Lega

Elezioni Abruzzo: vince il Centro Destra. Lega primo partito

Pubblicato il 11 Feb 2019 alle 11:11am

Il Centrodestra vince le elezioni regionali in Abruzzo, con un boom della Lega superiore alle previsioni. Sostanziale tenuta del Centrosinistra come coalizione (non bene il Pd come partito) e risultato nettamente deludente per i 5 Stelle. E’ la sintesi di quanto accaduto alle elezioni regionali in Abruzzo.

L’Abruzzo è ora la settimana regione italiana controllata dal Centrodestra insieme al vicino Molise, alle regioni del Nord (Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e Sicilia.

Marco Marsilio è il nuovo governatore, una vittoria schiacciante per il Centrodestra il cui candidato ottiene quasi il 48,02% dei voti.

A seguire Giovanni Legnini (Centrosinistra allargato) molto distanziato, il 31,45%.

Poco sopra il 20%, con il 20,05%, il candidato pentastellato Sara Marcozzi.

Nel dettaglio: la Lega di Matteo Salvini diventa il primo partito in Abruzzo con il 26% delle preferenze (i più ottimisti del Carroccio parlavano alla vigilia del 25). Vero e proprio balzo in avanti rispetto alle Politiche quando aveva ottenuto il 13,8%. M5S in caduta libera dal 39,85% del 4 marzo 2018 al 18% circa. Il Pd scende dal 13,82% al 12% circa. Forza Italia sotto il 10% e rispetto alle Politiche (14,44%) perdendo circa cinque punti. Bene Fratelli d’Italia, oltre il 5%, leggermente in crescita sulle elezioni del 4 marzo (5,03%).

Senato approva ddl taglio parlamentari per adeguarlo ad altri Paesi

Pubblicato il 07 Feb 2019 alle 2:55pm

Il Senato ha approva il disegno di legge della maggioranza di riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). I sì 185, i no 54, gli astenuti 4. Il testo passa ora alla Camera. Trattandosi di una riforma costituzionale il disegno di legge richiederà una doppia lettura conforme delle due Camere. In favore della legge hanno votato M5s e Lega, che avevano presentato il testo, ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno detto che la loro scelta è una “apertura di credito” alla maggioranza sul tema delle riforma, che richiederà una verifica nei passaggi successivi. Contrari invece il Pd, Liberi e Uguali e il gruppo delle Autonomie. I democratici avevano presentato un emendamento che legava il taglio dei parlamentari alla trasformazione del Senato in una Camera delle Autonomie, ma la proposta è stata dichiarata inammissibile dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Di qui il loro no.

Sulla carta dovevano essere tutti d’accordo. Come oggi questa maggioranza, anche Partito democratico e prima ancora Forza Italia avevano proposto di ridurre in passato il numero degli eletti se non di abolire proprio l’elezione del Senato. Ma, come emerso chiaramente nella giornata di ieri con le proteste del Pd che ha parlato di “assassinio della democrazia”, il voto unanime sul disegno di legge di riforma costituzionale auspicato dal ministro Riccardo Fraccaro resta un miraggio. La conferma è arrivata nella tarda serata quando i senatori democratici si sono incontrati e hanno ribadito la linea del No al provvedimento. L’approvazione all’unanimità eviterebbe il passaggio del referendum, non previsto in caso di consenso di due terzi dell’Aula in seconda lettura.

Cosa prevede il ddl: confronto con le altre democrazie Il provvedimento prevede la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e del numero dei senatori eletti da 315 a 200: in totale da 945 a 600. Inoltre il numero dei senatori di nomina presidenziale non potrebbe essere superiore a cinque. La modifica costituzionale si applica dal primo scioglimento o cessazione delle Camere, ma non prima di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Negli Stati Uniti la Camera dei rappresentanti è composta da 435 membri e il Senato da 100. In Spagna i cittadini eleggono i membri del Congresso dei deputati (35o) e 208 senatori su 266 totali. I francesi eleggono i membri dell’Assemblea nazionale, 577 deputati, mentre il Senato (che non vota la fiducia) ha 348 grandi elettori. Sistema simile vige anche in Germania, dove il Bundestag conta ben 709 eletti (ma è un numero variabile), mentre la Camera Alta, il Bundesrat, appena 69. Nel Regno Unito la Camera dei comuni, ramo dominante rispetto a quella dei Lord, conta 650 parlamentari.

E con il taglio parte ora la riforma per adeguare anche il Rosatellum. Dopo l’approvazione infatti della riforma che taglia il numero di senatori e deputati, il Senato ha iniziato l’esame della legge elettorale che dovrebbe essere applicata in conseguenza della riduzione dei parlamentari, il cosiddetto Rosatellum ter. Il testo, presentato da M5s e Calderoli, prevede infatti di applicare l’attuale sistema elettorale – il Rosatellum – anche al caso di un minor numero di eletti nei due rami del Parlamento. Il disegno di legge contiene una delega al governo a ridisegnare i collegi che, ovviamente saranno meno numerosi e più grandi. La delega riguarda sia i collegi uninominali che quelli plurinominali proporzionali. Nella seduta odierna si svolgerà solo la discussione generale.

Scuola, educazione civica e divieto cellulari, se non in casi particolari di attività didattica

Pubblicato il 25 Gen 2019 alle 12:37pm

Vietare l’uso dei cellulari a scuola, salvo in casi particolari, di attività didattica. (altro…)

Legittima difesa: via libera dal Senato. Quali sono le principali novità

Pubblicato il 25 Ott 2018 alle 11:26am

Il Senato approva la nuova legge sulla legittima difesa, che ora passa all’esame della Camera. Il testo è passato con 195 favorevoli, 52 contrari e un astenuto. Il provvedimento è stato approvato grazie ai voti della maggioranza Lega-M5s a cui si sono aggiunti quelli dei senatori di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari gli esponenti del Pd e di LeU. Salvini aveva fatto di questa riforma un tema centrale della sua campagna elettorale. “La difesa è sempre legittima! Dalle parole ai fatti”, con queste parole il ministro Salvini annuncia sui social l’approvazione del decreto. Contraria la sinistra, che teme l’innescarsi di un far-west di stampo americano. (altro…)

Rai, il nuovo presidente Marcello Foa “Il mio mandato non è politico ma professionale”

Pubblicato il 27 Set 2018 alle 10:02am

Foa, giornalista e scrittore, è il nuovo presidente della Rai eletto con i voti di M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno espresso tutta la loro massima soddisfazione al termine dell’elezione. “Diamo il benvenuto a Foa. Si è perso fin troppo tempo. È ora di lavorare per rinnovare la Rai”. Ha dichiarato Federico Mollicone, deputato di Fdi. Dello stesso parere anche Gianluigi Paragone del M5s: “Io sono soddisfatto per l’esito del voto che finalmente consente alla Rai di lavorare nella pienezza dei poteri”. (altro…)

Dopo il vertice centrodestra unito di nuovo per prossime regionali

Pubblicato il 21 Set 2018 alle 10:37am

“Il governo Lega-5Stelle lavorerà, e bene, per tutti i cinque anni previsti, rispettando punto per punto il contratto di governo e la voglia di cambiamento degli Italiani”, scrive in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Dopo il vertice che si è tenuto ieri con buon profitto tra i leader del centrodestra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Un’intesa che allarma forse un po’ il M5s e gli elettori, tanto che la Lega ha dovuto confermare l’alleanza per il governo visto il centrodestra è tornato più unito che mai, pronto a rimettersi in gioco coeso per le prossime elezioni regionali. (altro…)

Governo Conte, il giuramento dei 18 ministri davanti al presidente Mattarella

Pubblicato il 01 Giu 2018 alle 5:07pm

Alle 14.00 il premier Giuseppe Conte ha giurato al Quirinale di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Giuseppe Conte è il nuovo presidente del Consiglio dei ministri italiano. Dopo il suo giuramento al Colle, nel corso della cerimonia, tutti i 18 ministri si sono presentati davanti al Capo dello Stato per pronunciare la formula di rito (“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”) al termine della quale il governo è entrato nella pienezza dei suoi poteri.

Un applauso dei parenti e dello staff della comunicazione del Movimento cinque stelle e della Lega ha accompagnato la chiusura del giuramento.

È stato un momento questo formale che ha sancito la sua entrata in funzione e l’inizio del nuovo governo dopo quello guidato da Paolo Gentiloni.

Dopo un brindisi in privato con gli altri ministri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato a Palazzo Chigi per il passaggio di consegne con Gentiloni.

Lunedì 4 giugno poi è previsto il voto di fiducia delle Camere.

Foto Ansa

Silvio Berlusconi ricandidabile, Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di riabilitazione

Pubblicato il 12 Mag 2018 alle 10:37am

Ieri, 11 Maggio 2018, nel pomeriggio, il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta di riabilitazione presentata dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi a inizio marzo scorso, rendendo Berlusconi di nuovo candidabile in politica ad effetto immediato.

Il Tribunale ha dunque cancellato quelli che sono gli effetti della legge Severino, che in seguito alla sua condanna per del 2013 lo aveva interdetto ai pubblici uffici fino all’estate del prossimo anno.

Ora la Procura di Milano può fare ricorso in Cassazione, chiedendo che la riabilitazione a Berlusconi venga revocata. Intanto, la riabilitazione di Berlusconi è già effettiva, e quindi il leader di Forza Italia potrebbe già candidarsi per le prossime elezioni.

La domanda che molti si stanno facendo è in che modo influirà questa decisione sul comportamento di Berlusconi nei confronti delle trattative in corso tra Lega e Movimento 5 Stelle nella formazione del governo? Visto che Forza Italia aveva concesso una “benevolenza critica”.

Decisione, presa dalla camera di consiglio del Tribunale, arrivata con un mese di anticipo rispetto al previsto, piuttosto inaspettata.

Governo Lega – M5S: si lavora su programma e scelta nomi

Pubblicato il 10 Mag 2018 alle 10:01am

Dopo il “via libera” da parte di Silvio Berlusconi di Forza Italia, incontro è previsto per oggi tra i leader della Lega e del Movimento 5 Stelle.

Matteo Salvini e Luigi Di Maio si sono dati appuntamento per formare il nuovo governo nelle 24 ore concesse in extremis dal Capo dello Stato Sergio Mattarella.

“Iniziamo dai temi poi i nomi. La cosa importante è il contratto di governo, ci sono soluzioni che gli italiani aspettano da 30 anni”, afferma Di Maio. “Se c’è accordo si parte altrimenti si vota”, replica Salvini.

“Il governo lo vedremo nelle prossime ore, sia dal punto di vista del programma che delle persone. Credo che una soluzione andasse trovata, e che un governo politico sia meglio di un governo tecnico. Così il governatore della Liguria Giovanni Toti di Forza Italia si esprime su Radio Capital.

Primo tema: la premiership. Non proprio un dettaglio. Sergio Mattarella ha concesso 24 ore in più ma vuole sapere quanto siano solide le basi di questo accordo. Non c’è il nome definitivo per Palazzo Chigi. Ci sono però delle ipotesi, ma una cosa è certa. Molto dipenderà dal peso politico di questo governo e da cosa faranno Di Maio e Salvini, leader e azionisti dell’esecutivo. E questo è il secondo tema. Il terzo è quanto davvero Silvio Berlusconi riuscirà a farsi da parte, quanta influenza avrà sulla Lega e sulla maggioranza.

Se Lega e 5 Stelle saranno più autonomi, il peso politico del governo aumenterà e il baricentro si sposterà su Palazzo Chigi. Ma da quanto si apprende, entrambi hanno problemi di maggioranza. Pertanto, si possono fare poche cose. Dovranno cercare di attuare punti in comune. Il M5S, quasi sicuramente, metterà sul piatto il reddito di cittadinanza, mentre la Lega la questione immigrazione.

Salvini sarebbe disposto a farsi da parte per la leadership, e Di Maio potrebbe fare altrettanto. Pertanto, si dovrebbe poi cercare un terzo nome tra quelli più papabili.

Qualora nascesse l’esecutivo giallo-verde, a salire al Colle sarà il candidato espresso da M5S e Lega. Se invece anche questo estremo tentativo di trovare un accordo andrà a vuoto, Mattarella convocherà la personalità scelta per formare il governo di servizio e le affiderà l’incarico, probabilmente già domani.

Matteo Salvini e Luigi di Maio, chi la spunterà?

Pubblicato il 07 Mar 2018 alle 8:43am

Ecco chi sono i vincitori indiscussi di queste passate elezioni politic he 2018. Sono Giovani, entrambi ambiziosi. Si tratta di Luigi Di Maio e Matteo Salvini che giocano ora un ruolo chiave nel prossimo governo italiano. Reclamano, infatti, entrambi un ruolo da protagonista per la formazione del nuovo governo. (altro…)