Lega

Legittima difesa è legge: via libera dal Senato

Pubblicato il 28 Mar 2019 alle 1:19pm

Arriva il via libera dal Senato al disegno di legge sulla legittima difesa. Con 201 sì, 38 no e 6 astenuti, Palazzo Madama ha approvato in via definitiva la riforma, che ora è legge. Favorevoli i partiti della maggioranza, M5S e Lega; Forza Italia e Fratelli d’Italia, contrari Pd e Leu. Esulta il ministro dell’Interno, Matteo Salvini: “Oggi 28 marzo 2019 è una giornata bellissima non per la Lega, non per un partito, non per Salvini, ma per gli italiani – assicura il ministro -. Finalmente dopo anni di chiacchiere è sancito dal parlamento italiano il diritto alla legittima difesa di chi è aggredito in casa propria”.

Con la nuova legittima difesa, “si eliminano – spiega ancora il ministro dell’interno e vicepremier – anni e anni di giri per i tribunali e di spese legali. Da oggi i delinquenti sanno che fare i rapinatori in Italia è più difficile, un mestiere ancora più difficile, più pericoloso. Se mi arriva uno mascherato e armato io ho diritto di difendermi prima che tu metta le mani addosso a me”.

Salvini ha poi voluto ringraziare “gli amici dei Cinque Stelle, gli amici di Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno sostenuto questa battaglia di civiltà”, plaudendo al “fatto che” il provvedimento “sia stato votato a stragrande maggioranza, tranne che dal Pd, che vota contro qualsiasi cosa, pur di dire no a Salvini, alla Lega e al governo”. Non c’erano i ministri dei Cinque Stelle in Aula? “Io bado alla sostanza – ha osservato il leader del Carroccio – la legittima difesa è legge dello Stato, io bado poco a chi c’è, chi non c’è, quello che conta è che questo è un governo che porta a casa il governo dopo solo nove mesi”.

COSA PREVEDE LA NUOVA LEGGE?

La legittima difesa sarà sempre presunta, ossia sarà sempre ritenuto sussistente il rapporto di proporzionalità tra la difesa e l’offesa. La norma modifica il comma due dell’articolo 52 del codice penale, in base al quale è possibile utilizzare “un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo” per la difesa legittima della “propria o altrui incolumità” o dei “beni propri o altrui”. Viene inoltre introdotta un’ulteriore presunzione all’interno dello stesso articolo 52, in base alla quale sarebbe sempre da considerarsi in stato di legittima difesa colui che, legittimamente presente all’interno del proprio o dell’altrui domicilio (da intendersi in senso ampio, quale luogo ove venga esercitata attività commerciale, imprenditoriale o professionale), agisca al fine di respingere l’intrusione posta in essere dal malintenzionato di turno con violenza o minaccia.

La legge interviene poi sull’articolo 55 del codice penale relativamente alla disciplina dell’eccesso colposo, escludendo, nelle varie ipotesi di legittima difesa domiciliare, la punibilità di chi, trovandosi in condizione di minorata difesa o in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo, commette il fatto per la salvaguardia della propria o altrui incolumità. Viene poi modificato l’articolo 624 bis del codice penale, prevedendo che nei casi di condanna per furto in appartamento e scippo, la sospensione condizionale della pena sia subordinata al pagamento integrale dell’importo dovuto per il risarcimento del danno alla persona offesa.

Vengono inoltre rese più severe le sanzioni per una serie di reati contro il patrimonio: furto in abitazione, scippo e condotte aggravate; rapina e ipotesi aggravate e pluriaggravate; e in caso di violazione di domicilio si considera aggravata quando è commessa con violenza sulle cose, o alle persone, ovvero se il colpevole è palesemente armato. Infine la legge interviene sulla disciplina civilistica della legittima difesa e dell’eccesso colposo, specificando che, nei casi di legittima difesa in casa propria, è sempre esclusa la responsabilità di chi ha compiuto il fatto: in tal modo l’autore del fatto, se assolto in sede penale, non è obbligato a risarcire il danno derivante dal medesimo fatto. Si prevede, inoltre, che nei casi di eccesso colposo, al danneggiato sia riconosciuto il diritto ad una indennità, calcolata dal giudice con equo apprezzamento tenendo conto ‘della gravità, delle modalità realizzative e del contributo causale della condotta posta in essere dal danneggiato’.

Infine, viene introdotto il patrocinio a spese dello Stato in favore di colui che sia stato assolto, prosciolto o il cui procedimento penale sia stato archiviato per fatti commessi in condizioni di legittima difesa o di eccesso colposo di legittima difesa. Previsto infine che nella formazione dei ruoli di udienza debba essere assicurata priorità anche ai processi relativi ai delitti di omicidio colposo e di lesioni personali colpose verificatisi in presenza delle circostanze di legittima difesa domiciliare.

Elezioni regionali Basilicata: il centro destra a trazione leghista vince ancora

Pubblicato il 25 Mar 2019 alle 11:07am

Il centrodestra a trazione leghista ottiene un altro incredibile successo alle regionali: Vito Bardi è il nuovo governatore della regione Basilicata.

Le proiezioni (con campione al 41 per cento) stimano che Bardi, un ex generale della Guardia di finanza fortemente voluto da Forza Italia e sostenuto da cinque liste, dovrebbe ottenere un consenso intorno al 42,47 per cento dei voti, una volta che lo scrutinio sarà definitivamente terminato, distanziando il candidato Carlo Trerotola – che aveva l’appoggio di 7 liste – di quasi 10 punti. Con questo risultato il centrosinistra perderebbe la guida della regione dove governava dal 1995.

Come già avvenuto in Molise, Abruzzo e Sardegna, dunque, la coalizione della Lega con Forza Italia (9,15%) e Fratelli d’Italia (5,82%) paga a livello amministrativo nonostante i partner siano divisi dal governo a Roma. Esperienza quest’ultima che sembra pesare sul M5s, che registra il 20,39%, meno della metà delle politiche di un anno fa (44%), ma 12 punti sopra le regionali 2013, restando comunque primo partito in Basilicata.

Sconfitta onorevole dunque per la prima prova elettorale del segretario Zingaretti, che ha chiuso la campagna in una piazza gremita di Matera.

Da leggere in due modi invece il risultato del M5s che il 4 marzo scorso conquistò in Lucania la quota record del 44%. Il calo al 20%, sempre se confermato da dati definitivi, sarebbe netto, ma rispetto alle regionali 2013 guadagnerebbe 7 punti. Molti pentastellati temono che un calo dei consensi in Basilicata potrebbe anche essere collegato alla delusione degli elettori dopo la vicenda che ha portato all’arresto di Marcello De Vito, nello scandalo sul nuovo stadio della Roma. “Ma siamo il primo partito”, sottolinea il senatore Arnaldo Lomuti.

Approvata la Legittima difesa, la Camera vota sì alla riforma. Ecco cosa prevede

Pubblicato il 06 Mar 2019 alle 6:41pm

E’ arrivato poco fa il via libera della Camera per la Legittima Difesa, tanto voluta dal leader della Lega e ministro dell’interno Matteo Salvini. Nonostante i dossier del M5S e gli strappi di Di Maio, la riforma sulla legittima difesa ha ottenuto 373 sì a Montecitorio.

L’Aula della Camera ha approvato in seconda lettura la legge che modifica alcuni articoli del codice penale, del codice civile e del codice di procedura penale. Ecco nello specifico che cosa prevede il testo e quali sono le più importanti novità. (altro…)

Elezioni Abruzzo: vince il Centro Destra. Lega primo partito

Pubblicato il 11 Feb 2019 alle 11:11am

Il Centrodestra vince le elezioni regionali in Abruzzo, con un boom della Lega superiore alle previsioni. Sostanziale tenuta del Centrosinistra come coalizione (non bene il Pd come partito) e risultato nettamente deludente per i 5 Stelle. E’ la sintesi di quanto accaduto alle elezioni regionali in Abruzzo.

L’Abruzzo è ora la settimana regione italiana controllata dal Centrodestra insieme al vicino Molise, alle regioni del Nord (Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia) e Sicilia.

Marco Marsilio è il nuovo governatore, una vittoria schiacciante per il Centrodestra il cui candidato ottiene quasi il 48,02% dei voti.

A seguire Giovanni Legnini (Centrosinistra allargato) molto distanziato, il 31,45%.

Poco sopra il 20%, con il 20,05%, il candidato pentastellato Sara Marcozzi.

Nel dettaglio: la Lega di Matteo Salvini diventa il primo partito in Abruzzo con il 26% delle preferenze (i più ottimisti del Carroccio parlavano alla vigilia del 25). Vero e proprio balzo in avanti rispetto alle Politiche quando aveva ottenuto il 13,8%. M5S in caduta libera dal 39,85% del 4 marzo 2018 al 18% circa. Il Pd scende dal 13,82% al 12% circa. Forza Italia sotto il 10% e rispetto alle Politiche (14,44%) perdendo circa cinque punti. Bene Fratelli d’Italia, oltre il 5%, leggermente in crescita sulle elezioni del 4 marzo (5,03%).

Senato approva ddl taglio parlamentari per adeguarlo ad altri Paesi

Pubblicato il 07 Feb 2019 alle 2:55pm

Il Senato ha approva il disegno di legge della maggioranza di riforma costituzionale che taglia il numero dei deputati (da 630 a 400) e dei senatori (da 315 a 200). I sì 185, i no 54, gli astenuti 4. Il testo passa ora alla Camera. Trattandosi di una riforma costituzionale il disegno di legge richiederà una doppia lettura conforme delle due Camere. In favore della legge hanno votato M5s e Lega, che avevano presentato il testo, ma anche Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno detto che la loro scelta è una “apertura di credito” alla maggioranza sul tema delle riforma, che richiederà una verifica nei passaggi successivi. Contrari invece il Pd, Liberi e Uguali e il gruppo delle Autonomie. I democratici avevano presentato un emendamento che legava il taglio dei parlamentari alla trasformazione del Senato in una Camera delle Autonomie, ma la proposta è stata dichiarata inammissibile dalla presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati. Di qui il loro no.

Sulla carta dovevano essere tutti d’accordo. Come oggi questa maggioranza, anche Partito democratico e prima ancora Forza Italia avevano proposto di ridurre in passato il numero degli eletti se non di abolire proprio l’elezione del Senato. Ma, come emerso chiaramente nella giornata di ieri con le proteste del Pd che ha parlato di “assassinio della democrazia”, il voto unanime sul disegno di legge di riforma costituzionale auspicato dal ministro Riccardo Fraccaro resta un miraggio. La conferma è arrivata nella tarda serata quando i senatori democratici si sono incontrati e hanno ribadito la linea del No al provvedimento. L’approvazione all’unanimità eviterebbe il passaggio del referendum, non previsto in caso di consenso di due terzi dell’Aula in seconda lettura.

Cosa prevede il ddl: confronto con le altre democrazie Il provvedimento prevede la riduzione del numero dei deputati da 630 a 400 e del numero dei senatori eletti da 315 a 200: in totale da 945 a 600. Inoltre il numero dei senatori di nomina presidenziale non potrebbe essere superiore a cinque. La modifica costituzionale si applica dal primo scioglimento o cessazione delle Camere, ma non prima di sessanta giorni dall’entrata in vigore della legge.

Negli Stati Uniti la Camera dei rappresentanti è composta da 435 membri e il Senato da 100. In Spagna i cittadini eleggono i membri del Congresso dei deputati (35o) e 208 senatori su 266 totali. I francesi eleggono i membri dell’Assemblea nazionale, 577 deputati, mentre il Senato (che non vota la fiducia) ha 348 grandi elettori. Sistema simile vige anche in Germania, dove il Bundestag conta ben 709 eletti (ma è un numero variabile), mentre la Camera Alta, il Bundesrat, appena 69. Nel Regno Unito la Camera dei comuni, ramo dominante rispetto a quella dei Lord, conta 650 parlamentari.

E con il taglio parte ora la riforma per adeguare anche il Rosatellum. Dopo l’approvazione infatti della riforma che taglia il numero di senatori e deputati, il Senato ha iniziato l’esame della legge elettorale che dovrebbe essere applicata in conseguenza della riduzione dei parlamentari, il cosiddetto Rosatellum ter. Il testo, presentato da M5s e Calderoli, prevede infatti di applicare l’attuale sistema elettorale – il Rosatellum – anche al caso di un minor numero di eletti nei due rami del Parlamento. Il disegno di legge contiene una delega al governo a ridisegnare i collegi che, ovviamente saranno meno numerosi e più grandi. La delega riguarda sia i collegi uninominali che quelli plurinominali proporzionali. Nella seduta odierna si svolgerà solo la discussione generale.

Scuola, educazione civica e divieto cellulari, se non in casi particolari di attività didattica

Pubblicato il 25 Gen 2019 alle 12:37pm

Vietare l’uso dei cellulari a scuola, salvo in casi particolari, di attività didattica. (altro…)

Legittima difesa: via libera dal Senato. Quali sono le principali novità

Pubblicato il 25 Ott 2018 alle 11:26am

Il Senato approva la nuova legge sulla legittima difesa, che ora passa all’esame della Camera. Il testo è passato con 195 favorevoli, 52 contrari e un astenuto. Il provvedimento è stato approvato grazie ai voti della maggioranza Lega-M5s a cui si sono aggiunti quelli dei senatori di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Contrari gli esponenti del Pd e di LeU. Salvini aveva fatto di questa riforma un tema centrale della sua campagna elettorale. “La difesa è sempre legittima! Dalle parole ai fatti”, con queste parole il ministro Salvini annuncia sui social l’approvazione del decreto. Contraria la sinistra, che teme l’innescarsi di un far-west di stampo americano. (altro…)

Rai, il nuovo presidente Marcello Foa “Il mio mandato non è politico ma professionale”

Pubblicato il 27 Set 2018 alle 10:02am

Foa, giornalista e scrittore, è il nuovo presidente della Rai eletto con i voti di M5S, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, che hanno espresso tutta la loro massima soddisfazione al termine dell’elezione. “Diamo il benvenuto a Foa. Si è perso fin troppo tempo. È ora di lavorare per rinnovare la Rai”. Ha dichiarato Federico Mollicone, deputato di Fdi. Dello stesso parere anche Gianluigi Paragone del M5s: “Io sono soddisfatto per l’esito del voto che finalmente consente alla Rai di lavorare nella pienezza dei poteri”. (altro…)

Dopo il vertice centrodestra unito di nuovo per prossime regionali

Pubblicato il 21 Set 2018 alle 10:37am

“Il governo Lega-5Stelle lavorerà, e bene, per tutti i cinque anni previsti, rispettando punto per punto il contratto di governo e la voglia di cambiamento degli Italiani”, scrive in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti. Dopo il vertice che si è tenuto ieri con buon profitto tra i leader del centrodestra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Un’intesa che allarma forse un po’ il M5s e gli elettori, tanto che la Lega ha dovuto confermare l’alleanza per il governo visto il centrodestra è tornato più unito che mai, pronto a rimettersi in gioco coeso per le prossime elezioni regionali. (altro…)

Governo Conte, il giuramento dei 18 ministri davanti al presidente Mattarella

Pubblicato il 01 Giu 2018 alle 5:07pm

Alle 14.00 il premier Giuseppe Conte ha giurato al Quirinale di fronte al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Giuseppe Conte è il nuovo presidente del Consiglio dei ministri italiano. Dopo il suo giuramento al Colle, nel corso della cerimonia, tutti i 18 ministri si sono presentati davanti al Capo dello Stato per pronunciare la formula di rito (“Giuro di essere fedele alla Repubblica, di osservarne lealmente la costituzione e le leggi e di esercitare le mie funzioni nell’interesse esclusivo della nazione”) al termine della quale il governo è entrato nella pienezza dei suoi poteri.

Un applauso dei parenti e dello staff della comunicazione del Movimento cinque stelle e della Lega ha accompagnato la chiusura del giuramento.

È stato un momento questo formale che ha sancito la sua entrata in funzione e l’inizio del nuovo governo dopo quello guidato da Paolo Gentiloni.

Dopo un brindisi in privato con gli altri ministri, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è recato a Palazzo Chigi per il passaggio di consegne con Gentiloni.

Lunedì 4 giugno poi è previsto il voto di fiducia delle Camere.

Foto Ansa