofisticate e costose: sedute di igiene professionale associate a una scrupolosa igiene orale sono sufficienti per risolvere il problema”. Il numero verde da poco istituito è 800 144979, realizzato grazie al contributo incondizionato di GSK Consumer Healthcare, attivo da ieri 1 ottobre per tutto l’anno. Chiamandolo, i cittadini potranno chiarire dubbi e fare domande a un professionista SIdP. Trovare l’esperto più vicino casa a cui rivolgersi per una visita, prenotando dal portale web www.gengive.org, mentre l’App gratuita GengiveINForma permetterà, attraverso 5 semplici domande, di calcolare il rischio di ammalarsi.

Denti, scoperto il gene che li aiuta a rigenerarsi

Pubblicato il 11 Ago 2019 alle 7:06am

E’ stato scoperto dagli scienziati un gene. Un interruttore genetico capace di regolare la riparazione dei denti: il gene in questione è il Dlk1, che agisce stimolando una particolare popolazione di cellule staminali responsabile della produzione della dentina, il tessuto che costituisce il ‘corpo’ del dente sotto lo smalto. Questo meccanismo molecolare, scoperto negli incisivi a crescita continua dei topi, può essere manipolato: nei primi test sugli animali ha dimostrato di favorire la rigenerazione, aprendo la strada a nuove cure per denti cariati o danneggiati da traumi. A indicarlo è lo studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications nata da una collaborazione internazionale coordinata dall’università britannica di Plymouth.

“Le cellule staminali sono molto importanti, perché in futuro potrebbero essere usate in laboratorio per rigenerare tessuti danneggiati o persi a causa di malattie, quindi è cruciale capire come funzionano”, afferma il coordinatore dello studio, Bing Hu.

“Scoprendo le nuove staminali che producono il corpo del dente e comprendendo il loro uso vitale di Dlk1 nella rigenerazione del tessuto, abbiamo fatto un importante passo avanti per capire la rigenerazione delle staminali. In questa fase il lavoro è stato condotto su modelli di laboratorio e serviranno ulteriori studi prima di poterlo trasferire sull’uomo, tuttavia – precisa l’esperto – si tratta di un’importante svolta per la medicina rigenerativa, che potrà avere un grande impatto sui pazienti in futuro”.

A Firenze nato ospedale pubblico per la cura dei denti

Pubblicato il 17 Lug 2019 alle 6:48am

Una vera e propria rivoluzione nel panorama nazionale. Permetterà, finalmente, di dare una risposta in termini numerici ancora più importanti al servizio dentistico pubblico che solo a Firenze, in un anno, garantisce circa 50mila prestazioni ambulatoriali.

Nasce infatti a Firenze l’ospedale pubblico per le cure odontoiatriche, il primo in Italia come questo.

La struttura, che è stata progettata per accogliere sino a 300 pazienti al giorno. E’ inserita nel complesso immobiliare Piero Palagi, l’ex Iot sul viale dei Colli, e sarà inaugurata il prossimo settembre.

Da quel momento in poi, i cittadini disporranno di una importante opportunità per la curare denti e altri problemi odontostomatologici. In particolare coloro che hanno maggiori difficoltà principalmente per problemi sociali e economici, potranno contare su un servizio a gestione esclusivamente pubblica.

Carie, create otturazioni con antibiotico per evitarne il ritorno

Pubblicato il 13 Lug 2019 alle 7:34am

D’ora in poi si potrà dire addio alle carie “di ritorno”, grazie a delle infiltrazioni dentali sui denti già curati. Un materiale composito per otturazioni arricchito con nanoparticelle antibatteriche, in grado di evitare la crescita di patogeni e quindi la formazione di nuove carie. È questa la promessa che arriva da uno studio pubblicato sulla rivista “Acs Applied Materials & Interfaces” e condotto presso l’Università di Tel Aviv da Lihi Adler-Abramovich e Lee Schnaider.

Una delle cause più comuni di estrazione dentale o devitalizzazione è proprio l’infiltrazione, o una carie secondaria, ovvero quando un dente curato con una otturazione si caria nuovamente, all’interno dell’otturazione stessa (per la crescita di batteri patogeni all’interfaccia tra otturazione e superficie del dente curato).

Gli studiosi hanno dunque pensato allo sviluppo di una resina con l’aggiunta di nanoparticelle antibatteriche per evitare la formazione di nuove carie nel sito dell’otturazione. Spiegano i ricercatori: «Abbiamo sviluppato un materiale potenziato, non soltanto esteticamente gradevole, e rigido ma con proprietà intrinseche antibatteriche, incorporando nanoparticelle con questa proprietà – ha spiegato Schnaider – I compositi con attività inibitoria della crescita dei germi hanno il potenziale di ostacolare lo sviluppo di questo diffusissimo problema orale», ha sottolineato, le carie secondarie. Il materiale è low cost e può essere facilmente prodotto su vasta scala. «Questo studio è molto interessante, e si innesta nel filone della ricerca volta a migliorare i materiali che vengono comunemente utilizzati in odontoiatria» prosegue il collega Cristiano Tomasi dell’Università di Göteborg e membro della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia.

Apparecchio per i denti ad una certa età: quando è possibile?

Pubblicato il 12 Giu 2019 alle 10:38am

“Sempre più spesso la terapia ortodontica viene richiesta o suggerita a persone di 30 o 40 anni, a volte anche 50enni e 60enni. Prima di farlo, però, bisogna assicurarsi che le gengive siano in salute e, naturalmente, che non vi siano carie”. A spiegarlo è Giulio Rasperini, professore associato di parodontologia presso l’Università di Milano ed esperto della Società italiana di Parodontolgia e Implantologia (Sidp).

Riallineare i denti è efficace anche per gli adulti, e i motivi non sono solo prettamente estetici. “Una dentatura ben allineata, infatti, – prosegue l’esperto – permette all’articolazione temporomandibolare di lavorare in uno stato di equilibrio, e questo influenzerebbe positivamente la postura generale”. Inoltre, permetterebbe, di mantenere un’igiene orale più accurata e “la placca rimossa più facilmente con lo spazzolino. I denti si carierebbero di meno e le gengive sarebbero meno infiammate”.

Ma quale tipo di apparecchio è importante scegliere, soprattutto ad una certa età? Si può semplificare dicendo che ne esistono di tre tipi. Gli allineatori trasparenti, ovvero le mascherine, che funzionano molto bene quasi sempre, tranne alcuni spostamenti particolari, “sono un sistema semplice e non ingombrante, vanno tolti solamente ogni volta che si mangia e si lavano i denti”, precisa Rasperini. Un’altra possibilità è l’apparecchio linguale fisso, che viene inserito nella parte interna dell’arcata dentale: “è estetico, ma più complicato e costoso, non si vede ma provoca un ingombro per la lingua che crea disagio. Inoltre, come quello tradizionale, può non esser facile da pulire dopo aver mangiato”. Infine, c’è il modello tradizionale, ovvero l’apparecchio fisso applicato sulla parete esterna dei denti, che ha oggi la possibilità di avere i gancetti (brackets) in ceramica o trasparenti, meno visibili di quelli tradizionali metallici: “è il più evidente dal punto di vista estetico ma ha la migliore versatilità ed è il sistema più economico”.

Il problema, però, sorge nell’adulto, non è che i denti non si spostano, prosegue Rasperini, “piuttosto che non si possono modificare le anomalie ossee, come avviene invece con i pazienti più piccoli. Pertanto, una volta allineati i denti, è necessario utilizzare delle contenzioni, che possono durare a vita se si vuole mantenere il risultato ottenuto”. La contenzione può essere effettuata tramite mascherina (in questo caso va tenuta di notte), o tramite splintaggio linguale, ovvero i denti vengono bloccati con una legatura fissa interna incollata tra i denti.

L’adulto, inoltre, può essere interessato da una malattia parodontale: “in tal caso va prima trattata questa, altrimenti c’è il rischio di perdere i denti”. Altra caratteristica dei pazienti in età adulta, infine, è che chiedono tutto e subito, e che molto spesso questo non è possibile: “ci sono tempi biologici che vanno rispettati, ma esistono oggi tecniche per accelerare la terapia ortodontica previa stimolazione chirurgica dell’osso.

Carbone attivo, perché sbianca i denti

Pubblicato il 16 Mag 2019 alle 6:40am

Il carbone attivo, detto anche carbone attivo o carbone attivato, è una sostanza naturale ottenuta dalla combustione senza fiamma di vari tipi di legno e da ulteriori trattamenti che ne aumentano la superficie assorbente. Gli effetti benefici del carbone attivo per l’organismo sono svariati ma il più importante, è senza ombra di dubbio, quello disintossicante. Il carbone vegetale attivo è infatti un disintossicante naturale in grado di assorbire le tossine presenti nell’organismo ed eliminarle poi in maniera naturale.

Attualmente in commercio troviamo il carbone vegetale in pane, pasta, pizza, mozzarella e chi più ne ha più ne metta.

Data la sua capacità di assorbire le tossine e le sostanze chimiche, è in grado di eliminare le macchie dai denti ed è considerato un rimedio naturale per migliorare i disturbi alle gengive ed equilibrare la flora batterica del cavo orale.

Utilizzare il carbone attivo è molto semplice. Un po’ come si fa con il bicarbonato. Dopo aver bagnato lo spazzolino, basterà prendere una piccola porzione di polvere e spazzolare delicatamente denti fino a ricoprirli completamente di carbone. Lasciate agire per qualche minuto per poi risciacquare la bocca, eliminando completamente tutti i residui. Dato che il carbone è in grado di assorbire gli elementi che compongono le macchie sui denti, i primi risultati dovrebbero essere visibili sin da subito, dalle prime applicazioni.

Dove comprarlo Il carbone attivo è molto facile da acquistare: lo si trova in farmacia e nelle erboristerie, nei negozi di prodotti naturali e negli e-commerce online. In genere si trova in formato polvere o sotto forma di capsule, ma qualche volta ci sono anche dentifrici che lo contengono.