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Trieste la città più colpita dal cancro al polmone

Pubblicato il 18 Lug 2019 alle 7:38am

Il Ministero della Salute rivela che è Trieste, la città più colpita dal tumore al polmone.

Grazie ad un recente programma di sorveglianza epidemiologica promosso dal Ministero della Salute, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità e sostenuto dall’OMS, si è scoperto che esiste un crescente aumento della mortalità nelle aree inquinate per la presenza di industrie chimiche, falde acquifere contaminate e fibre di amianto. Tra i 45 siti esaminati, di interesse nazionale o regionale, che includono 319 comuni italiani analizzati nel periodo 2006 – 2013, emerge che Trieste viene inserita come città dove si sono manifestate situazioni critiche per eccessi di patologie riscontrate per quanto concerne tumori maligni del polmone e i ricoveri ospedalieri relativi a malattie respiratorie. “

Oltre a Trieste le città che “soffrono” maggiormente per quanto concerne il tumore al polmone sono Porto Torres, Casale Monferrato, Livorno, Laghi di Mantova, Priolo, Taranto, Venezia, Val Basento, Bari, Brindisi e Falconara, mentre le città dove si registra il maggior numero di ricoveri sono Porto Torres, Brescia, Bussi sul Tirino, Massa Carrara e Pitelli.

Nel 2013, l’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS, (IARC), ha stabilito che esistono prove sufficienti sulla cancerogenicità del particolato atmosferico (PM 10 e PM 2,5), in particolare, per il cancro del polmone. Gli autori dello studio “Sentieri” precisano che non tutti gli eccessi osservati sono attribuibili alla sola contaminazione ambientale, ma le patologie citate, riconoscono una causa multifattoriale, dovuta a stili di vita errati (fumo, alcol, dieta, sedentarietà), fattori socio-economici e qualità dei servizi sanitari.

Dei 45 siti esaminati in questi ultimi otto anni sono stati stimati 5.267 decessi in eccesso negli uomini, 6.725 decessi in eccesso nelle donne di cui 3.375 decessi per tutti i tipi di tumori maligni in eccesso negli uomini e 1.910 nelle donne. Gli eccessi più evidenti risultano essere relativi al mesotelioma maligno, ai tumori maligni del polmone, del colon-retto, dello stomaco e si osservano prevalentemente nei siti con presenza di impianti chimici, petrolchimici e raffinerie e nelle aree nelle quali vengono abbandonati rifiuti pericolosi.

Le patologie respiratorie benigne presenti in eccesso nelle aree in cui esistono impianti siderurgici e centrali elettriche, il mesotelioma maligno evidenzia eccessi nei siti caratterizzati dalla presenza di amianto e di fluoro-edenite.

Secondo l’IARC l’amianto è un “agente cancerogeno certo” (gruppo 1), responsabile della comparsa del mesotelioma pleurico, dei tumori del polmone, faringe, ovaio, peritoneo, pericardio, testicolo, esofago, fegato, colon, stomaco e laringe.

Lo studio “Sentieri” infine, ha valutato anche lo stato di salute dei bambini e degli adolescenti, scoprendo un’incidenza oncologica, nella fascia di età compresa tra 0 e 24 anni, e diagnosticando ben 666 nuovi casi, il 9% sarcomi dei tessuti molli nei bambini, leucemie mieloidi acute nei bambini e nei giovani adulti, linfomi non Hodgkin e tumori del testicolo nei giovani adulti.

Como, su 107 province, speranza di vita di 83,4 anni, ma mancano i medici di base

Pubblicato il 23 Mag 2019 alle 8:56am

Su 107 province, dove sono state incrociate ben 12 variabili, la città di Como ha una posizione di tutto rispetto con un indice di salute del 578,06 e una speranza di vita di 83,4 anni. Supera infatti Sondrio e Lecco, indietro rispettivamente di uno e due gradini, e incassa la vittoria, se così si può definire, di Bolzano con un indice del 651, 64 e 83,7 anni di aspettativa di vita, Pescara e Nuoro: oro, argento e bronzo fra le città dove si vive meglio. La maglia nera va invece a Rieti.

Non tutti i risultati però, sono positivi. Infatti, Como si posiziona quasi a metà classifica, (al 51° posto, per la precisione), in merito alla mortalità per tumore: tra il 2012 e il 2016 sono morte soltanto nella sola provincia di Como, per il male del secolo, 14,7 persone ogni mille abitanti. Un dato ancora troppo alto… anche se va leggermente meglio per le morti relative all’infarto. In classifica, al città lombarda è al 49° posto. Ma la macchia nera della sanità le viene attribuita per criticità dei medici di base, dei pediatri e la ricettività ospedaliera: un 96, un 81 e un 64 in classifica.

Italia primato in Europa per decessi per antibiotico-resistenza

Pubblicato il 15 Mar 2019 alle 8:23am

Il nostro Paese detiene il primato, con oltre 10mila decessi ogni anno, su 33 mila circa in Europa, delle morti da resistenza agli antibiotici, secondo un’indagine che sarà presentata oggi a Milano nel corso del VII Congresso Internazionale AMIT. In Italia, secondo l’Iss, le infezioni ospedaliere hanno un’importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 milioni di ricoveri in ospedale, ogni anno si riscontrano da 450.000 a 700.000 casi, pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati. Nel 2050 le infezioni batteriche saranno la principale causa di decessi. Il problema delle patologie da batteri multi resistenti è sempre più attuale e tutte le istituzioni internazionali (WHO, OCSE, CDC, ECDC) hanno sviluppato algoritmi e linee guida per gestirle.

I numeri sono veramente sconvolgenti. Dai report delle più importanti agenzie sanitarie internazionali (Organizzazione Mondiale della Sanità, Centro europeo per il Controllo delle Malattie Infettive, Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare, ecc.) emerge che queste resistenze determinano aumenti molto significativi dei decessi per infezioni batteriche. “Attualmente qualunque tipo di infezione, dalle più banali come semplici infezioni cutanee o urinarie, a infezioni gravi, quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti. Sembra un paradosso, ma anche una persona che non ha mai preso antibiotici corre il rischio di avere un’infezione da batteri resistenti, soprattutto se si trova in ospedale o nelle altre strutture di assistenza sanitaria. I batteri non conoscono frontiere e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa ed in America Latina come anche il report dell’OMS dimostra chiaramente” afferma Marco Tinelli, presidente del Congresso AMIT insieme a Massimo Galli, rispettivamente componente del Consiglio Nazionale e presidente della SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.

Veneto: 4 persone su 5 superano il cancro rispetto alla media nazionale

Pubblicato il 20 Mar 2018 alle 7:07am

In Veneto il 60,7% degli uomini e il 66,3% delle donne riescono a sopravvivere dopo un tumore a distanza di cinque anni da una diagnosi, contro una media nazionale del 54% degli uomini e del 63% delle donne. (altro…)

Gucci: nella classifica delle 50 aziende più innovative a livello internazionale

Pubblicato il 13 Mar 2018 alle 6:24am

Il marchio Gucci continua a mietere successi. A livello nazionale è stato riconosciuto come il primo marchio italiano per valore nella classifica ‘Top 30 most valuable italian brand‘, la prima classifica focalizzata sul valore dei marchi italiani da parte di BrandZ, realizzata per Wpp da Kantar Millward Brown, agenzia che da 12 anni realizza la top 100 mondiale. Al primo posto Gucci detiene il primato con un valore di 16,3 miliardi di dollari. Subito dopo ci sono Tim ed Enel. (altro…)