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Danni da filler: a Napoli il primo ambulatorio convenzionato per risolverli

Pubblicato il 13 Mar 2019 alle 7:00am

Nasce a Napoli il primo ambulatorio convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale per la diagnosi e la cura delle complicanze da filler per il volto. L’iniziativa, è promossa dall’Azienda Ospedaliera Universitaria – Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli di Napoli, con direttore generale dottor Maurizio Di Mauro e direttore sanitario dottor Ferdinando Russo, fa parte della Uoc di Chirurgia Maxillo-Facciale diretta dal professor Gianpaolo Tartaro, revisore dei conti universitario della Sicmf (Società Italiana di Chirurgia Maxillo-Facciale).

L’ambulatorio, gestito dal professor Raffaele Rauso, past President della Fime (società di medicina estetica accreditata al Ministero della Salute), opera da diversi anni e ha all’attivo diversi lavori scientifici a riguardo.

«La richiesta di filler è aumentata negli ultimi anni (+200% dal 2000 a oggi per le procedure mini-invasive secondo i dati dell’American Society of Plastic Surgeons) e con essa anche il numero di persone che hanno avuto complicanze per essersi affidati a medici non specializzati, che hanno iniettato sostanze non adatte, spesso addirittura proibite dalla legge, causando danni più o meno gravi – afferma il professor Tartaro -. Per questo abbiamo deciso di realizzare un ambulatorio dove curare i pazienti danneggiati da questo tipo di interventi».

L’ambulatorio ha aperto i battenti a ottobre 2018 e riceve pazienti che provengono non solo dalla Campania, ma anche dal resto del Sud Italia: «Spesso i pazienti che hanno subito dei danni da filler non sanno a chi rivolgersi: il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento per tutto il Paese – dice il professor Rauso -. Nell’ambulatorio visitiamo i pazienti, analizziamo la situazione e valutiamo se necessitano una terapia farmacologica o chirurgica, tutto eseguito in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale».

I danni da filler possono essere diversi: «Le complicanze meno gravi si manifestano con gonfiori tardivi, bruciori, dolore e prurito, mentre i danni peggiori riguardano i pazienti a cui sono stati iniettati filler permanenti, ossia non riassorbibili, molto utilizzati una decina di anni fa, possono portare a noduli, granulomi e necrosi. In questi casi l’unica soluzione passa per la sala operatoria, una strada non facile che richiede un post-operatorio abbastanza impegnativo. Il silicone liquido, oggi vietato per legge, nonché altre sostanze come metacrilato, gel di poliacrilammide, o addirittura sostanze di varia natura non a carattere medico (per esempio olii per il corpo), causano problemi anche a distanza di molti anni dall’infiltrazione: rimuoverli chirurgicamente è possibile, ma pochissimi medici eseguono questo tipo di intervento per via delle complessità che comporta» aggiunge Rauso.

Per ricevere un consulto medico e prenotare è possibile chiamare al numero verde del cup 800.177780 e richiedere una visita presso l’ambulatorio per la diagnosi e la cura delle complicanze da filler per il volto, afferente alla Uoc di Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Medicina Estetica: il 30% dei pazienti non è soddisfatto. In arrivo linee guida europee

Pubblicato il 26 Nov 2017 alle 10:35am

In occasione del Congresso Internazionale ICAMP 2017 in corso al NH Hotel di Assago (MI), in collegamento per le parti live dai laboratori del Centro Humanitas University di Rozzano (MI), a cui prendono parte circa 500 specialisti, provenienti anche dall’estero, è nato un accordo speciale con l’Università di Camerino, che ha collaborato alla preparazione del programma della due giorni di lavori. (altro…)

Filler? I consigli degli esperti per spianare le rughe

Pubblicato il 11 Feb 2017 alle 7:29am

Chi pensa di ricorrere a trattamenti di bellezza per farsi spianare le rughe, deve pensare soprattutto a tenersi alla larga da quei professionisti che offrono trattamenti “low cost” e che non operano in strutture sanitarie attrezzate, che consigliano iniezioni di filler al silicone, che potrebbero causare anche danni permanenti al viso, come trombosi di arterie o persino la cecità. (altro…)

Roma, al Fatebenefratelli nasce l’ambulatorio per complicanze da filler

Pubblicato il 14 Mag 2016 alle 12:09pm

E’ in costante crescita il numero di donne, ma anche di uomini che si affida alla chirurgia estetica e plastica.

Molte volte riccorrendo a professionisti non abilitati o improvvisati, con conseguenze devastanti anche per dei semplici fillers all’acido ialuronico.

Così all’ Isola Tiberina, all’interno dell’ospedale Fatebenefratelli nasce un ambulatorio di Medicina estetica, per rimediare proprio alle complicanze di possibili trattamenti sbagliati.

“I danni maggiori – spiega Emanuele Bartoletti, direttore dell’ambulatorio di medicina estetica al Fatebenefratelli – si manifestano sulla pelle di chi 10-12 anni fa ha utilizzato i filler permanenti, cioè quelli che non si riassorbono. Ora per fortuna non si parla più di questa modalità, ma se si inietta acido ialuronico dove in precedenza è stato iniettato un filler permanente, come minimo appare un ascesso”.

Pertanto è importante, spiega ancora l’esperto, seguire un protocollo ben preciso, prima di sottoporsi ai trattamenti estetici con filler.

Il prodotto deve essere certificato, avere una scadenza, una rintracciabilità, non essere sensibilizzante, ma totalmente riassorbibile, non cancerogeno, atossico, non immunogeno, non migrante, di la sua consistenza molto simile al tessuto che lo ospita, deve tener conto dell’età del paziente, e deve essere iniettato da una mano esperta, un professionista serio e scrupoloso.

Perché non rispettare queste caratteristiche significa essere pronti a possibili conseguenze: ematomi, gonfiori, bruciori, dolore e prurito e nei più gravi, noduli, granulomi e necrosi.

“La costituzione di un ambulatorio dedicato alla gestione delle complicanze da filler rende per questo possibile, da un lato una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore a rispettare i suggerimenti delle linee guida e dall’altro obbliga la gestione da parte di esperti del trattamento delle complicanze più gravi”, assicura Bartoletti.

In ambulatorio, il paziente viene valutato dal punto di vista clinico, con un esame ecografico del derma, che permette una precisa caratterizzazione del danno e del materiale presente nella sezione indagata. In alcuni casi possono essere prescritte ulteriori indagini (ematochimiche, radiologiche e più controlli nel corso del tempo).

A tal fine, per mettere in guardia da possibili e gravi effetti collaterali consiglia la prevenzione, in occasione del 37mo Congresso della Sime (nonché undicesimo congresso europeo di medicina estetica), che si apre oggi a Roma, lanciando una campagna di sensibilizzazione «Verità è bellezza», al fine di puntare proprio sulla corretta informazione.

Epatite C, allarme donne giovani: attenzione a tatuaggi e a trattamenti estetici

Pubblicato il 18 Apr 2016 alle 6:49am

Tatuaggi, manicure, trattamenti estetici come laser o filler effettuati in ambienti non adeguatamente sterilizzati possono causare l’epatite c. In aumento soprattutto tra le donne in età fertile che rappresentano oggi circa il 15% della popolazione affetta da questa malattia. (altro…)

La crisi economica non incide sulla medicina estetica, è boom anche tra gli uomini

Pubblicato il 26 Mag 2014 alle 6:28am

Nonostante la crisi molti italiani che possono premetterselo, continuano a voler migliorare il proprio aspetto, e per questo ricorrono alla medicina estetica. (altro…)

Dalla Gb: allarme per le iniezioni al botulino

Pubblicato il 05 Gen 2012 alle 6:27am

Dopo lo scandalo delle protesi al silicone francesi ora dalla Gb arriva un allarme per le iniezioni con botulino, ossia quelle anti-età. (altro…)

In estate stop alla chirurgia estetica

Pubblicato il 02 Giu 2011 alle 8:22am

Manca davvero pochissimo all’estate e prima di affrontare l’appuntamento con la spiaggia molti italiani fissano un appuntamento dal chirurgo estetico. (altro…)