Roma, al Fatebenefratelli nasce l’ambulatorio per complicanze da filler

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 14 Mag 2016 alle ore 12:09pm

danni da filler
E’ in costante crescita il numero di donne, ma anche di uomini che si affida alla chirurgia estetica e plastica.

Molte volte riccorrendo a professionisti non abilitati o improvvisati, con conseguenze devastanti anche per dei semplici fillers all’acido ialuronico.

Così all’ Isola Tiberina, all’interno dell’ospedale Fatebenefratelli nasce un ambulatorio di Medicina estetica, per rimediare proprio alle complicanze di possibili trattamenti sbagliati.

“I danni maggiori – spiega Emanuele Bartoletti, direttore dell’ambulatorio di medicina estetica al Fatebenefratelli – si manifestano sulla pelle di chi 10-12 anni fa ha utilizzato i filler permanenti, cioè quelli che non si riassorbono. Ora per fortuna non si parla più di questa modalità, ma se si inietta acido ialuronico dove in precedenza è stato iniettato un filler permanente, come minimo appare un ascesso”.

Pertanto è importante, spiega ancora l’esperto, seguire un protocollo ben preciso, prima di sottoporsi ai trattamenti estetici con filler.

Il prodotto deve essere certificato, avere una scadenza, una rintracciabilità, non essere sensibilizzante, ma totalmente riassorbibile, non cancerogeno, atossico, non immunogeno, non migrante, di la sua consistenza molto simile al tessuto che lo ospita, deve tener conto dell’età del paziente, e deve essere iniettato da una mano esperta, un professionista serio e scrupoloso.

Perché non rispettare queste caratteristiche significa essere pronti a possibili conseguenze: ematomi, gonfiori, bruciori, dolore e prurito e nei più gravi, noduli, granulomi e necrosi.

“La costituzione di un ambulatorio dedicato alla gestione delle complicanze da filler rende per questo possibile, da un lato una maggiore sensibilizzazione degli operatori del settore a rispettare i suggerimenti delle linee guida e dall’altro obbliga la gestione da parte di esperti del trattamento delle complicanze più gravi”, assicura Bartoletti.

In ambulatorio, il paziente viene valutato dal punto di vista clinico, con un esame ecografico del derma, che permette una precisa caratterizzazione del danno e del materiale presente nella sezione indagata. In alcuni casi possono essere prescritte ulteriori indagini (ematochimiche, radiologiche e più controlli nel corso del tempo).

A tal fine, per mettere in guardia da possibili e gravi effetti collaterali consiglia la prevenzione, in occasione del 37mo Congresso della Sime (nonché undicesimo congresso europeo di medicina estetica), che si apre oggi a Roma, lanciando una campagna di sensibilizzazione «Verità è bellezza», al fine di puntare proprio sulla corretta informazione.